PROGETTO EDUCATIVO NEL CARCERE FEMMINILE DI VENEZIA
L’Associazione “La Gabbianella e altri animali” è un’associazione di genitori adottivi, affidatari e aspiranti tali che si occupa anche di prevenzione dell’abbandono infantile da parte dei genitori naturali.
Proprio nell’ottica del sostegno alla genitorialità, soprattutto della genitorialità ”fragile”, si fa carico dell’accompagnamento dei bambini del nido del carcere femminile della Giudecca fino all’asilo comunale nella stessa isola di Venezia.
Da due anni, all’interno del nido del carcere, la stessa associazione persegue un Progetto Educativo, finanziato dalla Regione, che vede impegnate tre psicologhe e una pediatra. In questo progetto sono previste attività che favoriscano i rapporti tra mamma e bambino, ne facilitino la comunicazione e aiutino la socializzazione di piccoli e mamme con l’esterno.
Durante le ore che le psicologhe passano con le mamme, vengono affrontati temi che vanno dall’educazione dei figli all’educazione alimentare. In particolare l’educazione alimentare passa attraverso l’organizzazione di feste di compleanno e merende, stimolando le mamme a preparare alimenti sani per i propri bambini e raccogliendo le loro ricette, provenienti da diversi paesi. Si intende così anche valorizzare la cultura e la tradizione culinaria di ogni donna presente nel nido. In primavera i nostri operatori accompagnano mamme e figli nell’orto del carcere, per fare merenda all’aperto ed insieme per imparare da dove arrivano i cibi che mangiamo.
Queste attività sembrano, ad uno sguardo superficiale, poco impegnative: eppure già impegnare le mamme a FARE QUALCOSA PER I LORO BAMBINI è tanto importante.
Per il carnevale le mamme hanno confezionato le maschere per i loro piccoli, usando ancora le mani, la fantasia e cercando ispirazione nella loro stessa infanzia. Queste semplici iniziative, unite al fatto che i bambini vengono portati fuori in passeggiata durante la settimana dalle volontarie o al nido comunale dalle accompagnatrici, sulla base di accordi con la municipalità, fanno sì che i bambini, più sereni e comunicativi, contribuiscano al buon umore delle mamme.
Crediamo di poter affermare che sono proprio i bambini, che fanno una vita quasi normale, grazie alla frequenza dell’asilo nido comunale, a creare in questa sezione del carcere un clima sereno e collaborativo. E’ stato difficilissimo raggiungere simile risultato e siamo consapevoli che, nella continua alternanza delle persone che vivono nel nido, potrebbero avvicendarsi altri momenti difficili a quelli più sereni.
Ma ormai ci sono alcune idee forti che hanno attecchito e verranno trasmesse da detenuta a detenuta nel tempo. Ne riportiamo alcune: 1- mandare i bambini al nido comunale li fa stare meglio e permette alle mamme di pensare un po’ a se stesse, 2- uscire giova ai bambini, anche quando piangono nel distacco dalla mamma, 3- i bambini che escono parlano prima e meglio l’italiano e questo permetterà loro di inserirsi meglio nella società, 4- il contatto con le volontarie (usiamo il femminile perché i maschi –importantissimi- sono davvero un’esigua minoranza!) è fonte di stimoli piacevoli e di rapporti che durano anche dopo la scarcerazione, 5- aprirsi al rapporto con persone di altra provenienza etnica e culturale, se sono di fiducia, aiuta a vivere, 6- all’uscita dal carcere si avrà qualche persona amica nel territorio, con cui poter interagire.
Si ha l’impressione che le varie attività svolte nel tempo e la sinergia di forze messe in atto (dalle altre associazioni che lavorano nel nido, alle istituzioni) comincino a mettere radici che sotto terra si intrecciano e daranno vita a piante nuove.





