Archivio marzo 2010

Inaugurata la sede della Gabbianella nella ex scuola 25 Aprile a Sacca Fisola

domenica 21 marzo 2010

Finalmente, grazie all’aiuto della Municipalità di Venezia, abbiamo una sede operativa tutta nostra, nella ex scuola 25 Aprile di Sacca Fisola (Calle del Teatro di Sacca 1, vicino ai giardinetti pubblici con i giochi per i bambini).

Gli ambienti della scuola, in cui siamo ospitati con altre associazioni, non sono ancora del tutto pronti, ma noi già possiamo pensare di utilizzare i due locali che saranno solo a nostra disposizione.

La nostra sede, odorante di vernice fresca (ecologica), ancora spoglia (questo per poco!), ma luminosa e ‘promettente’, è stata inaugurata il 25 marzo. Ecco qualche momento dell’inaugurazione:

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In merito alla petizione, e-mail di Andrea Cambiaghi

sabato 20 marzo 2010

Ringraziamo Andrea Cambiaghi per averci autorizzato a pubblicare questa sua email, inviataci il 18 marzo:

Buongiorno,
sono un papà affidatario al secondo affido.
Abbiamo un bambino di 10 mesi che è con noi da quando aveva 5 giorni.
Due settimane fa si è concluso il suo processo ed è stato decretato adottabile. Abbiamo fatto un tentativo di proporci per l’adozione visto che sarebbe stata la cosa più naturale, ma pur esprimendo apprezzamento per il nostro operato, ci è stato risposto che questa non è la prassi è che sarebbe grave creare precedenti di famiglie affidatarie che diventano adottive.
Ora stiamo aspettando che gli trovino una famiglia adottiva. Più o meno dovremo aspettare ancora un mese.

Ho scoperto su internet la vostra petizione, dopo averci pensato un po’ su l’ho firmata e sto cercando di diffonderla. Speriamo che un giorno le cose possano migliorare, se avete bisogno di aiuto scrivetemi pure che se posso sono ben felice di aiutarvi.

Cordiali Saluti
Andrea Cambiaghi

Perché vi invito a firmare la petizione, di Carla Forcolin

sabato 20 marzo 2010

Riporto qui una parte della mail ricevuta oggi:

“sono un papà affidatario al secondo affido.

Abbiamo un bambino di 10 mesi che è con noi da quando aveva 5 giorni.

Due settimane fa si è concluso qui a xxxx il suo processo ed è stato decretato adottabile. Abbiamo fatto un tentativo di proporci per l’adozione visto che sarebbe stata la cosa più naturale, ma pur esprimendo apprezzamento per il nostro operato, ci è stato risposto che questa non è la prassi è che sarebbe grave creare precedenti di famiglie affidatarie che diventano adottive.

Ora stiamo aspettando che gli trovino una famiglia adottiva. Più o meno dovremo aspettare ancora un mese.”

Così mi scrive un signore, senza far trapelare emozioni, con compostezza assoluta. A me vengono per l’ennesima volta i brividi, come quando al telefono, qualche giorno fa, una signora, dalla Sardegna, mi ha raccontato che ha dovuto lasciare una bimba, presa in casa a 40 giorni, in comunità a tre anni e mezzo. Leggi tutto…

A proposito della petizione: storia di Beatrice, di Lucrezia Mollica

sabato 6 marzo 2010

L’avv. Lucrezia Mollica, che si occupa di diritto di famiglia e minorile a Milano, ci ha inviato questa storia e alcune note che vogliamo condividere con voi:

Beatrice aspettava Gesù Bambino.

Era il suo primo vero Natale.

Il Natale precedente, a otto mesi, aveva goduto, inconsapevole, del clima di festa che la circondava e si era deliziata con i nastri d’oro, le carte lucide e i fiocchi d’argento. Per nulla interessata  al contenuto dei pacchetti, i suoi compresi. Leggi tutto…

Una risposta all’articolo di Alessandra Graziottin da Claudio e Cinzia Carboni

giovedì 4 marzo 2010

Pubblichiamo questa lettera che Claudio e Cinzia Carboni hanno mandato a Carla Forcolin:

Ho letto l’articolo della Graziottin. Non sono riuscito a trovare nel sito un indirizzo email a cui scrivere, cosa che avrei desiderato fare.

Vorrei poter esprimerLe tutta la mia ammirazione e ringraziamento perché quello che ha scritto ce lo sentiamo addosso e, a parte il cane, sembra molto la nostra storia e come  l’abbiamo vissuta e la stiamo vivendo, la continua giornaliera preoccupazione di come starà questa bimba oggi e da domani in poi.

C’è una seconda finalità che questa petizione non mette a parole completamente a fuoco, ma i commenti delle persone firmatarie fanno capire che emerge ugualmente oltre le righe, ed è l’assoluta irrinunciabile continuità delle relazioni affettive, che sono il vero senso di  tutta questa storia, sia che la si veda dalla parte dei bambini che da quella degli adulti.

Mi ha colpito un commento: ma i giudici hanno bisogno di una legge per capire tutto questo?

Consola, o fa disperare ancora di piu’, sapere che ci sono tante realtà simili? Difficile rispondere a questa domanda, l’emotività dei sentimenti unita alla ragionevolezza dell’argomento suggerirebbe di andare oltre a questa domanda.

Ma tu sai, per averlo provato sulla pelle e non solo sull’ascolto e  racconto degli altri, cosa vuol dire.

E allora forza e coraggio, se credi a qualcosa prima o poi succede. Bisogna essere come i salici: il vento spesso piega sino a toccare terra quei rami che non si spezzano per natura.

Un abbraccio e buon proseguimento

Claudio e Cinzia

“Adozioni, petizione per salvare il diritto dei bambini all’amore”, articolo di Alessandra Graziottin

martedì 2 marzo 2010

Gazzettino-1-marzo

Riportiamo l’articolo Adozioni, petizione per salvare il diritto dei bambini all’amore, di Alessandra Graziottin, pubblicato su “Il Gazzettino” di ieri, lunedì 1 marzo:

Immaginate di essere un bambino che ha avuto la sfortuna di nascere in una famiglia che non lo cura. O, peggio, lo abusa. Mesi e anni di carenza d’amore. Mesi di tristezza abbandonica. Tanta trascuratezza e dolore che, alla fine, i servizi sociali, su parere del Tribunale per i Minori, vi tolgono – temporaneamente – da lì per mettervi in comunità. Dove il cibo è buono e il vestiario curato. Ma dove vi sentite solo. Passano i mesi, a volte anni. La solitudine diventa una corazza di sfiducia. “Se la mamma non mi ha voluto bene, se mi ha abbandonato, di chi altri mi potrò fidare?”. Leggi tutto…