Una risposta all’articolo di Alessandra Graziottin da Claudio e Cinzia Carboni

Pubblichiamo questa lettera che Claudio e Cinzia Carboni hanno mandato a Carla Forcolin:

Ho letto l’articolo della Graziottin. Non sono riuscito a trovare nel sito un indirizzo email a cui scrivere, cosa che avrei desiderato fare.

Vorrei poter esprimerLe tutta la mia ammirazione e ringraziamento perché quello che ha scritto ce lo sentiamo addosso e, a parte il cane, sembra molto la nostra storia e come  l’abbiamo vissuta e la stiamo vivendo, la continua giornaliera preoccupazione di come starà questa bimba oggi e da domani in poi.

C’è una seconda finalità che questa petizione non mette a parole completamente a fuoco, ma i commenti delle persone firmatarie fanno capire che emerge ugualmente oltre le righe, ed è l’assoluta irrinunciabile continuità delle relazioni affettive, che sono il vero senso di  tutta questa storia, sia che la si veda dalla parte dei bambini che da quella degli adulti.

Mi ha colpito un commento: ma i giudici hanno bisogno di una legge per capire tutto questo?

Consola, o fa disperare ancora di piu’, sapere che ci sono tante realtà simili? Difficile rispondere a questa domanda, l’emotività dei sentimenti unita alla ragionevolezza dell’argomento suggerirebbe di andare oltre a questa domanda.

Ma tu sai, per averlo provato sulla pelle e non solo sull’ascolto e  racconto degli altri, cosa vuol dire.

E allora forza e coraggio, se credi a qualcosa prima o poi succede. Bisogna essere come i salici: il vento spesso piega sino a toccare terra quei rami che non si spezzano per natura.

Un abbraccio e buon proseguimento

Claudio e Cinzia

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