“Il giudice dei minori”, di Luigi Fadiga
Il libro “Il giudice dei minori”, ed. il Mulino, è stato scritto da Luigi Fadiga, il primo giudice che ha firmato la nostra petizione. Ha un’aria leggera ed accattivante, ma si deve leggere con attenzione perché è un lavoro importante che conduce il lettore, in una prospettiva storica che va dal 1900 ai giorni nostri, nei meandri della giustizia minorile. Una giustizia fatta più sui minori, che per i minori.
L’ho letto con grande piacere, come un romanzo, imparando un mucchio di cose per me nuove ed interessanti e trovando riferimenti a fatti ed eventi lontani che mi avevano già a suo tempo coinvolto (I Celestini, la famigerata M. Diletta Pagliuca, la Zanzara al Parini… per non parlare dei riferimenti a Natalia Ginzburg e al suo “Serena Cruz o della vera giustizia”).
ll libro (è riduttivo chiamarlo “libretto” solo perché si presenta piccino) mi è servito a relativizzare la battaglia della Gabbianella. Sembra dirmi: “Guarda che non siete né i primi né gli ultimi che si danno da fare per cambiare e far attuare leggi che considerino i bambini e i ragazzi come persone. Per far passare le novità, se passano, ci vogliono tempi lunghi”.
Luigi Fadiga, con aria distaccata e sorridente, con l’aria di una persona che ragiona solo con intelligenza e buon senso, privo di ideologie, dice cose terribili (ad esempio quando fa presente il potere della Chiesa in ambito educativo, ma aggiunge che quando ci si è messo lo stato- era lo stato fascista- è stato peggio!). Come i saggi, fa sorridere, ma il sorriso alla fine è amaro. E’ un sorriso sull’ incapacità miope dei grandi di considerare i piccoli, sull’ottusità umana, sugli adulti che considerano alcuni bambini malvagi per natura (non sapevo che negli USA si giustiziassero i ragazzini!). E’ il sorriso di chi guarda al mondo per quello che è, ma questo mondo, visto con occhi di bimbo appare proprio brutto. Diceva il mio Shedrak, a tre anni, guardando Gesù in croce nella chiesa del Redentore: “Chi lo ha messo lì? Poveretto…” e io “Gli uomini”. ”Che cattivi i uomini!”
I uomini non fanno leggi decenti e soprattutto non le applicano, questo è il motivo conduttore del libro, per me: la non applicazione di un minimo di leggi. La madre superiora di un istituto, che scrive a un benefattore, preoccupato che i bambini siano dati in adozione, “Stia tranquillo di qui i bambini non usciranno” è quanto mai attuale. I tre bambini di cui parlavo nel libro mio e che sono sotto il T.M. di una città considerata civilissima, sono ancora in casa famiglia, nonostante due processi in cui l’innocenza degli zii è emersa o la loro colpevolezza non è stata accertata.
Ma forse la crisi costringerà le case-famiglia che vogliono le rette dagli enti locali a “liberare” i bambini. Gli affidi aumentano per questo, credo. Ma, a non essere troppo pessimisti, nel tempo si fa strada l’idea che anche i piccoli sono esseri umani. Qualcosa matura.
Il libro merita fortuna ed ha i pregi dei libri precedenti del Giudice: insegna senza annoiare ed è chiarissimo.
Un particolare mi ha inorgoglito: a pag. 100 è citata la denuncia costituita dal mio lavoro “Io non posso proteggerti”, con le storie che mi sono state mandate nel tempo.
Ciò significa che il dialogo tra la nostra associazione e chi riflette sulla giustizia minorile è aperto! E’ una cosa di cui possiamo essere fieri.
Carla Forcolin
Parole chiave: autorità giudiziaria, diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, errori giudiziari, normativa





