Riunione dell’Osservatorio Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza del 14 luglio, avvio dell’iter per l’adozione del Piano Nazionale

Riportiamo il resoconto dell’incontro – valutato in maniera discorde da diverse associazioni (vedi sotto) – pubblicato dall’Agenzia Dire, su www.dire.it:

“ROMA – Dopo oltre tre ore di riunione, un accordo che le organizzazioni della Rete “Batti il cinque!” reputano il “migliore possibile”, considerando le aspre contrapposizioni degli scorsi mesi tra l’Osservatorio nazionale su infanzia e adolescenza e il governo. Oggetto della contesa, il Piano nazionale su infanzia e adolescenza, ovvero il principale strumento di programmazione delle politiche relative ai minori. Lo scorso mese di ottobre il governo aveva respinto la bozza realizzata dall’Osservatorio, che si è costituito durante la scorsa legislatura ed è composto da rappresentanti delle istituzioni e di alcune delle principali organizzazioni del privato sociale impegnate nella difesa dei diritti dei minori. La controproposta del governo, che è arrivata solo una decina di giorni prima della riunione di ieri, mancava però di alcuni punti considerati “fondamentali” dalle associazioni. Tali punti si riferivano soprattutto alla questione delle risorse, ai livelli essenziali delle prestazioni, all’intercultura e alla partecipazione di bambini e ragazzi alle politiche che li riguardano. La bozza del governo, inoltre, prevedeva un “impianto culturale” diverso rispetto a quello della proposta originaria messa a punto dall’Osservatorio: centralità della famiglia anziché centralità del minore come soggetto di diritto.

La riunione di ieri ha però rappresentato un punto di mediazione tra governo e associazioni e l’esecutivo, rappresentato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla famiglia, Carlo Giovanardi, si è detto disponibile ad accogliere alcuni dei punti estromessi. Ricompaiono i livelli essenziali delle prestazioni relative ai diritti civili e sociali dei minori, che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, come anche i livelli essenziali dei servizi educativi, del tempo libero e semiresidenziali. Vengono reintrodotti i “soggetti attuatori”, cioè i responsabili delle diverse azioni previste nel Piano e viene definito il ruolo dell’Osservatorio in riferimento alla funzione di monitoraggio a cadenza semestrale e valutazione dell’applicazione del Piano.

Torna poi il principio della “non discriminazione” e “protezione”, la cui scomparsa dalla bozza del governo è stata definita dal sottosegretario Giovanardi un “refuso”. E, infine, viene nuovamente introdotta la figura del giudice onorario nel tribunale per le famiglie e delle relazioni familiari, quando questo verrà istituito. Il governo si è detto inoltre disponibile a reintrodurre il principio dell’ascolto del minore e ad accogliere le proposte sul ricongiungimento degli stranieri e l’intercultura, soprattutto rispetto alla parte relativa alle seconde generazioni e ai minori rom, sinti e camminanti. Resta in sospeso, però, la questione delle risorse che non vengono definite e rimangono legate a quanto stabilito di anno in anno dalla Finanziaria.

La volontà delle associazioni ora è quella di passare dalla teoria alla pratica, cercando di introdurre alcune ulteriori modifiche in itinere. D’altra parte il tempo è poco: l’Osservatorio termina il suo mandato il prossimo 6 agosto, e oggi c’è tutta l’intenzione di arrivare a un accordo e alla più rapida approvazione del Piano. Il prossimo passaggio previsto ora è quello di una nuova elaborazione del documento da parte del governo, che dovrebbe contenere le modifiche concordate nella riunione di ieri. Dopo di che il governo lo invierà all’Osservatorio e poi al Consiglio dei ministri e alla commissione bicamerale infanzia e adolescenza. (Dires – Redattore Sociale)

Valuta positivamente la riunione www.vita.it, con l’articolo “Al via il piano nazionale. Plauso di Batti il Cinque!”

Secondo l’Ai.Bi., il Piano Nazionale proposto dal governo rappresenta invece un passo indietro, per l’eliminazione “della parte relativa alla riforma dell’adozione internazionale, dell’affido familiare e quella relativa all’attuazione della legge 149 per l’istituzione della Banca dati dei minori adottabili e per la regolamentazione dell’Avvocato del minore di attuazione della 149″ (vedi l’articolo sul sito www.aibi.it).

Il Piano proposto è anche “del tutto inadeguato” per il CNCA (leggi il comunicato stampa su www.cnca.it).

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