Alla Gabbianella, per il 2011
giovedì 30 dicembre 2010Il mio augurio per il 2011 della Gabbianella è questo:
Possa “La gabbianella” riuscire a concludere la sua battaglia di sempre perché i bambini in affidamento siano rispettati nei loro sentimenti e non siano considerati più o meno come cose.
Possa “La gabbianella” accompagnare ancora tutti i bambini che arriveranno nel carcere di Venezia all’asilo, come ha fatto in questi anni, anche se ora le istituzioni ci hanno tolto tutti i finanziamenti che avevamo faticosamente ottenuti.
Possa riuscire a portare gli stessi bimbi in spiaggia d’estate.
Possano i bambini che ora abbiamo in affidamento trovare stabilità di vita accanto alle mamme (i padri non ci sono), con delle zie e degli zii affettuosi accanto.
Possano le donne ristrette nella libertà, in carcere, trovare inserimento nella società, con i loro figli, grazie ai nuovi progetti che forse saranno finanziati.
Possano avviarsi nuovi affidamenti, se ce ne sarà bisogno, con il pieno consenso di grandi e piccoli.
Possano i diritti dei bambini in Italia e nel mondo fare un passo avanti invece che dei passi indietro.
Possa l’associazione proseguire la sua vita al servizio dei bambini in difficoltà con la nuove forze che sono arrivate, imparando a divenire sempre più amorevole, anche al proprio interno.
Che tutti noi riusciamo a fare felici gli altri, rendendo ad un tempo felici noi stessi!
Buon anno!
Carla Forcolin
“Laboratorio Blu”, libreria per ragazzi, da sempre si occupa di promuovere e sostenere la cultura della tutela dell’infanzia. Laboratorio Blu e la Gabbianella promuovono insieme un’iniziativa rivolta alla cittadinanza, per spiegare meglio a tutti che cosa può essere nella realtà l’affidamento familiare e confrontarsi insieme sui molteplici problemi che questo istituto solleva.
Cari amici, vi mando gli auguri di Natale proprio al ritorno da una breve visita ad una comunità che accoglie soprattutto minori stranieri non accompagnati. Con questi ragazzi, spesso ci sono anche ragazzini italiani senza famiglia. Che tristezza!





