Bambini nati e cresciuti in Italia, mamme senza permesso di soggiorno. Tavola rotonda a Venezia, il 7 giugno
giovedì 31 maggio 2012Il 7 giugno 2012, dalle 15.00 alle 19.00, qui a Venezia, a palazzo Cavagnis (Castello 5170), ci sarà una Tavola rotonda sul seguente tema:
Nel nido dell’Istituto di pena femminile di Venezia, alla Giudecca, sono ristrette mamme che devono scontare una pena con i loro figli al di sotto dei tre anni, che è impossibile sistemare altrove. In questo momento nel nido sono presenti 5 bambini, ma il loro numero è variabile e il nido sta per diventare un “Istituto a custodia attenuata per maternità” (ICAM), secondo le nuove normative.
Succede che ci siano bambini nati e cresciuti in questo contesto, che frequentano l’asilo e frequenteranno la scuola materna nel vicino futuro. Dal 2013 i bambini potranno stare nell’ICAM fino a sei anni (oggi rimangono nel nido fino a tre) e arriveranno a frequentare anche la scuola materna stando nel carcere con le madri.
Quando le madri giungono a fine pena, il futuro di questi bambini è quanto mai incerto: le mamme sono al 90% straniere e non hanno i documenti in regola. Per avere il permesso di soggiorno devono avere una casa e un lavoro. Il lavoro viene loro spesso offerto per i primi mesi dalle cooperative sociali e così la casa, ma poi c’è il nulla. Il loro contratto di lavoro sarebbe spesso rinnovato se avessero il permesso di soggiorno. Senza questo documento non possono lavorare e inserirsi onestamente nella nostra società. Così si innesca un meccanismo per cui, con i bambini al seguito, sono costrette a scegliere tra la clandestinità in Italia e un ritorno incerto nel paese d’origine, dove spesso non hanno più nessuno che le aspetti e dove le condizioni di vita sono molto peggiori che da noi. I loro figli sono bambini italiani culturalmente, che si trovano all’improvviso senza mezzi di sostentamento nel mondo povero da cui le madri provengono. Chiunque può immaginare che cosa questo implichi sul piano della loro incolumità fisica (malattie provocate dall’assunzione di acqua e di cibo, dalle precarie condizioni igieniche, dai disagi di ogni tipo a cui non sono abituati) e sul piano del loro normale sviluppo psicologico.
Per non sottoporre i bambini a simili terribili espulsioni indirette, il Testo Unico di Pubblica Sicurezza prevede, con l’ex art. 31 t.u. immigrazione, che si possano dare permessi di soggiorno alle madri, per rispettare il diritto dei bambini a vivere dove sono cresciuti nei primi anni di vita assieme ad esse.
Ma le madri spesso non ne conoscono l’esistenza e non sono in grado di chiederne l’applicazione senza essere aiutate. Inoltre, l’articolo è applicabile durante il periodo in cui le mamme lavorano e hanno casa, cioè di solito i primi sei mesi dopo la scarcerazione. Questo tempo spesso non basta per richiedere ed eventualmente ottenere il permesso di soggiorno.
Da pochi giorni ha seguito la madre verso destinazioni a noi ignote un bambino, che dopo il carcere è stato in affidamento presso una delle nostre famiglie per circa un anno. Era perfettamente inserito qui, gentile, dolce, educato… Si dice che la “colpa” di questa partenza sia stata la scelta di sua madre, ma la stessa non aveva i documenti per costruirsi una vita qui. Perché altri bambini non debbano partire e lasciare il mondo in cui sono cresciuti, noi chiediamo, con questa iniziativa, che le Istituzioni si parlino e possibilmente trovino accordi sulle linee da seguire in questi casi.
Come è più opportuno che i Servizi Sociali del Comune si orientino in queste situazioni? Nella possibilità che questi casi si ripetano frequentemente in futuro, il dialogo tra Istituzioni appare utile per salvaguardare i diritti di bambini già cresciuti in carcere.
Sono invitati, attraverso i loro gentili rappresentanti:
Il Tribunale per i Minorenni di Venezia (Presidente Adalgisa Fraccon)
La Procura della Repubblica annessa al T.M (Procuratore Gaspare La Rosa)
La Questura (Direttore Ufficio Immigrazione, Riccardo Sommariva)
L’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna (Direttrice Chiara Ghetti)
L’Istituto di Pena femminile della Giudecca (Direttrice Gabriella Straffi)
L’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Venezia (Assessore e Vice-Sindaco Sandro Siminato)
I Servizi Sociali del Comune di Venezia (Dirigente Marino Costantini, dott. Monica Cappellari, Assistenti Sociali impegnati nel problema sollevato)
Il Pubblico Tutore dei Minori della Regione (Garante Aurea Dissegna)
La Municipalità di Venezia (Presidente Erminio Viero)
Martedì 5 giugno alle 9.00, in Senato, nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani (Via della Dogana Vecchia 29) il Gruppo di lavoro per la Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Gruppo CRC), cui appartiene anche la Gabbianella, presenterà il 5° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della situazione italiana rispetto alla Convenzione nell’anno 2011 – 2012, d’intesa con l’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza Vincenzo Spadafora. All’evento parteciperà Elsa Fornero, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.



