(ANSA) – STRASBURGO, 27 APR –

La Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha oggi condannato l’Italia per non aver concesso l’adozione di una bambina a genitori che gia’ l’avevano avuta in affidamento.
I giudici europei hanno riscontrato “difetti nella procedura di adozione” e quindi il “mancato rispetto del diritto dei genitori a creare una famiglia, in base all’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo”.
I fatti risalgono al maggio 2004 quando i coniugi Luigi Moretti e Maria Brunella Benedetti, di Lugo di Ravenna, ricevono in affido una bambina appena nata. Il tribunale decide un affido di 5 mesi che poi estendera’ fino a 19 mesi. La coppia che ha gia’ una figlia, un bambino adottato e che si e’ presa cura anche di altri bambini poi adottati da altre famiglie, durante i 19 mesi di affido della piccola chiede due volte al tribunale di poter adottare la bambina. Ma nel frattempo lo stesso tribunale, che ha dichiarato la piccola adottabile, decide di affidarla ad un’altra famiglia senza comunicarlo ai coniugi Moretti. La bambina verra’ portata via dalla loro casa con l’assistenza della polizia.
A quel punto la coppia fa ricorso contro la decisione del tribunale di non accettare la loro richiesta di adozione. La Corte d’appello, pur dichiarando che la decisione presa dal tribunale non e’ ben fondata, lascera’ pero’ la bambina con la nuova famiglia, ritenendo che un’ulteriore separazione avrebbe rischiato di traumatizzarla.
I giudici di Strasburgo, nella loro sentenza che tuttavia non incide sulla scelta gia’ compiuta dall’autorita’ nazionale, hanno sottolineato che “era di primaria importanza che la richiesta di adozione dei coniugi fosse esaminata attentamente e prontamente”. Ai coniugi l’Italia dovra’ risarcire 10mila euro per danni morali e 5mila per le spese legali sostenute. (ANSA).

Clicca qui per la sentenza.

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