Premessa

Chi sono i bambini che vivono in carcere
Nell’istituto penitenziario femminile della Giudecca entrano mamme con bambini sotto i tre anni, i quali, al compimento del terzo anno (e in futuro, in attuazione della nuova legge, al compimento del sesto anno) devono in ogni caso uscire dal carcere. I bambini che entrano nell’istituto penitenziario si trovano in questa situazione perché le mamme preferiscono tenerli con sé anziché lasciarli ai parenti, oppure perché le mamme non hanno parenti capaci di curare i bimbi o anche perché esse non hanno un appartamento dove rimanere agli “arresti domiciliari”. Le mamme sono quasi sempre straniere.

Perché l’accompagnamento
Ai bambini che sono costretti a trascorrere la prima preziosa parte della vita in carcere, la Gabbianella da molti anni garantisce la frequenza regolare all’asilo-nido.

Andare all’asilo permette ai bambini di vivere fuori dal carcere, cioè di vedere ambienti e persone diversi da quelli dell’istituto di pena, di imparare l’italiano, che spesso le mamme non parlano bene, di acquisire elementi della cultura del nostro paese: comportamenti, alimenti, modalità di gioco. Frequentare l’asilo nido significa ricevere degli stimoli che la madre e il carcere non possono dare e sviluppare potenzialità della mente, che potrebbero non essere nemmeno toccate da una vita deprivata di esperienze. Significa mettere delle buone basi per la scuola materna e la scuola in genere. Significa soprattutto integrazione sociale.

Significa anche in molti casi creare “una rete di salvataggio” per i bambini in caso la mamma non stia bene o il bambino debba uscire dal carcere senza di lei. Infatti chi conosce il bambino e ha con lui/lei un rapporto d’affetto lo può ospitare per brevi periodi, come è successo molte volte, nel caso il bambino abbia bisogno di cure e attenzioni specifiche per motivi di salute suoi o della mamma.

Il tutto evitando logiche appropriative, lavorando sempre sulla coppia madre-figlio nel senso in cui si lavorò in passato con il progetto educativo della Regione: ciò che di meglio possiamo regalare ai bambini è un buon rapporto con le loro madri, a cui tendiamo sempre ad unirli. Se finiamo per accoglierli in affidamento è solo perché i bambini compiono i fatidici 3 anni o per casi davvero eccezionali.

Le maggiori difficoltà incontrate e i risultati raggiunti
Benché la cifra assegnata nel passato fosse adeguata, non è mai stato facile trovare accompagnatori disponibili a questo compito: infatti, i giovani cercano un lavoro vero e l’impegno di accompagnare i bambini toglie loro la libertà di movimento necessaria per “sistemarsi”, i pensionati si vogliono godere la libertà conquistata e si stancano a portare i passeggini su e giù per i ponti, chi lavora non può svolgere altre attività… La ricerca di accompagnatori, che devono essere persone di fiducia,  è stata perciò un impegno faticoso e una preoccupazione permanente per la Gabbianella. Ora, dopo molti anni, possiamo contare su un certo numero di persone, che già dispongono del permesso ad entrare in carcere e che sanno come comportarsi con gli agenti, le mamme, le maestre, e naturalmente i bambini.

Per dare la misura del nostro impegno, si ricorda qui che dal 2004 circa ventisette  bambini hanno potuto frequentare regolarmente l’asilo nido e nel corso degli ultimi tre anni, quattordici bambini hanno potuto godere dell’accompagnamento estivo in spiaggia nell’ambito dei progetti “Gioire nelle feste” e “Giocare liberamente” realizzati rispettivamente nel 2009 e 2010 e finanziati dal CSV, dal Comune di Venezia, dalla Municipalità di Venezia e dalla Foresteria Valdese. Nel 2011 nessuno ha finanziato il progetto, ma l’associazione è riuscita ad avere la capanna ugualmente, grazie all’offerta di 4 soci e ha potuto ancora portare al mare due bambini, i soli presenti al nido nell’estate. Una capanna “solidale” che è stata più in generale messa a disposizione di tutti quei bambini che non hanno, per diverse ragioni, la possibilità di trascorrere in compagnia piacevoli giornate al mare.

Dalla fine del 2007, cioè da quando abbiamo dovuto pensare noi a retribuire gli accompagnatori, con “prestazioni di lavoro occasionali”, passando loro per intero la cifra che il Comune dava all’associazione, sono stati una trentina gli amici o meglio le amiche (due soli uomini) che hanno garantito la continuità di questo prezioso servizio.

Forse 12 euro netti sono troppi per un’ora di lavoro come baby-sitter, ma non lo sono di certo per l’impegno e la responsabilità umana e sociale del compito ricoperto. E nemmeno troppi per avere le giornate feriali sempre “bloccate” dall’impegno di andare ad accompagnare alle 8,00 e recuperare alle 15,30 un bimbo al nido. Inoltre, i nostri amici, oltre alle ore di accompagnamento al nido, facevano molte altre ore di “passeggio libero” con i bimbi, portandoli al parco-giochi, a casa propria, a vedere cose interessanti e stimolanti per i bambini (le giostre, le festine di Carnevale, i colombi di piazza S. Marco, ecc.).

Non solo nei giorni feriali i bambini sono usciti, ma anche nei festivi, ovviamente gratis e con turni studiati appositamente. Gli accompagnatori sono sempre divenuti amici di mamme e bimbi, procurando loro ciò che serviva, portando i bambini in ospedale se questo era necessario, accompagnandoli nel difficile momento dell’uscita quando possibile, talora fino alla nuova casa, in città diverse dalla nostra, con mezzi propri, vegliando sul loro successivo inserimento all’asilo e sulla loro serenità.  Molti di questi rapporti continuano ancora. Si è trattato nei fatti di forme di affidamento, più che di semplici accompagnamenti.

La sinergia con il carcere e l’asilo nido
La Direzione del carcere femminile anche prima dell’appoggio della Gabbianella aveva provveduto ad accompagnare alcuni bambini all’asilo nido, consapevole dell’importanza di questo servizio. Quando l’associazione di volontariato cominciò ad accompagnare i primi bambini ed era disposta a farlo gratuitamente non rendendosi ancora conto dell’impegno che questo presupponeva, la Direzione chiese esplicitamente al Comune che gli accompagnatori fossero pagati e garantì così la continuità delle attività fino al dicembre 2010.

Poiché non tutte le mamme ristrette, soprattutto nel passato, volevano mandare i bambini all’asilo, la Direzione dell’istituto di pena ha cercato di sensibilizzare le detenute madri in vari modi. Tra questi ha favorito gli incontri con le maestre e la proiezioni di video sulle attività che i bambini svolgono all’asilo.

Anche la Direzione dell’asilo si è resa conto dell’importanza di accogliere questi bimbi e ha riservato loro dei posti e un’attenzione particolare.

I comportamenti dei bambini sono sempre stati sinteticamente descritti alle mamme dalle maestre attraverso comunicazioni scritte di cui le accompagnatrici si facevano tramite.

La situazione attuale
Da gennaio a giugno dell’anno 2011 abbiamo accompagnato i bambini senza ricevere nessun compenso. Per fortuna i piccoli rimasti nel nido in quest’ultimo anno sono stati pochi. Se fossero stati 5-6, come succedeva in passato, senza compensi economici, sarebbe stato difficile. Grazie soprattutto alle socie Martina Sambo e Nara Ronchetti, anche gli ultimi bambini passati al nido, sono usciti con la consueta regolarità e anzi, su richiesta delle mamme, più degli altri. Queste mamme, a differenza di quante le hanno precedute nello scorso triennio, non hanno potuto usufruire del progetto educativo, finanziato dalla Regione Veneto e implementato dall’associazione, per venire loro in aiuto attraverso diverse forme di sostegno ad hoc, dalla pediatra alle psicologhe della relazione. Nel 2011 giovani mamme che presentavano problematiche personali piuttosto pesanti, senza compagne con cui condividere il nido e prive di un sostegno adeguato si sono sentite più sole e hanno vissuto con maggiore difficoltà il loro ruolo. Venendo incontro alle richieste e alle specifiche necessità di queste mamme e nonostante la totale assenza di fondi, la Gabbianella si è comunque impegnata per garantire a questi bambini la possibilità di trascorrere la maggior parte del tempo all’esterno riuscendo a trovare delle socie–accompagnatrici stabili che hanno potuto trascorrere con loro quasi tutta la giornata e che gli hanno permesso di vivere delle esperienze ricche e stimolanti adatte a favorirne la normale crescita psico-fisica.

Proposte dell’associazione “La gabbianella e altri animali” per l’anno scolastico 2011/2012
Dopo queste necessarie premesse, l’associazione formula delle proposte con la precisa intenzione di facilitare il lavoro delle Istituzioni. Naturalmente rimane aperta a riceverne di diverse da parte delle Istituzioni stesse.

1. L’associazione si impegna, nei limiti delle proprie forze, ad accompagnare all’esterno del carcere, durante i giorni festivi d’inverno e al mare d’estate, i bambini che ne avranno bisogno, anche nell’attuale situazione.

La stessa non garantisce invece di riuscire ad assumersi un impegno regolare per quanto riguarda gli accompagnamenti dei bambini all’asilo nido comunale senza l’aiuto fondamentale delle istituzioni, con finanziamenti e accordi anche diversi dal passato, ma tali da riconoscere il ruolo di supporto e   sostegno che la Gabbianella sta svolgendo per mamme e bambini.

Di fatto, come si riconosce l’affidamento diurno a singole famiglie, allo stesso modo si potrebbe riconoscere l’affidamento diurno all’associazione. In passato questo tipo di accordo  era stato già adottato in qualche situazione esterna al carcere tra il Centro Affidi e l’Associazione come tra la Municipalità del Lido e l’Associazione; oggi ci auguriamo possa venire istituito un protocollo simile ma non ci irrigidiamo nella proposta, che è una delle tante possibili.

2. Qualora si giunga alla decisione di riprendere accordi per metterci nelle condizioni di accompagnare i bambini all’asilo nido, l’associazione si impegna, in collaborazione con le istituzioni, se vorranno, ad organizzare un corso di formazione per gli accompagnatori.

Lo stesso potrebbe essere composto da 4 incontri: uno con una pedagogista         sulle principali tappe dello sviluppo dei bambini da zero a tre anni; uno con      un’ educatrice del carcere; uno con un’ operatrice del Centro di consultazione per bambini, genitori, adolescenti; uno con il pediatra.  Il corso, oltre a      diffondere una conoscenza adeguata del Centro per l’Affido, aspirerebbe a garantire una preparazione specifica, condivisa e omogenea, degli accompagnatori in grado di ottimizzare il coordinamento tra tutti gli attori coinvolti ed evitare l’insorgere di possibili difficoltà nella relazione con l’istituto di pena.

3. Chi accetterà di fare l’accompagnatrice, sarà tenuta inoltre a partecipare ad incontri periodici interni all’associazione, per confrontarsi e condividere con esperti del settore e con altri accompagnatori le problematiche che eventualmente emergeranno durante lo svolgimento del proprio servizio.

4. Inoltre l’associazione, in collaborazione con le istituzioni, si impegnerà a svolgere un’azione specifica di informazione e sensibilizzazione a beneficio delle nuove mamme che arrivano in carcere. Infatti sostenere questi bambini significa anche sostenere le loro mamme: una corretta e sistematica attività di informazione a loro favore eviterebbe di creare inutili angosce e inquietudini alle madri e, di riflesso, ai loro figli. Due colloqui individuali con la ristretta appena arrivata da sola e/o in presenza delle altre mamme già esperte e fruitrici dei nostri servizi saranno organizzati da socie esperte dell’associazione per diffondere delle informazioni di base riguardo l’associazione e il suo ruolo e mission all’interno del carcere: il nostro progetto educativo è volto a permettere ai bambini un adeguato sviluppo psicofisico e a coinvolgere le mamme in tutte le attività (scuola, uscita, forme di divertimento) proposte ai bambini perché queste ne capiscano il valore e crescano con i piccoli.

Pensando ai due bambini ora rinchiusi nel nido, vorremmo risolvere subito ogni problema, ma da soli non possiamo e non è giusto farsi carico di compiti che non si è sicuri di poter rispettare. Confidiamo nel personale che lavora a pieno titolo nel nido del carcere e nella sensibilità della Direzione per quanto riguarda l’accompagnamento dei bambini nel prossimo periodo, anche perché è necessario fare l’inserimento presso l’asilo nido comunale dell’ultimo arrivato, il piccolo Vito.

Come abbiamo già ricordato, nel passato il nostro lavoro è stato possibile grazie anche al finanziamento avuto dalla Municipalità di Venezia. E’ quasi inevitabile che senza finanziamenti i volontari si sottraggano agli impegni precisi e puntuali che sono necessari per dare continuità di frequenza all’asilo nido e abitudini regolari ai bambini. Noi invitiamo  le istituzioni a sostenerci.

Carla Forcolin

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