Post nella sezione ‘Petizione’

Otto anni d’affido: non è troppo? Testimonianze

mercoledì 28 dicembre 2011

DAL MIO PUNTO DI VISTA di padre affidatario

I papà sono sempre un po’ defilati, lasciano alle mamme i pochi onori e i molti oneri della gestione familiare. Lo sono ancor di più se la loro famiglia vive situazioni un po’ fuori dal normale, così come succede ed è successo a noi, famiglia affidataria. Chi, se non la mamma/moglie, si fa carico della concretezza della quotidianità, ci dà forza quando le cose non girano, chi si sbatte a destra e a manca per trovare soluzioni a questioni complicate che  lasciano basiti i mariti?

Eppure noi ci siamo, io ci sono. Penso a B la mia bambina, che mia non era. Alla prima volta che l’ho vista, quando aveva solo 18 giorni e all’ultima volta, quando eravamo tutti preoccupatissimi per il suo futuro; penso al suo primo giorno di scuola e al cuore disegnato per mia moglie e per me, con dentro la scritta “sarete sempre nel mio cuore”… Leggi tutto…

Commento alla testimonianza di Eleonora e Ferdinando

sabato 26 novembre 2011

Non si può leggere la testimonianza pubblicata qui sotto e rimanere indifferenti, anche se di casi così, purtroppo, se ne sono già visti molti.

Non si può nemmeno entrare nei dettagli, perché i processi si fanno nelle sedi giuste. Eppure rimane un fatto in tutto ciò che la coppia scrive: una bambina è stata per i primi otto anni della sua vita in affidamento. L’affidamento per legge dura due anni, rinnovabili (ma non per tutta la vita) nel superiore interesse del minore. Dove sia l’interesse di una minore, cioè di una persona, nel cambiare famiglia non è per niente chiaro. Nessuno direbbe ad un adulto che si sono trovati moglie/marito migliori per lui/lei a prescindere dalla sua volontà, ma con i bambini ci si permette di far loro cambiare famiglia a prescindere dal fatto si trovino già benissimo nella famiglia in cui sono.

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Il governo e “Il diritto ai sentimenti per i bambini in affidamento”

martedì 15 novembre 2011

Premessa
Il governo è caduto ma la legislatura non è finita: le proposte di legge a favore dei minori, che giacciono in Commissione Giustizia da più di un anno, potrebbero ancora essere discusse.  Voglio raccontare la storia di queste proposte, anche per far riflettere chi ci governa circa il rapporto cittadini-istituzioni in democrazia.

Il problema sollevato
In Italia, la legge che regola l’affidamento dei minori si presta ad interpretazioni molto diverse, ma di solito i giudici minorili quando un bambino in affidamento diventa adottabile lo costringono a lasciare la famiglia in cui è cresciuto in affidamento (anche per anni) per porlo in adozione presso un’altra famiglia. Il piccolo, che ha già perso la madre naturale, si trova così a dover cambiare casa e affetti per la terza volta anche se la famiglia affidataria si è nel frattempo talmente affezionata a lui da volerlo adottare. Noi chiediamo da molti anni che la prima famiglia ad essere valutata ai fini adottivi dal giudice, dopo la dichiarazione di adottabilità, sia quella che già ospita al proprio interno il bambino e che l’adozione sia legittimante se la famiglia ha i requisiti per poter adottare, “nei casi particolari” in caso contrario. Tutto ciò sembra ovvio a chiunque abbia un po’ di buon senso, anche se ci sono molti pericoli, di cui noi siamo perfettamente consapevoli, anche in questa proposta. Ma l’interesse predominante dei bambini richiede a gran voce che dei bimbi, già traumatizzati in passato e ben recuperati dall’affetto disinteressato di sostituti genitoriali, di cui si fidano, non siano abbandonati di nuovo per legge.

Petizioni popolari
Per questo lanciammo una petizione durante il governo Prodi, che divenne proposta di legge presentata dall’on. Luana Zanella. Cadde con quel governo. Con il successivo governo Berlusconi, dopo la pubblicazione del libro di denuncia dal titolo “Io non posso proteggerti” ed. F. Angeli, rilanciammo una petizione on-line, dal titolo “Diritto ai sentimenti per i bambini in affidamento”. Nonostante il tema di nicchia e nonostante la nostra totale inesperienza in simili questioni, riuscimmo a raccogliere in pochi mesi nella primavera del 2010 più di seimila firme on line e riuscimmo a sensibilizzare giornalisti, deputati, giudici, professori, semplici cittadini. Su questi temi si tennero trasmissioni radiofoniche, articoli ed infine un convegno in Senato, dove intervennero deputati e senatori, tra cui Anna Serafini, la vice presidente della Commissione Infanzia, che nel passato era stata relatrice della legge attuale e che ci promise una circolare applicativa della legge. Le firme furono da noi presentate alla Presidenza della Camera, da cui ci giunse una lettera di apprezzamento firmata dallo stesso presidente, G. Fini.

La petizione diventa proposte di legge
Si fecero carico di due proposte di legge simili tra loro e in grado di cogliere le istanze della petizione due deputati, rispettivamente PdL (Elvira Savino) e Pd (Salvatore Vassallo), che avevano capito la serietà del problema per la loro sensibilità personale e per aver letto le nostre storie. Fu così che le proposte di legge nuove vennero calendarizzate in Commissione Giustizia. Non appena ciò si seppe, il meccanismo, messo così faticosamente in moto dalla denuncia di enormi quanto inutili sofferenze di bambini e di famiglie affidatarie, attrasse interessi di altro genere e altre proposte di riforma della legge 149/01 o addirittura di riforma dei Servizi Sociali  piovvero da ogni parte e con obiettivi molto diversi da quelli originari. Sembrava che la petizione fosse stata dimenticata. Per questo l’associazione, ad un anno di distanza dal convegno e dalla presentazione della petizione, il 13 maggio 2011, organizzò una tavola rotonda a Venezia in cui associazioni del settore, magistrati minorili e deputati ragionarono ancora sulle proposte esistenti e giunsero a preparare un testo, un’ipotetica legge, condivisa da tutti e che la sottoscritta avrebbe dovuto portare, come ulteriore elemento di collaborazione al mondo politico, nelle audizioni parlamentari che le erano state preannunciate e che non ci furono mai.

La legge non è stata discussa e votata dal governo precedente
Ci chiediamo:  perché una proposta di legge quasi bypartisan, a costo zero, che avrebbe rilanciato l’istituto dell’affidamento nel nostro paese, facendo il bene dei bambini e facendo inoltre risparmiare agli enti locali migliaia e migliaia di euro, non ha interessato nessuno e non ha spinto alcun partito ad accelerare i lavori della Commissione? Per i grandi interessi degli istituti, che appartengono a gruppi molto potenti, rispondono molti. Certo, ma non solo. Il problema è stato forse il grande lavoro della Commissione Giustizia su tematiche che con gli interessi dei cittadini avevano poco a che vedere? Certo, ma non solo. La difficoltà di capire tutti i problemi connessi a quello della tutela dei legami affettivi non è da poco, la questione è difficile, nonostante le apparenze. (Proprio perché si cercano rimedi ad un male che non è mai del tutto sanabile, come quello dell’incapacità genitoriale di alcuni poveretti, che si vorrebbe recuperare assieme ai figli e che invece spesso affondano nei loro guai, trascinando i figli con sé). E qui mi chiedo: quanti politici importanti, senza i quali le proposte di  legge non vengono nemmeno guardate, sono disposti ad affrontare la comprensione e la decisione conseguente su questi temi, con il relativo dispendio di tempo e di fatica, con il rischio di inimicarsi gruppi potenti?

I pericoli della riforma
C’è chi è contrario alla proposta, perché capisce che essa finirebbe per dare dei bambini a famiglie che non hanno fatto i percorsi di formazione previsti per poter adottare e “toglierebbe” altri bambini adottabili a chi li sta attendendo con lunga e terribile attesa. Come se anni di vicinanza al bambino non contassero come un corso di formazione e come se gli affidatari non avessero a loro volta sofferto e fatto dei corsi di preparazione. Come se ulteriori formazioni non potessero essere ancora fatte, se opportuno.

L’affetto che si instaura tra bambini e adulti che li curano, è sacrosanto se viene da genitori adottivi, ma è definito “attaccamento” se viene dagli affidatari. L’affetto è ciò che chiedono i bambini, a tutti, e i bambini non sanno la differenza tra affidamento e adozione. Sono loro che non devono subire traumi evitabili, non i grandi a dover avere figli adottabili a disposizione.

C’è chi teme anche che i bambini dati in affido, con simile riforma, possano non venire più  orientati al ritorno dai genitori da parte delle famiglie affidatarie. I pericoli esistono e la legge studiata nella tavola rotonda del 13 maggio 2011 cerca di contenerli. Ora abbiamo solo la certezza dello strazio dei bambini e degli adulti che li hanno cresciuti al momento di un distacco non protetto in alcun modo. Perfino il ritorno alla famiglia naturale oggi è scandalosamente crudele con i bambini, che spesso non possono più nemmeno sentire al telefono chi ha fatto loro da madre e da padre, per anni, nemmeno ai compleanni o a Natale.

Rilanciare l’affidamento
È la logica disumana che nega ipocritamente l’importanza dei rapporti tra affidatari e affidati che rende debole l’affidamento.  Se tale rapporto venisse considerato per quello che è (gli affidatari svolgono un ruolo genitoriale anche se lo stesso ruolo è  a tempo determinato), i distacchi sarebbero regolati per legge e i rapporti non interrotti d’autorità anche nel caso di un ritorno felice del bambino nel seno della famiglia d’origine. Così l’affidamento verrebbe rivalutato. Nel rispetto appunto dei sentimenti dei bambini, che non sono “cose” di proprietà.

Risparmiare denaro pubblico e fare le persone felici
Se l’affidamento venisse rivalutato, molte famiglie in più lo accetterebbero. Le persone disposte a passare dal ruolo di genitori a quello di zii sono molte, ma quelle disposte ad amare un bambino e poi a non saperne più nulla sono poche.

I bambini in struttura sono circa 30.000 e, oltre a crescere con carenze affettive, costano agli enti locali  (cioè a tutti noi) dal doppio al quintuplo di quello che costano se inseriti in famiglia. Perché in struttura bisogna pagare gli operatori che ci lavorano. Le strutture non sono inutili: i ragazzini più grandi spesso non vogliono andare in affidamento, si sentono parte di una famiglia che ricordano e si sentono in colpa cambiandola. Inoltre ben pochi li vogliono, ma i bambini e anche alcuni adolescenti che ora stanno in casa-famiglia,  potrebbero rinascere se accolti in affidamento.

I politici e la questione
Se la legislatura non si dovesse chiudere ci sarebbe forse ancora un filo di speranza. Il programma del nuovo governo insiste sulla protezione delle fasce deboli della popolazione ed è indubbio che tra le realtà più deboli del paese ci sono i bambini senza genitori in grado di occuparsene. Noi chiediamo ai politici di occuparsene: perché è giusto, perché si eliminerebbe tanto dolore inutile alal gente, perché si risparmierebbe dando benessere invece di dare lacrime e sangue.  Anche questo sarebbe  un bel segnale di cambiamento al paese.

Carla Forcolin

Diritto ai sentimenti per i bambini in affidamento. Aggiornamenti

giovedì 26 maggio 2011

Il giorno 13 maggio 2011, a palazzo Cavagnis, sede della Gabbianella  di Venezia, si è tenuta una tavola rotonda per discutere sulla petizione, presentata lo scorso anno, con i deputati che più l’hanno sostenuta. Il dibattito era necessario: sono in discussione in Commissione Giustizia sia le leggi proposte dai deputati che ci avevano seguito fin dall’inizio, sia altre proposte che riguardano i temi dell’affidamento e dell’adozione, ma che esulano da ciò che abbiamo chiesto.

Alla tavola rotonda hanno partecipato anche altre realtà che si occupano di affidamento e adozione, come ANFAA. Le associazioni Papa Giovanni XXIII, e  Save the Children, che hanno firmato la petizione, non hanno potuto essere presenti, ma ci stanno seguendo, come anche AiBi (che lo scorso anno invece non ha firmato) e altre realtà. Il CNSA ci ha mandato il documento già inserito in questo sito.

I deputati che erano con noi ci hanno chiesto di scrivere un testo che fosse il più possibile condiviso e di mandarglielo.  Mettiamo nel sito pure questo.

Intanto accogliamo tutte le vostre riflessioni sulle tematiche in questione e cominciamo a farlo con il contributo di Marilena Zanon.

Carla Forcolin

 

Comunicato stampa sulla giornata del 13 maggio 2011

sabato 14 maggio 2011

Si comunica che ieri, 13 maggio 2011, presso il Centro culturale Valdese di Palazzo Cavagnis, sede legale dell’associazione “La gabbianella e altri animali”, ha avuto luogo un importante incontro tra i deputati on. Elvira Savino (PdL), on. Salvatore Vassallo (PD) e alcune associazioni di volontariato che si occupano di affidamento e di adozione, nonché rappresentanti delle istituzioni locali ed esperti di diritto minorile. L’incontro si è tenuto ieri, ad un anno esatto dal giorno in cui la petizione “Diritto ai sentimenti per i bambini in affidamento”, promossa dall’ass. “La gabbianella e altri animali”, è stata presentata alla Presidenza della Camera.

Nel corso di questi dodici mesi sono state elaborate due proposte di legge, da parte degli on. Salvatore Vassallo ed Elvira Savino. Entrambe hanno lo scopo di tutelare la continuità degli affetti per i bambini prima posti in affidamento e poi dichiarati adottabili. Gli stessi bambini, se accettati in adozione dagli affidatari, potrebbero così rimanere nella famiglia in cui già si trovano, se vi stanno bene, senza essere costretti a cambiare sostituti materno e paterno, fratelli, amici, scuola, e tutto il loro mondo. La famiglia affidataria, che accettasse di diventare adottiva, sarebbe valutata dai Tribunali Minorili per prima tra altre famiglie in lista d’attesa per divenire adottive. Non per “aggirare” la legge, ma per tutelare il diritto dei bambini alla continuità degli affetti e alla stabilità di vita.

Nell’ultimo mese, quando si è “calendarizzata” in Commissione Giustizia la discussione di questi argomenti, altre proposte di legge si sono aggiunte alle prime, sia in sintonia con le richieste dell’associazione, sia ampliandone l’ambito.

Per discutere di tutto ciò, i deputati PD e PDL hanno voluto raccogliere esperienze e pareri di chi ha vissuto i problemi da cui è nata la petizione, nonché ascoltare le riflessioni di giudici, avvocati, psicologi e assistenti sociali che si occupano quotidianamente di affidamento e tutela dei minori.

La giornata si è conclusa con la decisione di stendere un documento del gruppo di lavoro che si è riunito, nella speranza di contribuire così ad un testo di legge definitivo, scritto esclusivamente in favore dei bambini e ragazzi.

Il documento, concepito già oggi considerando le proposte di legge esistenti, sarà presto pubblicato nel nostro sito.

La Presidente

Carla Forcolin

Notizie relative all’iter della petizione “Diritto ai sentimenti per i bambini in affidamento”

lunedì 9 maggio 2011

Rinnovando l’invito a tutti i lettori ad esprimersi in merito, riportiamo gli ultimi aggiornamenti sull’iter in Commissione Giustizia delle proposte di legge sorte in seguito alla nostra petizione.

Per proseguire l’esame dei provvedimenti sulle disposizioni in materia di adozioni da parte delle famiglie affidatarie, la Commissione Giustizia si è nuovamente riunita in data 4 maggio 2011.

Alle proposte di legge C. 3459 Vassallo, C. 3854 Savino e C. 4077 Motta vengono abbinate le proposte di legge C. 4279 Lupi e C. 4326 Giammanco.

Alleghiamo il testo della proposta di legge C. 4326 presentata dall’onorevole Giammanco alla Camera il 2 maggio 2011, e il processo verbale della riunione della Commissione Giustizia del 4 maggio 2011. Clicca qui per scaricare l’allegato.

Alleghiamo qui anche l’articolo di Anna Genni Miliotti, che ci riporta al cuore della nostra petizione, e il comunicato del CNSA (Coordinamento Nazionale Servizi Affidi) che commenta le proposte di legge Lupi e Giammanco.

 

La petizione: a che punto siamo…

sabato 7 maggio 2011

E’ trascorso un anno dal convegno che si è tenuto in Senato il 13 maggio dello scorso anno. A seguito di quel convegno l’onorevole Salvatore Vassallo (PD) si è immediatamente attivato per presentare, nel corso dello stesso mese di maggio, una proposta di legge (n. 3459 del 06/05/10) che raccoglieva i temi della petizione. Qualche mese dopo, in data 10/11/10, anche l’on. Elvira Savino (PDL) ha presentato una proposta di legge (n. 3854) che verteva sempre sullo stesso argomento. Le due proposte avrebbero potuto essere unificate, in quanto trattavano entrambe del diritto ai sentimenti dei bambini in affidamento.

Già si pensava ad un incontro in data 13 maggio 2011, a Venezia, per ragionare su come le proposte avrebbero potuto trovare realizzazione pratica, quando in sede di Commissione Giustizia del 30 marzo 2011, l’onorevole Sisto (relatore della proposta) segnala alla Presidenza dell’on. Follegot un’altra proposta di legge (n. 3657 del 23/07/10), formulata dall’on. Lupi e che tratta sempre di affidamento.

Fulvio Follegot si riserva di esaminare la proposta Lupi ma rileva che la stessa tratta argomenti molto più ampi rispetto alle proposte precedenti e che quindi un eventuale abbinamento dovrebbe essere deliberato dalla Commissione e non semplicemente d’ufficio.

Nel corso della stessa riunione si ipotizza anche l’abbinamento delle proposte di legge degli on. Savino e Vassallo con una proposta del 15/02/11 dell’on. Motta (PD) che di fatto ricalca testualmente la petizione presentata dalla Gabbianella.

Di certo le osservazioni dell’on. Follegot sono vere e la pdl 3657 dell’on. Lupi, anche nella successiva formulazione più sintetica del pdl 4279 del 12/04/11, va a toccare temi molto ampi e complessi, quali gli ambiti di competenza delle associazioni di volontariato e dei Servizi Sociali.

L’abbinamento delle proposte di legge scaturite dalla nostra petizione con altre proposte volte a altri aspetti della legge sull’affidamento e dello stesso funzionamento dei Servizi Sociali finirebbe inevitabilmente per allargare a tal punto il dibattito parlamentare da rendere incerta la splendida possibilità offerta da deputati di schieramenti diversi di far passare, forse all’unanimità, i contenuti della petizione.

Vogliamo qui ricordare che 7.000 persone, con una raccolta firme, realizzata fondamentalmente online dalla nostra associazione che per la prima volta usava questo mezzo, hanno chiesto semplicemente di chiarire un aspetto ambiguo della legge 184/83, come riformata dalla legge 189 del 2001. A causa di questa ambiguità, nel tempo molti bambini sono stati costretti a cambiare famiglia per legge, benché nella famiglia in cui erano cresciuti in affidamento, si sentissero già figli amatissimi. A questo abbiamo chiesto di porre fine. Lo avevamo chiesto già al governo precedente che aveva raccolto le nostre istanze ma che non è riuscito ad attuarle per mancanza di tempo. Non vorremmo che ancora una volta, anche con questo governo, rendendo la materia in discussione via via più complessa, si finisse per far cadere nell’indifferenza una questione tanto delicata.

Non vorremmo inoltre che, a partire dal nostro desiderio di evitare un cocente ed inutile dolore a tanti bambini, si finisse per trattare tutt’altre questioni che meriterebbero approfondimenti specifici in altre sedi.

La giornata di riflessione a cui parteciperanno gli onorevoli Savino e Vassallo ed insigni esperti del settore, avrà luogo comunque in data 13 maggio 2011 a Venezia, nella nostra sede di Palazzo Cavagnis. Non si tratterà di un convegno aperto al pubblico ma di un incontro che aiuti tutti a chiarirsi le idee dopo questa tempesta di proposte.

Alleghiamo le proposte di legge presentate alla Camera dei Deputati (pdl Savino, pdl Vassallo, pdl Motta, pdl Lupi (n. 3657) e pdl Lupi (n. 4279) e i processi verbali relativi alla loro discussione in sede di riunione della Commissione Giustizia (in data 30/03/2011 – 06/04/11 – 14/04/11 – 19/04/11).

Invitiamo i nostri lettori ad esprimersi in merito lasciando un commento su questo sito.

Carla Forcolin

Diritto ai sentimenti per i bambini in affidamento: disegni di legge in esame alla Camera

venerdì 22 aprile 2011

Nella Commissione permanente II Giustizia della Camera sono stati presi in esame i progetti di legge seguiti alla nostra petizione (pagina online della Camera).

Cliccando sui rispettivi nomi, potete leggere le proposte degli on. Savino (PdL) e Vassallo-Pes (PD) che hanno raccolto le nostre richieste. Non appena la Commissione avrà finito il suo compito, le proposte passeranno in aula.

Se volete esprimere delle riflessioni in merito, mandatele a info@lagabbianella.org o scrivete un commento su questo sito (andate su “Commenti” qui sotto). Tutti i contributi di pensiero saranno molto graditi. Io desidero essere prudente e vedere le proposte Savino o Vassallo divenute legge prima di concedermi la gioia della festa.

Carla Forcolin