Una firma per donare futuro – Petizione per il diritto a crescere in una famiglia
domenica 7 aprile 2013La presidente dell’associazione ha firmato questa petizione on-line e invita tutti coloro che visiteranno il sito a seguire il suo esempio.
IL PROBLEMA. I dati sui “minori fuori famiglia”, pubblicati a fine 2012 dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, mettono in evidenza la diffusa difficoltà di assicurare a tutti i bambini e i ragazzi la tutela del diritto di crescere in un contesto familiare. Nonostante queste evidenti esigenze, assistiamo, specie negli ultimi anni, alla progressiva riduzione delle risorse pubbliche a ciò destinate, il che produce un grave deterioramento del sistema di tutela familiare e minorile italiano.
LE “REGIONI FUORI FAMIGLIA”. Da molti e diversi fronti viene evidenziato quanto lo sviluppo dell’affidamento familiare in Italia sia caratterizzato da una forte disomogeneità territoriale. Queste differenze si colgono anche nel confronto tra le regioni, tant’è che, incrociando alcuni indicatori emersi dalla citata indagine ministeriale, è stato possibile comporre una sorta di graduatoria delle regioni italiane, evidenziando quali sono quelle virtuose e quali quelle più in difficoltà. In particolare otto regioni italiane, che simbolicamente definiamo “regioni fuori famiglia”, mostrano standard molto inferiori alla già mediocre media nazionale. Si tratta di Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Puglia, Sicilia, Abruzzo e Molise, e cioè, praticamente, tutto il Sud Italia e parte del Centro.
SETTE URGENTI MISURE DA ATTIVARE. Per reagire alla situazione sopra descritta la presente petizione chiede alle Regioni d’Italia (per il tramite della Conferenza permanente delle Regioni e delle Province Autonome), e con speciale intensità alle Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Puglia, Sicilia, Abruzzo e Molise, di recepire le sette urgenti misure di seguito elencate:
1) Sancire solennemente il diritto a crescere in famiglia, mediante un’integrazione degli Statuti Regionali.
2) Assicurare l’esigibilità del diritto a crescere in famiglia, fissando gli standard obbligatori dei servizi che i comuni, singoli o associati, dovranno attivare e garantendo lo stanziamento di risorse finanziarie in misura sufficiente.
3) Assicurare un assetto adeguato dei servizi per la famiglia e l’infanzia, tra cui i servizi per l’affido, e riconoscere il ruolo delle associazioni familiari.
4) Promuovere l’affidamento familiare, inteso come strumento che integra, senza sostituire, il ruolo delle figure genitoriali, assicurando ai minori adeguate cure, mantenimento, istruzione e relazioni affettive.
5) Attivare sostegni mirati alle famiglie in crisi, agli affidamenti familiari e alle adozioni difficili, assicurando: adeguate misure di sostegno ai nuclei familiari a rischio al fine di prevenire gli allontanamenti dei figli; la preparazione e il sostegno dei minori, delle famiglie d’origine e delle famiglie affidatarie; l’erogazione agli affidatari di un contributo spese adeguato alle esigenze dei minori accolti; percorsi di accompagnamento verso l’autonomia per gli affidati diventati maggiorenni; il sostegno economico dell’attività svolta dalle reti e dalle associazioni familiari; l’erogazione, ai genitori di minori adottati di età superiore ai dodici anni e a quelli con handicap accertato, di un contributo economico analogo al rimborso spese previsto per le famiglie affidatarie.
6) Monitorare i minori “fuori famiglia”, assicurando rilevazioni ed analisi aggiornate sul fenomeno dell’affidamento familiare e delle comunità per minori.
7) Definire standard minimi nazionali delle comunità per minori, affinché le diverse tipologie siano disciplinate in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale.
Clicca qui per firmare la petizione on-line

Nel febbraio scorso (2013) aspettavamo un governo che riprendesse subito in mano la proposta di legge che abbiamo fatto per riformare l’affidamento, impedendo un taglio brusco dei legami affettivi tra bambini posti in affidamento e sostituti genitoriali: tali sono spesso i genitori affidatari. La legge, di cui era relatore l’on. Sisto (pdl), non è passata in Commissione Giustizia solo perché è caduto il governo Monti, a cui l’on. Angelino Alfano, il 7/12, dava per concluso il sostegno al governo da parte del PdL. Per la verità, il PdL non aveva presentato una mozione di sfiducia, ma il sen. Monti preferì concludere il suo governo evitandosi un’inutile e certa agonia. Scelta dolorosa ma forse inevitabile da parte sua. (Spero che nessuno mi accusi di essere di parte mentre ricordo questi fatti.)
I nostri amici di Save the Children ci chiedeno di aderire a questa petizione. Io ho firmato, Carla Forcolin.
Cari amici,
Cassandra, allontanata a sette anni da Giovanna, una donna single che l’aveva accolta da piccolissima, racconta la sua storia, il periodo in istituto, la sua difficile adozione, la sua fuga e il ritorno da Giovanna a 15 anni.





