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	<title>www.lagabbianella.org &#187; Rassegna stampa</title>
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		<title>Scogli tra affidamento e adozione, intervento di Carla Forcolin su &#8220;Avvenire&#8221; del 12 febbraio</title>
		<link>http://www.lagabbianella.org/2011/02/15/scogli-tra-affidamento-e-adozione-intervento-di-carla-forcolin-su-avvenire-del-12-febbraio/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Feb 2011 20:30:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato 12 febbraio il quotidiano &#8220;Avvenire&#8221; ha dato spazio a un intervento di Carla Forcolin sulla petizione &#8220;Diritto ai sentimenti per i bambini in affidamento&#8221;. Clicca sulla pagina del giornale per ottenerne una copia in PDF.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/02/1202FOR1.pdf"><img class="alignleft size-full wp-image-4643" style="margin-right: 5px;" src="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/02/Avvenire.jpg" alt="" width="106" height="148" /></a>Sabato 12 febbraio il quotidiano &#8220;Avvenire&#8221; ha dato spazio a un intervento di Carla Forcolin sulla petizione &#8220;Diritto ai sentimenti per i bambini in affidamento&#8221;.</p>
<p>Clicca sulla pagina del giornale per ottenerne una copia in PDF.</p>
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		<title>&#8220;Minori affidati e poi tolti, il governo si muova&#8221;, articolo sul Corriere della Sera</title>
		<link>http://www.lagabbianella.org/2011/02/10/minori-affidati-e-poi-tolti-il-governo-si-muova-articolo-di-giovanna-cavalli-sul-corriere-della-sera/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Feb 2011 14:16:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Clicca sull&#8217;immagine per ingrandirla e leggere l&#8217;articolo che Giovanna Cavalli ha dedicato alla petizione &#8220;Diritto ai sentimenti per i bambini in affidamento&#8221; sul Corriere della Sera di ieri, 9 febbraio, a pagina 24.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/02/Articolo-Cavalli.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4636" style="margin-right: 5px;" src="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/02/Articolo-Cavalli.jpg" alt="" width="186" height="74" /></a>Clicca sull&#8217;immagine per ingrandirla e leggere l&#8217;articolo che Giovanna Cavalli ha dedicato alla petizione &#8220;Diritto ai sentimenti per i bambini in affidamento&#8221; sul Corriere della Sera di ieri, 9 febbraio, a pagina 24.</p>
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		<title>Anche Venezia vuole l&#8217;ICAM</title>
		<link>http://www.lagabbianella.org/2011/01/29/anche-venezia-vuole-licam/</link>
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		<pubDate>Sat, 29 Jan 2011 00:12:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Disponibile dai primi mesi del 2012 l&#8217;abitazione adiacente alla casa di reclusione femminile della Giudecca da destinare a ICAM &#8211; l&#8217;Istituto di Custodia Attenuata per Madri detenute. Leggi la notizia sul Gazzettino online. Vai all&#8217;articolo sull&#8217;ICAM di Milano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Disponibile dai primi mesi del 2012 l&#8217;abitazione adiacente alla casa di reclusione femminile della Giudecca da destinare a ICAM &#8211; l&#8217;Istituto di Custodia Attenuata per Madri detenute.<br />
<a href="http://carta.ilgazzettino.it/MostraStoria.php?TokenStoria=1360079&amp;Data=20110128&amp;CodSigla=VE"> </a></p>
<p><a href="http://carta.ilgazzettino.it/MostraStoria.php?TokenStoria=1360079&amp;Data=20110128&amp;CodSigla=VE">Leggi la notizia sul Gazzettino online.</a></p>
<p><a href="http://www.lagabbianella.org/2010/12/07/un-servizio-sullicam-il-primo-centro-di-custodia-attenuata-per-detenute-con-bambini-realizzato-in-italia/">Vai all&#8217;articolo sull&#8217;ICAM di Milano.</a></p>
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		<title>Rispetto per i sentimenti dei bambini in affidamento: articolo di Carla Forcolin su &#8220;Areté&#8221;</title>
		<link>http://www.lagabbianella.org/2010/07/28/rispetto-per-i-sentimenti-dei-bambini-in-affidamento-articolo-di-carla-forcolin-sulla-rivista-arete/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 22:38:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;articolo che segue è uscito sul numero corrente della rivista &#8220;Areté&#8221;, Quadrimestrale dell&#8217;Agenzia per le ONLUS (anno 3, n. 2, maggio-agosto 2010, pp. 98-105). Ringraziamo l&#8217;Editore per averci autorizzato a pubblicarlo su questo sito. Rispetto per i sentimenti dei bambini in affidamento La nostra legge e i suoi obiettivi La legge 149/2001, che regolamenta l&#8217;affido [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;articolo che segue è uscito sul numero corrente della rivista &#8220;Areté&#8221;, Quadrimestrale dell&#8217;Agenzia per le ONLUS (anno 3, n. 2, maggio-agosto 2010, pp. 98-105). Ringraziamo l&#8217;Editore per averci autorizzato a pubblicarlo su questo sito.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-3857" style="margin-right: 5px;" src="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2010/07/Arete001-215x300.jpg" alt="" width="129" height="180" /><span style="font-size: medium;">Rispetto per i sentimenti dei bambini in affidamento</span></strong></p>
<p><strong>La nostra legge e i suoi obiettivi</strong></p>
<p>La legge 149/2001, che regolamenta l&#8217;affido e l&#8217;adozione, ha come riferimento costante il &#8220;superiore interesse del minore&#8221;. Fare &#8220;il superiore interesse del minore&#8221; è idea con­divisibile da chiunque, ma soggetta ad ogni forma di interpretazione personale. Nella si­tuazione di un minore affidato e successivamente (spesso dopo anni) dichiarato adottabi­le, qual è il &#8220;superiore interesse del minore&#8221;? Credo che difficilmente si possa sostenere che fa bene ad un bambino, già figlio di genitori inadeguati, essere separato dalla famiglia affidataria, dove ha vissuto per lungo tempo, se ad essa sente di appartenere. Molte ricer­che in ambito psicologico dimostrano che i sostituti genitoriali non sono meno importan­ti dei genitori naturali, quando tra adulti e bambini si sia sviluppato un rapporto empatico profondo. Se condividiamo la considerazione dell&#8217;importanza del genitore &#8220;affettivo&#8221; non possiamo negare che il cambiamento di famiglia per un bambino è un grave danno. E subi­re tale danno non è di certo nel suo superiore interesse presente e futuro.<span id="more-3854"></span></p>
<p>Ma ciò che è ovvio per la gente comune e che è stato regolarmente confermato da indagini psicologiche di ricercatori e psico-terapeuti negli anni è sbagliato per mol­ti &#8220;addetti ai lavori&#8221;. Per alcuni di essi è preferibile far vivere al minore il terzo cam­biamento di famiglia piuttosto che creare un passaggio dall&#8217;affidamento all&#8217;adozione. Ci si chiede perché: ciò avviene perché si vogliono tenere separati l&#8217;istituto e l&#8217;adozio­ne, che ha lo scopo di dare per sempre una famiglia a chi ne è privo (perché orfano o abbandonato) da quello dell&#8217;affidamento, che ha lo scopo di dare un supporto tempo­raneo ad una famiglia in momentanea difficoltà.</p>
<p>Per onorare tale distinzione teorica, non si esita a calpestare la persona del bam­bino in un&#8217;ottica completamente adulto-centrica.</p>
<p><strong>Che cos&#8217;è l&#8217;affidamento nella realtà</strong></p>
<p>In realtà l&#8217;affidamento risponde all&#8217;obiettivo primario di riportare il bambino alla famiglia d&#8217;origine in meno della metà dei casi: l&#8217;affidamento è l&#8217;istituto della protezio­ne dei bambini nell&#8217;incertezza del loro futuro.</p>
<p>È cosa diversa da ciò che si sarebbe voluto e va trattato per quello che è. Non si può più permettere, nel superiore interesse della persona del minore, che un bam­bino cresca nell&#8217;incertezza perenne del suo futuro. Dopo i 2 anni dall&#8217;inizio dell&#8217;affi­damento si dovrebbe, per legge, decidere se dichiararlo adottabile oppure farlo rien­trare nella famiglia &#8220;risanata&#8221;, ma i due anni sono rinnovabili. Talora bisogna rinnova­re l&#8217;affidamento, ma fino a quando?</p>
<p>Se l&#8217;incertezza permane e la famiglia d&#8217;origine è impossibilitata a prendersi cura del minore, ma per certi aspetti presente nella mente del bambino, bisogna dargli una famiglia adottiva, che abbia i requisiti per educarlo con autorevolezza ed insieme gli permetta la continuità degli affetti con coloro che l&#8217;hanno messo al mondo. Una fa­miglia che accolga in un certo senso sia il minore che la sua stessa madre e che sap­pia mantenere un buon rapporto con entrambi. Una famiglia che abbia alcune carat­teristiche di quella adottiva (dia a tutti, bambini e grandi, la sicurezza della stabilità e del diritto) e alcune caratteristiche di quella affidataria (mantenimento dei rapporti con la famiglia d&#8217;origine). Non è impossibile: nella prassi già situazioni simili esistono da tempo, dove i magistrati minorili hanno avuto il coraggio di spingersi in un terre­no che la nostra legge ha previsto, ma che è sempre un po&#8217; anomalo nei confronti di un&#8217;adozione classica. In essa, infatti, il bambino perde ogni contatto con la famiglia di provenienza, che non sa e non deve sapere dove egli viva e con chi sia.</p>
<p><strong>Affidamento e forme di adozione aperta e miste</strong></p>
<p>Oggi, nella maggior parte delle situazioni inerenti bambini figli di famiglie incapa­ci di crescerli, ma non bambini orfani, si preferisce nella realtà un affidamento, che si prolunga fino alla maggiore età, ad un&#8217;adozione come quella sopra descritta. Si lascia­no i bambini/ragazzi in affidamento per periodi talmente lunghi da portarli all&#8217;età in cui si viene dichiarati maggiorenni. Si tratta degli affidamenti definiti &#8220;sine die&#8221;, in cui i minori in teoria non hanno mai il diritto di chiamare &#8220;mamma&#8221; e &#8220;papa&#8221; le persone che si prendono cura di loro, pur vedendo i genitori naturali una volta all&#8217;anno o addi­rittura mai. I bambini in questa situazione vivono sempre &#8220;tra color che sono sospe­si&#8221; e l&#8217;Associazione Italiana Amici dei Bambini (AIBI) ha coniato per loro la definizione di &#8220;bambini del limbo&#8221;. Le conseguenze pratiche di questa incertezza di vita non so­no certo da sottovalutarsi: affidato e affidatari non sono mai riconosciuti dalla socie­tà come figlio/a e genitori e questo indebolisce il ruolo degli adulti e impedisce a tut­ti di programmare la vita liberamente.</p>
<p><strong>Il periodo dell&#8217;adolescenza</strong></p>
<p>L&#8217;incertezza dei ruoli, sia degli affidatari che degli affidati, rende drammatico so­prattutto il periodo dell&#8217;adolescenza. I ragazzi, raggiunti i 14/15 anni, se ribelli, come moltissimi figli naturali, potrebbero essere rifiutati da coloro che li hanno cresciuti e finire in qualche comunità, con conseguenze psicologiche a materiali gravissime per grandi e piccoli, o addirittura potrebbero essere i ragazzini a chiedere agli assistenti sociali di essere tolti dalla famiglia affidataria per andare in comunità, dove si sentono meno controllati. Mi si consenta il ricordo personale di un padre affidatario che non capiva come i Servizi avessero potuto far andare in comunità una ragazzina da lui se­guita per tanti anni, solo perché la stessa voleva vestirsi e truccarsi in modo vistoso e la famiglia affidataria glielo impediva, come forse glielo avrebbe impedito una famiglia naturale. I casi particolari si prestano a mille riflessioni e chissà che cosa celava quel classico conflitto adolescenziale, ma in casi simili è enorme il senso di sconfitta e di autosvalutazione per tutti i membri della famiglia affidataria, che sente di aver fallito il suo compito. Ancor più grave è il riemergere di vissuti abbandonici per i giovani affida­ti, soprattutto se vengono allontanati dal nucleo familiare contro la loro stessa reale volontà: essi vengono privati così, anche materialmente, dell&#8217;appoggio fondamentale della famiglia in un momento della vita molto delicato, quale quello del raggiungimen­to dell&#8217;autonomia personale e lavorativa, così difficile in Italia.</p>
<p><strong>La necessità di fare delle scelte</strong></p>
<p>Non scegliere o scegliere in ritardo per il futuro di questi ragazzi, posti un tempo in affidamento e poi mai fatti rientrare nella famiglia d&#8217;origine o mai resi adottabili, si­gnifica decidere la loro vulnerabilità e la vulnerabilità di chi li ha generosamente accol­ti. Ci sono persone disposte ad adottare i bambini, che hanno accolto in affidamento, dopo due anni dalla loro accoglienza, quando sono ancora piccoli e magari non dopo quattro, a causa dello scatenarsi della crisi adolescenziale. Il tempo non è una variabi­le di poco conto in questi casi e il sapere che si starà insieme &#8220;per sempre&#8221; favorisce i rapporti di attaccamento in maniera evidente.</p>
<p>Comunque, anche nell&#8217;incertezza del futuro, gli affetti spesso maturano egual­mente e ci sono ragazzi che non vorrebbero mai lasciare gli affidatari e affidatari che aspettano proprio che i minori raggiungano la maggior età per adottarli.</p>
<p><strong>Adozione inclusiva dei vecchi affetti o affidamento <em>sine die</em>?</strong></p>
<p>Un&#8217;adozione che permettesse anche a &#8220;orfani di genitori vivi e vegeti&#8221;, ma incapa­ci di svolgere appieno il loro ruolo, di avere una famiglia stabile (pur sapendo da do­ve si proviene e magari mantenendo anche &#8211; se opportuno &#8211; un legame con qualche parente), eliminerebbe queste situazioni: i ragazzi adottati saprebbero di appartene­re alla famiglia che li cresce e li educa e la famiglia adottiva avrebbe nei loro confronti gli stessi diritti e doveri di quella naturale. L&#8217;affidamento &#8220;sine die&#8221; invece offre il fian­co a perenni incertezze, a difficoltà affettive legate all&#8217;impossibilità ufficiale dell&#8217;attac­camento reciproco, all&#8217;impossibilità di approdare ad una situazione in cui si è davve­ro, e per l&#8217;intera società, genitori e figli. Esso in sostanza non da mai, proprio a chi ne avrebbe particolarmente bisogno, una famiglia stabile. Tale tipo di affidamento è diffusissimo, circa la metà degli affidamenti nel nostro Paese finiscono per essere &#8220;<em>sine die</em>&#8220;. C&#8217;è chi li accetta di buon grado, pur di non far passare i bambini e i ragazzi dall&#8217;affida­mento all&#8217;adozione all&#8217;interno della stessa famiglia con il vantaggio di non far cambiare vita a ragazzi già in affidamento da anni.</p>
<p><strong>Snaturare l&#8217;affidamento e l&#8217;adozione</strong></p>
<p>Gli operatori che permettono simili affidamenti lunghissimi e incerti fanno queste scelte, temendo che il passaggio da un istituto all&#8217;altro snaturi l&#8217;affidamento.</p>
<p>Infatti, poiché l&#8217;affidamento nasce per far tornare i bambini nella famiglia che ha da­to loro la vita, non prevede che chi li accoglie temporaneamente la sostituisca a tut­ti gli effetti. Per diventare affidatari sono sufficienti brave persone, forti ed equilibra­te oltre che preparate, ma non necessariamente esse devono essere sposate e giova­ni, come per l&#8217;adozione. I requisiti per poter adottare e prendere in affidamento so­no diversi e sono diversi i percorsi attraverso cui si diventa genitori adottivi o geni­tori affidatari. È diverso l&#8217;orientamento mentale a cui si rivolgono i primi ed i secon­di: i primi sono volti a creare il massimo attaccamento tra sé e i bambini, i secondi a lasciare che i genitori naturali siano il vero oggetto d&#8217;amore per i bambini, dove que­sto è possibile. Permettere il passaggio da un istituto all&#8217;altro creerebbe molta confu­sione, anche mentale, e favorirebbe coloro che, privi dei requisiti per adottare, desi­derano adottare lo stesso, in barba alla legge attuale. Non entro qui nell&#8217;annosa pole­mica circa il diritto per i single di adottare, mi limito a sottolineare i fondati motivi di chi non vuole favorire il passaggio dall&#8217;affidamento all&#8217;adozione.</p>
<p>Ma posti in evidenza i problemi, si devono individuare le soluzioni, a meno che non si voglia scegliere di riperpetuare le situazioni in cui un minore viene costretto a cam­biare almeno tre famiglie nella vita o, peggio, viene posto per anni in casa-famiglia, per non sottoporlo a distacchi da persone a cui si sia affezionato. È questa la più scioc­ca delle soluzioni, purtroppo spesso applicata anche nella prima infanzia, quando ci si forma e si pongono le basi per lo sviluppo futuro della personalità umana, proprio a partire dai rapporti d&#8217;affetto con la madre o il sostituto materno. Oggi, secondo le ul­time ricerche (2007) del Centro studi dell&#8217;Istituto degl&#8217;Innocenti, su 100 bambini tra gli 0 e i 2 anni, ce ne sono 39,8 in affidamento familiare e 60,2 nei servizi residenzia­li. Il danno che viene procurato così a molti bambini non è quantificabile ma è di cer­to molto rilevante.</p>
<p><strong>Possibili soluzioni ai problemi sollevati</strong></p>
<p>Le soluzioni ai problemi qui sollevati, e ad altri a questi correlati, sono state indi­cate da molti Parlamentari nel tempo. Le soluzioni ci sono: basterebbe che fosse cre­ato un nucleo di famiglie e singole persone (anche i <em>single</em> nei casi particolari possono adottare) capaci di percorrere, in tempi diversi, sia il percorso della formazione per diventare famiglie adottive sia quello per diventare famiglie affidatarie. Verreb­be così superata la questione dei requisiti diversi e della paura dell&#8217;aggiramento del­la legge. Queste persone, disposte ad affrontare l&#8217;incertezza del futuro, riconosciu­te da tribunali e servizi, potrebbero essere i futuri genitori a cui rivolgersi nei tan­ti casi incerti.</p>
<p>Ci sono bambini che si buttano nell&#8217;acqua, pur non sapendo nuotare, se ad acco­glierli ci sono le braccia di persone di cui si fidano. Il sistema di protezione dei minori ha il dovere di predisporre &#8220;braccia&#8221; di cui ci si possa fidare in ogni circostanza o al­meno di non toglierle quando già ci sono.</p>
<p><strong>Possibilità offerte dalla legge attuale</strong></p>
<p>Tutto ciò si può fare con la legge attuale. Non c&#8217;è scritto nella legge 149/2001 che tra i due istituti non possa esserci alcuna commistione. Non c&#8217;è scritto che i genito­ri affidatari debbano essere esclusi dalla categoria di coloro che possono adottare il bambino. Anzi, la legge prevede che &#8220;i minori possano essere adottati anche in assen­za dei requisiti previsti per poter adottare di cui al comma I dell&#8217;art. 7, lett. <em>a</em>) della legge 184/1983 come modificata nella legge 149/2001 da persone unite al minore da vincolo di parentela fino al sesto grado o da preesistente rapporto stabile e duraturo, quando il minore sia orfano di padre e di madre&#8221;. La giurisprudenza ha ormai compa­rato il bambino abbandonato a quello orfano e, se non è &#8220;rapporto stabile e duratu­ro&#8221; quello che s&#8217;instaura tra un bambino che rimane in una famiglia per molti mesi e per anni, quando sussiste un rapporto con tali caratteristiche? La domanda è ovviamente retorica: tale rapporto inevitabilmente si costituisce nel tempo e nell&#8217;intimi­tà della convivenza, quindi gli affidatari potrebbero, a legislazione invariata, adottare all&#8217;interno della propria famiglia il bambino utilizzando questo articolo di legge.</p>
<p><strong>L&#8217;adozione nei casi particolari</strong></p>
<p>Ma questa adozione particolare (messa in atto attraverso l&#8217;art. 44 della legge 184/1983) non è identica a quella semplice per vari motivi. Essa infatti permette al bambino adottato di mantenere il proprio cognome accanto a quello di chi adotta e di mantenere il contatto con la famiglia d&#8217;origine. Essa prefigura quell&#8217;adozione conci­liante della vita e degli affetti di cui si parlava sopra.</p>
<p>Questa forma di adozione, come abbiamo accennato, da elasticità alla legge e na­sce proprio per sanare situazioni di fatto che si potrebbero modificare solo con grave pregiudizio per il minore, staccato da chi è stato per lui riferimento fondamentale. Es­sa va bene se il rapporto con la famiglia d&#8217;origine è opportuno o auspicabile, perché la stessa è in qualche modo presente o almeno non è persecutoria, non va bene se inve­ce lo è. Il rischio che la famiglia d&#8217;origine possa tormentare quella adottiva esiste, come esiste il pericolo che possa tormentare il figlio se questi è facilmente reperibile.</p>
<p>Anche questo problema non è insolubile. La famiglia affidataria potrebbe, per amo­re del bambino che cresce da anni, trasferirsi o venire protetta. Di certo per un bam­bino è meglio stare con chi ritiene i propri genitori che cambiarli per un pericolo da cui può essere protetto.</p>
<p><strong>Prevedere i possibili sviluppi futuri</strong></p>
<p>Fermo restando tutto ciò che abbiamo appena affermato, si deve pensare prima a cosa fare nel futuro quando un bambino viene posto in affidamento. Forse la sua si­tuazione è prevedibile con buoni margini di probabilità, forse l&#8217;incertezza è totale. In ogni caso si deve predisporre la &#8220;rete di salvataggio&#8221;, di cui sopra, per il bambino per ogni evenienza, per proteggere i suoi legami affettivi. La rete di salvataggio prevede che si scelga nel tempo opportuno se il bambino deve andare in affidamento o in ado­zione a rischio giuridico, cioè presso una famiglia che un giorno lo possa eventualmen­te adottare (meglio se una famiglia con i requisiti per poter fare domanda d&#8217;adozione legittimante) oppure se questo non è necessario. Tutto ciò viene già pensato dai ser­vizi e dai tribunali più attenti, ma inevitabilmente, poiché la vita supera la fantasia, le situazioni incerte alla fine dell&#8217;affido si trovano sempre ed è per questo che va ribadi­to che i legami affettivi di un bambino vanno tutelati, soprattutto se questi è piccolo, se i legami che ha costituito con la famiglia affidataria sono forti, se egli non può ca­pire che non viene abbandonato di nuovo. Troppe volte accade che un bambino cre­sciuto dalla nascita in una famiglia che &#8220;sente&#8221; sua sia costretto a 3-4 anni a cambiarla, subendo traumi dolorosissimi, solo a causa dei contorti ragionamenti degli adulti.</p>
<p><strong>Necessità della petizione presentata al Parlamento il 13 maggio 2010</strong></p>
<p>Per questo è necessario che si precisi nella legge attuale che, qualora un bambino già posto in affidamento venga dichiarato adottabile, a causa del mancato recupero della famiglia d&#8217;origine, vanno protetti i rapporti affettivi che egli nel frattempo abbia costituito, come chiede la petizione che è stata presentata al Presidente della Came­ra il giorno 13 maggio 2010 dall&#8217;Associazione &#8220;La gabbianella e altri animali&#8221; e che ha raccolto in poco tempo 6.000 firme.</p>
<p>Ciò significa che in caso di dichiarazione di adottabilità il bambino dovrebbe rima­nere <em>in primis</em> nella famiglia in cui già si trova. In caso invece di ritorno nella famiglia d&#8217;origine o di adozione in un&#8217;altra famiglia (la possibilità rimane aperta), il minore do­vrebbe poter mantenere un rapporto amichevole con le persone che sono state per lui preziose. Gli adulti che si vogliono bene si incontrano, si telefonano, si scrivono: perché mai i bambini non possono farlo? I bambini non sono proprietà privata di nes­suno, nemmeno dei loro genitori, e in quanto persone hanno diritto di vivere gli af­fetti che sentono profondamente.</p>
<p>Carla Forcolin</p>
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		<title>Quei cinque bambini in carcere senza colpa</title>
		<link>http://www.lagabbianella.org/2010/06/23/quei-cinque-bambini-in-carcere-senza-colpa/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 09:58:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggi l&#8217;articolo di Elio Scribani su &#8220;La Repubblica&#8221;, sezione Napoli, del 22 giugno&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/06/22/quei-cinque-bambini-in-carcere-senza-colpa.html">Leggi l&#8217;articolo di Elio Scribani su &#8220;La Repubblica&#8221;, sezione Napoli, del 22 giugno&#8230;</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Adozioni internazionali: condanniamo un articolo raccapricciante</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 11:12:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti e testimonianze]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[adozione internazionale]]></category>

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		<description><![CDATA[La Rete di famiglie adottive Le Radici e le ali ha diffuso ieri questa segnalazione di un articolo condannabile e vergognoso, che coinvolge l&#8217;adozione internazionale in Italia. a Cari amici, un moderatore del nostro forum è stato avvisato di questo incredibile articolo: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&#38;id=2271 davvero raccapricciante, guardate questo passaggio: [...] Un fenomeno di complicità all’invasione assimilabile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>La Rete di famiglie adottive Le Radici e le ali ha diffuso ieri questa segnalazione di un articolo condannabile e vergognoso, che coinvolge l&#8217;adozione internazionale in Italia. <span id="more-3351"></span></div>
<div><span style="color: #ffffff;">a</span></div>
<div><span style="color: #003366;">Cari amici,</span></div>
<div><span style="color: #003366;"><br />
</span></div>
<div><span style="color: #003366;">un moderatore del nostro forum è stato avvisato di  questo  incredibile articolo:</span></div>
<div><span style="font-size: small;"><span style="color: #003366;"><a href="http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&amp;id=2271" target="_blank"><span style="color: #006699;">http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&amp;id=2271</span></a></span></span></div>
<div><span style="color: #003366;"> davvero raccapricciante, guardate questo passaggio:</p>
<p><em>[...] </em></p>
<p></span></div>
<div><span style="color: #003366;"><em>Un fenomeno di complicità  all’invasione assimilabile ai matrimoni misti è quello delle adozioni  internazionali. Anch’esso, con la crescita dei “diversamente bianchi”,  produce  effetti destabilizzanti. L’Italia, grazie anche alle provvidenze  economiche  elargite dallo Stato ai “genitori” registra purtroppo il primato  mondiale, oltre  4.000 casi l’anno, nelle adozioni di stranieri. Che lo strumento delle  adozioni  internazionali sia parte del progetto mondialista di generale  imbastardimento è  dimostrato dal recente intervento (28 aprile 2010) della Procura della  Cassazione che, recependo una direttiva della Comunità europea, ha  censurato il  comportamento di una coppia di Catania che aveva chiesto le venisse  assegnato un  bimbo di razza bianca, la stessa dei genitori. Voler scegliere è solo  una  deprecabile pretesa razzista.</em></span></div>
<div><span style="color: #003366;"><em><span style="font-size: x-small;">[...]</span></em></span></div>
<div><span style="color: #003366;"><br />
</span></div>
<div><span style="color: #003366;">Questa sera invieremo due righe al  &#8216;giornale&#8217;, se così si può chiamare. </span></div>
<div><span style="color: #003366;">La pubblicazione è fuorviante,  inesatta e soprattutto incostituzionale e ai limiti della  legalità.</span></div>
<div><span style="color: #003366;">Alla faccia della libertà di  espressione.</span></div>
<div><span style="color: #003366;"><br />
</span></div>
<div><span style="color: #003366;">Invito il coordinamento a pensare di  prendere anche eventualmente una posizione comune, magari segnalando e  denunciando agli organi preposti.</span></div>
<div><span style="color: #003366;"><br />
</span></div>
<div><span style="color: #003366;">un saluto</span></div>
<div><span style="color: #003366;"><br />
</span></div>
<div><span style="color: #003366;">Stefano</span></div>
<div><span style="color: #003366;">LE RADICI E LE ALI</span></div>
<div><span style="color: #003366;"><span style="color: #ffffff;">a</span><br />
</span></div>
<div><span style="color: #003366;"><br />
</span></div>
<div>Condividiamo in tutto lo sdegno e aderiamo alla proposta di una presa di  posizione comune da parte del coordinamento.</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Adozioni: procedure lunghe e tante difficoltà da affrontare</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 08:24:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[adozione]]></category>

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		<description><![CDATA[ADOZIONI: TRIBUNALE MINORI DI ROMA, STABILI MA CALANO DOMANDE PROCEDURE LUNGHE E TANTE DIFFICOLTA&#8217; DA AFFRONTARE ROMA (ANSA) &#8211; ROMA, 14 MAG &#8211; Le procedure sono lunghe e le difficoltà da affrontare prima e dopo tante: &#8220;Le persone si rendono conto della complessità dell&#8217;adozione e sono consapevoli di non riuscire ad affrontarla&#8221;, dice il presidente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ADOZIONI: TRIBUNALE MINORI DI ROMA, STABILI MA CALANO DOMANDE</p>
<p>PROCEDURE LUNGHE E TANTE DIFFICOLTA&#8217; DA AFFRONTARE</p>
<p>ROMA</p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 14 MAG &#8211; Le procedure sono lunghe e le difficoltà da affrontare prima e dopo tante: &#8220;Le persone si rendono conto della complessità dell&#8217;adozione e sono consapevoli di non riuscire ad affrontarla&#8221;, dice il presidente del Tribunale per i Minorenni di Roma, Melita Cavallo, a margine di un convegno sul tema &#8220;L&#8217;origine dell&#8217;adottato&#8221;. <span id="more-3190"></span>Le domande, infatti, calano, secondo i dati della cancelleria che raccoglie quelle del Lazio: una diminuzione costante dal 2004, quando avevano fatto domanda di adozione, nazionale e internazionale più di 2.300 coppie (nello stesso anno 446 erano state le adozioni), l&#8217;anno scorso hanno fatto domanda in 1.714, e le adozioni sono state 416. &#8220;La maggior parte delle coppie che cerca di accedere all&#8217;adozione ha fatto un percorso molto lungo &#8211; spiega Cavallo &#8211; tentando prima la fecondazione assistita&#8221;, il problema è che più si rimanda, minori sono le possibilità di riuscire ad adottate: le coppie già sopra i 40 possono avere solo un ragazzi grandi &#8220;e spesso rinunciano&#8221;. Al desiderio di avere un figlio spesso si oppongono resistenza preconcette, non ultima, sottolinea il genetista Giuseppe Novelli, preside della Facoltà di Medicina di Tor Vergata, &#8220;la preoccupazione per la salute in futuro del bambino per assenza di informazioni sulla familiarità della malattie genetiche&#8221;. Preoccupazione che nella maggior parte dei casi Novelli si sente di sfatare, se non altro perché &#8220;al momento del concepimento un embrione su 2 ha problemi genetici, e non resiste, il 3% dei neonati ha difetti congeniti, il 50% delle persone ha malattie con componente familiare come il diabete o l&#8217;arteriosclerosi&#8221;. Come dire che &#8220;anche un figlio concepito non ci lascia immuni da preoccupazioni&#8221;. E&#8217; vero, piuttosto, prosegue Novelli, che ci sono dei fattori geografici che possono incidere sulla salute: &#8220;nei Paesi ex sovietici non possono essere dati in adozione bambini utili alla comunità, per cui a quelli che vengono adottati viene certificato, spesso in maniera falsa, un ritardo mentale&#8221;, mentre in Africa ai neonati non viene dato il colostro, considerato latte impuro, &#8220;facendo mancare nei primi giorni di vita un importante apporto di anticorpi&#8221;.<br />
&#8220;C&#8217;é bisogno di un lungo percorso &#8211; aggiunge lo psicologo Leonardo Luzzatto &#8211; che si compie assieme ai servizi per la formazione dei futuri genitori&#8221;. (ANSA).</p>
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		<title>Petizione: esiti e commenti riportati dall&#8217;agenzia DIRE</title>
		<link>http://www.lagabbianella.org/2010/05/20/petizione-esiti-e-commenti-riportati-dallagenzia-dire/</link>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 01:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Petizione]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[adozione]]></category>
		<category><![CDATA[affido]]></category>
		<category><![CDATA[diritti dell'infanzia e dell'adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[legami affettivi]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Petizione al Parlamento Italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[Adriano Gasperetti ci ha gentilmente inviato le notizie relative alla Petizione pubblicate dall&#8217;Agenzia di stampa DIRE, che trascriviamo: a MINORI. AFFIDO, GENITORI A TEMPO A PARLAMENTARI: CAMBIARE LA LEGGE PETIZIONE ALLA CAMERA CON QUASI 6.000 FIRME RACCOLTE. (DIRE) Roma, 18 mag. &#8211; Una petizione rivolta ai parlamentari per chiedere di rivedere la legge 149 del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Adriano Gasperetti ci ha gentilmente inviato le notizie relative alla Petizione pubblicate dall&#8217;<a href="http://www.dire.it/">Agenzia di stampa DIRE</a>, che trascriviamo:</p>
<p><span style="color: #ffffff;">a</span><br />
<span style="color: #003366;">MINORI. AFFIDO, GENITORI A TEMPO A PARLAMENTARI: CAMBIARE LA LEGGE</span></p>
<p><span style="color: #003366;">PETIZIONE ALLA CAMERA CON QUASI 6.000 FIRME RACCOLTE.</span></p>
<p><span style="color: #003366;">(DIRE) Roma, 18 mag. &#8211; Una petizione rivolta ai parlamentari per chiedere di rivedere la legge 149 del 2001 su affidi e adozioni.<br />
<span id="more-3168"></span>E&#8217; l&#8217;iniziativa partita dall&#8217;associazione &#8216;La Gabbianella e altri animali&#8217;, guidata dalla fondatrice Carla Forcolin. Sono quasi 6.000 le firme raccolte, per l&#8217;esattezza 5.875, 3.967 online (sito <a href="../../" target="_blank">www.lagabbianella.org</a>) e 1.908 su carta, che sono state consegnate giovedi&#8217; scorso al presidente della Camera, a Roma, nel corso del convegno &#8216;Diritto ai sentimenti per i bambini in affidamento&#8217;. Secondo la legge 149, il minore viene affidato ad altri genitori quando la sua famiglia non viene considerata in grado di poterlo allevare. L&#8217;alternativa e&#8217; l&#8217;istituto. In tutto i bambini che vivono fuori dalla famiglia sono 32.400, 16.800 sono in affido familiare, 15.600 si trovano in strutture residenziali.</span></p>
<p><span style="color: #003366;">Quello che chiede l&#8217;associazione, ha spiegato la Forcolin, e&#8217; che la famiglia affidataria, nel caso in cui il minore si sia trovato bene, diventi la prima soluzione nel caso di ipotesi di adozione; e che la famiglia affidataria possa comunque mantenere un rapporto con il minore dopo l&#8217;affidamento eventuale in altro nucleo. &#8220;Qualora l&#8217;affidamento di un minore si risolva in un&#8217;adozione- si legge nella petizione- a causa del mancato recupero della famiglia d&#8217;origine, vanno protetti i rapporti instauratisi nel frattempo tra affidati e membri della famiglia affidataria. Va quindi favorita la permanenza del bambino nella famiglia in cui egli gia&#8217; si trova; ove cio&#8217; non sia possibile, va comunque tutelato il mantenimento di un rapporto affettivo con la famiglia affidataria, nelle forme e nei modi  ritenuti piu&#8217;  pportuni dagli operatori, dopo aver ascoltato la famiglia affidataria stessa e la futura famiglia adottiva&#8221;. Sul sito dell&#8217;associazione sono pubblicate le quasi 4.000 firme raccolte online per la petizione. Tra queste c&#8217;e&#8217; quella di Brunella Benedetti, di Lugo, di professione educatrice: &#8220;Integrare la legge e&#8217; urgente e non prorogabile, tante famiglie e bimbi hanno pagato e pagano con dolore il vuoto legislativo che non li tutela&#8221;. Scrive anche Maria Jolanda Peri, un genitore adottivo e affidatario di Massa Carrara: &#8220;Sono mamma di un bambino arrivato in affido e che dopo piu&#8217; di 5 anni abbiamo potuto adottare definitivamente, e mamma di un bimbo in affido&#8221;.</span></p>
<p><span style="color: #003366;">&#8212;&#8212;&#8212;</span></p>
<p><span style="color: #003366;">MINORI. AFFIDO, MUSSOLINI: &#8216;SONO FAVOREVOLE A CAMBIAMENTO LEGGE&#8217;</span></p>
<p><span style="color: #003366;">&#8220;LE FAMIGLIE AFFIDATARIE DEVONO POTER ADOTTARE&#8221;.</span></p>
<p><span style="color: #003366;">(DIRE) Roma, 18 mag. &#8211; &#8220;Sono favorevole&#8221;. Cosi&#8217; Alessandra Mussolini, deputata del Pdl e presidente della Commissione parlamentare per l&#8217;Infanzia e l&#8217;Adolescenza, commenta l&#8217;iniziativa dell&#8217;associazione &#8216;La gabbianella e altri animali&#8217;, che ha raccolto seimila firme sotto una petizione presentata al presidente della Camera, Gianfranco Fini, per chiedere di cambiare la legge sull&#8217;affido, la legge 149 del 2001: tra le altre cose, si chiede che la famiglia affidataria, nel caso in cui il minore si sia trovato bene, diventi la prima soluzione nel caso di ipotesi di adozione.</span></p>
<p><span style="color: #003366;">&#8220;Sono favorevole- spiega Mussolini all&#8217;agenzia Dire- le famiglie affidatarie dovrebbero avere la possibilita&#8217; di poter adottare, uscirebbero tanti bambini dagli istituti. Al ministero della Giustizia stanno facendo una banca dati sulle adozioni e non sono inserite le coppie affidatarie: e&#8217; da rivedere&#8221;. Per quanto riguarda i prossimi passi, &#8220;dobbiamo vedere ora com&#8217;e&#8217; l&#8217;iter, vediamo come si possano cambiare alcuni punti della legge. La tempistica? Se non c&#8217;e&#8217; la volonta&#8217; anche all&#8217;infinito. Speriamo che invece ci sia&#8221;.</span></p>
<div>
<p><span style="color: #003366;">&#8212;&#8212;&#8212;<br />
</span></p>
<p><span style="color: #003366;">MINORI. CAVALLO: FAMIGLIA AFFIDATARIA PUO&#8217; GIA&#8217; ESSERE ADOTTIVA</span></p>
<p><span style="color: #003366;">&#8220;SE HA I REQUISITI, PERCHÉ NO? LA LEGGE LO PREVEDE&#8221;.</span></p>
<p><span style="color: #003366;">(DIRE) Roma, 18 mag. &#8211; &#8220;È una iniziativa meritevole, ma che non incide sui tribunali che gia si regolano in modo coerente con quanto dettato della legge&#8221;. Melita Cavallo, presidente del Tribunale dei Minori di Roma, commenta cosi&#8217; la petizione rivolta ai parlamentari per chiedere di rivedere la legge 149 del 2001 su affidi e adozioni.</span></p>
<p><span style="color: #003366;">&#8220;Se c&#8217;e&#8217; una famiglia affidataria che ha i requisiti per essere famiglia adottiva non ci sono motivi perche&#8217; il bambino non possa restare &#8211; ha detto all&#8217;agenzia Dire &#8211; Se poi l&#8217;allontanamento diventa necessario, la famiglia affidataria deve comunque mantenere i rapporti con il bambino: non deve esserci uno sradicamento. Ed e&#8217; quello che prevede gia&#8217; la legge&#8221;.</span></p>
<p><span style="color: #003366;">Inutile, quindi, cambiare del tutto, o anche solo in parte, la norma: &#8220;Sarebbe opportuna una interpretazione autentica della legge, con il legislatore che dica: &#8216;La legge recita in questo modo&#8217;&#8221;.</span></p>
<p><span style="color: #003366;">Per concludere la Cavallo spiega: &#8220;Il bambino va lasciato nella famiglia affidataria, ovviamente se in questa ha trovato il suo benessere. Ma se invece e&#8217;, ad esempio, anziana, quando sara&#8217; dato in adozione ad un altro nucleo, la famiglia affidataria, come detto, dovra&#8217; comunque mantenere il rapporto con il minore. Potrebbero essere considerati i &#8216;nonni&#8217;&#8221;.</span></p>
<p><span style="color: #003366;">&#8212;&#8212;&#8212;<br />
</span></p>
<p><span style="color: #003366;">MINORI. SERAFINI CON FAMIGLIE AFFIDATARIE: &#8220;BASTA UNA CIRCOLARE&#8221;</span></p>
<p><span style="color: #003366;">&#8220;NELLA LEGGE NON ESISTE ALCUN DIVIETO A CHE POSSANO ADOTTARE&#8221;.</span></p>
</div>
<div>
<p><span style="color: #003366;">(DIRE) Roma, 18 mag. &#8211; &#8220;Ho partecipato all&#8217;iniziativa dell&#8217;associazione &#8216;La Gabianella&#8217;, penso che sia importante sottolineare l&#8217;importanza per i bambini di vivere in un contesto familiare. I minori hanno diritto a vivere la famiglia, a partire dalla propria&#8221;. A parlare e&#8217; Anna Serafini, senatrice del Pd e vicepresidente della Commissione parlamentare per l&#8217;Infanzia e l&#8217;Adolescenza.</span></p>
<p><span style="color: #003366;">&#8220;L&#8217;affidamento &#8211; dice all&#8217;agenzia Dire &#8211; non deve essere una scorciatoia per l&#8217;adozione, ma l&#8217;adozione non deve essere negata a una famiglia affidataria&#8221;. Un divieto, pero&#8217;, che non esiste nell&#8217;attuale legge in vigore. Quindi, per favorire le famiglie affidatarie nell&#8217;adozione dei bambini che hanno avuto modo di accogliere, piuttosto che cambiare la norma, secondo Serafini e&#8217; meglio una circolare interpretativa, &#8220;che presentero&#8217; la prossima settimana&#8221;. Infine, sulla banca dati sulle famiglie che possono adottare cui sta lavorando il ministero della Giustizia, in cui non sono appunto presenti le famiglie affidatarie, afferma: &#8220;E&#8217; uno sbaglio&#8221;.</span></p>
</div>
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		<title>Tutelare gli affidi familiari, L&#8217;Unità, 17 maggio</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 18:53:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Petizione al Parlamento Italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[Vai all&#8217;articolo nella pagina online dell&#8217;Unità&#8230; a]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archivio.unita.it/archivio/navigatore.php?page=14&amp;dd=17&amp;mm=05&amp;yy=2010&amp;ed=nazionale&amp;url=http://82.85.28.102/cgi-bin/showfile.pl?file=edizioni/20100517/pdf/NAZ/pages/20100517_14_17FOR14A.pdf"><img class="size-full wp-image-3122 aligncenter" style="border: 1px solid black; margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" src="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2010/05/Unità-17-maggio.gif" alt="Unità-17 maggio" width="166" height="241" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://archivio.unita.it/archivio/navigatore.php?page=14&amp;dd=17&amp;mm=05&amp;yy=2010&amp;ed=nazionale&amp;url=http://82.85.28.102/cgi-bin/showfile.pl?file=edizioni/20100517/pdf/NAZ/pages/20100517_14_17FOR14A.pdf">Vai all&#8217;articolo nella pagina online dell&#8217;Unità&#8230;</a></p>
<p><span style="color: #ffffff;">a</span></p>
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		<title>No a genitori in affido: Strasburgo condanna l&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 08:23:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[adozione]]></category>
		<category><![CDATA[affido]]></category>

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		<description><![CDATA[(ANSA) &#8211; STRASBURGO, 27 APR - La Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo di Strasburgo ha oggi condannato l&#8217;Italia per non aver concesso l&#8217;adozione di una bambina a genitori che gia&#8217; l&#8217;avevano avuta in affidamento. I giudici europei hanno riscontrato &#8220;difetti nella procedura di adozione&#8221; e quindi il &#8220;mancato rispetto del diritto dei genitori a creare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(ANSA) &#8211; STRASBURGO, 27 APR -</p>
<p>La Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo di Strasburgo ha oggi condannato l&#8217;Italia per non aver concesso l&#8217;adozione di una bambina a genitori che gia&#8217; l&#8217;avevano avuta in affidamento.<br />
I giudici europei hanno riscontrato &#8220;difetti nella procedura di adozione&#8221; e quindi il &#8220;mancato rispetto del diritto dei genitori a creare una famiglia, in base all&#8217;articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell&#8217;uomo&#8221;.<br />
<span id="more-2818"></span>I fatti risalgono al maggio 2004 quando i coniugi Luigi Moretti e Maria Brunella Benedetti, di Lugo di Ravenna, ricevono in affido una bambina appena nata. Il tribunale decide un affido di 5 mesi che poi estendera&#8217; fino a 19 mesi. La coppia che ha gia&#8217; una figlia, un bambino adottato e che si e&#8217; presa cura anche di altri bambini poi adottati da altre famiglie, durante i 19 mesi di affido della piccola chiede due volte al tribunale di poter adottare la bambina. Ma nel frattempo lo stesso tribunale, che ha dichiarato la piccola adottabile, decide di affidarla ad un&#8217;altra famiglia senza comunicarlo ai coniugi Moretti. La bambina verra&#8217; portata via dalla loro casa con l&#8217;assistenza della polizia.<br />
A quel punto la coppia fa ricorso contro la decisione del tribunale di non accettare la loro richiesta di adozione. La Corte d&#8217;appello, pur dichiarando che la decisione presa dal tribunale non e&#8217; ben fondata, lascera&#8217; pero&#8217; la bambina con la nuova famiglia, ritenendo che un&#8217;ulteriore separazione avrebbe rischiato di traumatizzarla.<br />
I giudici di Strasburgo, nella loro sentenza che tuttavia non incide sulla scelta gia&#8217; compiuta dall&#8217;autorita&#8217; nazionale, hanno sottolineato che &#8220;era di primaria importanza che la richiesta di adozione dei coniugi fosse esaminata attentamente e prontamente&#8221;. Ai coniugi l&#8217;Italia dovra&#8217; risarcire 10mila euro per danni morali e 5mila per le spese legali sostenute. (ANSA).</p>
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