Uscite in spiaggia (2010)

L’idea era semplicemente di ripetere il progetto “Giocare liberamente” compiuto con successo nel 2009: portare al mare i piccoli che vivono con le mamme nel nido della casa di reclusione femminile veneziana della Giudecca.  Una serie di varie  difficoltà, imprevisti e ‘colpi di scena’ ci ha invece impedito di programmare le attività e le uscite, che sono state organizzate settimanalmente e a volte perfino di giorno in giorno (una fatica organizzativa che rende dubbio, purtroppo, il ripetersi dell’iniziativa così com’è stata attuata quest’anno).

Dai finanziamenti, ai mezzi di trasporto, al team dei coordinatori, al numero dei soci disponibili a portare i bambini in spiaggia, tutte le risorse si sono rivelate molto inferiori rispetto all’anno scorso. Il gruppo degli accompagnatori stabili è stato costituito da due sole persone, affiancate, però, da compagne/i che hanno partecipato con assiduità, compatibilmente con altri impegni, e da familiari e amici accorsi in aiuto in caso di necessità. (Un grazie particolare alle due ragazze del servizio civile, Elena e Giulia, bravissime e adorate dai bambini!)

I piccoli del nido del carcere erano inizialmente soltanto tre, ma presto sono diventati quattro, e infine cinque, con bambini che se ne sono andati e altri che inaspettatamente si sono aggiunti al gruppetto iniziale. (Oltre a loro, un sesto bimbo, nato in carcere in febbraio, si è abituato presto alle uscite, richieste con energia e tenacia dalla sua mamma. Grazie a una nuova socia, che di buon grado ha corso il rischio di portarlo ‘lontano’ dal seno materno, anche lui ha potuto vedere il mare.)

Ciò nonostante, con la collaborazione e l’entusiasmo – e ora la soddisfazione, l’affetto e la gioia – di grandi e piccini, tutto è andato per il meglio. I bambini, anche in caso di brutto tempo, sono stati accompagnati in spiaggia, o comunque a giocare, dai volontari della Gabbianella almeno tre volte alla settimana, per lo più tutta la mattina, ma talvolta anche l’intera giornata (le mamme si sono battute molto per avere il tempo pieno e noi abbiamo “ceduto” ogni qualvolta ciò è stato possibile).

I piccoli sono giunti al nido già toccati da traumi, separazioni, sofferenze, per motivi di cui non sono responsabili e che a loro risultano del tutto incomprensibili. Per fortuna, sono in grado di divertirsi ancora, a tratti spensieratamente, e hanno vissuto istanti di semplice felicità nello sguazzare nell’acqua o nel giocare con la sabbia.

I bambini hanno anche incontrato diverse persone, conosciuto altri bambini, vissuto varie e belle esperienze, imparato qualcosa. Ora – alla fine della stagione balneare – parlano, sono comunicativi e socievoli, sono a tal punto simpatici che i piccoli delle altre capanne sono attratti da loro e tutti si divertono liberamente, senza distinzioni e barriere. Era questo uno dei nostri desideri-obiettivi.

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Siamo stati felici di condividere la capanna con altre associazioni e con le ragazze della comunità Pompeati. Dolcissimo vedere come ragazze adolescenti, che nella loro prima infanzia hanno sofferto per la carenza di cure materne adeguate, siano state capaci di prendersi cura dei bambini. In particolare, si è instaurata tra una di queste care ragazze e la più birichina delle bimbe un’amicizia speciale.

Vorremmo ringraziare le signore dell’associazione Arcobaleno: al di fuori delle giornate in spiaggia, Serena, Simonetta e Sonia hanno fatto uscire i piccoli dal carcere, talvolta per interi weekend, contribuendo così a ‘regalare’ loro una ‘ricca’ estate che forse, anche da liberi, non avrebbero potuto permettersi.

Grazie a Eleonora e Francesca, le psicologhe che operano nel nido del carcere, per l’assistenza e le consulenze.

Infine, un ringraziamento caloroso al personale della casa di reclusione, che è stato in grado di rendere lievi i nostri transiti, accogliendoci con simpatia e ‘festeggiando’ i bambini nelle uscite e nei rientri.

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