La giornata del 13 maggio 2010
Firme raccolte
Abbiamo raccolto in tre mesi, dal 10 febbraio al 10 maggio 2010, 5875 firme a cui si sono aggiunte altre due cartelle di firme che abbiamo consegnato al Consigliere del Presidente della Camera, Alberto Solia, senza avere nemmeno potuto contarle prima. Penso che sia realistico dire che abbiamo consegnato 6.000 firme. A queste vanno aggiunte idealmente un 20% di firme perdute, dice Antonio Morra, per questioni tecniche.
L’amico ing. Antonio Morra ci ha permesso di risolvere problemi tecnici che superavano di gran lunga le nostre possibilità di comprensione, lavorando all’impresa cominciata, con una buona dose di superficialità e sottovalutazione dei problemi tecnici, dalla sottoscritta (che sono una foca informatica, con tutto il rispetto per le foche). Lui e Paola Modesti, che continua a gestire il nostro sito, hanno registrato la conferma delle firme, con enorme pazienza e perdita di tempo, regalandoci la possibilità di fare la petizione.
Il dott. Solia ci ha gentilmente accolto, ascoltato e consigliato di informare la Commissione Giustizia oltre alla Commissione Infanzia.
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Il convegno
Come consegnare le firme e non riflettere sul contenuto della petizione? Mi pareva doveroso fare a Roma un convegno, ma era un’impresa superiore alle forze in campo (non un soldo di finanziamenti). Ha cercato di darci una mano Giorgia Corona, madre affidataria della Sardegna, che ha raccolto tantissime firme e ha coinvolto tutta l’isola nell’impresa. Alla fine ce l’abbiamo miracolosamente fatta. Con un bel po’ di disorganizzazione, con una sala piccola e non del tutto riempita, perché i posti erano numerati e accreditati e non potevo sapere che molti avrebbero chiesto un posto senza poi riempirlo.
In questa piccola cornice, abbiamo avuto uno splendido spaccato del mondo dei genitori che si pongono a disposizione dei bambini che hanno bisogno di sostituti genitoriali. Abbiamo avuto degli interventi di grande spessore umano e professionale. Il prof. Cancrini ci ha ricordato ad esempio come lo psicoterapeuta, per divenire tale, debba prima farsi analizzare, prima di dare aiuto debba cominciare con il saper chiedere aiuto. Ci ha ricordato il valore dell’umiltà in tutto ciò che riguarda le relazioni umane e la cura quindi dei bambini.
Umiltà: parola che deriva da “humus” (terra). Terra, concretezza, realtà. Noi vorremmo che si cercasse di fare il bene dei bambini nelle situazioni in cui si trovano, non in quelle in cui si dovrebbero trovare, secondo i parametri che gli adulti hanno in testa. Vorremmo che le istituzioni almeno nella relazione con i bambini smettessero la veste della forza e si piegassero ad ascoltare i bisogni dei bambini, di ciascun bambino. La fotografia della realtà ce l’ha data il dott. Moretti del Centro Studi dell’Istituto degl’Innocenti. Più di 32.400 minori fuori della propria famiglia, 16.800 gli affidamenti familiari, 15.600 i minori nei servizi residenziali. Il 60% dei bambini sotto i due anni sono accolti in struttura anziché in famiglia.
La riflessione pacata e compassionevole del prof. Cancrini, la comunicazione aperta della dott. Cavallo, che ci ha raccontato anche come perfino i decreti dei Tribunali siano talora inattuati, il riferimento ad un’interpretazione della legge sull’adozione che esiste da tempo e in cui si inserisce la petizione, ricordataci magistralmente dal dott. Occhiogrosso, e tutti gli altri validi contributi (Veronica Pelonzi, Arianna Saulini, Cristina Lodi) sono stati intervallati dall’irruzione in scena della vita vera.
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La vita irrompe in scena
La storia di Paolo, le testimonianza positive circa affidi finiti con adozioni serene e talora aperte ai nonni biologici dei bambini, la storia di Cassandra, letta da una grande attrice come Pamela Villoresi, hanno tentato di far capire a tutti che cosa stiamo chiedendo. Chi ci ha seguiti dall’inizio alla fine ha di certo colto il senso della nostra comunicazione.
Ascoltare la storia di Cassandra è stata più istruttivo di molti discorsi.
Purtroppo, ci siamo raccontati più le cose tra associazioni che vivono esperienze simili che tra persone con opinioni ed esperienze diverse. Speriamo che però il senso del convegno giunga anche ad altri. C’erano giornalisti decisi a fare servizi ampi e ragionati, vedremo.
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Gli esiti della mobilitazione
La chiusura del convegno è stata a cura della senatrice Anna Serafini, che ha promesso che presto arriverà una circolare esplicativa del senso della legge 149/01, volta a tutelare i legami affettivi dei bambini.
Anna Serafini, la relatrice della legge sull’adozione e sull’affidamento, è venuta a dirci che nessuno, proponendo la legge 149/01 voleva che succedessero fatti come quelli da noi raccontati. Nessuno voleva spezzare la vita a tanti bambini, come è successo a Cassandra. Le crediamo e aspettiamo che la circolare esplicativa giunga a mettere fine a storie terribili come quelle che ancora ci giungono e a cui diamo spazio nel nostro sito.
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Contributi nel sito
Perché il maggior numero delle persone interessate al convegno che non hanno potuto intervenire possa partecipare idealmente, inseriamo qui sotto i contributi, anche schematici, che già abbiamo. Chiedo ai partecipanti di scriverci le loro riflessioni in merito alla cose dette, come ha già fatto Anna Miliotti.
Voglio ricordare che il convegno è stato aperto con la lettera di Brunella Benedetti. La sentenza della Corte sui diritti dell’uomo di Strasburgo, ottenuta dalla brava e tenace avv. Mollica, è frutto della lotta di Brunella Benedetti e Luigi Moretti, quando tentavano di non far cambiare famiglia alla loro piccola “Beatrice”. La coppia ha continuato a lottare (l’Italia è stata condannata a risarcirli con 10.000 € per non aver potuto adottare la bambina) non per “avere ragione”, ma per fare in modo che la sofferenza subita da Beatrice (e da loro) non si ripetesse.
Tutti noi stiamo lottando per questo, perché non ci siano più persone che vivano la giovinezza di Cassandra, la prima infanzia di Martina (ricordate la piccina di Grosseto?), le violenze che ha subito il piccolo Paolo e quelle che stanno subendo altri bambini di cui ci hanno raccontato le vicende i genitori affidatari.
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L’articolo di Gian Antonio Stella
Lasciatemi dire che, se queste storie non avessero colpito un grande giornalista come Gian Antonio Stella, forse sarebbero rimaste nel nostro sito inascoltate. Invece, dopo che ne ha parlato lui, dopo che sulla prima pagina del Corriere è uscita l’espressione “genitori usa e getta”, una gran quantità di trasmissioni radiotelevisive e di giornali ci hanno chiesto di parlare della nostra petizione. Era ora che la società civile si accorgesse della violenza che si fa ai bambini quando li si costringe a cambiare famiglia mentre dove stanno vivono bene e sono amati, solo perché sono in affido. Era ora che si capisse che i legami dell’affetto vanno tutelati e rispettati. Non si può vivere con dei bambini, posti in una famiglia adottiva o affidataria e non volerli vedere contenti, come fossero figli nati dal nostro ventre.
I bambini non possono essere curati, ascoltati, accuditi, vezzeggiati, stimolati, consolati dagli adulti, senza legarsi a loro. Sarebbe disumano. Pretendendolo, insegneremmo loro solamente ad essere privi di riconoscenza, cioè privi di amore.
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Gratitudine
A proposito, grazie anche alle altre associazioni intervenute, che ci hanno ascoltato pazientemente e hanno dato il loro contributo di pensiero e di esperienza. Grazie a tutti coloro che ci hanno aiutato a fare il convegno e che ci hanno ospitato in Senato. Grazie alla Regione Veneto e al Comune di Venezia che ci hanno dato il patrocinio. Grazie alla Società Italiana di Ginecologie e Ostetricia, nonché alla Società italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, che pure ci hanno dato, tramite Alessandra Graziottin, il patrocinio.
Un ringraziamento particolare proprio ad Alessandra Graziottin, che per prima ha scritto un articolo che ha smosso le coscienze dei lettori del Gazzettino e che ha fatto sua la nostra lotta.
Carla Forcolin
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Abstracts dei contributi al convegno:
Introduzione: una petizione necessaria, di Lucrezia Mollica (Avvocato, esperta in diritto di famiglia).
Diritto ai sentimenti dei minori: spunti e riflessioni del CNSA, di Veronica Pelonzi (Coordinamento Nazionale Servizio Affidi).
I dati che abbiamo e non abbiamo sull’affidamento familiare e la sua conclusione, di Enrico Moretti (Statistico, Centro Nazionale di Documentazione e Analisi per l’Infanzia e l’Adolescenza dell’Istituto degli Innocenti).
Affido familiare: le raccomandazioni dell’ONU all’Italia sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, di Arianna Saulini (Coordinatrice Gruppo per il monitoraggio della Convenzione di New York – CRC).
La petizione della Gabbianella e la giustizia minorile mite, di Francesco Paolo Occhiogrosso (Presidente Centro Nazionale di Documentazione e Analisi per l’Infanzia e l’Adolescenza dell’Istituto degli Innocenti).
Il ruolo degli assistenti sociali nelle separazioni forzate, di Cristina Lodi (Presidente Ordine Assistenti Sociali Liguria).
Diritto agli affetti per i bambini in affidamento, di Carla Forcolin (Presidente Associazione “La Gabbianella e altri animali”).
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