Post con parola chiave ‘adozione’

Commento alla testimonianza di Eleonora e Ferdinando

sabato 26 novembre 2011

Non si può leggere la testimonianza pubblicata qui sotto e rimanere indifferenti, anche se di casi così, purtroppo, se ne sono già visti molti.

Non si può nemmeno entrare nei dettagli, perché i processi si fanno nelle sedi giuste. Eppure rimane un fatto in tutto ciò che la coppia scrive: una bambina è stata per i primi otto anni della sua vita in affidamento. L’affidamento per legge dura due anni, rinnovabili (ma non per tutta la vita) nel superiore interesse del minore. Dove sia l’interesse di una minore, cioè di una persona, nel cambiare famiglia non è per niente chiaro. Nessuno direbbe ad un adulto che si sono trovati moglie/marito migliori per lui/lei a prescindere dalla sua volontà, ma con i bambini ci si permette di far loro cambiare famiglia a prescindere dal fatto si trovino già benissimo nella famiglia in cui sono.

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Diritto ai sentimenti per i bambini in affidamento. Aggiornamenti

giovedì 26 maggio 2011

Il giorno 13 maggio 2011, a palazzo Cavagnis, sede della Gabbianella  di Venezia, si è tenuta una tavola rotonda per discutere sulla petizione, presentata lo scorso anno, con i deputati che più l’hanno sostenuta. Il dibattito era necessario: sono in discussione in Commissione Giustizia sia le leggi proposte dai deputati che ci avevano seguito fin dall’inizio, sia altre proposte che riguardano i temi dell’affidamento e dell’adozione, ma che esulano da ciò che abbiamo chiesto.

Alla tavola rotonda hanno partecipato anche altre realtà che si occupano di affidamento e adozione, come ANFAA. Le associazioni Papa Giovanni XXIII, e  Save the Children, che hanno firmato la petizione, non hanno potuto essere presenti, ma ci stanno seguendo, come anche AiBi (che lo scorso anno invece non ha firmato) e altre realtà. Il CNSA ci ha mandato il documento già inserito in questo sito.

I deputati che erano con noi ci hanno chiesto di scrivere un testo che fosse il più possibile condiviso e di mandarglielo.  Mettiamo nel sito pure questo.

Intanto accogliamo tutte le vostre riflessioni sulle tematiche in questione e cominciamo a farlo con il contributo di Marilena Zanon.

Carla Forcolin

 

Dopo l’incontro del 13 maggio. Riflessioni sulle proposte di modifica alla L. 184/1983, di Marilena Zanon

giovedì 26 maggio 2011

Mi chiamo Marilena e sono mamma adottiva e affidataria di due bambini uno dei quali avuto in adozione con l’art. 44 della L. 184/1983.

Mio marito ed io c’eravamo proposti come famiglia affidataria, desiderosi di poter dare un po’ del nostro amore in un ambito dove c’erano poche famiglie disponibili, nella speranza di poter essere d’aiuto a qualcuno; così è avvenuto e nel 2004  ci è stato proposto un affido di un bambino di 6 anni abbandonato dalla madre con  un padre che dopo due anni dall’inizio del progetto di affido (all’età di circa 8 anni del bambino) si rivelerà incapace di accudire il proprio figlio. Da qui la necessità, da un lato di dare una famiglia stabile al bambino, che ormai non era più in grado di sopportare la spada di Damocle della fine dell’affido, e dall’altro lato la necessità comunque di mantenere i rapporti con alcuni membri della famiglia di origine non in grado però di accudire il bambino (nonni ultraottantenni e sorella  sedicenne). Ecco perché fu nel nostro caso decisa l’adozione ex art. 44 della L. 184/1983.

Avrei piacere di intervenire nel dibattito instauratosi dopo l’incontro del 13 maggio u.s. per riflettere sulle proposte legislative di modifica alla legge sull’adozione e sull’affido più precisamente denominata “Diritto del minore ad una famiglia” (L. 4 maggio 1983 n. 184), denominazione che cito non a caso perché le parole hanno un peso ed hanno un significato.

Mi pare che tutte le associazioni intervenute e comunque i soggetti presenti all’incontro, siano concordi nel ritenere indispensabile la riforma dell’art. 4 della legge citata, laddove si vuole precisare che la famiglia affidataria può adottare il minore che è in affido, qualora lo stesso sia dichiarato adottabile.

Mi pare che le opinioni si dividano invece circa l’opportunità dell’introduzione della lettera a-bis all’art. 44 della L. 184/1983 (adozione in casi particolari), contenuta sia nella proposta legislativa Vassallo, sia nella proposta legislativa Savino, che consentirebbe l’adozione, sempre da parte delle famiglie affidatarie, del minore che non sia dichiarato adottabile.

Io credo che questa modifica sia sacrosanta al pari della modifica dell’art. 4 citato. Mi piacerebbe non dimenticassimo che ci sono casi nei quali non è possibile né tutelante per il minore, rompere definitivamente con la famiglia di origine, a volte perché all’interno della famiglia ci sono dei membri che hanno rapporti significativi con il minore, ancorché non siano in grado di prendersi cura del minore stesso (come ad es. nonni e fratelli),  a volte perché l’età del bambino può essere tale da richiedere un distacco graduale dalla famiglia di origine.

Soprattutto nel primo caso la necessità di mantenere il rapporto con la famiglia di origine rappresenta anche un bisogno di identità del minore, bisogno con il quale ogni bambino adottato si trova prima o poi a fare i conti.

Il timore che l’introduzione della lettera a-bis possa aprire le porte ad abusi soprattutto in alcune zone d’Italia, non mi pare una motivazione forte qualora anche un solo bambino dovesse soffrire per l’ipotesi in cui non gli sia stata data la possibilità di avere una famiglia stabile .

Ho voluto sottolineare la parola stabile perché non mi pare che questa stabilità possa essere offerta da un affidamento sine die, come qualcuno ha replicato. L’affidamento è un istituto giuridico temporaneo pensato per trovare una famiglia dove collocare il minore per il tempo necessario affinché la sua famiglia di origine possa recuperarsi. Ma se ciò non è possibile e la dichiarazione di adottabilità non è consentita nell’interesse del minore, deve essere a lui garantita la presenza di una famiglia stabile che nessuno gli possa mai togliere, né giudice, né servizi sociali (che — non dimentichiamo — cambiano nel corso del tempo e potrebbero avere opinioni diverse). Non solo ma l’affidamento sine die non è in grado alcune volte di  rispondere al bisogno di appartenenza del minore alla sua nuova famiglia: l’adozione in casi particolari infatti consente di aggiungere al cognome della famiglia di origine quella della nuova famiglia. Non è una circostanza irrilevante anzi tutt’altro, essa rappresenta anche il riconoscimento sociale di questa duplice appartenenza, un riconoscimento cioè che vale anche nei confronti delle istituzioni e della società (dalla scuola alle asl, dal mondo dello sport al mondo dell’associazionismo  religioso e non), che non può e non deve essere negato al minore.

E se ci sono delle persone che si avvicinano all’affido pensando di trovare una scorciatoia per avere un figlio tutto loro queste credo non siano degne non solo di essere genitori affidatari ma nemmeno adottivi: un figlio non è per se stessi e per soddisfare i propri bisogni, questo è egoismo.

Io spero e mi auguro che né pregiudizi, né preconcetti, né timori, né paure impediscano anche ad un solo bambino di poter veder concretizzato il suo diritto ad avere stabilmente una famiglia o anche più di una se questo rappresenta il bene del minore.

Buon lavoro a tutti.

Marilena Zanon

Notizie relative all’iter della petizione “Diritto ai sentimenti per i bambini in affidamento”

lunedì 9 maggio 2011

Rinnovando l’invito a tutti i lettori ad esprimersi in merito, riportiamo gli ultimi aggiornamenti sull’iter in Commissione Giustizia delle proposte di legge sorte in seguito alla nostra petizione.

Per proseguire l’esame dei provvedimenti sulle disposizioni in materia di adozioni da parte delle famiglie affidatarie, la Commissione Giustizia si è nuovamente riunita in data 4 maggio 2011.

Alle proposte di legge C. 3459 Vassallo, C. 3854 Savino e C. 4077 Motta vengono abbinate le proposte di legge C. 4279 Lupi e C. 4326 Giammanco.

Alleghiamo il testo della proposta di legge C. 4326 presentata dall’onorevole Giammanco alla Camera il 2 maggio 2011, e il processo verbale della riunione della Commissione Giustizia del 4 maggio 2011. Clicca qui per scaricare l’allegato.

Alleghiamo qui anche l’articolo di Anna Genni Miliotti, che ci riporta al cuore della nostra petizione, e il comunicato del CNSA (Coordinamento Nazionale Servizi Affidi) che commenta le proposte di legge Lupi e Giammanco.

 

La petizione: a che punto siamo…

sabato 7 maggio 2011

E’ trascorso un anno dal convegno che si è tenuto in Senato il 13 maggio dello scorso anno. A seguito di quel convegno l’onorevole Salvatore Vassallo (PD) si è immediatamente attivato per presentare, nel corso dello stesso mese di maggio, una proposta di legge (n. 3459 del 06/05/10) che raccoglieva i temi della petizione. Qualche mese dopo, in data 10/11/10, anche l’on. Elvira Savino (PDL) ha presentato una proposta di legge (n. 3854) che verteva sempre sullo stesso argomento. Le due proposte avrebbero potuto essere unificate, in quanto trattavano entrambe del diritto ai sentimenti dei bambini in affidamento.

Già si pensava ad un incontro in data 13 maggio 2011, a Venezia, per ragionare su come le proposte avrebbero potuto trovare realizzazione pratica, quando in sede di Commissione Giustizia del 30 marzo 2011, l’onorevole Sisto (relatore della proposta) segnala alla Presidenza dell’on. Follegot un’altra proposta di legge (n. 3657 del 23/07/10), formulata dall’on. Lupi e che tratta sempre di affidamento.

Fulvio Follegot si riserva di esaminare la proposta Lupi ma rileva che la stessa tratta argomenti molto più ampi rispetto alle proposte precedenti e che quindi un eventuale abbinamento dovrebbe essere deliberato dalla Commissione e non semplicemente d’ufficio.

Nel corso della stessa riunione si ipotizza anche l’abbinamento delle proposte di legge degli on. Savino e Vassallo con una proposta del 15/02/11 dell’on. Motta (PD) che di fatto ricalca testualmente la petizione presentata dalla Gabbianella.

Di certo le osservazioni dell’on. Follegot sono vere e la pdl 3657 dell’on. Lupi, anche nella successiva formulazione più sintetica del pdl 4279 del 12/04/11, va a toccare temi molto ampi e complessi, quali gli ambiti di competenza delle associazioni di volontariato e dei Servizi Sociali.

L’abbinamento delle proposte di legge scaturite dalla nostra petizione con altre proposte volte a altri aspetti della legge sull’affidamento e dello stesso funzionamento dei Servizi Sociali finirebbe inevitabilmente per allargare a tal punto il dibattito parlamentare da rendere incerta la splendida possibilità offerta da deputati di schieramenti diversi di far passare, forse all’unanimità, i contenuti della petizione.

Vogliamo qui ricordare che 7.000 persone, con una raccolta firme, realizzata fondamentalmente online dalla nostra associazione che per la prima volta usava questo mezzo, hanno chiesto semplicemente di chiarire un aspetto ambiguo della legge 184/83, come riformata dalla legge 189 del 2001. A causa di questa ambiguità, nel tempo molti bambini sono stati costretti a cambiare famiglia per legge, benché nella famiglia in cui erano cresciuti in affidamento, si sentissero già figli amatissimi. A questo abbiamo chiesto di porre fine. Lo avevamo chiesto già al governo precedente che aveva raccolto le nostre istanze ma che non è riuscito ad attuarle per mancanza di tempo. Non vorremmo che ancora una volta, anche con questo governo, rendendo la materia in discussione via via più complessa, si finisse per far cadere nell’indifferenza una questione tanto delicata.

Non vorremmo inoltre che, a partire dal nostro desiderio di evitare un cocente ed inutile dolore a tanti bambini, si finisse per trattare tutt’altre questioni che meriterebbero approfondimenti specifici in altre sedi.

La giornata di riflessione a cui parteciperanno gli onorevoli Savino e Vassallo ed insigni esperti del settore, avrà luogo comunque in data 13 maggio 2011 a Venezia, nella nostra sede di Palazzo Cavagnis. Non si tratterà di un convegno aperto al pubblico ma di un incontro che aiuti tutti a chiarirsi le idee dopo questa tempesta di proposte.

Alleghiamo le proposte di legge presentate alla Camera dei Deputati (pdl Savino, pdl Vassallo, pdl Motta, pdl Lupi (n. 3657) e pdl Lupi (n. 4279) e i processi verbali relativi alla loro discussione in sede di riunione della Commissione Giustizia (in data 30/03/2011 – 06/04/11 – 14/04/11 – 19/04/11).

Invitiamo i nostri lettori ad esprimersi in merito lasciando un commento su questo sito.

Carla Forcolin

Sull’adozione. Lettera-appello ai giornalisti dell’avv. Lucrezia Mollica

mercoledì 16 febbraio 2011

Carissimi giornalisti della carta stampata e della televisione,

qualcuno di voi mi conosce, altri no. Sono un avvocato che da anni si occupa di adozioni, di percorsi falliti, di gioiosi incontri e di laceranti separazioni.

Sono stata in dubbio se scegliere di scrivere a tutti voi insieme o farlo separatamente (sono a digiuno rispetto a queste strategie), poi ho pensato di fare una comunicazione-appello a tutti voi, sperando che qualcuno si senta graffiato dentro.

Mi riferisco al tema dell’adozione: un argomento che suscita sempre grande clamore, una fiammata, e poi si spegne.

Quanto rumore per nulla ieri per quella sentenza di Cassazione che del resto ne rammenta una molto simile emessa nel 2006 (n. 6078/06). Leggi tutto…

Scogli tra affidamento e adozione, intervento di Carla Forcolin su “Avvenire” del 12 febbraio

martedì 15 febbraio 2011

Sabato 12 febbraio il quotidiano “Avvenire” ha dato spazio a un intervento di Carla Forcolin sulla petizione “Diritto ai sentimenti per i bambini in affidamento”.

Clicca sulla pagina del giornale per ottenerne una copia in PDF.

Perché sostenere la petizione. La petizione “diritto ai sentimenti per i bambini in affidamento” e le tematiche che sottende

giovedì 4 novembre 2010

Diritto alla famiglia e agli affetti. Tutti capiscono che i bambini hanno diritto a vivere in famiglia anziché in struttura, ma i minorenni (bimbi e ragazzi) che popolano le nostre strutture socio-residenziali sono più di 15.600. Una buona parte di essi potrebbe essere sistemata in affidamento (non tutti: questo si sa). Non li si pone in affidamento per tanti motivi, due in modo particolare: è difficile reperire famiglie affidatarie per ragazzi tra i 15 e i 17 anni, soprattutto di origine straniera, e si teme che i bambini piccoli (0-2 anni) posti in famiglia vi si attaccherebbero troppo e poi sarebbe difficile restituirli alla famiglia d’origine o ad una famiglia adottiva, laddove divenissero adottabili. Bambini piccoli e ragazzi vicini alla maggior età costituiscono la maggior parte dei minori presenti nelle strutture socio assistenziali.

La prima obiezione che le persone non esperte fanno all’affidamento è sempre la stessa: “Non voglio affezionarmi ad un bambino e dopo due anni o più  non avere alcun diritto a poterlo frequentare, sentire al telefono, mantenere con lui una qualsiasi relazione”. La gente è anche disponibile ad aprire la propria famiglia, ma con una qualche garanzia  di continuità dei legami affettivi in cambio. Da anni vado in giro a dire a queste persone che l’affido va bene anche così (e lo penso) ma è innegabile il fatto che i legami costituitisi nell’intimità quotidiana vadano protetti e siano preziosi, tanto più quanto più quei legami avvengano con bambini feriti dall’abbandono/incapacità genitoriale dei genitori biologici. La tutela di questi legami affettivi è oggetto della petizione che “La gabbianella e altri animali” ha lanciato in primavera ed è in attesa di essere discussa nella Commissione Giustizia, di cui è presidente l’on. Giulia Buongiorno.

L’associazione chiede, in piena consapevolezza di ciò che la sua proposta reca con sé, che la famiglia affidataria che abbia instaurato un buon legame affettivo e relazionale con un bambino, qualora lo stesso diventi adottabile, lo possa adottare e sia valutata dal proprio tribunale di competenza, secondo un canale preferenziale rispetto alle altre coppie, che fanno domanda d’adozione, ma non hanno con quel bambino relazione alcuna.  Una sorta di “prelazione” pienamente giustificata dal rapporto costituitosi. Leggi tutto…