Post con parola chiave ‘carcere’

Quando una legge, nata per migliorare le cose, le peggiora

martedì 25 febbraio 2014

Nel carcere femminile di Venezia ci sono oggi sei bambini, di cui solo uno al di sotto dei tre anni. Questo è il triste risultato dell’entrata in vigore della legge n. 62/2011, che istituisce gli ICAM e che avrebbe dovuto costituire un passo avanti nella cura dei figli delle donne incarcerate ed impossibilitate a lasciare i figli fuori dal carcere. In merito vi invitiamo a leggere le indicazioni che noi della “Gabbianella”, che seguiamo i bambini del carcere femminile da dieci anni, vorremmo dare.

La legge 62/2011 vorrebbe che nessun bambino più rimanesse in carcere con la mamma nella prima infanzia e recita “quando imputati siano donna incinta o madre con prole di età non superiore ai sei anni con lei convivente…(o padre… omissis) … non può essere disposta né mantenuta la custodia cautelare in carcere, salvo che sussistano esigenze cautelari di particolare rilevanza”.  Poiché quelle esigenze cautelari qualche volta esistono, succede che ora negli Istituti a Custodia Attenuata per Madri, costruiti per i bambini, i cosiddetti ICAM (ce ne sono solo due: uno a Milano e uno a Venezia), ci siano bimbi non più fino a tre anni, ma fino a sei anni. Anzi, a Milano sono presenti solo bambini fino a tre anni, a Venezia bambini di età superiore. Nessuno riesce a capire per quale motivo il tenere un bambino con la madre, dopo i tre anni, in carcere dovrebbe essere Leggi tutto…

La mostra “Ampi orizzonti”

mercoledì 18 dicembre 2013

Viene oggi (18-12-2013) inaugurata all’interno dell’Istituto di Pena femminile della Giudecca, la mostra “Ampi orizzonti”, allestita con le fotografie dei bambini, che vivono con le madri in una nuova parte dell’Istituto stesso, nel cosiddetto nuovo ICAM. Le fotografie, sono state fatte sia da fotografi professionisti, come Karl Jhoantges, Sergio Martucci e Zuraika Arromen Redo, sia da amici e soci dell’associazione “La gabbianella”, la quale da dieci anni accompagna all’asilo d’inverno e in spiaggia d’estate i bambini. Tredici fotografie, tra quelle che compongono la mostra, sono state scelte per costruire un calendario particolare, che viene dato dall’Associazione in cambio di un’offerta adeguata. Il ricavato dall’iniziativa servirà ad accompagnare anche in futuro i bambini all’esterno dell’Istituto. Infatti, gli accompagnamenti vengono attuati tutti i giorni feriali e un impegno preciso due volte al giorno richiede un pagamento. Nei giorni festivi i bambini escono invece solo sulla base del volontariato. I calendari si possono trovare presso la libreria “la Toletta” o facendone richiesta alla nostra associazione (info@lagabbianella.org).

Molti conoscono la bella rivista “Ristretti orizzonti” e, per contrasto, in questa mostra, noi abbiamo voluto parlare di “Ampi orizzonti”.

Perché l’obiettivo che ci poniamo è che i bambini, costretti a vivere con le madri in un ambiente chiuso e limitato, abbiano la possibilità, almeno a tratti, di spaziare con lo sguardo fin dove il mare incontra il cielo.

Essere avvolti dall’aria, dal sole, dall’acqua piace a molti: per i bambini che crescono con le mamme, che non possono portarli all’aperto, questo contatto con gli elementi è una necessità.

Gli adulti reclusi ne hanno il ricordo, i bambini non sanno nemmeno che questa dimensione esiste, finché non li portiamo al mare.Ma prima ancora di questo obiettivo, che potrebbe apparire quasi “un lusso”, anche se non lo è, si deve raggiungere l’altro obiettivo, che è l’attuazione di un vero e proprio diritto: quello di frequentare la pre-scuola, sia per vivere quasi normalmente in mezzo ai propri coetanei, sia per stare molte ore fuori dall’Istituto di Pena. Asilo nido e scuola materna sono infatti luoghi dove si ricevono stimoli culturali e si impara a parlare correttamente l’italiano, che i bambini, quasi sempre stranieri (gli italiani possono trovare più facilmente situazioni in cui rimanere agli arresti domiciliari), non sanno bene. Purtroppo, con la legge 62 del 2011, si è deciso che i bambini che accompagnano le madri nella detenzione staranno con loro fino ai sei anni e non più fino a tre e proprio questa “novità”, che a molti pare un peggioramento di quanto avveniva fino a circa un anno fa, obbliga ad iscriverli alla scuola materna.

Sono stati stanziati molti soldi per costruire delle stanze fresche e allegre dove accogliere i bambini; associazioni come il Soroptimist le hanno decorate artisticamente e noi abbiamo scovato un’offerta dell’IKEA per arredarli gratuitamente e su misura di bimbo, ma uno stanziamento per far uscire questi bimbi non c’è stato né da parte del Ministero di Giustizia, né da parte degli Enti locali.  L’associazione “La gabbianella”, convinta della necessità di portare fuori i bambini per farli crescere normalmente, mentre continua ad insistere perché le Istituzioni se ne facciano carico in maniera stabile (non attraverso la nostra partecipazione a bandi regionali, che vanno benissimo per progetti educativi ma non per l’attuazione di diritti) si rivolge alla cittadinanza: aiutateci a portare fuori i bambini! Un calendario vale circa un accompagnamento.

Contattateci o contattate la libreria “la Toletta” per regalarvene o regalarli ad amici! I calendari si possono usare e fanno allegria.

La mostra, dopo la sua inaugurazione all’ICAM, sarà spostata nell’atrio della scuola XXV aprile, in Sacca Fisola, dove sarà possibile prenderne visione senza difficoltà. Chi volesse saperne di più non esiti a contattarci e a visitare il nostro sito: www.lagabbianella.org

Carla Forcolin (presidente dell’Associazione)

 

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Dritti sui Diritti – per garantire il futuro di bambini e ragazzi

giovedì 3 ottobre 2013

Da giovedì 10 a sabato 19 ottobre 2013, in vari luoghi della città di Venezia, si terrà la manifestazione “Dritti sui Diritti – per garantire il futuro di bambini e ragazzi”. La Gabbianella, in occasione di questo evento, il venerdì 18 ottobre, alle ore 17.30, organizzerà un dibattito sui diritti dei bambini figli delle detenute dal titolo “Bambini bianchi, bambini colorati…bambini di ogni colore” che si terrà nel Giardino dell’ICAM di Venezia. La discussione sarà stimolata dalla lettura di alcuni testi scelti e letti dallo scrittore Tiziano Scarpa e dalla presidente, Carla Forcolin.

Saranno ammessi nell’Istituto a Custodia Attenuata per le Madri i volontari che già hanno il permesso per entrare e coloro che ne faranno domanda fornendo le proprie generalità (nome, cognome, luogo e data di nascita, codice fiscale). In tutto sono ammesse nel cortile dell’ICAM, adiacente al carcere femminile della Giudecca, venti persone… chi vuole partecipare si affretti ad inviarci la propria adesione! Sarà un’occasione per confrontarci con tutte le mamme detenute che decideranno di partecipare all’incontro.

Clicca qui per scaricare il programma completo.

 

Bambini in carcere: fino a tre, sei o dieci anni?

lunedì 8 luglio 2013

Sabato 29 luglio, la nostra Presidente ha scritto un articolo, che riportiamo qui di seguito, che è stato pubblicato su quotidiani locali e nazionali.

A pochi giorni di distanza, il 4 luglio 2013, ha cominciato a funzionare, accogliendo mamme e bambini, l’ICAM di Venezia, nell’isola della Giudecca.

Ci auguriamo caldamente che i bambini accolti da questo nuovo istituto non superino, se non in via del tutto eccezionale, i tre anni di età.

 

Bambini in carcere: fino a tre, sei o dieci anni?

Si legge sui giornali che il nuovo decreto legge sulle carceri prevede la sospensione della pena per le donne in stato di gravidanza, per le mamme con figli minori di 10 anni e per gli ultrasessantenni.

Già da tempo chi si occupa di mamme e bambini in carcere si chiede con inquietudine se saranno molti i bambini di oltre tre anni che seguiranno le madri nella loro pena. Pochi sanno che Leggi tutto…

LEZIONE CONCERTO per bambini con meno di 3 anni

mercoledì 6 febbraio 2013


Sabato 26 gennaio 2013 l’associazione “La gabbianella” è stata invitata con i bambini del nido del carcere dai nostri amici del Centro Culturale XXV Aprile, Kairos – Danza e Teatro, a una lezione concerto basata sul metodo M.L.T. di Edwin E. Gordon.

Il metodo favorisce l’apprendimento della musica fin dalla più tenera età, mediante l’utilizzo di procedimenti analoghi a quelli che si usano per lo sviluppo del linguaggio.

Partiamo quindi dal carcere con la nostra piccola band e siamo contenti perché tutti i bambini del nido sono usciti, anche quelli che non vanno di solito all’asilo. Nell’androne del Centro Culturale, dove tra l’altro è attualmente esposta la mostra “Condividere la gioia”, troviamo ad aspettarci una ventina di bambini che ridono e giocano. I “nostri” piccoli si uniscono subito a loro e noi li guardiamo fare amicizia con gli altri, mentre aspettiamo che la lezione abbia inizio.

Appena entriamo nella palestra, siamo accolti dalle voci dolcemente ritmate delle ragazze che animeranno il nostro pomeriggio. Sembra impossibile, ma improvvisamente non si sente più volare una mosca: i bambini rumorosi e scalpitanti, che qualche minuto prima correvano nell’androne, si sono accucciati vicino ai loro genitori/accompagnatori e se ne stanno fermi immobili con gli occhi attenti e le bocche spalancate. Pacifici, si fanno coccolare dai suoni melodiosi dapprima prodotti solo con la voce, poi con qualche accompagnamento strumentale.

Anche gli adulti dondolano il busto a tempo. Tutti sono affascinati dagli strumenti a percussione e a scuotimento che attirano immediatamente l’ attenzione dei bimbi. Tra di essi  qualche audace si avvicina curioso in esplorazione del basso e della fisarmonica momentaneamente abbandonati accanto ai musicisti.  Nessuno impedisce ai bambini i comportamenti spontanei.

La lezione è un crescendo di musiche e ritmi che incantano anche i grandi.

La musica tocca tutti nel profondo.

I “nostri” bambini sembrano sereni: qualcuno curiosa in giro, qualcuno balla contento e l’ultimo arrivato recentemente al nido, che non aveva riposato bene di notte, si rilassa talmente tanto che si addormenta pacifico tra le braccia di una volontaria.

La lezione continua e i bambini sono così naturalmente partecipi e a loro agio che sembra quasi che per loro la musica sia una parte essenziale del loro essere, e forse è proprio così.

La nostra esperienza si conclude con un gioioso applauso: i bambini hanno vissuto una nuova esperienza, i grandi sono felici per avere scoperto una dimensione musicale di cui molti non conoscevano nemmeno l’esistenza.  Il concerto ha lasciato a tutti un senso di armonia e dolcezza.

Se ce ne sarà modo, ripeteremo l’esperienza. Sarebbe bello che i bambini potessero vivere momenti simili con le loro mamme.

Clara Zennaro

Concerto jazz e mostra fotografica per i progetti della Gabbianella, Foresteria Valdese 6 gennaio, ore 17

giovedì 3 gennaio 2013

Il 6 gennaio, presso il Centro Culturale Protestante di Palazzo Cavagnis, nella Foresteria Valdese, si terranno un incontro e un concerto jazz a favore dei progetti della Gabbianella con i bambini nel nido del carcere femminile della Giudecca. Saranno anche esposte le fotografie della mostra”Condividere la gioia” e del calendario dell’associazione.

Si inizierà con un thè di benvenuto alle 17. Il concerto, con il Duo Nagual, costituito dal chitarrista Stefano Scutari e dal sassofonista Gianni Ancorato, inizierà alle 17.30.

Clicca sull’immagine per la locandina con tutti i dettagli dell’evento. Vi aspettiamo in tanti!

 

Mostra fotografica “Condividere la gioia”, Ca’ Foscari Zattere, dal 5 al 12 dicembre

lunedì 3 dicembre 2012

Mercoledì 5 dicembre alle ore 17.00, nella sede di Ca’ Foscari Zattere, Zattere al Pontelungo, Dorsoduro 1392, si inaugurerà la mostra fotografica “Condividere la gioia”, con immagini dei bambini in spiaggia accompagnati dai volontari de “La Gabbianella e altri animali” durante il progetto “Capanna solidale”.

La mostra starà aperta fino al 10 dicembre dalle 10.00 alle 18.00.

Sarà possibile acquistare calendari e poster, partecipando così alla raccolta di fondi per pagare chi accompagna quotidianamente i bambini dal carcere femminile della Giudecca al nido comunale.

Il nostro progetto “Rete solidale”

mercoledì 28 novembre 2012

Il  progetto “Rete solidale”, che la nostra associazione ha proposto alla Regione Veneto con 11 altri partners ( il Comune di Venezia, la Direzione dell’Istituto di pena femminile della Giudecca, l’Ufficio Esecuzione Penale Esterna –UEPE-, l’ Azienda ULSS 12, la Caritas diocesana, le Parrocchie di Zitelle, Redentore, Sacca Fisola, l’Associazione Soroptimist, l’Associazione Arco-acuto, il Centro di Consultazione per genitori, bambini, adolescenti) non ha avuto un punteggio tale da ottenere il finanziamento regionale,  anche se la nostra proposta ha ottenuto il massimo punteggio alle voci “innovatività” e “coerenza”.

Il progetto si era dato l’obiettivo di avvicinare alcune Istituzioni che lavorano nel Carcere femminile e il Volontariato, che spesso nell’Istituto di pena è attratto, attorno all’idea di garantire i finanziamenti per le uscite dei bambini del nido e del futuro ICAM (Istituto a Custodia Attenuata Maternità) per poterli accompagnare quotidianamente all’asilo comunale e alla scuola materna d’inverno, in spiaggia d’estate. Così i bambini non sarebbero stati reclusi di fatto, come rischia di succedere, pur negli ambienti freschi e belli  che per loro sono stati allestiti.

La ricerca dei volontari  (effettuata con l’aiuto delle Parrocchie) e la formazione dei volontari, che si offrono per questi bimbi (attuata con la collaborazione gratuita di una pedagogista clinica del Centro di Consultazione e del Centro Affidi del Comune di Venezia), si sarebbero allargate all’intero territorio, laddove si fosse presentata la necessità di trovare persone/famiglie solidali anche per altri bambini del territorio di Venezia–Mestre, andando a rimpinguare la banca dati del Comune con nuove disponibilità alla solidarietà familiare. Inoltre, prevedendo il progetto anche di accompagnare i bambini, che risiedono in altre città, dalle madri detenute (con il supporto logistico della Caritas), la sua estensione territoriale avrebbe finito per riguardare l’intera regione e il territorio nazionale, ma con modalità e territorialità non prevedibili in anticipo.

Il progetto non è passato perché, mi è stato spiegato in Regione, non abbiamo avuto abbastanza cofinanziamenti – verissimo ! – e non abbiamo avuto altri comuni della Regione, oltre a quello di Venezia,  nella “territorialità”. Insomma, essendo stati presentati in Regione 320 progetti, di cui se ne potevano finanziare 30, se ne dovevano escludere molti e noi siamo stati tra questi, perché eravamo carenti sotto questi aspetti. Già prima di presentare il progetto, l’Associazione aveva fatto presente più volte questo rischio, ma non è riuscita ad ottenere forme importanti di co-finanziamento.

Rimane il problema di riuscire a fare le cose necessarie per i bambini del carcere e della città pur non avendo i finanziamenti pubblici. I bambini, che non sappiamo quanti saranno in futuro, visto che sta per aprire il nuovo  ICAM, devono uscire, e la solidarietà familiare, che talora porta all’affidamento, va estesa. Leggi tutto…