Post con parola chiave ‘carcere’

Genitorialità in carcere e diritti dei figli dei detenuti, l’intervento di Lillo di Mauro al convegno

mercoledì 26 ottobre 2011

Pubblichiamo l’intervento di Lillo di Mauro, responsabile dell’area Giustizia della cooperativa Cecilia e Presidente della Consulta Penitenziaria di Roma, al convegno nazionale Genitorialità in carcere e diritti dei figli dei detenuti. Il convegno, tenutosi a Roma il 20 ottobre, è stato organizzato dalla cooperativa stessa in collaborazione con l’associazione di volontariato A Roma Insieme, che si occupa dei bambini del nido del carcere di Rebibbia.

Oggi parleremo di un tema importantissimo e molto delicato che riguarda la genitorialità in carcere e i diritti dei figli dei detenuti, bambini e bambine “invisibili”.

Parleremo di affettività includendo in questo termine tutte quelle relazioni che hanno per il detenuto un notevole rilievo e che se aiutate e sostenute possono contribuire enormemente nel suo percorso di riabilitazione sociale. Leggi tutto…

Convegno “Genitorialità in carcere e diritti dei figli delle detenute”

giovedì 13 ottobre 2011

Dal nostro osservatorio

Da 7 anni l’associazione “La gabbianella e altri animali” si occupa dei bambini del nido del carcere femminile della Giudecca (Ve) e delle loro mamme.

Sulla base di un calcolo, fatto proprio in funzione di questo convegno, dove forse ci sono errori per difetto e non per eccesso, i bambini accompagnati da noi all’esterno per un periodo di tempo di mesi o di anni sono stati 29, 17 maschi e 12 femmine. I bambini passati per il nido del carcere sono molti di più, ma la maggior parte ci è stata per pochissimo tempo e quindi non ha potuto avvalersi dell’aiuto che l’associazione offre. Quasi tutti i 29 bimbi, che noi ricordiamo dal 2004 ad oggi, hanno frequentato regolarmente l’asilo nido comunale. Alcuni di essi non sono stati all’asilo nido perché le loro mamme non volevano che lo frequentassero, per paura di staccarsene o per timore che i figli si integrassero troppo nella nostra cultura. Alcune di esse temevano anche che qualcuno si impadronisse dei loro figli e glieli rubasse. In qualche caso, dei bimbetti sono stati nel nido solo  d’estate o per periodo troppo brevi per fare un inserimento ad anno scolastico inoltrato.  Leggi tutto…

Il laboratorio “Ricuciamo” nella casa di reclusione femminile della Giudecca

domenica 18 settembre 2011

Nel mese di maggio la Gabbianella ha avviato il laboratorio di taglio e cucito “Ricuciamo” con le mamme e le donne ristrette nella casa di reclusione femminile veneziana della Giudecca.

Il laboratorio “Ricuciamo” fa seguito a un ampio progetto educativo riservato alle mamme recluse nel nido del carcere, attuato dal 2007 al 2010 con finanziamenti della Regione Veneto. La Gabbianella si è orientata sul taglio e cucito valutando da un lato i risvolti non soltanto educativi ma anche eventualmente professionalizzanti delle attività manuali proponibili all’interno dell’istituto di pena, dall’altro le purtroppo ridotte disponibilità finanziarie.

Le risorse dell’arte del taglio e cucito sono note. E’ un’arte che richiede applicazione ma è gratificante. Se praticata con concentrazione libera la mente e consente di realizzare qualche cosa di concreto, utile e piacevole per sé e per gli altri. Tuttavia non è molto praticata, e sappiamo quanto sia difficile trovare chi la padroneggi e sappia adattare capi di vestiario e svolgere piccole riparazioni. Inoltre nella casa di reclusione opera da anni un attivo e apprezzato laboratorio di sartoria gestito dalla Cooperativa “Il Cerchio”. La Cooperativa organizza periodicamente corsi di avviamento alla sartoria, cui però può necessariamente accedere un numero limitato di aspiranti.

Alla guida del laboratorio “Ricuciamo” è stata chiamata Nerina Bado, una professionista esperta nell’insegnamento della sartoria, della tessitura e del cucito creativo per tutte le fasce d’età, che aveva già lavorato con le donne ristrette in un precedente laboratorio di costumistica organizzato dalla sartoria.

Nei mesi di maggio e giugno si sono svolti 10 incontri di 3 ore ciascuno, a cui hanno preso parte 10 donne. Leggi tutto…

Proposte per l’accompagnamento all’asilo nido e all’esterno del carcere per i bimbi del nido del carcere femminile della Giudecca

domenica 4 settembre 2011

Premessa

Chi sono i bambini che vivono in carcere
Nell’istituto penitenziario femminile della Giudecca entrano mamme con bambini sotto i tre anni, i quali, al compimento del terzo anno (e in futuro, in attuazione della nuova legge, al compimento del sesto anno) devono in ogni caso uscire dal carcere. I bambini che entrano nell’istituto penitenziario si trovano in questa situazione perché le mamme preferiscono tenerli con sé anziché lasciarli ai parenti, oppure perché le mamme non hanno parenti capaci di curare i bimbi o anche perché esse non hanno un appartamento dove rimanere agli “arresti domiciliari”. Le mamme sono quasi sempre straniere.

Perché l’accompagnamento
Ai bambini che sono costretti a trascorrere la prima preziosa parte della vita in carcere, la Gabbianella da molti anni garantisce la frequenza regolare all’asilo-nido.

Andare all’asilo permette ai bambini di vivere fuori dal carcere, cioè di vedere ambienti e persone diversi da quelli dell’istituto di pena, di imparare l’italiano, che spesso le mamme non parlano bene, di acquisire elementi della cultura del nostro paese: comportamenti, alimenti, modalità di gioco. Frequentare l’asilo nido significa ricevere degli stimoli che la madre e il carcere non possono dare e sviluppare potenzialità della mente, che potrebbero non essere nemmeno toccate da una vita deprivata di esperienze. Significa mettere delle buone basi per la scuola materna e la scuola in genere. Significa soprattutto integrazione sociale.

Significa anche in molti casi creare “una rete di salvataggio” per i bambini in caso la mamma non stia bene o il bambino debba uscire dal carcere senza di lei. Infatti chi conosce il bambino e ha con lui/lei un rapporto d’affetto lo può ospitare per brevi periodi, come è successo molte volte, nel caso il bambino abbia bisogno di cure e attenzioni specifiche per motivi di salute suoi o della mamma.

Il tutto evitando logiche appropriative, lavorando sempre sulla coppia madre-figlio nel senso in cui si lavorò in passato con il progetto educativo della Regione: ciò che di meglio possiamo regalare ai bambini è un buon rapporto con le loro madri, a cui tendiamo sempre ad unirli. Se finiamo per accoglierli in affidamento è solo perché i bambini compiono i fatidici 3 anni o per casi davvero eccezionali.

Le maggiori difficoltà incontrate e i risultati raggiunti Leggi tutto…

Convegno Sportelli-Carcere del Veneto e Volontariato in Rete. Scambio di esperienze, individuazione di modelli, al Centro Candiani di Mestre il 25 marzo

mercoledì 16 marzo 2011

Il Convegno “Sportelli-Carcere del Veneto e Volontariato in Rete. Scambio di esperienze, individuazione di modelli” rappresenta l’evento pubblico a conclusione del Progetto “Sportello Giuridico e di Segretariato Sociale per le carceri del Veneto”, finanziato dal Comitato di Gestione del Fondo Speciale Regionale per il Volontariato e realizzato dall’Associazione Granello di senape Padova attraverso la Rete della Conferenza Regionale Volontariato Giustizia.

Il Progetto ha attivato un Servizio di informazione e orientamento giuridico-amministrativo per i detenuti, allo scopo di facilitarne il loro reinserimento sociale dopo la dimissione dal carcere, o attraverso una misura alternativa. In particolare il Servizio fornisce:
- L’informazione alla popolazione detenuta su normative, procedure, servizi, risorse del territorio in relazione ai bisogni espressi nei campi dell’assistenza sociale, previdenziale, del lavoro, della formazione e dell’istruzione, della cultura, del sostegno alla famiglia, dell’immigrazione, della normativa giuridica inerente l’espiazione penale.
- La consulenza individuale mirata, attraverso il sostegno e l’orientamento, la valutazione condivisa delle risorse del singolo e della sua rete, lo stimolo alla sua personale attivazione, il contatto e l’attivazione del rapporto con i servizi individuati.
- La messa in rete delle risorse del territorio in riferimento ai bisogni espressi dalla popolazione detenuta, rendendo quest’ultima “visibile” ai servizi stessi, facilitando la comunicazione interno-esterno e la relazione tra servizi e persone detenute sulla base dei bisogni rilevati.

Programma del Convegno, presso il Centro Culturale Candiani, Piazzale Candiani 7 – Venezia Mestre: Leggi tutto…

Aspettando l’ICAM a Venezia: presente e futuro

giovedì 3 febbraio 2011

Sul Gazzettino del 28 gennaio è comparso l’articolo “Un alloggio per le mamme detenute”. Leggo con piacere che il Comune di Venezia vuole dar vita ad un Istituto a custodia attenuata, per permettere alle donne detenute con figli dai zero ai tre anni di espiare la loro pena, senza  danneggiare la preziosa prima infanzia dei loro bimbi innocenti. E’ un’ottima iniziativa.

Desidero comunque far presente che allo stato attuale delle cose, nella nostra città, pur vivendo i bambini con le mamme nel “nido” del carcere (struttura appositamente pensata per mamme e bimbi), i piccoli vengono regolarmente fatti uscire dalle socie e dai soci della Gabbianella, che da anni li accompagnano all’asilo nido al mattino e vanno a riprenderli nel pomeriggio. Alla fine dell’asilo non si rientra subito in carcere, ma si va a spasso, al parco-giochi, o si va per un po’ a giocare nella casa della propria accompagnatrice; dalla mamma si rientra molto spesso solo alla sera.
Nei giorni festivi e anche in altre giornate, sia pure senza obbligo di regolarità, oltre a noi della Gabbianella, altre associazioni, come “Arcobaleno”, sono molto presenti in carcere e accompagnano i bambini fuori, instaurando con gli stessi e con le loro mamme un ottimo rapporto.
D’estate, da due anni, noi della Gabbianella con il contributo del CSV della Provincia e del Comune, ci siamo fatti carico di portare a giorni alterni tutti i bambini che sono al nido in spiaggia, in un’apposita capanna.

Fino ad ora, perché i finanziamenti che hanno facilitato il lavoro dell’associazione, permettendo gli accompagnamenti regolari dei piccoli all’asilo nido comunale e alla spiaggia e un progetto educativo per mamme e bambini non ci sono più: il protocollo d’intesa con la Municipalità di Venezia è stato concluso per mancanza di fondi e così il progetto educativo con la Regione Veneto.

Io spero che, pensando all’ICAM e al futuro in cui i bambini vivranno in luoghi più normali del nido del carcere, si parta da ciò che di buono si è fatto finora e si riprenda a dare un regolare contributo a chi ogni mattina e ogni pomeriggio accompagna i bambini dal nido all’asilo comunale e viceversa.

Altra grave questione: Leggi tutto…

Un servizio sull’ICAM di Milano, il primo centro di custodia attenuata per detenute con bambini realizzato in Italia

martedì 7 dicembre 2010

Qualche giorno fa, la ‘nostra’ L, una splendida e vivacissima bimba di 2 anni da poco compiuti, e la sua mamma hanno lasciato il nido del carcere femminile di Venezia e sono state trasferite a Milano, dove ci piace immaginarle nell’ambiente familiare dell’ICAM (Istituto a custodia attenuata per madri).

L’ICAM di Milano, dipendente dalla Direzione della casa circondariale di San Vittore, è stato inaugurato nel dicembre 2006. E’ ad oggi il solo centro di custodia attenuata realizzato in Italia  per assicurare un’infanzia il più possibile serena ai figli insieme alle mamme detenute.

Clicca sull’immagine per vedere il servizio sull’ICAM di Milano, trasmesso su Rai3 nella puntata di Report del 5 dicembre, con un’intervista all’ex assessore Francesca Corso che ne ha promosso l’istituzione (oppure qui per la trascrizione del testo del servizio).

(Un articolo sull’ICAM è stato anche pubblicato su www.minori.it).

Dibattito sul carcere organizzato dalla cooperativa sociale veneziana Il Cerchio, venerdì 10 dicembre

martedì 7 dicembre 2010

Tutti gli operatori del settore carcerario concordano nel ritenere che la situazione degli istituti di detenzione sia esplosiva.

La Cooperativa sociale per il reinserimento lavorativo Il Cerchio organizza un convegno a Venezia sulla situazione del carcere, presentando una proposta che potrebbe contribuire alla diminuzione dei detenuti negli istituti, attraverso lavori socialmente utili. I ristretti in pena alternativa potrebbero essere occupati, ad esempio nella pulizia di alcune isole della laguna, così da riconvertirle alla coltivazione di ortaggi e/o vigneti.

La Cooperativa ne discuterà con:

Maria Alberti Casellati, Sottosegretario alla Giustizia
Felice Casson, Senatore della Repubblica
Felice Bocchino, Provveditore Dipartimento Amministrazione Penitenziaria del Veneto
Barbara Della Longa, Magistrato Tribunale di Venezia
Vincenzo Semeraro, Magistrato  Tribunale di Venezia
Sergio Trevisanato,  Segretario Regionale per le Attività Produttive Istruzione e Formazione Veneto
Mario Dalla Tor, Vicepresidente Provincia Venezia
Sandro Simionato, Vicesindaco Comune Venezia
Giovanni  Mazzacurati , Presidente  Consorzio Venezia Nuova
Gianluca Bisol, Amministratore Delegato Casa Vinicola “Bisol”

Saranno presenti i direttori degli Istituti Penitenziari di Venezia Gabriella Straffi e Irene Iannucci

Il dibattito si terrà nei locali dell’ex Bocciodromo nei Campi Sportivi di Sacca Fisola, venerdì 10 dicembre alle ore 10.00.

Durante il break verrà offerta una colazione. La Cooperativa garantirà la realizzazione del convegno, anche in caso di sciopero dei trasporti, utilizzando mezzi propri