Post con parola chiave ‘diritti dell’infanzia e dell’adolescenza’

Tavolo Nazionale Affido

sabato 20 aprile 2013

Il seguente documento è il nostro contributo al forum on line per la preparazione del convegno di studi “Chiamati ad accogliere” del 17 maggio 2013, organizzato da Progetto Famiglia – ONLUS.

Clicca sull’immagine per scaricare il volantino del convegno “Chiamati ad accogliere -Tutela dei bambini a trent’anni dalla legge sul diritto a crescere in una famiglia”.

Proteggere i legami affettivi dei bambini che non crescono nella famiglia d’origine significa insieme diventare meno adulto-centrici e rilanciare l’istituto dell’affidamento

PREMESSA

Avete mai visto i bambini di pochi mesi in un orfanotrofio del “mondo povero”? Stanno nelle culle, silenziosi, e si rianimano solo quando qualcuno, per nutrirli o cambiarli, li avvicina. Davanti a un sorriso, a una voce umana, i loro occhi si accendono, cambiano luce, ma quando la persona che li ha salutati, anche senza toccarli, se ne va, quando non risponde più ai loro vocalizzi, ridiventano opachi. Quanto soffrono quei bambini? Io credo in maniera indicibile. Non sanno se qualcuno verrà a dar loro da mangiare quando hanno fame, se potranno sopravvivere. Vivono nella paura di morire e in un’ansia di separazione costante. Erano uniti a un’altra vita, in un ventre caldo, e ne sono stati espulsi. La loro fonte di vita non c’è più. Sono rimasti senza la mamma, di cui hanno bisogno per vivere.

ADOZIONE E AFFIDAMENTO

Ai bambini senza mamma la società degli adulti, se e quando può, offre una madre sostitutiva, che svolge le sue stesse funzioni. Di solito, una mamma adottiva. Ma non sempre si può accedere subito all’adozione: nel mondo occidentale in particolare, prima di assegnare una madre adottiva a un bimbo, si vuole essere sicuri che la madre naturale sia morta o non lo voglia proprio più, perché spesso il bambino, prima di essere dichiarato adottabile, l’ha conosciuta e ha fatto in tempo ad attaccarsi a lei. Nell’attesa, un’attesa che può durare anni, specialmente se la madre è affetta da forme di incapacità genitoriale o è tossicodipendente o ha una malattia mentale, si dà al bambino una mamma affidataria o, meglio, una famiglia affidataria. La famiglia adottiva sa di essere divenuta, per decisione delle istituzioni e per sempre, la famiglia del bambino accolto. Quella affidataria sa invece di svolgere un ruolo di sostituto genitoriale a tempo.
E’ impossibile spiegare a un bambino piccolo questa distinzione: egli non sa nulla di istituzioni. Però “sente” quello che c’è nell’anima di chi lo accudisce, avverte se finalmente qualcuno, famiglia adottiva o affidataria che sia, lo accoglie con sé, ascolta i suoi bisogni, gli dà risposte adeguate. Infatti il bambino abbandonato, anche dopo essere stato accolto in una nuova famiglia, è incerto, spaventato, mette alla prova le persone che si occupano di lui, crede di essere privo di valore (perché questo è il messaggio che l’abbandono gli ha trasmesso), e chi lo accoglie deve fargli sentire che un simile abbandono non ci sarà mai più. Ma se i genitori adottivi possono trasmettere un simile messaggio, quelli affidatari non possono.

RIPIOMBARE NELLA DISPERAZIONE

Al bambino posto piccolissimo in affidamento vengono trasmessi due messaggi contrapposti: uno verbale e logico (tu non sei nostro figlio, sei solo una persona cara, la tua famiglia è un’altra), uno fisico e analogico (ti teniamo accanto, sei la persona più preziosa di questa casa, qui tutti ti amano). Non è strano che lui privilegi quello analogico, spinto dal suo bisogno e Leggi tutto…

Una firma per donare futuro – Petizione per il diritto a crescere in una famiglia

domenica 7 aprile 2013

La presidente dell’associazione ha firmato questa petizione on-line e invita tutti coloro che visiteranno il sito a seguire il suo esempio.

Una firma per donare futuro

IL PROBLEMA. I dati sui “minori fuori famiglia”, pubblicati a fine 2012 dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, mettono in evidenza la diffusa difficoltà di assicurare a tutti i bambini e i ragazzi la tutela del diritto di crescere in un contesto familiare. Nonostante queste evidenti esigenze, assistiamo, specie negli ultimi anni, alla progressiva riduzione delle risorse pubbliche a ciò destinate, il che produce un grave deterioramento del sistema di tutela familiare e minorile italiano.

LE “REGIONI FUORI FAMIGLIA”. Da molti e diversi fronti viene evidenziato quanto lo sviluppo dell’affidamento familiare in Italia sia caratterizzato da una forte disomogeneità territoriale. Queste differenze si colgono anche nel confronto tra le regioni, tant’è che, incrociando alcuni indicatori emersi dalla citata indagine ministeriale, è stato possibile comporre una sorta di graduatoria delle regioni italiane, evidenziando quali sono quelle virtuose e quali quelle più in difficoltà. In particolare otto regioni italiane, che simbolicamente definiamo “regioni fuori famiglia”, mostrano standard molto inferiori alla già mediocre media nazionale. Si tratta di Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Puglia, Sicilia, Abruzzo e Molise, e cioè, praticamente, tutto il Sud Italia e parte del Centro.

SETTE URGENTI MISURE DA ATTIVARE. Per reagire alla situazione sopra descritta la presente petizione chiede alle Regioni d’Italia (per il tramite della Conferenza permanente delle Regioni e delle Province Autonome), e con speciale intensità alle Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Puglia, Sicilia, Abruzzo e Molise, di recepire le sette urgenti misure di seguito elencate:
1) Sancire solennemente il diritto a crescere in famiglia, mediante un’integrazione degli Statuti Regionali.
2) Assicurare l’esigibilità del diritto a crescere in famiglia, fissando gli standard obbligatori dei servizi che i comuni, singoli o associati, dovranno attivare e garantendo lo stanziamento di risorse finanziarie in misura sufficiente.
3) Assicurare un assetto adeguato dei servizi per la famiglia e l’infanzia, tra cui i servizi per l’affido, e riconoscere il ruolo delle associazioni familiari.
4) Promuovere l’affidamento familiare, inteso come strumento che integra, senza sostituire, il ruolo delle figure genitoriali, assicurando ai minori adeguate cure, mantenimento, istruzione e relazioni affettive.
5) Attivare sostegni mirati alle famiglie in crisi, agli affidamenti familiari e alle adozioni difficili, assicurando: adeguate misure di sostegno ai nuclei familiari a rischio al fine di prevenire gli allontanamenti dei figli; la preparazione e il sostegno dei minori, delle famiglie d’origine e delle famiglie affidatarie; l’erogazione agli affidatari di un contributo spese adeguato alle esigenze dei minori accolti; percorsi di accompagnamento verso l’autonomia per gli affidati diventati maggiorenni; il sostegno economico dell’attività svolta dalle reti e dalle associazioni familiari; l’erogazione, ai genitori di minori adottati di età superiore ai dodici anni e a quelli con handicap accertato, di un contributo economico analogo al rimborso spese previsto per le famiglie affidatarie.
6) Monitorare i minori “fuori famiglia”, assicurando rilevazioni ed analisi aggiornate sul fenomeno dell’affidamento familiare e delle comunità per minori.
7) Definire standard minimi nazionali delle comunità per minori, affinché le diverse tipologie siano disciplinate in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale.

Clicca qui per firmare la petizione on-line

I meccanismi della politica visti dal nostro osservatorio

lunedì 11 marzo 2013

Nel febbraio scorso (2013) aspettavamo un governo che riprendesse subito in mano la proposta di legge che abbiamo fatto per riformare l’affidamento, impedendo un taglio brusco dei legami affettivi tra bambini posti in affidamento e sostituti genitoriali: tali sono spesso i genitori affidatari. La legge, di cui era relatore l’on. Sisto (pdl), non è passata in Commissione Giustizia solo perché è caduto il governo Monti, a cui l’on. Angelino Alfano, il 7/12, dava per concluso il sostegno al governo da parte del PdL. Per la verità, il PdL non aveva presentato una mozione di sfiducia, ma il sen. Monti preferì concludere il suo governo evitandosi un’inutile e certa agonia. Scelta dolorosa ma forse inevitabile da parte sua. (Spero che nessuno mi accusi di essere di parte mentre ricordo questi fatti.)

E’ stato così che siamo giunti alle elezioni. Le elezioni hanno dato il risultato di rendere vincente la coalizione PD-Monti-Sel, che però, a causa della legge elettorale che abbiamo e a causa del fatto che la coalizione ha vinto in maniera risicata, non è in grado di avere la maggioranza da sola in Parlamento e in particolare in Senato.
In un primo momento ho ipotizzato che il PD e il Movimento 5 Stelle si mettessero d’accordo per fare un governo che perseguisse obiettivi comuni (dalla riforma della legge elettorale al conflitto di interessi; dalla difesa del territorio, all’abolizione delle province). Sono rimasta esterrefatta quando ho visto che una proposta simile, avanzata da Bersani, è stata bocciata perché Grillo vuole governare da solo. Sono rimasta colpita nell’ingenua fiducia che davo a Grillo, pensando che volesse fare le cose che ha propagandato per anni. Sono rimasta colpita nella speranza che una legge, che ridarebbe fiato all’affidamento e impedirebbe la violenza legalizzata sui bambini, potesse passare, ora che “persone semplici e pulite” sono al governo.

Perseguiamo una legge che tuteli i legami affettivi dei bambini in affidamento dal 2007. Leggi tutto…

8 marzo – The Girl Effect: The Clock is Ticking

giovedì 7 marzo 2013

Clicca sull’immagine per vedere il video di The Girl Effect

Condividere con voi questo video, ci sembra il modo migliore per festeggiare l’8 marzo in questa nostra associazione.

Il nostro pensiero va a tutte le bambine che abbiamo conosciuto, soprattutto di origine straniera, a cui non è garantita l’incolumità fisica, la frequenza scolastica, il riconoscimento di tutti i diritti che hanno invece i loro coetanei maschi.

 

Fermate le violenze in Siria, un’intera generazione di bambini è in pericolo – Petizione di Save the Children

giovedì 7 marzo 2013

I nostri amici di Save the Children ci chiedeno di aderire a questa petizione. Io ho firmato, Carla Forcolin.

Ecco il messaggio di Valerio Neri, Direttore Save the Children Italia:

Gentilissimi/e,

sono già passati due lunghi anni dall’inizio del conflitto in Siria che ha causato, e continua a causare, terribili sofferenze a milioni di bambine e bambini, esponendoli non solo alle violenze della guerra ma anche al rischio crescente di malattie, malnutrizione e traumi. Si tratta di un’atrocità taciuta che potrebbe compromettere seriamente la vita di un’intera generazione di ragazze e ragazzi, con inevitabili e gravi conseguenze di lungo periodo che coinvolgono tutta la società siriana.

E’ ora di fermare le violenze e porre fine alla loro sofferenza.

E’ per questo che vi invito a sottoscrivere e a diffondere la petizione internazionale che Save the Children ha lanciato oggi per chiedere ai leader dei 5 paesi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e al Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon di concordare un piano che ponga fine immediata alle violenze e assicuri l’accesso degli aiuti umanitari per tutti i bambini e le bambine sul territorio.

Potete aderire alla petizione in rete all’indirizzo http://www.savethechildren.it/firma fino al 15 marzo.

Confidando nel vostro supporto, vi ringrazio per l’aiuto che saprete dare nell’amplificare la nostra voce e quella dei bambini e delle bambine siriani perché questa atrocità possa presto aver fine.

Cordiali saluti,

Valerio Neri

Direttore Save the Children Italia

 

 

LEZIONE CONCERTO per bambini con meno di 3 anni

mercoledì 6 febbraio 2013


Sabato 26 gennaio 2013 l’associazione “La gabbianella” è stata invitata con i bambini del nido del carcere dai nostri amici del Centro Culturale XXV Aprile, Kairos – Danza e Teatro, a una lezione concerto basata sul metodo M.L.T. di Edwin E. Gordon.

Il metodo favorisce l’apprendimento della musica fin dalla più tenera età, mediante l’utilizzo di procedimenti analoghi a quelli che si usano per lo sviluppo del linguaggio.

Partiamo quindi dal carcere con la nostra piccola band e siamo contenti perché tutti i bambini del nido sono usciti, anche quelli che non vanno di solito all’asilo. Nell’androne del Centro Culturale, dove tra l’altro è attualmente esposta la mostra “Condividere la gioia”, troviamo ad aspettarci una ventina di bambini che ridono e giocano. I “nostri” piccoli si uniscono subito a loro e noi li guardiamo fare amicizia con gli altri, mentre aspettiamo che la lezione abbia inizio.

Appena entriamo nella palestra, siamo accolti dalle voci dolcemente ritmate delle ragazze che animeranno il nostro pomeriggio. Sembra impossibile, ma improvvisamente non si sente più volare una mosca: i bambini rumorosi e scalpitanti, che qualche minuto prima correvano nell’androne, si sono accucciati vicino ai loro genitori/accompagnatori e se ne stanno fermi immobili con gli occhi attenti e le bocche spalancate. Pacifici, si fanno coccolare dai suoni melodiosi dapprima prodotti solo con la voce, poi con qualche accompagnamento strumentale.

Anche gli adulti dondolano il busto a tempo. Tutti sono affascinati dagli strumenti a percussione e a scuotimento che attirano immediatamente l’ attenzione dei bimbi. Tra di essi  qualche audace si avvicina curioso in esplorazione del basso e della fisarmonica momentaneamente abbandonati accanto ai musicisti.  Nessuno impedisce ai bambini i comportamenti spontanei.

La lezione è un crescendo di musiche e ritmi che incantano anche i grandi.

La musica tocca tutti nel profondo.

I “nostri” bambini sembrano sereni: qualcuno curiosa in giro, qualcuno balla contento e l’ultimo arrivato recentemente al nido, che non aveva riposato bene di notte, si rilassa talmente tanto che si addormenta pacifico tra le braccia di una volontaria.

La lezione continua e i bambini sono così naturalmente partecipi e a loro agio che sembra quasi che per loro la musica sia una parte essenziale del loro essere, e forse è proprio così.

La nostra esperienza si conclude con un gioioso applauso: i bambini hanno vissuto una nuova esperienza, i grandi sono felici per avere scoperto una dimensione musicale di cui molti non conoscevano nemmeno l’esistenza.  Il concerto ha lasciato a tutti un senso di armonia e dolcezza.

Se ce ne sarà modo, ripeteremo l’esperienza. Sarebbe bello che i bambini potessero vivere momenti simili con le loro mamme.

Clara Zennaro

Concerto jazz e mostra fotografica per i progetti della Gabbianella, Foresteria Valdese 6 gennaio, ore 17

giovedì 3 gennaio 2013

Il 6 gennaio, presso il Centro Culturale Protestante di Palazzo Cavagnis, nella Foresteria Valdese, si terranno un incontro e un concerto jazz a favore dei progetti della Gabbianella con i bambini nel nido del carcere femminile della Giudecca. Saranno anche esposte le fotografie della mostra”Condividere la gioia” e del calendario dell’associazione.

Si inizierà con un thè di benvenuto alle 17. Il concerto, con il Duo Nagual, costituito dal chitarrista Stefano Scutari e dal sassofonista Gianni Ancorato, inizierà alle 17.30.

Clicca sull’immagine per la locandina con tutti i dettagli dell’evento. Vi aspettiamo in tanti!

 

Diritto ai sentimenti per i bambini in affidamento: 2012, la riforma mancata

giovedì 27 dicembre 2012

Cari amici,

quest’anno a Natale avrei tanto voluto che sotto l’albero ci fosse per noi tutti la riforma nata dalla petizione “Diritto ai sentimenti per i bambini in affidamento”, da noi lanciata nel febbraio del 2010.

Nel maggio del 2010, dopo un convegno in Senato nel quale ci furono momenti di intensa commozione per le testimonianze che lì furono portate, arrivammo a consegnare migliaia di firme raccolte on line al dott. Solia, che rappresentava il Presidente della Camera. La petizione fu consegnata alla II Commissione Giustizia della Camera.

L’on. Salvatore Vassallo (PD) che aveva partecipato al convegno e letto già prima con attenzione il libro “Io non posso proteggerti”, fatto con le storie nostre e dei “nostri” bambini, presentò una proposta di legge, che raccoglieva l’esigenza di permettere la continuità degli affetti dei bambini che, prima in affidamento, poi venivano dichiarati adottabili. Di lì a poco anche l’on. Elvira Savino presentava una proposta di legge analoga.

Ma le proposte di legge devono essere calendarizzate tra i lavori della Commissione per essere discusse. Era in vigore il governo Berlusconi e tra il maggio 2010 e il maggio 2011 la Commissione Giustizia aveva sempre altre priorità. Comunque, la determinazione nostra e dei deputati che avevano abbracciato la nostra causa sembrò poter portare nella primavera successiva ad un’apertura a questi temi, tanto che “La gabbianella” invitò a Palazzo Cavagnis, in una tavola rotonda, i deputati, le associazioni, i giudici che avevano firmato la petizione, per valutare insieme le conseguenze del passaggio di un’eventuale  riforma e per giungere ad un testo unitario, convinti che le separazioni partitiche in certi ambiti siano del tutto inutili. In quell’occasione giungemmo a costruire insieme una vera proposta di riforma, da offrire ai nostri politici. La proposta era frutto di riflessione e di esperienze provenienti da diversi fronti: quello associazionistico, quello giudiziario, quello dei Servizi… Leggi tutto…