Post con parola chiave ‘diritti dell’infanzia e dell’adolescenza’

Dopo l’incontro del 13 maggio. Riflessioni sulle proposte di modifica alla L. 184/1983, di Marilena Zanon

giovedì 26 maggio 2011

Mi chiamo Marilena e sono mamma adottiva e affidataria di due bambini uno dei quali avuto in adozione con l’art. 44 della L. 184/1983.

Mio marito ed io c’eravamo proposti come famiglia affidataria, desiderosi di poter dare un po’ del nostro amore in un ambito dove c’erano poche famiglie disponibili, nella speranza di poter essere d’aiuto a qualcuno; così è avvenuto e nel 2004  ci è stato proposto un affido di un bambino di 6 anni abbandonato dalla madre con  un padre che dopo due anni dall’inizio del progetto di affido (all’età di circa 8 anni del bambino) si rivelerà incapace di accudire il proprio figlio. Da qui la necessità, da un lato di dare una famiglia stabile al bambino, che ormai non era più in grado di sopportare la spada di Damocle della fine dell’affido, e dall’altro lato la necessità comunque di mantenere i rapporti con alcuni membri della famiglia di origine non in grado però di accudire il bambino (nonni ultraottantenni e sorella  sedicenne). Ecco perché fu nel nostro caso decisa l’adozione ex art. 44 della L. 184/1983.

Avrei piacere di intervenire nel dibattito instauratosi dopo l’incontro del 13 maggio u.s. per riflettere sulle proposte legislative di modifica alla legge sull’adozione e sull’affido più precisamente denominata “Diritto del minore ad una famiglia” (L. 4 maggio 1983 n. 184), denominazione che cito non a caso perché le parole hanno un peso ed hanno un significato.

Mi pare che tutte le associazioni intervenute e comunque i soggetti presenti all’incontro, siano concordi nel ritenere indispensabile la riforma dell’art. 4 della legge citata, laddove si vuole precisare che la famiglia affidataria può adottare il minore che è in affido, qualora lo stesso sia dichiarato adottabile.

Mi pare che le opinioni si dividano invece circa l’opportunità dell’introduzione della lettera a-bis all’art. 44 della L. 184/1983 (adozione in casi particolari), contenuta sia nella proposta legislativa Vassallo, sia nella proposta legislativa Savino, che consentirebbe l’adozione, sempre da parte delle famiglie affidatarie, del minore che non sia dichiarato adottabile.

Io credo che questa modifica sia sacrosanta al pari della modifica dell’art. 4 citato. Mi piacerebbe non dimenticassimo che ci sono casi nei quali non è possibile né tutelante per il minore, rompere definitivamente con la famiglia di origine, a volte perché all’interno della famiglia ci sono dei membri che hanno rapporti significativi con il minore, ancorché non siano in grado di prendersi cura del minore stesso (come ad es. nonni e fratelli),  a volte perché l’età del bambino può essere tale da richiedere un distacco graduale dalla famiglia di origine.

Soprattutto nel primo caso la necessità di mantenere il rapporto con la famiglia di origine rappresenta anche un bisogno di identità del minore, bisogno con il quale ogni bambino adottato si trova prima o poi a fare i conti.

Il timore che l’introduzione della lettera a-bis possa aprire le porte ad abusi soprattutto in alcune zone d’Italia, non mi pare una motivazione forte qualora anche un solo bambino dovesse soffrire per l’ipotesi in cui non gli sia stata data la possibilità di avere una famiglia stabile .

Ho voluto sottolineare la parola stabile perché non mi pare che questa stabilità possa essere offerta da un affidamento sine die, come qualcuno ha replicato. L’affidamento è un istituto giuridico temporaneo pensato per trovare una famiglia dove collocare il minore per il tempo necessario affinché la sua famiglia di origine possa recuperarsi. Ma se ciò non è possibile e la dichiarazione di adottabilità non è consentita nell’interesse del minore, deve essere a lui garantita la presenza di una famiglia stabile che nessuno gli possa mai togliere, né giudice, né servizi sociali (che — non dimentichiamo — cambiano nel corso del tempo e potrebbero avere opinioni diverse). Non solo ma l’affidamento sine die non è in grado alcune volte di  rispondere al bisogno di appartenenza del minore alla sua nuova famiglia: l’adozione in casi particolari infatti consente di aggiungere al cognome della famiglia di origine quella della nuova famiglia. Non è una circostanza irrilevante anzi tutt’altro, essa rappresenta anche il riconoscimento sociale di questa duplice appartenenza, un riconoscimento cioè che vale anche nei confronti delle istituzioni e della società (dalla scuola alle asl, dal mondo dello sport al mondo dell’associazionismo  religioso e non), che non può e non deve essere negato al minore.

E se ci sono delle persone che si avvicinano all’affido pensando di trovare una scorciatoia per avere un figlio tutto loro queste credo non siano degne non solo di essere genitori affidatari ma nemmeno adottivi: un figlio non è per se stessi e per soddisfare i propri bisogni, questo è egoismo.

Io spero e mi auguro che né pregiudizi, né preconcetti, né timori, né paure impediscano anche ad un solo bambino di poter veder concretizzato il suo diritto ad avere stabilmente una famiglia o anche più di una se questo rappresenta il bene del minore.

Buon lavoro a tutti.

Marilena Zanon

Comunicato stampa sulla giornata del 13 maggio 2011

sabato 14 maggio 2011

Si comunica che ieri, 13 maggio 2011, presso il Centro culturale Valdese di Palazzo Cavagnis, sede legale dell’associazione “La gabbianella e altri animali”, ha avuto luogo un importante incontro tra i deputati on. Elvira Savino (PdL), on. Salvatore Vassallo (PD) e alcune associazioni di volontariato che si occupano di affidamento e di adozione, nonché rappresentanti delle istituzioni locali ed esperti di diritto minorile. L’incontro si è tenuto ieri, ad un anno esatto dal giorno in cui la petizione “Diritto ai sentimenti per i bambini in affidamento”, promossa dall’ass. “La gabbianella e altri animali”, è stata presentata alla Presidenza della Camera.

Nel corso di questi dodici mesi sono state elaborate due proposte di legge, da parte degli on. Salvatore Vassallo ed Elvira Savino. Entrambe hanno lo scopo di tutelare la continuità degli affetti per i bambini prima posti in affidamento e poi dichiarati adottabili. Gli stessi bambini, se accettati in adozione dagli affidatari, potrebbero così rimanere nella famiglia in cui già si trovano, se vi stanno bene, senza essere costretti a cambiare sostituti materno e paterno, fratelli, amici, scuola, e tutto il loro mondo. La famiglia affidataria, che accettasse di diventare adottiva, sarebbe valutata dai Tribunali Minorili per prima tra altre famiglie in lista d’attesa per divenire adottive. Non per “aggirare” la legge, ma per tutelare il diritto dei bambini alla continuità degli affetti e alla stabilità di vita.

Nell’ultimo mese, quando si è “calendarizzata” in Commissione Giustizia la discussione di questi argomenti, altre proposte di legge si sono aggiunte alle prime, sia in sintonia con le richieste dell’associazione, sia ampliandone l’ambito.

Per discutere di tutto ciò, i deputati PD e PDL hanno voluto raccogliere esperienze e pareri di chi ha vissuto i problemi da cui è nata la petizione, nonché ascoltare le riflessioni di giudici, avvocati, psicologi e assistenti sociali che si occupano quotidianamente di affidamento e tutela dei minori.

La giornata si è conclusa con la decisione di stendere un documento del gruppo di lavoro che si è riunito, nella speranza di contribuire così ad un testo di legge definitivo, scritto esclusivamente in favore dei bambini e ragazzi.

Il documento, concepito già oggi considerando le proposte di legge esistenti, sarà presto pubblicato nel nostro sito.

La Presidente

Carla Forcolin

Notizie relative all’iter della petizione “Diritto ai sentimenti per i bambini in affidamento”

lunedì 9 maggio 2011

Rinnovando l’invito a tutti i lettori ad esprimersi in merito, riportiamo gli ultimi aggiornamenti sull’iter in Commissione Giustizia delle proposte di legge sorte in seguito alla nostra petizione.

Per proseguire l’esame dei provvedimenti sulle disposizioni in materia di adozioni da parte delle famiglie affidatarie, la Commissione Giustizia si è nuovamente riunita in data 4 maggio 2011.

Alle proposte di legge C. 3459 Vassallo, C. 3854 Savino e C. 4077 Motta vengono abbinate le proposte di legge C. 4279 Lupi e C. 4326 Giammanco.

Alleghiamo il testo della proposta di legge C. 4326 presentata dall’onorevole Giammanco alla Camera il 2 maggio 2011, e il processo verbale della riunione della Commissione Giustizia del 4 maggio 2011. Clicca qui per scaricare l’allegato.

Alleghiamo qui anche l’articolo di Anna Genni Miliotti, che ci riporta al cuore della nostra petizione, e il comunicato del CNSA (Coordinamento Nazionale Servizi Affidi) che commenta le proposte di legge Lupi e Giammanco.

 

La petizione: a che punto siamo…

sabato 7 maggio 2011

E’ trascorso un anno dal convegno che si è tenuto in Senato il 13 maggio dello scorso anno. A seguito di quel convegno l’onorevole Salvatore Vassallo (PD) si è immediatamente attivato per presentare, nel corso dello stesso mese di maggio, una proposta di legge (n. 3459 del 06/05/10) che raccoglieva i temi della petizione. Qualche mese dopo, in data 10/11/10, anche l’on. Elvira Savino (PDL) ha presentato una proposta di legge (n. 3854) che verteva sempre sullo stesso argomento. Le due proposte avrebbero potuto essere unificate, in quanto trattavano entrambe del diritto ai sentimenti dei bambini in affidamento.

Già si pensava ad un incontro in data 13 maggio 2011, a Venezia, per ragionare su come le proposte avrebbero potuto trovare realizzazione pratica, quando in sede di Commissione Giustizia del 30 marzo 2011, l’onorevole Sisto (relatore della proposta) segnala alla Presidenza dell’on. Follegot un’altra proposta di legge (n. 3657 del 23/07/10), formulata dall’on. Lupi e che tratta sempre di affidamento.

Fulvio Follegot si riserva di esaminare la proposta Lupi ma rileva che la stessa tratta argomenti molto più ampi rispetto alle proposte precedenti e che quindi un eventuale abbinamento dovrebbe essere deliberato dalla Commissione e non semplicemente d’ufficio.

Nel corso della stessa riunione si ipotizza anche l’abbinamento delle proposte di legge degli on. Savino e Vassallo con una proposta del 15/02/11 dell’on. Motta (PD) che di fatto ricalca testualmente la petizione presentata dalla Gabbianella.

Di certo le osservazioni dell’on. Follegot sono vere e la pdl 3657 dell’on. Lupi, anche nella successiva formulazione più sintetica del pdl 4279 del 12/04/11, va a toccare temi molto ampi e complessi, quali gli ambiti di competenza delle associazioni di volontariato e dei Servizi Sociali.

L’abbinamento delle proposte di legge scaturite dalla nostra petizione con altre proposte volte a altri aspetti della legge sull’affidamento e dello stesso funzionamento dei Servizi Sociali finirebbe inevitabilmente per allargare a tal punto il dibattito parlamentare da rendere incerta la splendida possibilità offerta da deputati di schieramenti diversi di far passare, forse all’unanimità, i contenuti della petizione.

Vogliamo qui ricordare che 7.000 persone, con una raccolta firme, realizzata fondamentalmente online dalla nostra associazione che per la prima volta usava questo mezzo, hanno chiesto semplicemente di chiarire un aspetto ambiguo della legge 184/83, come riformata dalla legge 189 del 2001. A causa di questa ambiguità, nel tempo molti bambini sono stati costretti a cambiare famiglia per legge, benché nella famiglia in cui erano cresciuti in affidamento, si sentissero già figli amatissimi. A questo abbiamo chiesto di porre fine. Lo avevamo chiesto già al governo precedente che aveva raccolto le nostre istanze ma che non è riuscito ad attuarle per mancanza di tempo. Non vorremmo che ancora una volta, anche con questo governo, rendendo la materia in discussione via via più complessa, si finisse per far cadere nell’indifferenza una questione tanto delicata.

Non vorremmo inoltre che, a partire dal nostro desiderio di evitare un cocente ed inutile dolore a tanti bambini, si finisse per trattare tutt’altre questioni che meriterebbero approfondimenti specifici in altre sedi.

La giornata di riflessione a cui parteciperanno gli onorevoli Savino e Vassallo ed insigni esperti del settore, avrà luogo comunque in data 13 maggio 2011 a Venezia, nella nostra sede di Palazzo Cavagnis. Non si tratterà di un convegno aperto al pubblico ma di un incontro che aiuti tutti a chiarirsi le idee dopo questa tempesta di proposte.

Alleghiamo le proposte di legge presentate alla Camera dei Deputati (pdl Savino, pdl Vassallo, pdl Motta, pdl Lupi (n. 3657) e pdl Lupi (n. 4279) e i processi verbali relativi alla loro discussione in sede di riunione della Commissione Giustizia (in data 30/03/2011 – 06/04/11 – 14/04/11 – 19/04/11).

Invitiamo i nostri lettori ad esprimersi in merito lasciando un commento su questo sito.

Carla Forcolin

Diritto ai sentimenti per i bambini in affidamento: disegni di legge in esame alla Camera

venerdì 22 aprile 2011

Nella Commissione permanente II Giustizia della Camera sono stati presi in esame i progetti di legge seguiti alla nostra petizione (pagina online della Camera).

Cliccando sui rispettivi nomi, potete leggere le proposte degli on. Savino (PdL) e Vassallo-Pes (PD) che hanno raccolto le nostre richieste. Non appena la Commissione avrà finito il suo compito, le proposte passeranno in aula.

Se volete esprimere delle riflessioni in merito, mandatele a info@lagabbianella.org o scrivete un commento su questo sito (andate su “Commenti” qui sotto). Tutti i contributi di pensiero saranno molto graditi. Io desidero essere prudente e vedere le proposte Savino o Vassallo divenute legge prima di concedermi la gioia della festa.

Carla Forcolin

‘Famiglie responsabili. Percorsi di partecipazione nel sistema comunità accoglienti’, convegno internazionale a Ponzano Veneto (TV) il 3-4 aprile

sabato 19 marzo 2011

Nei giorni 3 e 4 aprile 2011, presso il Centro Congressi Relais Monaco in Via Postumia, 63 a Ponzano Veneto, Treviso (www.relaismonaco.it), si terrà il Convegno Internazionale ‘Fa.Re. Famiglie responsabili. Percorsi di partecipazione nel sistema comunità accoglienti’, sul tema dell’affido e dell’accoglienza familiare, organizzato dalla Regione del Veneto con l’Assessorato regionale ai Servizi Sociali, in collaborazione con l’Associazione AIBI Amici dei Bambini e con il patrocinio dell’Associazione ANCI Veneto.

Scrive Remo Sernagiotto, Assessore regionale ai Servizi Sociali: “A dieci anni dall’entrata in vigore della Legge n. 149/2001 avente come obiettivo primario la promozione della famiglia e delle forme di tutela a base familiare, la Regione del Veneto intende fare il punto sulla condizione del sistema di protezione e di cura dell’infanzia e dell’adolescenza nel territorio regionale. Leggi tutto…

Accoglievolmente: convegno sull’affido a Treviso, 26 marzo

sabato 12 marzo 2011

“Pensare e raccontare l’affido di minori: come valorizzare e sostenere la famiglia d’origine e la famiglia accogliente per il ben-essere del bambino”:  questo l’obiettivo del convegno sull’affido familiare organizzato dall’associazione “Granello di senapa”, che si terrà sabato 26 marzo dalle 9 alle 13,30 presso l’Hotel Ca’ del Galletto, in via Santa Bona Vecchia a Treviso.

Clicca sull’immagine per leggere la locandina.

Un problema riguardante l’affidamento di molti minori attende l’attenzione del governo

sabato 12 febbraio 2011

Un anno fa, in quest’epoca, veniva lanciata dall’associazione “La gabbianella ed altri animali” una petizione che aveva lo scopo di precisare un punto ambiguo della legge 149/01 che regola l’adozione e l’affidamento. Scrissero su tale argomento e, con molta efficacia, tanti giornalisti (apparve persino un articolo di Gian Antonio Stella in prima pagina sul Corriere) e se ne occuparono la RAI e TV 2000- Formato Famiglia, oltre a molte trasmissioni radiofoniche.

Il problema è il seguente: quando un affidamento si conclude con una dichiarazione di adottabilità per il bambino affidato, a causa del mancato recupero della famiglia d’origine, dove deve andare a vivere quel bambino? E’ nel suo “superiore interesse” venire adottato nella famiglia dove già è cresciuto per mesi e anni e dove ha instaurato rapporti affettivi profondi o deve emigrare in un’altra città e in un’altra famiglia per essere adottato da altri? Quando si pone il problema a chi non lo conosce, le persone rimangono esterrefatte: “Ma come? Non è logico che il bambino sia adottato dalle persone con cui già vive? Oggi non è così?” . Leggi tutto…