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	<title>www.lagabbianella.org &#187; errori giudiziari</title>
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		<title>&#8220;Il giudice dei minori&#8221;, di Luigi Fadiga</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 06:18:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il  libro  “Il giudice dei minori”, ed. il Mulino, è stato scritto da Luigi Fadiga, il primo giudice che ha firmato la nostra petizione.  Ha un&#8217;aria leggera ed accattivante, ma si deve leggere con attenzione perché è un lavoro importante che conduce il lettore, in una prospettiva storica che va dal 1900 ai giorni nostri, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il  libro  “Il giudice dei minori”, ed. il Mulino, è stato scritto da Luigi Fadiga, il primo giudice che ha firmato la nostra petizione.  Ha un&#8217;aria leggera ed accattivante, ma si deve leggere con attenzione perché è un lavoro importante che conduce il lettore, in una prospettiva storica che va dal 1900 ai giorni nostri, nei meandri della giustizia minorile. Una giustizia fatta più sui minori, che per i minori.<span id="more-3450"></span></p>
<p>L&#8217;ho letto con grande piacere, come un romanzo, imparando un mucchio di cose per me nuove ed interessanti e trovando riferimenti a fatti ed eventi lontani che mi avevano già a suo tempo coinvolto (I Celestini, la famigerata M. Diletta Pagliuca, la Zanzara al Parini&#8230; per non parlare dei riferimenti a  Natalia Ginzburg e al suo &#8220;Serena Cruz o della vera giustizia&#8221;).</p>
<p>ll libro (è riduttivo chiamarlo &#8220;libretto&#8221; solo perché si presenta piccino) mi è servito a relativizzare la battaglia della Gabbianella.  Sembra dirmi: &#8220;Guarda che non siete né i primi né gli ultimi che si danno da fare per cambiare e far attuare leggi che considerino i bambini e i ragazzi come persone.  Per far passare le novità, se passano, ci vogliono tempi lunghi&#8221;.</p>
<p>Luigi Fadiga, con aria distaccata e sorridente, con l&#8217;aria di una persona che ragiona solo con intelligenza e buon senso, privo di ideologie, dice cose terribili (ad esempio quando fa presente il potere della Chiesa in ambito educativo, ma aggiunge che quando ci si è messo lo stato- era lo stato fascista-  è stato peggio!). Come i saggi, fa sorridere, ma il sorriso alla fine è amaro. E&#8217; un sorriso sull&#8217; incapacità miope dei grandi di considerare i piccoli, sull&#8217;ottusità umana, sugli adulti che considerano alcuni bambini malvagi per natura (non sapevo che negli USA si giustiziassero i ragazzini!). E&#8217; il sorriso di chi guarda al mondo per quello che è, ma questo mondo, visto con occhi di bimbo appare proprio brutto. Diceva il mio Shedrak, a tre anni, guardando Gesù in croce nella chiesa del Redentore: &#8220;Chi lo ha messo lì? Poveretto&#8230;&#8221; e io &#8220;Gli uomini&#8221;.  &#8221;Che cattivi i uomini!&#8221;</p>
<p>I uomini non fanno leggi decenti e soprattutto non le applicano, questo è il motivo conduttore del libro, per me: la non applicazione di un minimo di leggi. La madre superiora di un istituto, che scrive a un benefattore, preoccupato che i bambini siano dati in adozione, &#8220;Stia tranquillo di qui i bambini non usciranno&#8221; è quanto mai attuale. I tre bambini di cui parlavo nel libro mio e che sono sotto il T.M. di una città considerata civilissima, sono ancora in casa famiglia, nonostante due processi in cui l&#8217;innocenza degli zii è emersa o la loro colpevolezza non è stata accertata.</p>
<p>Ma forse la crisi costringerà le case-famiglia che vogliono le rette dagli enti locali a &#8220;liberare&#8221; i bambini. Gli affidi aumentano per questo, credo. Ma, a non essere troppo pessimisti, nel tempo si fa strada l&#8217;idea che anche i piccoli sono esseri umani. Qualcosa matura.</p>
<p>Il  libro merita fortuna ed ha i pregi dei libri precedenti del Giudice: insegna senza annoiare ed è chiarissimo.</p>
<p>Un particolare mi ha inorgoglito: a pag. 100 è citata la denuncia costituita dal mio lavoro “Io non posso proteggerti”, con le storie che mi sono state mandate nel tempo.</p>
<p>Ciò significa che il dialogo tra la nostra associazione e chi riflette sulla giustizia minorile è aperto! E’ una cosa di cui possiamo essere fieri.</p>
<p>Carla Forcolin</p>
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		<title>&#8220;Giustizia e minori: sequestro di corretta informazione&#8221;. Comunicato congiunto di Anm e Aimmf</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 09:12:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217; Associazione Nazionale  Magistrati e l&#8217;Associazione Italiana dei Magistrati per i  Minorenni e per la Famiglia replicano all&#8217;inchiesta di &#8220;Panorama&#8221;:
Giustizia e minori: sequestro di corretta informazione
“Sequestri di Stato”, titolava in copertina «Panorama» della scorsa settimana (n. 47/2009): la foto di una bambina piangente, il grande titolo e il sommario della “notizia”: «Ci sono oltre 32.000 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217; Associazione Nazionale  Magistrati e l&#8217;Associazione Italiana dei Magistrati per i  Minorenni e per la Famiglia replicano all&#8217;inchiesta di &#8220;Panorama&#8221;:</p>
<p><span style="font-family: andale mono,times;"><strong><em><span style="font-size: small;">Giustizia e minori: sequestro di corretta informazione</span></em></strong></span></p>
<p><span style="font-family: andale mono,times;"><span style="font-size: small;">“Sequestri di Stato”, titolava in copertina «Panorama» della scorsa settimana (n. 47/2009): la foto di una bambina piangente, il grande titolo e il sommario della “notizia”: «Ci sono oltre 32.000 bambini che la giustizia ha tolto con la forza alle famiglie. Non sempre con buone ragioni. Come dimostrano i tanti errori dovuti a fretta e superficialità. Ma anche a un business che, secondo alcuni, vale più di un miliardo di euro l&#8217;anno». Nel servizio all&#8217;interno, inoltre, vengono definititi «bambini rapiti» quelli dati in affidamento e collocati in comunità da parte dei Tribunali per i minorenni.<span id="more-1351"></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: andale mono,times;"><span style="font-size: small;">L’Associazione nazionale magistrati e l’Associazione italiana dei magistrati per i minorenni e per la famiglia, denunciano la totale disinformazione che scaturisce dall’articolo del settimanale, che riferisce dati assolutamente non corretti rispetto al numero di bambini che vivono fuori dalla famiglia, senza chiarire che tra i minori presenti in comunità educative (perloppiù adolescenti, tra i quali minori stranieri non accompagnati) e quelli in affidamento familiare (bambini più piccoli, spesso affidati a parenti), molti casi nascono da interventi socio-assistenziali, effettuati su consenso dei genitori. I casi giudiziari costituiscono non più del 40% dei collocamenti.</span></span></p>
<p><span style="font-family: andale mono,times;"><span style="font-size: small;">L’articolo non approfondisce le ragioni di fondo che portano all’intervento della magistratura minorile, quali i gravi problemi talvolta vissuti dai bambini all’interno delle famiglie (abusi, maltrattamenti, disfunzionamento della capacità genitoriali dovuto a tossicodipendenze o malattie mentali), né riferisce che gli allontanamenti del minore dalla famiglia vengono decisi nei casi limite, quando non esistono più le condizioni per restare in famiglia.</span></span></p>
<p><span style="font-family: andale mono,times;"><span style="font-size: small;">L’articolo rappresenta un totale e acritico attacco non tanto nei confronti di possibili errori giudiziari, ma all’intero sistema di protezione giudiziario dei cittadini minorenni, con la conseguente delegittimazione della magistratura minorile proprio nel 20° anniversario della Convenzione internazionale dei diritti del fanciullo (New York, 1989), celebrato in questi giorni, in occasione del quale sono stati pronunciati molteplici e autorevoli richiami alla necessità di rendere effettivi tali diritti anche nel nostro Stato ( innanzitutto quello all’integrità psico-fisica del bambino).</span></span></p>
<p><span style="font-family: andale mono,times;"><span style="font-size: small;">Non sembra infine casuale che l’attacco avvenga in un momento di più generale delegittimazione della magistratura, nell’ambito della quale il settore minorile appare più “facile” per suscitare nell’opinione pubblica reazioni emotive, e insinuare il dubbio se sia legittimo che il magistrato abbia questo potere: sospetto rivolto non a un singolo giudizio, ma alla funzione della giustizia minorile in sé.</span></span></p>
<p><span style="font-family: andale mono,times;"><em><span style="font-size: small;">Roma, 20 novembre 2009</span></em></span></p>
<p><span style="font-family: andale mono,times;"><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></span></p>
<p><span style="font-family: andale mono,times;"><span style="font-size: small;"><strong>Luca Palamara</strong>, presidente Anm</span></span></p>
<p><span style="font-family: andale mono,times;"><span style="font-size: small;"><strong>Laura Laera</strong>, presidente Aimmf</span></span></p>
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		<title>Commento alle critiche di Andrea Bollini sull’inchiesta &#8220;Sequestri di stato&#8221; pubblicata su “Panorama”</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 22:02:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il numero di &#8220;Panorama&#8221; in edicola (47, novembre 2009) dedica la copertina agli allontanamenti dei bambini dalle famiglie, chiamandoli “Sequestri di Stato”.
Andrea Bollini (Cismai) replica all’inchiesta in un’intervista pubblicata il 13 novembre sul sito del settimanale “Vita no profit”:
AFFIDI. Non esiste il “sequestro di stato”
«Ma quale sequestro di Stato, il problema semmai è che il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il numero di &#8220;Panorama&#8221; in edicola (47, novembre 2009) dedica la copertina agli allontanamenti dei bambini dalle famiglie, chiamandoli “Sequestri di Stato”.</p>
<p>Andrea Bollini (Cismai) replica all’inchiesta in un’intervista pubblicata il 13 novembre sul sito del settimanale “Vita no profit”:</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="font-family: andale mono,times;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: helvetica;"><span style="font-size: x-small;">AFFIDI. Non esiste il “sequestro di stato”</span></span></span></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="font-family: andale mono,times;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: helvetica;"><span style="font-size: x-small;">«Ma quale sequestro di Stato, il problema semmai è che il legame di sangue in Italia è ancora un mito, difficile da recidere»: sbotta così Andrea Bollini, presidente del CISMAI-Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso all’Infanzia.</span></span></span></span></span></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="font-family: andale mono,times;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: helvetica;"><span style="font-size: x-small;">Panorama questa settimana dedica la sua copertina ai 32mila minori che la giustizia ha allontanato dai loro genitori, raccontando quattro storie di errori clamorosi, a partire dai due fratellini sottratti ai genitori a Basiglio, alle porte di Milano, la scorsa primavera. “Sequestri di stato”, è il titolo. All’interno del servizio si parla dei bambini dati in affido (16mila) e messi in comunità (15mila) come di «rapiti». Questi bambini sono stati «tolti con forza alle famiglie, non sempre per buone ragioni. Come dimostrano i tanti errori dovuti a fretta e superficialità, Ma anche a un business che vale più di un miliardo di euro l’anno». Insomma, «è tutto il sistema a essere messo sistematicamente in discussione».</span></span></span></span></span></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="font-family: andale mono,times;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: helvetica;"><span style="font-size: x-small;">È su questo che Bollini non ci sta. «Casi di errori giudiziari ci sono stati e ci sono, come pure allontanamenti che non dovevano essere fatti. Ma guai a delegittimare e screditare un sistema facendo credere che l’errore sia sistematico. Questa non è solo disinformazione, è un colpevole rigurgito di adultocentrismo che dimentica i diritti dei bambini», dice. «Storture nel sistema di protezione dei bambini maltrattati ci sono, ma sono di tutt’altro genere, come il fatto che un bambino abusato debba ripetere in ogni grado di giudizio la sua testimonianza: questa sì è violenza istituzionale».</span></span></span></span></span></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="font-family: andale mono,times;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: helvetica;"><span style="font-size: x-small;">Dal suo osservatorio Bollini non crede al dato citato su Panorama da GianLuca Vignale, consigliere regionale Pdl del Piemonte: 77% dei minori allontanato per metodi educativi non idonei e per impossibilità di seguire i figli, ovvero per «motivi soggettivi». Al contrario vede negli anni un aumento degli allontanamenti fatti per motivi estremamente gravi, come l’abuso o il fortissimo disfunzionamento della capacità genitoriale dovuto a tossicodipendenze o malattie mentali. «Oggi i casi di maltrattamento lieve vengono trattati grazie ai servizi domiciliari e si tengono in famiglia, l’allontanamento si fa per i casi limite o per quelli dove non esistono più le condizioni per restare in famiglia». E comunque ai dati Bollini in questa materia non crede per principio, poiché non esiste in Italia un sistema di monitoraggio sull’abuso e il maltrattamento dei minori. «È una vergogna, questo monitoraggio era previsto dal Piano infanzia, c’è stata una piccolissima sperimentazione con il Centro di documentazione per l’infanzia e l’adolescenza, ma poi tutto è svanito. Non si possono fare politiche serie di contrasto, prevenzione e presa in carico dei bambini maltrattati senza un quadro serio di conoscenza del fenomeno».</span></span></span></span></span></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="font-family: andale mono,times;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: helvetica;"><span style="font-size: x-small;">Giudici troppo interventisti, per Panorama. Troppo prudenti, dice invece nello stesso servizio Melita Cavallo, riferendosi al fatto che «diamo in adozione i bambini solo quando sono distrutti psicologicamente». Per Bollini i giudici negli ultimi anni hanno deciso meno allontanamenti, e «i provvedimenti urgenti dei giudici monocratici sono praticamente scomparsi: decide la Camera di Consiglio, con due giudici togati e due giudici onorari, anche questa collegialità è una garanzia». Soprattutto Bollini contesta quel 50% di minori che rientrano in famiglia letto come prova schiacciante della fallibilità del sistema: «è al contrario un dato positivo, vuol dire che anche il sistema di accompagnamento delle famiglie funziona. L’allontanamento non è una punizione per i genitori ma un’occasione che gli si dà per recuperare le loro competenze genitoriali. Se la metà ce la fa è un bene per tutti».</span></span></span></span></span></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="font-family: andale mono,times;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: helvetica;"><span style="font-size: x-small;">Sara De Carli</span></span></span></span></span></span></p>
<p>Mi pare che il punto di vista di Bollini sia interessante. Ma&#8230; il sistema di protezione e tutela dei minori è buono sulla carta e risente in pratica dei tempi lunghissimi della giustizia (particolarmente gravi quando si parla di soggetti che stanno crescendo). Risente anche del fatto che i giudici minorili non sono sempre disponibili (perché sovraccarichi di lavoro) ad un vero ascolto delle parti in causa, soprattutto dei minori se molto piccoli e quindi più da osservare e da interpretare che da ascoltare.</p>
<p> La legge 149/01 inoltre non è esigibile e leggi non esigibili sono leggi applicate parzialmente. La legge 149/01 è ambigua in molte sue parti: da anni si permette che venga interpretata in modi diametralmente opposti ad esempio sulla possibilità di trasformare l’affidamento in adozione secondo l’articolo 44 della legge 184/83 .</p>
<p>Non sono carenze da poco. È purtroppo vero che gli errori nel sistema ci sono, come ammette Bollini, è anche vero che non ho mai visto nessuno chiedere scusa per gli errori commessi.</p>
<p>Di certo le cose scritte da Panorama sono a tratti frutto di interpretazione un po’ incompetente delle cose: i bambini che rientrano a casa in Piemonte, dopo un allontanamento, possono dimostrare che l’allontanamento è servito, che la famiglia è stata recuperata, non che sono stati allontanati per nulla. Ma ogni caso è a sé e tutto è possibile. Di certo sono poco usati gli affidamenti diurni che permetterebbero di aiutare le famiglie in crisi senza separarle in modo definitivo e di certo ha ragione la giudice Cavallo quando dice che di solito si arriva a decretare l’adozione mediamente in modo troppo prudente  anziché in modo troppo sbrigativo.</p>
<p>I casi denunciati però sono solo una parte dei casi in cui le persone si sentono vittime di ingiustizia, e anche a noi arrivano dei racconti davvero gravi su mancanze di questo sistema di protezione dei minori. Il racconto non è sempre oro colato, i processi servono appunto a capire ciò che è vero, ma il problema di una cultura ancora incapace di proteggere i minori esiste.</p>
<p> Carla Forcolin</p>
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