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	<title>www.lagabbianella.org &#187; genitore affidatario</title>
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	<description>sito dell&#039;associazione &#34;La gabbianella e altri animali&#34; - onlus</description>
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		<title>Nasce il portale web delle famiglie affidatarie d&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 23:02:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[affido]]></category>
		<category><![CDATA[genitore affidatario]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 1° gennaio 2012 è on line il sito web del Tavolo Nazionale Affido (www.tavolonazionaleaffido.it), spazio informale di confronto e raccordo che coinvolge le principali associazioni nazionali e reti nazionali e regionali di famiglie affidatarie d’Italia, e che offre a chiunque fosse interessato un’ampia raccolta di contatti, informazioni, studi, normative, etc.  sul mondo dell’affidamento familiare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 1° gennaio 2012 è on line il sito web del Tavolo Nazionale Affido (<a href="http://www.tavolonazionaleaffido.it">www.tavolonazionaleaffido.it</a>), spazio informale di confronto e raccordo che coinvolge le principali associazioni nazionali e reti nazionali e regionali di famiglie affidatarie d’Italia, e che offre a chiunque fosse interessato un’ampia raccolta di contatti, informazioni, studi, normative, etc.  sul mondo dell’affidamento familiare dei minori.</p>
<p>Elaborato nel corso del 2011, raccoglie in un unico spazio web le azioni comuni e le principali iniziative (convegni, pubblicazioni, etc.) realizzate dalla associazioni nazionali e dalle reti nazionali e regionali di famiglie affidatarie d’Italia.<span id="more-5730"></span></p>
<p>Il portale dedica le due Sezioni centrali:</p>
<ul>
<li>al <strong><em>Tavolo</em>:</strong> una finestra sulle attività del Tavolo Nazionale Affido che ne presenta i documenti comuni, gli appuntamenti, le iniziative;</li>
<li>all’<strong><em>Affido</em></strong>: uno spazio che offre un’ampia raccolta di eventi formativi (passati e futuri), la possibilità di<em>download</em> di documenti di approfondimento, normative di settore e materiali informativi, la segnalazione delle più recenti pubblicazioni in materia di affido, …</li>
</ul>
<p>Scorrendo la barra dei menù è inoltre possibile accedere: alla sezione dedicata alle organizzazioni promotrici del Tavolo, attraverso la quale linkarsi rapidamente ai relativi siti istituzionali; alla sezione “contattaci”, con i riferimenti della segreteria nazionale del Tavolo e la possibilità di inviare messaggi, di porre quesiti, …</p>
<p>La <em>home page </em>favorisce l’accesso rapido agli ultimi aggiornamenti del Sito e alle recenti iniziative del Tavolo.</p>
<p>È infine attiva una sezione, raggiungibile sia dalla <em>home page</em> che dal <em>menù</em>, dedicata al Censimento dei gruppi di famiglie affidatarie d’Italia. Ne sono elencati oltre 340, distinti per regioni. La sezione, ancora in evoluzione, offrirà a breve tutte le indicazioni per contattare facilmente ciascuno dei gruppi, favorendo così il raccordo, il lavoro di rete, lo scambio di esperienze…</p>
<p>Il <strong>Tavolo nazionale affido</strong> è uno “spazio stabile” di lavoro e confronto tra le  associazioni/reti nazionali e regionali di famiglie affidatarie, già impegnate da anni in percorsi di riflessione comune sulla tutela del diritto dei minori alla famiglia. Partecipano al Tavolo Nazionale Affido: <strong>Ai.Bi. </strong><em>(Associazione Amici dei Bambini), </em><strong>ANFAA</strong><em>(Associazione Nazionale Famiglie Adottive e Affidatarie), </em><strong>Ass. COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII, Ass. FAMIGLIE PER L’ACCOGLIENZA, CAM </strong><em>(Centro Ausiliario per i problemi minorili – Milano), </em><strong>BATYA</strong><em>(Associazione per l&#8217;Accoglienza, l&#8217;Affidamento e l&#8217;Adozione),</em> <strong>CNCA </strong><em>(Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza), </em><strong>COORDINAMENTO AFFIDO ROMA </strong><em>(Coordinamento degli Organismi del Privato Sociale iscritti all’albo per l’affido del Comune di Roma), </em><strong>COREMI – FVG </strong><em>(Coordinamento Regionale Tutela Minori del Friuli Venezia Giulia), </em><strong>PROGETTO FAMIGLIA </strong><em>(Federazione di enti no-profit per i minori e la famiglia), </em><strong>UBI MINOR</strong><em>(Coordinamento per la tutela dei diritti dei bambini e dei ragazzi – Toscana).</em></p>
<p>La <strong>“base comune”</strong> di riferimento del Tavolo è costituita dal documento “<strong>10 punti per rilanciare l’affidamento familiare in Italia</strong>” elaborato nell’autunno 2010 e presentato in occasione della Conferenza Nazionale della Famiglia svoltasi a Milano nei giorni 8-10 novembre 2010.  Tale “base comune” si inserisce nel solco della riflessione e dei documenti maturati nel pluriennale confronto delle Associazioni/Reti con il CNSA (Coordinamento Nazionale dei servizi affidi pubblici) e prende a riferimento l’analisi condivisa con altri organismi del terzo settore in seno al Gruppo CRC (Gruppo di lavoro per la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza) come esposta nel 2° Rapporto Supplementare alle Nazioni Unite del novembre 2009.</p>
<p>Gli <strong>obiettivi</strong> del Tavolo sono individuabili a tre livelli:</p>
<p>a.      <span style="text-decoration: underline;">Livello Nazionale</span>: sviluppare riflessioni condivise su questioni di rilevanza nazionale in materia di affidamento familiare e tutela del diritto dei minori alla famiglia; condividere e valorizzare le buone prassi maturate dai partecipanti o da altri enti; favorire percorsi di raccordo e di azione comune, specie nel dialogo con le varie istituzioni nazionali (CNSA, Conferenza Regioni, Cabina di Regia del progetto Nazionale Affido, etc.);</p>
<p>b.      <span style="text-decoration: underline;">Livello Regionale:</span> approfondire il dialogo ed il confronto con le singole Regioni circa i processi di regolamentazione e di promozione delle politiche in materia di affidamento familiare;</p>
<p>c.       <span style="text-decoration: underline;">Livello “di base”</span>: favorire percorsi di incontro, confronto, condivisione e visibilità per tutte le associazioni e le reti di famiglie affidatarie d’Italia, ivi comprese le organizzazioni sub-regionali e locali. Favorire altresì l’accesso alle informazioni, notizie, riflessioni, buone prassi, etc. da parte di tutte le reti/associazioni locali d’Italia.</p>
<p>Il Tavolo si configura come <strong>“raccordo leggero”</strong> tra le associazioni/reti, le quali custodiscono la piena autonomia e la propria specificità. Ciò è assicurato dai seguenti criteri:</p>
<ul>
<li>Il Tavolo non è un ente giuridicamente costituito;</li>
<li>Le iniziative del tavolo sono decise di volta in volta dai membri. Ordinariamente le iniziative coinvolgono tutti i membri ma non è escluso che in taluni casi uno o più membri possano decidere di non partecipare ad un’iniziativa promossa dagli altri;</li>
</ul>
<p>La segreteria, attualmente affidata all’Associazione Progetto Famiglia, non comporta funzioni di rappresentanza né di portavoce unico del Tavolo. Di volta in volta i membri decidono chi delegare allo svolgimento di singole azioni concordate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per approfondimenti e contatti:</p>
<p><strong>Segreteria del Tavolo Nazionale Affido</strong></p>
<p>dott. Giordano Marco (PROGETTO FAMIGLIA)<br />
tel. fax 081.91.55.48<a href="tel:%2B39.081.91.55.48" target="_blank"></a> &#8211; cell. +39.333.762.98.27 - <a href="mailto:marcogiordano@progettofamiglia.org" target="_blank">marcogiordano@progettofamiglia.org</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il governo e “Il diritto ai sentimenti per i bambini in affidamento”</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 22:43:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti e testimonianze]]></category>
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		<category><![CDATA[Petizione]]></category>
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		<category><![CDATA[protezione e tutela dei minori]]></category>

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		<description><![CDATA[Premessa Il governo è caduto ma la legislatura non è finita: le proposte di legge a favore dei minori, che giacciono in Commissione Giustizia da più di un anno, potrebbero ancora essere discusse.  Voglio raccontare la storia di queste proposte, anche per far riflettere chi ci governa circa il rapporto cittadini-istituzioni in democrazia. Il problema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Premessa</strong><br />
Il governo è caduto ma la legislatura non è finita: le proposte di legge a favore dei minori, che giacciono in Commissione Giustizia da più di un anno, potrebbero ancora essere discusse.  Voglio raccontare la storia di queste proposte, anche per far riflettere chi ci governa circa il rapporto cittadini-istituzioni in democrazia.</p>
<p><strong>Il problema sollevato</strong><br />
In Italia, la legge che regola l’affidamento dei minori si presta ad interpretazioni molto diverse, ma di solito i giudici minorili quando un bambino in affidamento diventa adottabile lo costringono a lasciare la famiglia in cui è cresciuto in affidamento (anche per anni) per porlo in adozione presso un’altra famiglia. Il piccolo, che ha già perso la madre naturale, si trova così a dover cambiare casa e affetti per la terza volta anche se la famiglia affidataria si è nel frattempo talmente affezionata a lui da volerlo adottare. Noi chiediamo da molti anni che la prima famiglia ad essere valutata ai fini adottivi dal giudice, dopo la dichiarazione di adottabilità, sia quella che già ospita al proprio interno il bambino e che l’adozione sia legittimante se la famiglia ha i requisiti per poter adottare, “nei casi particolari” in caso contrario. Tutto ciò sembra ovvio a chiunque abbia un po’ di buon senso, anche se ci sono molti pericoli, di cui noi siamo perfettamente consapevoli, anche in questa proposta. Ma l’interesse predominante dei bambini richiede a gran voce che dei bimbi, già traumatizzati in passato e ben recuperati dall’affetto disinteressato di sostituti genitoriali, di cui si fidano, non siano abbandonati di nuovo per legge.</p>
<p><strong>Petizioni popolari</strong><br />
Per questo lanciammo una petizione durante il governo Prodi, che divenne proposta di legge presentata dall’on. Luana Zanella. Cadde con quel governo. Con il successivo governo Berlusconi, dopo la pubblicazione del libro di denuncia dal titolo “Io non posso proteggerti” ed. F. Angeli, rilanciammo una petizione on-line, dal titolo “Diritto ai sentimenti per i bambini in affidamento”. Nonostante il tema di nicchia e nonostante la nostra totale inesperienza in simili questioni, riuscimmo a raccogliere in pochi mesi nella primavera del 2010 più di seimila firme on line e riuscimmo a sensibilizzare giornalisti, deputati, giudici, professori, semplici cittadini. Su questi temi si tennero trasmissioni radiofoniche, articoli ed infine un convegno in Senato, dove intervennero deputati e senatori, tra cui Anna Serafini, la vice presidente della Commissione Infanzia, che nel passato era stata relatrice della legge attuale e che ci promise una circolare applicativa della legge. Le firme furono da noi presentate alla Presidenza della Camera, da cui ci giunse una lettera di apprezzamento firmata dallo stesso presidente, G. Fini.</p>
<p><strong>La petizione diventa proposte di legge</strong><br />
Si fecero carico di due proposte di legge simili tra loro e in grado di cogliere le istanze della petizione due deputati, rispettivamente PdL (Elvira Savino) e Pd (Salvatore Vassallo), che avevano capito la serietà del problema per la loro sensibilità personale e per aver letto le nostre storie. Fu così che le proposte di legge nuove vennero calendarizzate in Commissione Giustizia. Non appena ciò si seppe, il meccanismo, messo così faticosamente in moto dalla denuncia di enormi quanto inutili sofferenze di bambini e di famiglie affidatarie, attrasse interessi di altro genere e altre proposte di riforma della legge 149/01 o addirittura di riforma dei Servizi Sociali  piovvero da ogni parte e con obiettivi molto diversi da quelli originari. Sembrava che la petizione fosse stata dimenticata. Per questo l’associazione, ad un anno di distanza dal convegno e dalla presentazione della petizione, il 13 maggio 2011, organizzò una tavola rotonda a Venezia in cui associazioni del settore, magistrati minorili e deputati ragionarono ancora sulle proposte esistenti e giunsero a preparare un testo, un’ipotetica legge, condivisa da tutti e che la sottoscritta avrebbe dovuto portare, come ulteriore elemento di collaborazione al mondo politico, nelle audizioni parlamentari che le erano state preannunciate e che non ci furono mai.</p>
<p><strong>La legge non è stata discussa e votata dal governo precedente</strong><br />
Ci chiediamo:  perché una proposta di legge quasi bypartisan, a costo zero, che avrebbe rilanciato l’istituto dell’affidamento nel nostro paese, facendo il bene dei bambini e facendo inoltre risparmiare agli enti locali migliaia e migliaia di euro, non ha interessato nessuno e non ha spinto alcun partito ad accelerare i lavori della Commissione? Per i grandi interessi degli istituti, che appartengono a gruppi molto potenti, rispondono molti. Certo, ma non solo. Il problema è stato forse il grande lavoro della Commissione Giustizia su tematiche che con gli interessi dei cittadini avevano poco a che vedere? Certo, ma non solo. La difficoltà di capire tutti i problemi connessi a quello della tutela dei legami affettivi non è da poco, la questione è difficile, nonostante le apparenze. (Proprio perché si cercano rimedi ad un male che non è mai del tutto sanabile, come quello dell’incapacità genitoriale di alcuni poveretti, che si vorrebbe recuperare assieme ai figli e che invece spesso affondano nei loro guai, trascinando i figli con sé). E qui mi chiedo: quanti politici importanti, senza i quali le proposte di  legge non vengono nemmeno guardate, sono disposti ad affrontare la comprensione e la decisione conseguente su questi temi, con il relativo dispendio di tempo e di fatica, con il rischio di inimicarsi gruppi potenti?</p>
<p><strong>I pericoli della riforma</strong><br />
C’è chi è contrario alla proposta, perché capisce che essa finirebbe per dare dei bambini a famiglie che non hanno fatto i percorsi di formazione previsti per poter adottare e “toglierebbe” altri bambini adottabili a chi li sta attendendo con lunga e terribile attesa. Come se anni di vicinanza al bambino non contassero come un corso di formazione e come se gli affidatari non avessero a loro volta sofferto e fatto dei corsi di preparazione. Come se ulteriori formazioni non potessero essere ancora fatte, se opportuno.</p>
<p>L’affetto che si instaura tra bambini e adulti che li curano, è sacrosanto se viene da genitori adottivi, ma è definito “attaccamento” se viene dagli affidatari. L’affetto è ciò che chiedono i bambini, a tutti, e i bambini non sanno la differenza tra affidamento e adozione. Sono loro che non devono subire traumi evitabili, non i grandi a dover avere figli adottabili a disposizione.</p>
<p>C’è chi teme anche che i bambini dati in affido, con simile riforma, possano non venire più  orientati al ritorno dai genitori da parte delle famiglie affidatarie. I pericoli esistono e la legge studiata nella tavola rotonda del 13 maggio 2011 cerca di contenerli. Ora abbiamo solo la certezza dello strazio dei bambini e degli adulti che li hanno cresciuti al momento di un distacco non protetto in alcun modo. Perfino il ritorno alla famiglia naturale oggi è scandalosamente crudele con i bambini, che spesso non possono più nemmeno sentire al telefono chi ha fatto loro da madre e da padre, per anni, nemmeno ai compleanni o a Natale.</p>
<p><strong>Rilanciare l’affidamento</strong><br />
È la logica disumana che nega ipocritamente l’importanza dei rapporti tra affidatari e affidati che rende debole l’affidamento.  Se tale rapporto venisse considerato per quello che è (gli affidatari svolgono un ruolo genitoriale anche se lo stesso ruolo è  a tempo determinato), i distacchi sarebbero regolati per legge e i rapporti non interrotti d’autorità anche nel caso di un ritorno felice del bambino nel seno della famiglia d’origine. Così l’affidamento verrebbe rivalutato. Nel rispetto appunto dei sentimenti dei bambini, che non sono “cose” di proprietà.</p>
<p><strong>Risparmiare denaro pubblico e fare le persone felici</strong><br />
Se l’affidamento venisse rivalutato, molte famiglie in più lo accetterebbero. Le persone disposte a passare dal ruolo di genitori a quello di zii sono molte, ma quelle disposte ad amare un bambino e poi a non saperne più nulla sono poche.</p>
<p>I bambini in struttura sono circa 30.000 e, oltre a crescere con carenze affettive, costano agli enti locali  (cioè a tutti noi) dal doppio al quintuplo di quello che costano se inseriti in famiglia. Perché in struttura bisogna pagare gli operatori che ci lavorano. Le strutture non sono inutili: i ragazzini più grandi spesso non vogliono andare in affidamento, si sentono parte di una famiglia che ricordano e si sentono in colpa cambiandola. Inoltre ben pochi li vogliono, ma i bambini e anche alcuni adolescenti che ora stanno in casa-famiglia,  potrebbero rinascere se accolti in affidamento.</p>
<p><strong>I politici e la questione</strong><br />
Se la legislatura non si dovesse chiudere ci sarebbe forse ancora un filo di speranza. Il programma del nuovo governo insiste sulla protezione delle fasce deboli della popolazione ed è indubbio che tra le realtà più deboli del paese ci sono i bambini senza genitori in grado di occuparsene. Noi chiediamo ai politici di occuparsene: perché è giusto, perché si eliminerebbe tanto dolore inutile alal gente, perché si risparmierebbe dando benessere invece di dare lacrime e sangue.  Anche questo sarebbe  un bel segnale di cambiamento al paese.</p>
<p>Carla Forcolin</p>
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		<title>Dopo l&#8217;incontro del 13 maggio. Riflessioni sulle proposte di modifica alla L. 184/1983, di Marilena Zanon</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 14:51:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi chiamo Marilena e sono mamma adottiva e affidataria di due bambini uno dei quali avuto in adozione con l’art. 44 della L. 184/1983. Mio marito ed io c’eravamo proposti come famiglia affidataria, desiderosi di poter dare un po’ del nostro amore in un ambito dove c’erano poche famiglie disponibili, nella speranza di poter essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi chiamo Marilena e sono mamma adottiva e affidataria di due bambini uno dei quali avuto in adozione con l’art. 44 della L. 184/1983.</p>
<p>Mio marito ed io c’eravamo proposti come famiglia affidataria, desiderosi di poter dare un po’ del nostro amore in un ambito dove c’erano poche famiglie disponibili, nella speranza di poter essere d’aiuto a qualcuno; così è avvenuto e nel 2004  ci è stato proposto un affido di un bambino di 6 anni abbandonato dalla madre con  un padre che dopo due anni dall’inizio del progetto di affido (all’età di circa 8 anni del bambino) si rivelerà incapace di accudire il proprio figlio. Da qui la necessità, da un lato di dare una famiglia stabile al bambino, che ormai non era più in grado di sopportare la spada di Damocle della fine dell’affido, e dall’altro lato la necessità comunque di mantenere i rapporti con alcuni membri della famiglia di origine non in grado però di accudire il bambino (nonni ultraottantenni e sorella  sedicenne). Ecco perché fu nel nostro caso decisa l’adozione ex art. 44 della L. 184/1983.</p>
<p>Avrei piacere di intervenire nel dibattito instauratosi dopo l’incontro del 13 maggio u.s. per riflettere sulle proposte legislative di modifica alla legge sull’adozione e sull’affido più precisamente denominata “Diritto del minore ad una famiglia” (L. 4 maggio 1983 n. 184), denominazione che cito non a caso perché le parole hanno un peso ed hanno un significato.</p>
<p>Mi pare che tutte le associazioni intervenute e comunque i soggetti presenti all’incontro, siano concordi nel ritenere indispensabile la riforma dell’art. 4 della legge citata, laddove si vuole precisare che la famiglia affidataria può adottare il minore che è in affido, qualora lo stesso sia dichiarato adottabile.</p>
<p>Mi pare che le opinioni si dividano invece circa l’opportunità dell’introduzione della lettera a-bis all’art. 44 della L. 184/1983 (adozione in casi particolari), contenuta sia nella proposta legislativa Vassallo, sia nella proposta legislativa Savino, che consentirebbe l’adozione, sempre da parte delle famiglie affidatarie, del minore che non sia dichiarato adottabile.</p>
<p>Io credo che questa modifica sia sacrosanta al pari della modifica dell’art. 4 citato. Mi piacerebbe non dimenticassimo che ci sono casi nei quali non è possibile né tutelante per il minore, rompere definitivamente con la famiglia di origine, a volte perché all’interno della famiglia ci sono dei membri che hanno rapporti significativi con il minore, ancorché non siano in grado di prendersi cura del minore stesso (come ad es. nonni e fratelli),  a volte perché l’età del bambino può essere tale da richiedere un distacco graduale dalla famiglia di origine.</p>
<p>Soprattutto nel primo caso la necessità di mantenere il rapporto con la famiglia di origine rappresenta anche un bisogno di identità del minore, bisogno con il quale ogni bambino adottato si trova prima o poi a fare i conti.</p>
<p>Il timore che l’introduzione della lettera a-bis possa aprire le porte ad abusi soprattutto in alcune zone d’Italia, non mi pare una motivazione forte qualora anche un solo bambino dovesse soffrire per l’ipotesi in cui non gli sia stata data la possibilità di avere una famiglia <strong><span style="text-decoration: underline;">stabile</span></strong> .</p>
<p>Ho voluto sottolineare la parola stabile perché non mi pare che questa stabilità possa essere offerta da un affidamento sine die, come qualcuno ha replicato. L’affidamento è un istituto giuridico temporaneo pensato per trovare una famiglia dove collocare il minore per il tempo necessario affinché la sua famiglia di origine possa recuperarsi. Ma se ciò non è possibile e la dichiarazione di adottabilità non è consentita nell’interesse del minore, deve essere a lui garantita la presenza di una famiglia stabile che nessuno gli possa mai togliere, né giudice, né servizi sociali (che &#8212; non dimentichiamo &#8212; cambiano nel corso del tempo e potrebbero avere opinioni diverse). Non solo ma l’affidamento sine die non è in grado alcune volte di  rispondere al bisogno di appartenenza del minore alla sua nuova famiglia: l’adozione in casi particolari infatti consente di aggiungere al cognome della famiglia di origine quella della nuova famiglia. Non è una circostanza irrilevante anzi tutt’altro, essa rappresenta anche il riconoscimento sociale di questa duplice appartenenza, un riconoscimento cioè che vale anche nei confronti delle istituzioni e della società (dalla scuola alle asl, dal mondo dello sport al mondo dell’associazionismo  religioso e non), che non può e non deve essere negato al minore.</p>
<p>E se ci sono delle persone che si avvicinano all’affido pensando di trovare una scorciatoia per avere un figlio tutto loro queste credo non siano degne non solo di essere genitori affidatari ma nemmeno adottivi: un figlio non è per se stessi e per soddisfare i propri bisogni, questo è egoismo.</p>
<p>Io spero e mi auguro che né pregiudizi, né preconcetti, né timori, né paure impediscano anche ad un solo bambino di poter veder concretizzato il suo diritto ad avere stabilmente una famiglia o anche più di una se questo rappresenta il bene del minore.</p>
<p>Buon lavoro a tutti.</p>
<p>Marilena Zanon</p>
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		<title>Comunicato stampa sulla giornata del 13 maggio 2011</title>
		<link>http://www.lagabbianella.org/2011/05/14/comunicato-stampa-sulla-giornata-del-13-maggio-2011/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 May 2011 06:42:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si comunica che ieri, 13 maggio 2011, presso il Centro culturale Valdese di Palazzo Cavagnis, sede legale dell’associazione “La gabbianella e altri animali”, ha avuto luogo un importante incontro tra i deputati on. Elvira Savino (PdL), on. Salvatore Vassallo (PD) e alcune associazioni di volontariato che si occupano di affidamento e di adozione, nonché rappresentanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si comunica che ieri, 13 maggio 2011, presso il Centro culturale Valdese di Palazzo Cavagnis, sede legale dell’associazione “La gabbianella e altri animali”, ha avuto luogo un importante incontro tra i deputati on. Elvira Savino (PdL), on. Salvatore Vassallo (PD) e alcune associazioni di volontariato che si occupano di affidamento e di adozione, nonché rappresentanti delle istituzioni locali ed esperti di diritto minorile.  L’incontro si è tenuto ieri, ad un anno esatto dal giorno in cui la petizione “Diritto ai sentimenti per i bambini in affidamento”, promossa dall’ass. “La gabbianella e altri animali”, è stata presentata alla Presidenza della Camera.</p>
<p>Nel corso di questi dodici mesi sono state elaborate due proposte di legge, da parte degli on. Salvatore Vassallo ed Elvira Savino. Entrambe hanno lo scopo di tutelare la continuità degli affetti per i bambini prima posti in affidamento e poi dichiarati adottabili. Gli stessi bambini, se accettati in adozione dagli affidatari, potrebbero così rimanere nella famiglia in cui già si trovano, se vi stanno bene, senza essere costretti a cambiare sostituti materno e paterno, fratelli, amici, scuola, e tutto il loro mondo. La famiglia affidataria, che accettasse di diventare adottiva, sarebbe valutata dai Tribunali Minorili per prima tra altre famiglie in lista d’attesa per divenire adottive. Non per “aggirare” la legge, ma per tutelare il diritto dei bambini alla continuità degli affetti e alla stabilità di vita.</p>
<p>Nell’ultimo mese, quando si è “calendarizzata” in Commissione Giustizia la discussione di questi argomenti, altre proposte di legge si sono aggiunte alle prime, sia in sintonia con le richieste dell’associazione, sia ampliandone l’ambito.</p>
<p>Per discutere di tutto ciò, i deputati PD e PDL hanno voluto raccogliere esperienze e pareri di chi ha vissuto i problemi da cui è nata la petizione, nonché ascoltare le riflessioni di giudici, avvocati, psicologi e assistenti sociali che si occupano quotidianamente di affidamento e tutela dei minori.</p>
<p>La giornata si è conclusa con la decisione di stendere un documento del gruppo di lavoro che si è riunito, nella speranza di contribuire così ad un testo di legge definitivo, scritto esclusivamente in favore dei bambini e ragazzi.</p>
<p>Il documento, concepito già oggi considerando le proposte di legge esistenti, sarà presto pubblicato nel nostro sito.</p>
<p>La Presidente</p>
<p>Carla Forcolin</p>
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		<title>Notizie relative all&#8217;iter della petizione &#8220;Diritto ai sentimenti per i bambini in affidamento&#8221;</title>
		<link>http://www.lagabbianella.org/2011/05/09/notizie-relative-alliter-della-petizione-diritto-ai-sentimenti-per-i-bambini%c2%a0in-affidamento/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2011 07:50:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rinnovando l&#8217;invito a tutti i lettori ad esprimersi in merito, riportiamo gli ultimi aggiornamenti sull&#8217;iter in Commissione Giustizia delle proposte di legge sorte in seguito alla nostra petizione. Per proseguire l&#8217;esame dei provvedimenti sulle disposizioni in materia di adozioni da parte delle famiglie affidatarie, la Commissione Giustizia si è nuovamente riunita in data 4 maggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rinnovando l&#8217;invito a tutti i lettori ad esprimersi in merito, riportiamo gli ultimi aggiornamenti sull&#8217;iter in Commissione Giustizia delle proposte di legge sorte in seguito alla nostra petizione.</p>
<p>Per proseguire l&#8217;esame dei provvedimenti sulle disposizioni in materia di adozioni da parte delle famiglie affidatarie, la Commissione Giustizia si è nuovamente riunita in data 4 maggio 2011.</p>
<p>Alle proposte di legge C. 3459 Vassallo, C. 3854 Savino e C. 4077 Motta vengono abbinate le proposte di legge C. 4279 Lupi e C. 4326 Giammanco.</p>
<p>Alleghiamo il testo della proposta di legge C. 4326 presentata dall&#8217;onorevole Giammanco alla Camera il 2 maggio 2011, e il processo verbale della riunione della Commissione Giustizia del 4 maggio 2011. <a href="http://www.lagabbianella.org/commissionegiustizia.zip" target="_blank">Clicca qui per scaricare l&#8217;allegato</a>.</p>
<p>Alleghiamo qui anche l&#8217;<a href="http://www.lagabbianella.org/?attachment_id=5203">articolo di </a><a href="http://www.lagabbianella.org/?attachment_id=5203">Anna Genni Miliotti</a>, che ci riporta al cuore della nostra petizione, e il <a href="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/05/Comunicato-CNSA-Modifica-184_83.pdf">comunicato del CNSA</a> (Coordinamento Nazionale Servizi Affidi) che commenta le proposte di legge Lupi e Giammanco.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Diritto ai sentimenti per i bambini in affidamento: disegni di legge in esame alla Camera</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Apr 2011 12:19:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella Commissione permanente II Giustizia della Camera sono stati presi in esame i progetti di legge seguiti alla nostra petizione (pagina online della Camera). Cliccando sui rispettivi nomi, potete leggere le proposte degli on. Savino (PdL) e Vassallo-Pes (PD) che hanno raccolto le nostre richieste. Non appena la Commissione avrà finito il suo compito, le proposte passeranno in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nella Commissione permanente II Giustizia della Camera sono stati presi in esame i progetti di legge seguiti alla nostra <a href="http://www.lagabbianella.org/petizione-al-parlamento-italiano/">petizione</a> </strong>(<a style="font-weight: bold;" href="http://www.camera.it/126?pdl=3854&amp;tab=4&amp;leg=16">pagina online della Camera</a>).</p>
<p>Cliccando sui rispettivi nomi, potete leggere le <strong>proposte degli on. </strong><a href="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/04/Savino.pdf"><strong>Savino</strong></a> (PdL) e <a href="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/04/Vassallo-Pes.pdf"><strong>Vassallo-Pes</strong></a> (PD) che hanno raccolto le nostre richieste. Non appena la Commissione avrà finito il suo compito, le proposte passeranno in aula.</p>
<p><strong>Se volete esprimere delle riflessioni in merito, mandatele a <a href="mailto:info@lagabbianella.org">info@lagabbianella.org</a> o scrivete un commento</strong> <strong>su questo sito</strong> (andate su &#8220;Commenti&#8221; qui sotto). Tutti i contributi di pensiero saranno molto graditi. Io desidero essere prudente e vedere le proposte Savino o Vassallo divenute legge prima di concedermi la gioia della festa.</p>
<p>Carla Forcolin</p>
]]></content:encoded>
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		<title>‘Famiglie responsabili. Percorsi di partecipazione nel sistema comunità accoglienti’, convegno internazionale a Ponzano Veneto (TV) il 3-4 aprile</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Mar 2011 16:30:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nei g﻿iorni 3 e 4 aprile 2011, presso il Centro Congressi Relais Monaco in Via Postumia, 63 a Ponzano Veneto, Treviso (www.relaismonaco.it), si terrà il Convegno Internazionale ‘Fa.Re. Famiglie responsabili. Percorsi di partecipazione nel sistema comunità accoglienti’, sul tema dell’affido e dell’accoglienza familiare, organizzato dalla Regione del Veneto con l’Assessorato regionale ai Servizi Sociali, in collaborazione con l’Associazione AIBI Amici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4941" style="margin-right: 5px;" src="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/03/Fa-Re.jpg" alt="" width="108" height="153" />Nei g﻿iorni 3 e 4 aprile 2011, presso il Centro Congressi Relais Monaco in Via Postumia, 63 a Ponzano Veneto, Treviso (<a href="http://www.relaismonaco.it/" target="_blank">www.relaismonaco.it</a>), si terrà il Convegno Internazionale ‘Fa.Re. Famiglie responsabili. Percorsi di partecipazione nel sistema comunità accoglienti’, sul tema dell’affido e dell’accoglienza familiare, organizzato dalla Regione del Veneto con l’Assessorato regionale ai Servizi Sociali, in collaborazione con l’Associazione AIBI Amici dei Bambini e con il patrocinio dell’Associazione ANCI Veneto.</p>
<p>Scrive Remo Sernagiotto, Assessore regionale ai Servizi Sociali: “A dieci anni dall’entrata in vigore della Legge n. 149/2001 avente come obiettivo primario la promozione della famiglia e delle forme di tutela a base familiare, la Regione del Veneto intende fare il punto sulla condizione del sistema di protezione e di cura dell’infanzia e dell’adolescenza nel territorio regionale. <span id="more-4938"></span>L’obiettivo primario che la Regione Veneto intende perseguire riguarda la necessità di invertire la tendenza delle attuali politiche sociali nell’ambito dei sistema di accoglienza dei bambini e degli adolescenti, pensando a politiche di sostegno alla famiglia, puntando sul rafforzamento dei servizi e su forme innovative di protezione e cura dei minori, creando una ‘Comunità Accogliente’. Il Convegno rappresenta pertanto l’occasione per l’identificazione di strategie e percorsi utili a rilanciare attivamente l’istituto dell’affido familiare in un’ottica sistemica” .</p>
<p>Il 3 e 4 aprile sono previste due distinte giornate di lavoro: la prima, di apertura, riguarda le famiglie e gli operatori che già si sono messi al servizio dei minori, per fare il punto con loro e invitarli ad ampliare la rete di accoglienza. La seconda parte intende delineare le strade da percorrere con gli operatori e gli addetti ai lavori.</p>
<p>La partecipazione al convegno è gratuita ma, per ragioni organizzative, è richiesta l&#8217;iscrizione, da effettuarsi entro il 25 marzo esclusivamente tramite il sito internet <a href="http://www.minorigiovanifamiglia.veneto.it/" target="_blank">www.minorigiovanifamiglia.veneto.it</a> &#8211; sezione Iniziative/Appuntamenti.</p>
<p>Clicca <a title="qui" href="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/03/Convegno_FareFamiglieResponsabili_PROGRAMMA.pdf">qui</a> per il programma del convegno (PDF). Per ulteriori informazioni si può telefonare al numero 0424 885918 oppure a  0424 885901, o scrivere a  <a href="mailto:formazione@minorigiovanifamiglia.veneto.it" target="_blank">formazione@minorigiovanifamiglia.veneto.it</a>.</p>
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		<title>Accoglievolmente: convegno sull&#8217;affido a Treviso, 26 marzo</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Mar 2011 09:03:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Pensare e raccontare l&#8217;affido di minori: come valorizzare e sostenere la famiglia d&#8217;origine e la famiglia accogliente per il ben-essere del bambino&#8221;:  questo l&#8217;obiettivo del convegno sull&#8217;affido familiare organizzato dall&#8217;associazione &#8220;Granello di senapa&#8221;, che si terrà sabato 26 marzo dalle 9 alle 13,30 presso l&#8217;Hotel Ca&#8217; del Galletto, in via Santa Bona Vecchia a Treviso. Clicca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/03/Convegno.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4719" style="margin-right: 5px;" src="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/03/accolievolmente.jpg" alt="" width="211" height="112" /></a><strong>&#8220;Pensare e raccontare l&#8217;affido di minori: come valorizzare e sostenere la famiglia d&#8217;origine e la famiglia accogliente per il ben-essere del bambino&#8221;</strong>:  questo l&#8217;obiettivo del convegno sull&#8217;affido familiare organizzato dall&#8217;associazione &#8220;Granello di senapa&#8221;, che si terrà <strong>sabato 26 marzo</strong> <strong>dalle 9 alle 13,30 presso l&#8217;Hotel Ca&#8217; del Galletto, in via Santa Bona Vecchia a Treviso.</strong></p>
<p>Clicca sull&#8217;immagine per leggere la locandina.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un problema riguardante l’affidamento di molti minori attende l’attenzione del governo</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Feb 2011 08:22:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un anno fa, in quest’epoca, veniva lanciata dall’associazione “La gabbianella ed altri animali” una petizione che aveva lo scopo di precisare un punto ambiguo della legge 149/01 che regola l’adozione e l’affidamento. Scrissero su tale argomento e, con molta efficacia, tanti giornalisti (apparve persino un articolo di Gian Antonio Stella in prima pagina sul Corriere) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un anno fa, in quest’epoca, veniva lanciata dall’associazione “La gabbianella ed altri animali” una petizione che aveva lo scopo di precisare un punto ambiguo della legge 149/01 che regola l’adozione e l’affidamento. Scrissero su tale argomento e, con molta efficacia, tanti giornalisti (apparve persino un articolo di Gian Antonio Stella in prima pagina sul Corriere) e se ne occuparono la RAI e TV 2000- Formato Famiglia, oltre a molte trasmissioni radiofoniche.</p>
<p>Il problema è il seguente: quando un affidamento si conclude con una dichiarazione di adottabilità per il bambino affidato, a causa del mancato recupero della famiglia d’origine, dove deve andare a vivere quel bambino? E’ nel suo “superiore interesse” venire adottato nella famiglia dove già è cresciuto per mesi e anni e dove ha instaurato rapporti affettivi profondi o deve emigrare in un’altra città e in un’altra famiglia per essere adottato da altri? Quando si pone il problema a chi non lo conosce, le persone rimangono esterrefatte: “Ma come? Non è logico che il bambino sia adottato dalle persone con cui già vive? Oggi non è così?” .<span id="more-4610"></span></p>
<p>Il problema si pone perché taluni giudici minorili e servizi sociali affermano che non è auspicabile  il passaggio dall’affidamento all’adozione, perché i requisiti per poter adottare e prendere un bimbo in affidamento non sono identici e perché questo farebbe pensare a molti affidatari che il bambino può diventare loro, così gli stessi affidatari potrebbero non lavorare per restituirlo alla famiglia d’origine. Altri affermano invece che questo pericolo è un male minore, superabile con una buona preparazione delle coppie affidatarie, se confrontato al male terribile di infliggere ad un bambino  l’allontanamento dalla famiglia in cui si è inserito e che egli, troppo piccolo per capire le cose, crede la sua.</p>
<p>La petizione raccolse in tre mesi circa 6.000 firme on-line, pur essendo l’associazione inesperta in questo genere di raccolta. Firmarono anche giudici minorili e associazioni di volontariato, come ANFAA e Papa Giovanni XXIII. Sul nostro sito vennero raccontate storie davvero tristissime che facevano capire quanto dolore inutile sarebbe stato evitato con la precisazione della legge. Poi le firme vennero consegnate alla Presidenza della Camera, dopo un convegno in Senato su questi temi, che non sono facilmente trattabili in poche parole.</p>
<p>La petizione divenne di competenza della Commissione Giustizia della Camera ed alcuni deputati si fecero carico di trasformarla in proposta di legge. Ora c’è una proposta di legge bipartisan che prevede appunto che cada l’ambiguità di cui ho parlato sopra e prevede che la prima famiglia ad essere valutata dal Tribunale dei Minorenni per l’adozione di un bambino già posto in affidamento sia la stessa in cui egli vive già. Attualmente tutti coloro che si sono occupati del problema, siano essi di destra o di sinistra, di ispirazione cattolica o laica concordano in merito. Ma… ma non si è ancora “calendarizzata” la legge, cioè non si è deciso quando la si deve discutere, perché non se n’è trovato il tempo.  Riuscirà questo governo in bilico ad avere un po’ di attenzione per questo problema riguardante l’affidamento di molti minori? La speranza è l’ultima a morire.</p>
<p>Carla Forcolin</p>
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		<title>Aggiornamento circa la nostra petizione</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Feb 2011 13:37:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La petizione “diritto ai sentimenti per i bambini in affidamento” fu lanciata in quest’epoca (febbraio 2010) e nel giro di tre mesi raccolse 6.000 firme on line. Firme spesso importanti di giudici, intellettuali, scrittori famosi, avvocati e persone che conoscevano per esperienza diretta o indiretta i problemi dell’affidamento e della fine dello stesso, nonché di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La petizione “diritto ai sentimenti per i bambini in affidamento” fu lanciata in quest’epoca (febbraio 2010) e nel giro di tre mesi raccolse 6.000 firme on line. Firme spesso importanti di giudici, intellettuali, scrittori famosi, avvocati e persone che conoscevano per esperienza diretta o indiretta i problemi dell’affidamento e della fine dello stesso, nonché di associazioni come ANFAA e Papa Giovanni XXIII, Batya, ecc.  Scrissero su questi temi Gian Antonio Stella, in prima pagina sul Corriere, Maria Novella De Luca su Repubblica, Alessandra Graziottin sul Gazzettino, con altri giornalisti su diverse riviste. Ne parlarono radio e televisione.</p>
<p>La petizione fu presentata alla Presidenza della Camera nel pomeriggio del 13 maggio, nelle mani del dott. Alberto Solia, che ci invitò subito a coinvolgere la Commissione Giustizia oltre alla Commissione Infanzia, con cui ci eravamo rapportati in precedenza.<span id="more-4632"></span></p>
<p>Prima della consegna delle firme, nella mattina del 13 maggio, ci fu un convegno in Senato, cui parteciparono la vice-presidente della Commissione infanzia, sen. Anna Serafini e altri deputati, tra cui l’on. Vassallo.  Anna Serafini (PD), relatrice della legge attuale nel 2001, propose e promise di fare una circolare esplicativa della legge perché non la si potesse più interpretare nel senso della impossibilità del passaggio dall’affidamento all’adozione. Anche la presidente del Tribunale dei Minorenni di Roma, Melita Cavallo, sostenne il principio della necessità di garantire la continuità dei legami affettivi per i bambini in affidamento. In quell’occasione ci furono, oltre ad interventi davvero ricchi e belli, testimonianze dirette: la storia scritta da  una ragazza, di nome Cassandra, che aveva vissuto nell’infanzia la separazione dalla madre affidataria a cui era stata affidata quando era sieropositiva. Anni dopo, rimasta orfana e negativizzatasi, fu adottata da altri genitori con cui non riuscì mai ad instaurare un affetto profondo. La storia, letta da Pamela Villoresi toccava le emozioni, facendo sentire la sofferenza di un bambino costretto a cambiare più volte genitori.</p>
<p>L’on. Vassallo (PD) aveva già presentato una proposta di legge che raccoglieva le nostre richieste il 6 maggio con Annalisa Pes. La stessa venne assegnata in commissione giustizia il 3 agosto.</p>
<p>La petizione invece venne annunciata all’assemblea  il 1giugno del 2010 e assegnata alla Commissione Giustizia.</p>
<p>Il 10 novembre venne presentata la proposta di legge Savino (PDL), pure assegnata alla comm. Giustizia il 12-1-2011</p>
<p>Le proposte nascono da deputati sensibili non da gruppi parlamentari ufficiali e sono due, ma sono identiche nei contenuti, per questo in sostanza si può parlare di proposta bipartisan. Ma la proposta dev’essere calendarizzata, cioè dev’essere stabilito il giorno in cui la si discute ufficialmente.</p>
<p>La nostra preoccupazione è che il governo non faccia in tempo a trattare la questione perché troppo preso dalla propria sopravvivenza. E’ la seconda volta che presentiamo una petizione simile ad un governo: il governo Prodi aveva pure lui una proposta di legge pronta, ma non si fece in tempo a votarla. Finirà così ancora?  Quante bambine ancora come Cassandra?</p>
<p>Carla Forcolin</p>
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