Post con parola chiave ‘legami affettivi’

Decreto legislativo 28 dicembre 2013 n. 154

lunedì 13 gennaio 2014

Il Presidente della Repubblica ha emanato il decreto legislativo 28 dicembre 2013 n. 154, recante revisioni delle disposizioni vigenti in materia di filiazione a norma dell’articolo 2 della legge 10 dicembre 2012, n. 219.

Clicca qui per scaricare il decreto legislativo 28 dicembre 2013 n. 154.

Si tratta di argomenti molto complessi, dove è molto difficile trovare indicazioni giuste e valide per ogni situazione che la vita possa presentare.

I figli hanno diritto ad avere entrambi i genitori, ma hanno anche il diritto di essere accettati e voluti da entrambi. Poiché le dinamiche della procreazione possono sfuggire alla pianificazione razionale, si rischia di imporre, sia alle donne che agli uomini (forse a questi in maggior misura) una genitorialità non voluta. Quali conseguenze può avere tutto ciò sulle nuove generazioni, sui bambini che nascono da genitori che non li desiderano? Ci sono ambiti dove l’assenza di leggi adeguate ai tempi è un vero problema, ma il legiferare in maniera adeguata è talora un problema ancor maggiore…

Chi volesse esprimere dei pareri riguardo ai temi che il decreto legislativo reca con sé, è invitato a farlo.

La Responsabilità del Legame

venerdì 4 ottobre 2013

 

Oggi, venerdì 4 ottobre, presso il Centro Fieristico “Le Ciminiere” di Catania, si è svolto il seminario “La Responsabilità del Legame” a cura dell’ A.I.M.M.F – Associazione Italiana dei Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia. Il seminario ha trattato vari temi come la salvaguardia dei legami con la famiglia biologica, la capacità delle coppie di creare e mantenere un attaccamento sicuro con il figlio adottato, le risorse nel territorio idonee a promuovere cambiamento attraverso la costruzione di relazioni significative e la tutela del legame aggredito da reati commessi in famiglia.

La nostra associazione, come contributo, ha mandato all’A.I.M.M.F un articolo dal titolo ”Affido: come prevenire e curare lacerazioni inutili e dolorose” e il testo della proposta di legge frutto della tavola rotonda del 13 maggio 2011.

Clicca qui per visualizzare il programma del seminario.

 

Tavolo Nazionale Affido

sabato 20 aprile 2013

Il seguente documento è il nostro contributo al forum on line per la preparazione del convegno di studi “Chiamati ad accogliere” del 17 maggio 2013, organizzato da Progetto Famiglia – ONLUS.

Clicca sull’immagine per scaricare il volantino del convegno “Chiamati ad accogliere -Tutela dei bambini a trent’anni dalla legge sul diritto a crescere in una famiglia”.

Proteggere i legami affettivi dei bambini che non crescono nella famiglia d’origine significa insieme diventare meno adulto-centrici e rilanciare l’istituto dell’affidamento

PREMESSA

Avete mai visto i bambini di pochi mesi in un orfanotrofio del “mondo povero”? Stanno nelle culle, silenziosi, e si rianimano solo quando qualcuno, per nutrirli o cambiarli, li avvicina. Davanti a un sorriso, a una voce umana, i loro occhi si accendono, cambiano luce, ma quando la persona che li ha salutati, anche senza toccarli, se ne va, quando non risponde più ai loro vocalizzi, ridiventano opachi. Quanto soffrono quei bambini? Io credo in maniera indicibile. Non sanno se qualcuno verrà a dar loro da mangiare quando hanno fame, se potranno sopravvivere. Vivono nella paura di morire e in un’ansia di separazione costante. Erano uniti a un’altra vita, in un ventre caldo, e ne sono stati espulsi. La loro fonte di vita non c’è più. Sono rimasti senza la mamma, di cui hanno bisogno per vivere.

ADOZIONE E AFFIDAMENTO

Ai bambini senza mamma la società degli adulti, se e quando può, offre una madre sostitutiva, che svolge le sue stesse funzioni. Di solito, una mamma adottiva. Ma non sempre si può accedere subito all’adozione: nel mondo occidentale in particolare, prima di assegnare una madre adottiva a un bimbo, si vuole essere sicuri che la madre naturale sia morta o non lo voglia proprio più, perché spesso il bambino, prima di essere dichiarato adottabile, l’ha conosciuta e ha fatto in tempo ad attaccarsi a lei. Nell’attesa, un’attesa che può durare anni, specialmente se la madre è affetta da forme di incapacità genitoriale o è tossicodipendente o ha una malattia mentale, si dà al bambino una mamma affidataria o, meglio, una famiglia affidataria. La famiglia adottiva sa di essere divenuta, per decisione delle istituzioni e per sempre, la famiglia del bambino accolto. Quella affidataria sa invece di svolgere un ruolo di sostituto genitoriale a tempo.
E’ impossibile spiegare a un bambino piccolo questa distinzione: egli non sa nulla di istituzioni. Però “sente” quello che c’è nell’anima di chi lo accudisce, avverte se finalmente qualcuno, famiglia adottiva o affidataria che sia, lo accoglie con sé, ascolta i suoi bisogni, gli dà risposte adeguate. Infatti il bambino abbandonato, anche dopo essere stato accolto in una nuova famiglia, è incerto, spaventato, mette alla prova le persone che si occupano di lui, crede di essere privo di valore (perché questo è il messaggio che l’abbandono gli ha trasmesso), e chi lo accoglie deve fargli sentire che un simile abbandono non ci sarà mai più. Ma se i genitori adottivi possono trasmettere un simile messaggio, quelli affidatari non possono.

RIPIOMBARE NELLA DISPERAZIONE

Al bambino posto piccolissimo in affidamento vengono trasmessi due messaggi contrapposti: uno verbale e logico (tu non sei nostro figlio, sei solo una persona cara, la tua famiglia è un’altra), uno fisico e analogico (ti teniamo accanto, sei la persona più preziosa di questa casa, qui tutti ti amano). Non è strano che lui privilegi quello analogico, spinto dal suo bisogno e Leggi tutto…

Una firma per donare futuro – Petizione per il diritto a crescere in una famiglia

domenica 7 aprile 2013

La presidente dell’associazione ha firmato questa petizione on-line e invita tutti coloro che visiteranno il sito a seguire il suo esempio.

Una firma per donare futuro

IL PROBLEMA. I dati sui “minori fuori famiglia”, pubblicati a fine 2012 dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, mettono in evidenza la diffusa difficoltà di assicurare a tutti i bambini e i ragazzi la tutela del diritto di crescere in un contesto familiare. Nonostante queste evidenti esigenze, assistiamo, specie negli ultimi anni, alla progressiva riduzione delle risorse pubbliche a ciò destinate, il che produce un grave deterioramento del sistema di tutela familiare e minorile italiano.

LE “REGIONI FUORI FAMIGLIA”. Da molti e diversi fronti viene evidenziato quanto lo sviluppo dell’affidamento familiare in Italia sia caratterizzato da una forte disomogeneità territoriale. Queste differenze si colgono anche nel confronto tra le regioni, tant’è che, incrociando alcuni indicatori emersi dalla citata indagine ministeriale, è stato possibile comporre una sorta di graduatoria delle regioni italiane, evidenziando quali sono quelle virtuose e quali quelle più in difficoltà. In particolare otto regioni italiane, che simbolicamente definiamo “regioni fuori famiglia”, mostrano standard molto inferiori alla già mediocre media nazionale. Si tratta di Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Puglia, Sicilia, Abruzzo e Molise, e cioè, praticamente, tutto il Sud Italia e parte del Centro.

SETTE URGENTI MISURE DA ATTIVARE. Per reagire alla situazione sopra descritta la presente petizione chiede alle Regioni d’Italia (per il tramite della Conferenza permanente delle Regioni e delle Province Autonome), e con speciale intensità alle Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Puglia, Sicilia, Abruzzo e Molise, di recepire le sette urgenti misure di seguito elencate:
1) Sancire solennemente il diritto a crescere in famiglia, mediante un’integrazione degli Statuti Regionali.
2) Assicurare l’esigibilità del diritto a crescere in famiglia, fissando gli standard obbligatori dei servizi che i comuni, singoli o associati, dovranno attivare e garantendo lo stanziamento di risorse finanziarie in misura sufficiente.
3) Assicurare un assetto adeguato dei servizi per la famiglia e l’infanzia, tra cui i servizi per l’affido, e riconoscere il ruolo delle associazioni familiari.
4) Promuovere l’affidamento familiare, inteso come strumento che integra, senza sostituire, il ruolo delle figure genitoriali, assicurando ai minori adeguate cure, mantenimento, istruzione e relazioni affettive.
5) Attivare sostegni mirati alle famiglie in crisi, agli affidamenti familiari e alle adozioni difficili, assicurando: adeguate misure di sostegno ai nuclei familiari a rischio al fine di prevenire gli allontanamenti dei figli; la preparazione e il sostegno dei minori, delle famiglie d’origine e delle famiglie affidatarie; l’erogazione agli affidatari di un contributo spese adeguato alle esigenze dei minori accolti; percorsi di accompagnamento verso l’autonomia per gli affidati diventati maggiorenni; il sostegno economico dell’attività svolta dalle reti e dalle associazioni familiari; l’erogazione, ai genitori di minori adottati di età superiore ai dodici anni e a quelli con handicap accertato, di un contributo economico analogo al rimborso spese previsto per le famiglie affidatarie.
6) Monitorare i minori “fuori famiglia”, assicurando rilevazioni ed analisi aggiornate sul fenomeno dell’affidamento familiare e delle comunità per minori.
7) Definire standard minimi nazionali delle comunità per minori, affinché le diverse tipologie siano disciplinate in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale.

Clicca qui per firmare la petizione on-line

I meccanismi della politica visti dal nostro osservatorio

lunedì 11 marzo 2013

Nel febbraio scorso (2013) aspettavamo un governo che riprendesse subito in mano la proposta di legge che abbiamo fatto per riformare l’affidamento, impedendo un taglio brusco dei legami affettivi tra bambini posti in affidamento e sostituti genitoriali: tali sono spesso i genitori affidatari. La legge, di cui era relatore l’on. Sisto (pdl), non è passata in Commissione Giustizia solo perché è caduto il governo Monti, a cui l’on. Angelino Alfano, il 7/12, dava per concluso il sostegno al governo da parte del PdL. Per la verità, il PdL non aveva presentato una mozione di sfiducia, ma il sen. Monti preferì concludere il suo governo evitandosi un’inutile e certa agonia. Scelta dolorosa ma forse inevitabile da parte sua. (Spero che nessuno mi accusi di essere di parte mentre ricordo questi fatti.)

E’ stato così che siamo giunti alle elezioni. Le elezioni hanno dato il risultato di rendere vincente la coalizione PD-Monti-Sel, che però, a causa della legge elettorale che abbiamo e a causa del fatto che la coalizione ha vinto in maniera risicata, non è in grado di avere la maggioranza da sola in Parlamento e in particolare in Senato.
In un primo momento ho ipotizzato che il PD e il Movimento 5 Stelle si mettessero d’accordo per fare un governo che perseguisse obiettivi comuni (dalla riforma della legge elettorale al conflitto di interessi; dalla difesa del territorio, all’abolizione delle province). Sono rimasta esterrefatta quando ho visto che una proposta simile, avanzata da Bersani, è stata bocciata perché Grillo vuole governare da solo. Sono rimasta colpita nell’ingenua fiducia che davo a Grillo, pensando che volesse fare le cose che ha propagandato per anni. Sono rimasta colpita nella speranza che una legge, che ridarebbe fiato all’affidamento e impedirebbe la violenza legalizzata sui bambini, potesse passare, ora che “persone semplici e pulite” sono al governo.

Perseguiamo una legge che tuteli i legami affettivi dei bambini in affidamento dal 2007. Leggi tutto…

Genitori veri – una poesia di Fabrizio Di Croce

lunedì 11 febbraio 2013

Ci è stato mandato questo testo da parte di Fabrizio Di Croce, un ragazzo che un tempo fu adottato.

Pensando di fare cosa gradita a lui e ai suoi genitori, lo pubblichiamo.

 

Nato e subito solo ed abbandonato,

questo però la fortuna mi ha donato,

perché sono arrivati due Signori

che di meglio non c’è come Genitori.

 

Loro per assolvere alle mie esigenze,

hanno fatto tutto senza sofferenze,

non volendo mai stare senza di me

per loro la vita era bella solo in tre.

 

Hanno seguito la mia educazione,

curando tutto della mia evoluzione

e comportandosi in modo sincero

mi hanno insegnato l’amore vero.

 

Una bellissima infanzia ho passato

e tante gioie in essa ho assaporato,

grazie alla famiglia che ho avuto

con mamma e papà per me ogni minuto.

 

Roma, 08 aprile 2012

Fabrizio Di Croce

Diritto ai sentimenti per i bambini in affidamento: 2012, la riforma mancata

giovedì 27 dicembre 2012

Cari amici,

quest’anno a Natale avrei tanto voluto che sotto l’albero ci fosse per noi tutti la riforma nata dalla petizione “Diritto ai sentimenti per i bambini in affidamento”, da noi lanciata nel febbraio del 2010.

Nel maggio del 2010, dopo un convegno in Senato nel quale ci furono momenti di intensa commozione per le testimonianze che lì furono portate, arrivammo a consegnare migliaia di firme raccolte on line al dott. Solia, che rappresentava il Presidente della Camera. La petizione fu consegnata alla II Commissione Giustizia della Camera.

L’on. Salvatore Vassallo (PD) che aveva partecipato al convegno e letto già prima con attenzione il libro “Io non posso proteggerti”, fatto con le storie nostre e dei “nostri” bambini, presentò una proposta di legge, che raccoglieva l’esigenza di permettere la continuità degli affetti dei bambini che, prima in affidamento, poi venivano dichiarati adottabili. Di lì a poco anche l’on. Elvira Savino presentava una proposta di legge analoga.

Ma le proposte di legge devono essere calendarizzate tra i lavori della Commissione per essere discusse. Era in vigore il governo Berlusconi e tra il maggio 2010 e il maggio 2011 la Commissione Giustizia aveva sempre altre priorità. Comunque, la determinazione nostra e dei deputati che avevano abbracciato la nostra causa sembrò poter portare nella primavera successiva ad un’apertura a questi temi, tanto che “La gabbianella” invitò a Palazzo Cavagnis, in una tavola rotonda, i deputati, le associazioni, i giudici che avevano firmato la petizione, per valutare insieme le conseguenze del passaggio di un’eventuale  riforma e per giungere ad un testo unitario, convinti che le separazioni partitiche in certi ambiti siano del tutto inutili. In quell’occasione giungemmo a costruire insieme una vera proposta di riforma, da offrire ai nostri politici. La proposta era frutto di riflessione e di esperienze provenienti da diversi fronti: quello associazionistico, quello giudiziario, quello dei Servizi… Leggi tutto…

Audizione parlamentare a Roma sull’affidamento-adozione. Convocata la Gabbianella

lunedì 3 dicembre 2012

La nostra Associazione è stata convocata a Roma per un’audizione parlamentare relativa alla riforma di legge sull’affidamento-adozione. Tale riforma è frutto della petizione “Diritto ai sentimenti per i bambini in affidamento” lanciata nel 2010.