Adozioni ai singles
mercoledì 16 febbraio 2011In questi giorni si parla di un tema che è stato alla base delle prime lotte dell’associazione La Gabbianella e altri animali: l’adozione ai singles.
Per quanto riguarda le adozioni ai singles, il problema seguente: “I bambini hanno diritto ad avere padre e madre oppure no” è mal posto. E’ ovvio che hanno questo diritto, come vuole madre natura e come suggerisce la necessità di prepararsi alla vita sociale con un modello maschile e uno femminile di riferimento. Non è vero che maschi e femmine sono intercambiabili. Maschi e femmine hanno modi diversi di usare il cervello, hanno differenze fisiche e psichiche che la scienza continua a svelarci, sono impregnati di sensibilità diverse che l’educazione ricevuta di generazione in generazione ha sviluppato.
Il problema vero è quest’altro: “E meglio per un bambino vivere in un istituto del mondo povero o avere un genitore unico (almeno al momento in cui viene adottato)? Ho scritto “del mondo povero” perché per i bambini adottabili italiani già ci sono tante coppie desiderose di adottarli e quindi il problema non si pone che marginalmente. Ma in Cina, ad esempio, ci sono tante bambine che attendono di essere adottate, così in Vietnam, così in tanti altri paesi e non c’è dubbio, se si vuole essere onesti, che un bimbo stia meglio presso un’unica madre (o padre) che in una struttura, sempre che i genitori siano stati considerati idonei dopo seri e qualificati controlli, necessari a proteggere bambini e adulti. Leggi tutto…



Diritto alla famiglia e agli affetti. Tutti capiscono che i bambini hanno diritto a vivere in famiglia anziché in struttura, ma i minorenni (bimbi e ragazzi) che popolano le nostre strutture socio-residenziali sono più di 15.600. Una buona parte di essi potrebbe essere sistemata in affidamento (non tutti: questo si sa). Non li si pone in affidamento per tanti motivi, due in modo particolare: è difficile reperire famiglie affidatarie per ragazzi tra i 15 e i 17 anni, soprattutto di origine straniera, e si teme che i bambini piccoli (0-2 anni) posti in famiglia vi si attaccherebbero troppo e poi sarebbe difficile restituirli alla famiglia d’origine o ad una famiglia adottiva, laddove divenissero adottabili. Bambini piccoli e ragazzi vicini alla maggior età costituiscono la maggior parte dei minori presenti nelle strutture socio assistenziali.





