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	<title>www.lagabbianella.org &#187; protezione e tutela dei minori</title>
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	<description>sito dell&#039;associazione &#34;La gabbianella e altri animali&#34; - onlus</description>
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		<title>Otto anni di affido: non è troppo? di Eleonora e Ferdinando</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 15:27:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra qualche giorno sarà il compleanno di B. : ma lei non lo potrà festeggiare come avrebbe voluto. Con decreto esecutivo pressoché immediato, il Tribunale dei minori ha deciso “che per il bene della bambina l&#8217;affido doveva terminare”. Non c&#8217;erano più le ragioni perché potesse proseguire, stante il fatto che la madre si era regolarizzata, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra qualche giorno sarà il compleanno di B. : ma lei non lo potrà festeggiare come avrebbe voluto.</p>
<p>Con decreto esecutivo pressoché immediato, il Tribunale dei minori ha deciso “che per il bene della bambina l&#8217;affido doveva terminare”. Non c&#8217;erano più le ragioni perché potesse proseguire, stante il fatto che la madre si era regolarizzata, sposandosi ed accudendo regolarmente all&#8217;altro figlio. Otto anni, esattamente l&#8217;età di B. (che abbiamo accolto dopo soli 18 giorni di vita), stracciati in quattro fredde e agghiaccianti righe che il giudice ha steso dopo un&#8217;udienza di un&#8217;ora con tutte le parti in causa. A nulla sono valse le relazioni dei servizi che avevano in carico il caso e che sottolineavano l&#8217;impossibilità di interrompere un affido così anomalo. Inutile l&#8217;intervento del curatore che, pur non condividendo il fatto che noi amassimo B. e che quindi la legassimo troppo a noi (!?), sosteneva la necessità di proseguire l&#8217;affido per non provocare lacerazioni dagli effetti imprevedibili sulla bambina. <span id="more-5615"></span></p>
<p>Un&#8217;ora per otto anni&#8230; ecco qual è l&#8217;interesse per i minori in Italia: l&#8217;applicazione fredda e sconvolgente della legge, senza alcuna considerazione per gli effetti devastanti che questa situazione determinerà su B. Ma tant&#8217;è: noi siamo la famiglia che ha “perso i connotati di famiglia affidataria”, siamo coloro che vogliono portar via la bambina e che non l&#8217;hanno aiutata ad avvicinarsi alla madre, siamo quelli che non si rendono conto che la madre naturale ha “tutto il diritto di riavere sua figlia”. Dei sentimenti, della vita, di TUTTA la vita di B. trascorsa con noi e con il suo mondo (amici, scuola, affetti) nulla; del fatto che B. non voglia sentir ragione di andare a vivere con una famiglia che non riconosce, nonostante tutti gli sforzi di questi anni, come  parte della sua vita, zero.</p>
<p>Di questo giudice che in un&#8217;ora ha stravolto le vite di molte persone, nessuno potrà mai dire che ha sbagliato, perché si è attenuto alla legge, perché è pure psicologa e “quindi sa di cosa sta parlando”, perchè nessuno avrà mai il coraggio di dirlo. Ma intanto B. sta pagando sulla sua pelle la superficialità (per usare un eufemismo) di chi  invece dovrebbe tutelare la serenità e la crescita di un bambino.</p>
<p>Ed ora ci sentiamo smarriti, combattuti se iniziare una “battaglia” o se stare “buoni buoni” per non pregiudicare le residue possibilità di rivedere B. (tra quattro mesi i primi incontri: due ore alla presenza dei servizi, neanche fossimo soggetti pericolosi…). Ci rimane l&#8217;amore che B. ci ha saputo trasmettere in questi lunghi e intensi otto anni, la forza che in questi drammatici giorni, lei a noi, ci ha donato, la certezza che la rivedremo.</p>
<p>Per B. e per i tanti bambini che come lei soffrono per gli errori di noi adulti, noi non ci arrendiamo.</p>
<p>Eleonora e Ferdinando</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il governo e “Il diritto ai sentimenti per i bambini in affidamento”</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 22:43:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Premessa Il governo è caduto ma la legislatura non è finita: le proposte di legge a favore dei minori, che giacciono in Commissione Giustizia da più di un anno, potrebbero ancora essere discusse.  Voglio raccontare la storia di queste proposte, anche per far riflettere chi ci governa circa il rapporto cittadini-istituzioni in democrazia. Il problema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Premessa</strong><br />
Il governo è caduto ma la legislatura non è finita: le proposte di legge a favore dei minori, che giacciono in Commissione Giustizia da più di un anno, potrebbero ancora essere discusse.  Voglio raccontare la storia di queste proposte, anche per far riflettere chi ci governa circa il rapporto cittadini-istituzioni in democrazia.</p>
<p><strong>Il problema sollevato</strong><br />
In Italia, la legge che regola l’affidamento dei minori si presta ad interpretazioni molto diverse, ma di solito i giudici minorili quando un bambino in affidamento diventa adottabile lo costringono a lasciare la famiglia in cui è cresciuto in affidamento (anche per anni) per porlo in adozione presso un’altra famiglia. Il piccolo, che ha già perso la madre naturale, si trova così a dover cambiare casa e affetti per la terza volta anche se la famiglia affidataria si è nel frattempo talmente affezionata a lui da volerlo adottare. Noi chiediamo da molti anni che la prima famiglia ad essere valutata ai fini adottivi dal giudice, dopo la dichiarazione di adottabilità, sia quella che già ospita al proprio interno il bambino e che l’adozione sia legittimante se la famiglia ha i requisiti per poter adottare, “nei casi particolari” in caso contrario. Tutto ciò sembra ovvio a chiunque abbia un po’ di buon senso, anche se ci sono molti pericoli, di cui noi siamo perfettamente consapevoli, anche in questa proposta. Ma l’interesse predominante dei bambini richiede a gran voce che dei bimbi, già traumatizzati in passato e ben recuperati dall’affetto disinteressato di sostituti genitoriali, di cui si fidano, non siano abbandonati di nuovo per legge.</p>
<p><strong>Petizioni popolari</strong><br />
Per questo lanciammo una petizione durante il governo Prodi, che divenne proposta di legge presentata dall’on. Luana Zanella. Cadde con quel governo. Con il successivo governo Berlusconi, dopo la pubblicazione del libro di denuncia dal titolo “Io non posso proteggerti” ed. F. Angeli, rilanciammo una petizione on-line, dal titolo “Diritto ai sentimenti per i bambini in affidamento”. Nonostante il tema di nicchia e nonostante la nostra totale inesperienza in simili questioni, riuscimmo a raccogliere in pochi mesi nella primavera del 2010 più di seimila firme on line e riuscimmo a sensibilizzare giornalisti, deputati, giudici, professori, semplici cittadini. Su questi temi si tennero trasmissioni radiofoniche, articoli ed infine un convegno in Senato, dove intervennero deputati e senatori, tra cui Anna Serafini, la vice presidente della Commissione Infanzia, che nel passato era stata relatrice della legge attuale e che ci promise una circolare applicativa della legge. Le firme furono da noi presentate alla Presidenza della Camera, da cui ci giunse una lettera di apprezzamento firmata dallo stesso presidente, G. Fini.</p>
<p><strong>La petizione diventa proposte di legge</strong><br />
Si fecero carico di due proposte di legge simili tra loro e in grado di cogliere le istanze della petizione due deputati, rispettivamente PdL (Elvira Savino) e Pd (Salvatore Vassallo), che avevano capito la serietà del problema per la loro sensibilità personale e per aver letto le nostre storie. Fu così che le proposte di legge nuove vennero calendarizzate in Commissione Giustizia. Non appena ciò si seppe, il meccanismo, messo così faticosamente in moto dalla denuncia di enormi quanto inutili sofferenze di bambini e di famiglie affidatarie, attrasse interessi di altro genere e altre proposte di riforma della legge 149/01 o addirittura di riforma dei Servizi Sociali  piovvero da ogni parte e con obiettivi molto diversi da quelli originari. Sembrava che la petizione fosse stata dimenticata. Per questo l’associazione, ad un anno di distanza dal convegno e dalla presentazione della petizione, il 13 maggio 2011, organizzò una tavola rotonda a Venezia in cui associazioni del settore, magistrati minorili e deputati ragionarono ancora sulle proposte esistenti e giunsero a preparare un testo, un’ipotetica legge, condivisa da tutti e che la sottoscritta avrebbe dovuto portare, come ulteriore elemento di collaborazione al mondo politico, nelle audizioni parlamentari che le erano state preannunciate e che non ci furono mai.</p>
<p><strong>La legge non è stata discussa e votata dal governo precedente</strong><br />
Ci chiediamo:  perché una proposta di legge quasi bypartisan, a costo zero, che avrebbe rilanciato l’istituto dell’affidamento nel nostro paese, facendo il bene dei bambini e facendo inoltre risparmiare agli enti locali migliaia e migliaia di euro, non ha interessato nessuno e non ha spinto alcun partito ad accelerare i lavori della Commissione? Per i grandi interessi degli istituti, che appartengono a gruppi molto potenti, rispondono molti. Certo, ma non solo. Il problema è stato forse il grande lavoro della Commissione Giustizia su tematiche che con gli interessi dei cittadini avevano poco a che vedere? Certo, ma non solo. La difficoltà di capire tutti i problemi connessi a quello della tutela dei legami affettivi non è da poco, la questione è difficile, nonostante le apparenze. (Proprio perché si cercano rimedi ad un male che non è mai del tutto sanabile, come quello dell’incapacità genitoriale di alcuni poveretti, che si vorrebbe recuperare assieme ai figli e che invece spesso affondano nei loro guai, trascinando i figli con sé). E qui mi chiedo: quanti politici importanti, senza i quali le proposte di  legge non vengono nemmeno guardate, sono disposti ad affrontare la comprensione e la decisione conseguente su questi temi, con il relativo dispendio di tempo e di fatica, con il rischio di inimicarsi gruppi potenti?</p>
<p><strong>I pericoli della riforma</strong><br />
C’è chi è contrario alla proposta, perché capisce che essa finirebbe per dare dei bambini a famiglie che non hanno fatto i percorsi di formazione previsti per poter adottare e “toglierebbe” altri bambini adottabili a chi li sta attendendo con lunga e terribile attesa. Come se anni di vicinanza al bambino non contassero come un corso di formazione e come se gli affidatari non avessero a loro volta sofferto e fatto dei corsi di preparazione. Come se ulteriori formazioni non potessero essere ancora fatte, se opportuno.</p>
<p>L’affetto che si instaura tra bambini e adulti che li curano, è sacrosanto se viene da genitori adottivi, ma è definito “attaccamento” se viene dagli affidatari. L’affetto è ciò che chiedono i bambini, a tutti, e i bambini non sanno la differenza tra affidamento e adozione. Sono loro che non devono subire traumi evitabili, non i grandi a dover avere figli adottabili a disposizione.</p>
<p>C’è chi teme anche che i bambini dati in affido, con simile riforma, possano non venire più  orientati al ritorno dai genitori da parte delle famiglie affidatarie. I pericoli esistono e la legge studiata nella tavola rotonda del 13 maggio 2011 cerca di contenerli. Ora abbiamo solo la certezza dello strazio dei bambini e degli adulti che li hanno cresciuti al momento di un distacco non protetto in alcun modo. Perfino il ritorno alla famiglia naturale oggi è scandalosamente crudele con i bambini, che spesso non possono più nemmeno sentire al telefono chi ha fatto loro da madre e da padre, per anni, nemmeno ai compleanni o a Natale.</p>
<p><strong>Rilanciare l’affidamento</strong><br />
È la logica disumana che nega ipocritamente l’importanza dei rapporti tra affidatari e affidati che rende debole l’affidamento.  Se tale rapporto venisse considerato per quello che è (gli affidatari svolgono un ruolo genitoriale anche se lo stesso ruolo è  a tempo determinato), i distacchi sarebbero regolati per legge e i rapporti non interrotti d’autorità anche nel caso di un ritorno felice del bambino nel seno della famiglia d’origine. Così l’affidamento verrebbe rivalutato. Nel rispetto appunto dei sentimenti dei bambini, che non sono “cose” di proprietà.</p>
<p><strong>Risparmiare denaro pubblico e fare le persone felici</strong><br />
Se l’affidamento venisse rivalutato, molte famiglie in più lo accetterebbero. Le persone disposte a passare dal ruolo di genitori a quello di zii sono molte, ma quelle disposte ad amare un bambino e poi a non saperne più nulla sono poche.</p>
<p>I bambini in struttura sono circa 30.000 e, oltre a crescere con carenze affettive, costano agli enti locali  (cioè a tutti noi) dal doppio al quintuplo di quello che costano se inseriti in famiglia. Perché in struttura bisogna pagare gli operatori che ci lavorano. Le strutture non sono inutili: i ragazzini più grandi spesso non vogliono andare in affidamento, si sentono parte di una famiglia che ricordano e si sentono in colpa cambiandola. Inoltre ben pochi li vogliono, ma i bambini e anche alcuni adolescenti che ora stanno in casa-famiglia,  potrebbero rinascere se accolti in affidamento.</p>
<p><strong>I politici e la questione</strong><br />
Se la legislatura non si dovesse chiudere ci sarebbe forse ancora un filo di speranza. Il programma del nuovo governo insiste sulla protezione delle fasce deboli della popolazione ed è indubbio che tra le realtà più deboli del paese ci sono i bambini senza genitori in grado di occuparsene. Noi chiediamo ai politici di occuparsene: perché è giusto, perché si eliminerebbe tanto dolore inutile alal gente, perché si risparmierebbe dando benessere invece di dare lacrime e sangue.  Anche questo sarebbe  un bel segnale di cambiamento al paese.</p>
<p>Carla Forcolin</p>
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		<title>Il tutore legale del minore d&#8217;età, corso gratuito di formazione novembre-dicembre 2011</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 15:47:39 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/10/programma-ulss-12_2011_definitivo_corretto.pdf"><img class="size-full wp-image-5595 alignleft" style="margin-right: 5px; border: 1px solid black;" src="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/10/Senza-titolo-11.jpg" alt="" width="95" height="194" /></a></p>
<p>Il corso è organizzato dall&#8217;Ufficio Protezione e Pubblica Tutela della Regione Veneto e dalla Direzione Politiche Sociali, Partecipative e dell&#8217;Accoglienza Servizio Politiche Cittadine per l&#8217;Infanzia e l&#8217;Adolescenza del Comune di Venezia. Gli incontri si terranno a Mestre, nella Sala riunioni del Centro Civico, Viale S. Marco, 184.</p>
<p>L’obiettivo è creare una lista di tutori volontari di minori in possesso delle necessarie competenze tecniche e portatori di un fondamentale valore etico che, in caso di necessità e su richiesta degli organi giudiziari, siano idonei ad assumere l’ufficio.</p>
<p>Clicca sull&#8217;immagine per leggere la locandina con i dettagli dell&#8217;iniziativa (PDF)</p>
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		<title>Proposte per l’accompagnamento all’asilo nido e all’esterno del carcere per i bimbi del nido del carcere femminile della Giudecca</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Sep 2011 08:40:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Premessa Chi sono i bambini che vivono in carcere Nell’istituto penitenziario femminile della Giudecca entrano mamme con bambini sotto i tre anni, i quali, al compimento del terzo anno (e in futuro, in attuazione della nuova legge, al compimento del sesto anno) devono in ogni caso uscire dal carcere. I bambini che entrano nell’istituto penitenziario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Premessa</strong></p>
<p><strong>Chi sono i bambini che vivono in carcere</strong><br />
Nell’istituto penitenziario femminile della Giudecca entrano mamme con bambini sotto i tre anni, i quali, al compimento del terzo anno (e in futuro, in attuazione della nuova legge, al compimento del sesto anno) devono in ogni caso uscire dal carcere. I bambini che entrano nell’istituto penitenziario si trovano in questa situazione perché le mamme preferiscono tenerli con sé anziché lasciarli ai parenti, oppure perché le mamme non hanno parenti capaci di curare i bimbi o anche perché esse non hanno un appartamento dove rimanere agli “arresti domiciliari”. Le mamme sono quasi sempre straniere.</p>
<p><strong>Perché l’accompagnamento</strong><br />
Ai bambini che sono costretti a trascorrere la prima preziosa parte della vita in carcere, la Gabbianella da molti anni garantisce la frequenza regolare all’asilo-nido.</p>
<p>Andare all’asilo permette ai bambini di vivere fuori dal carcere, cioè di vedere ambienti e persone diversi da quelli dell’istituto di pena, di imparare l’italiano, che spesso le mamme non parlano bene, di acquisire elementi della cultura del nostro paese: comportamenti, alimenti, modalità di gioco. Frequentare l’asilo nido significa ricevere degli stimoli che la madre e il carcere non possono dare e sviluppare potenzialità della mente, che potrebbero non essere nemmeno toccate da una vita deprivata di esperienze. Significa mettere delle buone basi per la scuola materna e la scuola in genere. Significa soprattutto integrazione sociale.</p>
<p>Significa anche in molti casi creare “una rete di salvataggio” per i bambini in caso la mamma non stia bene o il bambino debba uscire dal carcere senza di lei. Infatti chi conosce il bambino e ha con lui/lei un rapporto d’affetto lo può ospitare per brevi periodi, come è successo molte volte, nel caso il bambino abbia bisogno di cure e attenzioni specifiche per motivi di salute suoi o della mamma.</p>
<p>Il tutto evitando logiche appropriative, lavorando sempre sulla coppia madre-figlio nel senso in cui si lavorò in passato con il progetto educativo della Regione: ciò che di meglio possiamo regalare ai bambini è un buon rapporto con le loro madri, a cui tendiamo sempre ad unirli. Se finiamo per accoglierli in affidamento è solo perché i bambini compiono i fatidici 3 anni o per casi davvero eccezionali.</p>
<p><strong>Le maggiori difficoltà incontrate e i risultati raggiunti<span id="more-5346"></span></strong><br />
Benché la cifra assegnata nel passato fosse adeguata, non è mai stato facile trovare accompagnatori disponibili a questo compito: infatti, i giovani cercano un lavoro vero e l’impegno di accompagnare i bambini toglie loro la libertà di movimento necessaria per “sistemarsi”, i pensionati si vogliono godere la libertà conquistata e si stancano a portare i passeggini su e giù per i ponti, chi lavora non può svolgere altre attività… La ricerca di accompagnatori, che devono essere persone di fiducia,  è stata perciò un impegno faticoso e una preoccupazione permanente per la Gabbianella. Ora, dopo molti anni, possiamo contare su un certo numero di persone, che già dispongono del permesso ad entrare in carcere e che sanno come comportarsi con gli agenti, le mamme, le maestre, e naturalmente i bambini.</p>
<p>Per dare la misura del nostro impegno, si ricorda qui che dal 2004 circa ventisette  bambini hanno potuto frequentare regolarmente l’asilo nido e nel corso degli ultimi tre anni, quattordici bambini hanno potuto godere dell’accompagnamento estivo in spiaggia nell’ambito dei progetti “Gioire nelle feste” e “Giocare liberamente” realizzati rispettivamente nel 2009 e 2010 e finanziati dal CSV, dal Comune di Venezia, dalla Municipalità di Venezia e dalla Foresteria Valdese. Nel 2011 nessuno ha finanziato il progetto, ma l’associazione è riuscita ad avere la capanna ugualmente, grazie all’offerta di 4 soci e ha potuto ancora portare al mare due bambini, i soli presenti al nido nell’estate. Una capanna “solidale” che è stata più in generale messa a disposizione di tutti quei bambini che non hanno, per diverse ragioni, la possibilità di trascorrere in compagnia piacevoli giornate al mare.</p>
<p>Dalla fine del 2007, cioè da quando abbiamo dovuto pensare noi a retribuire gli accompagnatori, con “prestazioni di lavoro occasionali”, passando loro per intero la cifra che il Comune dava all’associazione, sono stati una trentina gli amici o meglio le amiche (due soli uomini) che hanno garantito la continuità di questo prezioso servizio.</p>
<p>Forse 12 euro netti sono troppi per un’ora di lavoro come baby-sitter, ma non lo sono di certo per l’impegno e la responsabilità umana e sociale del compito ricoperto. E nemmeno troppi per avere le giornate feriali sempre “bloccate” dall’impegno di andare ad accompagnare alle 8,00 e recuperare alle 15,30 un bimbo al nido. Inoltre, i nostri amici, oltre alle ore di accompagnamento al nido, facevano molte altre ore di “passeggio libero” con i bimbi, portandoli al parco-giochi, a casa propria, a vedere cose interessanti e stimolanti per i bambini (le giostre, le festine di Carnevale, i colombi di piazza S. Marco, ecc.).</p>
<p>Non solo nei giorni feriali i bambini sono usciti, ma anche nei festivi, ovviamente gratis e con turni studiati appositamente. Gli accompagnatori sono sempre divenuti amici di mamme e bimbi, procurando loro ciò che serviva, portando i bambini in ospedale se questo era necessario, accompagnandoli nel difficile momento dell’uscita quando possibile, talora fino alla nuova casa, in città diverse dalla nostra, con mezzi propri, vegliando sul loro successivo inserimento all’asilo e sulla loro serenità.  Molti di questi rapporti continuano ancora. Si è trattato nei fatti di forme di affidamento, più che di semplici accompagnamenti.</p>
<p><strong>La sinergia con il carcere e l’asilo nido</strong><br />
La Direzione del carcere femminile anche prima dell’appoggio della Gabbianella aveva provveduto ad accompagnare alcuni bambini all’asilo nido, consapevole dell’importanza di questo servizio. Quando l’associazione di volontariato cominciò ad accompagnare i primi bambini ed era disposta a farlo gratuitamente non rendendosi ancora conto dell’impegno che questo presupponeva, la Direzione chiese esplicitamente al Comune che gli accompagnatori fossero pagati e garantì così la continuità delle attività fino al dicembre 2010.</p>
<p>Poiché non tutte le mamme ristrette, soprattutto nel passato, volevano mandare i bambini all’asilo, la Direzione dell’istituto di pena ha cercato di sensibilizzare le detenute madri in vari modi. Tra questi ha favorito gli incontri con le maestre e la proiezioni di video sulle attività che i bambini svolgono all’asilo.</p>
<p>Anche la Direzione dell’asilo si è resa conto dell’importanza di accogliere questi bimbi e ha riservato loro dei posti e un’attenzione particolare.</p>
<p>I comportamenti dei bambini sono sempre stati sinteticamente descritti alle mamme dalle maestre attraverso comunicazioni scritte di cui le accompagnatrici si facevano tramite.</p>
<p><strong>La situazione attuale</strong><br />
Da gennaio a giugno dell’anno 2011 abbiamo accompagnato i bambini senza ricevere nessun compenso. Per fortuna i piccoli rimasti nel nido in quest’ultimo anno sono stati pochi. Se fossero stati 5-6, come succedeva in passato, senza compensi economici, sarebbe stato difficile. Grazie soprattutto alle socie Martina Sambo e Nara Ronchetti, anche gli ultimi bambini passati al nido, sono usciti con la consueta regolarità e anzi, su richiesta delle mamme, più degli altri. Queste mamme, a differenza di quante le hanno precedute nello scorso triennio, non hanno potuto usufruire del progetto educativo, finanziato dalla Regione Veneto e implementato dall’associazione, per venire loro in aiuto attraverso diverse forme di sostegno ad hoc, dalla pediatra alle psicologhe della relazione. Nel 2011 giovani mamme che presentavano problematiche personali piuttosto pesanti, senza compagne con cui condividere il nido e prive di un sostegno adeguato si sono sentite più sole e hanno vissuto con maggiore difficoltà il loro ruolo. Venendo incontro alle richieste e alle specifiche necessità di queste mamme e nonostante la totale assenza di fondi, la Gabbianella si è comunque impegnata per garantire a questi bambini la possibilità di trascorrere la maggior parte del tempo all’esterno riuscendo a trovare delle socie–accompagnatrici stabili che hanno potuto trascorrere con loro quasi tutta la giornata e che gli hanno permesso di vivere delle esperienze ricche e stimolanti adatte a favorirne la normale crescita psico-fisica.</p>
<p><strong>Proposte dell’associazione “La gabbianella e altri animali” per l’anno scolastico 2011/2012</strong><br />
Dopo queste necessarie premesse, l’associazione formula delle proposte con la precisa intenzione di facilitare il lavoro delle Istituzioni. Naturalmente rimane aperta a riceverne di diverse da parte delle Istituzioni stesse.</p>
<p>1. L’associazione si impegna, nei limiti delle proprie forze, ad accompagnare all’esterno del carcere, durante i giorni festivi d’inverno e al mare d’estate, i bambini che ne avranno bisogno, anche nell’attuale situazione.</p>
<p>La stessa non garantisce invece di riuscire ad assumersi un impegno regolare per quanto riguarda gli accompagnamenti dei bambini all’asilo nido comunale senza l&#8217;aiuto fondamentale delle istituzioni, con finanziamenti e accordi anche diversi dal passato, ma tali da riconoscere il ruolo di supporto e   sostegno che la Gabbianella sta svolgendo per mamme e bambini.</p>
<p>Di fatto, come si riconosce l’affidamento diurno a singole famiglie, allo stesso modo si potrebbe riconoscere l’affidamento diurno all’associazione. In passato questo tipo di accordo  era stato già adottato in qualche situazione esterna al carcere tra il Centro Affidi e l’Associazione come tra la Municipalità del Lido e l’Associazione; oggi ci auguriamo possa venire istituito un protocollo simile ma non ci irrigidiamo nella proposta, che è una delle tante possibili.</p>
<p>2. Qualora si giunga alla decisione di riprendere accordi per metterci nelle condizioni di accompagnare i bambini all’asilo nido, l’associazione si impegna, in collaborazione con le istituzioni, se vorranno, ad organizzare un corso di formazione per gli accompagnatori.</p>
<p>Lo stesso potrebbe essere composto da 4 incontri: uno con una pedagogista         sulle principali tappe dello sviluppo dei bambini da zero a tre anni; uno con      un’ educatrice del carcere; uno con un’ operatrice del Centro di consultazione  per bambini, genitori, adolescenti; uno con il pediatra.  Il corso, oltre a      diffondere una conoscenza adeguata del Centro per l&#8217;Affido, aspirerebbe a garantire una preparazione specifica, condivisa e omogenea, degli accompagnatori in grado di ottimizzare il coordinamento tra tutti gli attori coinvolti ed evitare l&#8217;insorgere di possibili difficoltà nella relazione con l’istituto di pena.</p>
<p>3. Chi accetterà di fare l’accompagnatrice, sarà tenuta inoltre a partecipare ad incontri periodici interni all’associazione, per confrontarsi e condividere con esperti del settore e      con altri accompagnatori le problematiche che eventualmente emergeranno durante lo svolgimento del proprio servizio.</p>
<p>4. Inoltre l&#8217;associazione, in collaborazione con le istituzioni, si impegnerà a svolgere un&#8217;azione specifica di informazione e sensibilizzazione a beneficio delle nuove mamme che arrivano in carcere. Infatti sostenere questi bambini significa anche sostenere le loro mamme: una corretta e sistematica attività di informazione a loro favore eviterebbe di creare inutili angosce e inquietudini alle madri e, di riflesso, ai loro figli. Due colloqui individuali con la ristretta appena arrivata da sola e/o in presenza delle altre mamme già esperte e fruitrici dei nostri servizi saranno organizzati da socie esperte dell&#8217;associazione per diffondere delle informazioni di base riguardo l&#8217;associazione e il suo ruolo e <em>mission</em> all&#8217;interno del carcere: il nostro progetto educativo è volto a permettere ai bambini un adeguato sviluppo psicofisico e a coinvolgere le mamme in      tutte le attività (scuola, uscita, forme di divertimento) proposte ai bambini perché queste ne capiscano il valore e crescano con i piccoli.</p>
<p>Pensando ai due bambini ora rinchiusi nel nido, vorremmo risolvere subito ogni problema, ma da soli non possiamo e non è giusto farsi carico di compiti che non si è sicuri di poter rispettare. Confidiamo nel personale che lavora a pieno titolo nel nido del carcere e nella sensibilità della Direzione per quanto riguarda l’accompagnamento dei bambini nel prossimo periodo, anche perché è necessario fare l’inserimento presso l&#8217;asilo nido comunale dell’ultimo arrivato, il piccolo Vito.</p>
<p>Come abbiamo già ricordato, nel passato il nostro lavoro è stato possibile grazie anche al finanziamento avuto dalla Municipalità di Venezia. E’ quasi inevitabile che senza finanziamenti i volontari si sottraggano agli impegni precisi e puntuali che sono necessari per dare continuità di frequenza all’asilo nido e abitudini regolari ai bambini. Noi invitiamo  le istituzioni a sostenerci.</p>
<p>Carla Forcolin</p>
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		<title>Il Piano d’azione per l’infanzia e l’adolescenza ha finalmente concluso il suo iter ed è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale</title>
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		<pubDate>Fri, 06 May 2011 11:34:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[﻿Il terzo Piano nazionale biennale &#8220;per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva&#8221;, approvato dal Presidente della Repubblica con decreto del 21 gennaio scorso, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 106 del 9 maggio 2011. &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>﻿Il terzo <a href="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/05/PIANO_INFANZIA.pdf">Piano nazionale biennale &#8220;per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva&#8221;</a>, approvato dal Presidente della Repubblica con decreto del 21 gennaio scorso, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 106 del 9 maggio 2011.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Aggiornamento circa la nostra petizione</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Feb 2011 13:37:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La petizione “diritto ai sentimenti per i bambini in affidamento” fu lanciata in quest’epoca (febbraio 2010) e nel giro di tre mesi raccolse 6.000 firme on line. Firme spesso importanti di giudici, intellettuali, scrittori famosi, avvocati e persone che conoscevano per esperienza diretta o indiretta i problemi dell’affidamento e della fine dello stesso, nonché di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La petizione “diritto ai sentimenti per i bambini in affidamento” fu lanciata in quest’epoca (febbraio 2010) e nel giro di tre mesi raccolse 6.000 firme on line. Firme spesso importanti di giudici, intellettuali, scrittori famosi, avvocati e persone che conoscevano per esperienza diretta o indiretta i problemi dell’affidamento e della fine dello stesso, nonché di associazioni come ANFAA e Papa Giovanni XXIII, Batya, ecc.  Scrissero su questi temi Gian Antonio Stella, in prima pagina sul Corriere, Maria Novella De Luca su Repubblica, Alessandra Graziottin sul Gazzettino, con altri giornalisti su diverse riviste. Ne parlarono radio e televisione.</p>
<p>La petizione fu presentata alla Presidenza della Camera nel pomeriggio del 13 maggio, nelle mani del dott. Alberto Solia, che ci invitò subito a coinvolgere la Commissione Giustizia oltre alla Commissione Infanzia, con cui ci eravamo rapportati in precedenza.<span id="more-4632"></span></p>
<p>Prima della consegna delle firme, nella mattina del 13 maggio, ci fu un convegno in Senato, cui parteciparono la vice-presidente della Commissione infanzia, sen. Anna Serafini e altri deputati, tra cui l’on. Vassallo.  Anna Serafini (PD), relatrice della legge attuale nel 2001, propose e promise di fare una circolare esplicativa della legge perché non la si potesse più interpretare nel senso della impossibilità del passaggio dall’affidamento all’adozione. Anche la presidente del Tribunale dei Minorenni di Roma, Melita Cavallo, sostenne il principio della necessità di garantire la continuità dei legami affettivi per i bambini in affidamento. In quell’occasione ci furono, oltre ad interventi davvero ricchi e belli, testimonianze dirette: la storia scritta da  una ragazza, di nome Cassandra, che aveva vissuto nell’infanzia la separazione dalla madre affidataria a cui era stata affidata quando era sieropositiva. Anni dopo, rimasta orfana e negativizzatasi, fu adottata da altri genitori con cui non riuscì mai ad instaurare un affetto profondo. La storia, letta da Pamela Villoresi toccava le emozioni, facendo sentire la sofferenza di un bambino costretto a cambiare più volte genitori.</p>
<p>L’on. Vassallo (PD) aveva già presentato una proposta di legge che raccoglieva le nostre richieste il 6 maggio con Annalisa Pes. La stessa venne assegnata in commissione giustizia il 3 agosto.</p>
<p>La petizione invece venne annunciata all’assemblea  il 1giugno del 2010 e assegnata alla Commissione Giustizia.</p>
<p>Il 10 novembre venne presentata la proposta di legge Savino (PDL), pure assegnata alla comm. Giustizia il 12-1-2011</p>
<p>Le proposte nascono da deputati sensibili non da gruppi parlamentari ufficiali e sono due, ma sono identiche nei contenuti, per questo in sostanza si può parlare di proposta bipartisan. Ma la proposta dev’essere calendarizzata, cioè dev’essere stabilito il giorno in cui la si discute ufficialmente.</p>
<p>La nostra preoccupazione è che il governo non faccia in tempo a trattare la questione perché troppo preso dalla propria sopravvivenza. E’ la seconda volta che presentiamo una petizione simile ad un governo: il governo Prodi aveva pure lui una proposta di legge pronta, ma non si fece in tempo a votarla. Finirà così ancora?  Quante bambine ancora come Cassandra?</p>
<p>Carla Forcolin</p>
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		<title>Aggiornamenti sulla petizione, dell&#8217;Avv. Lucrezia Mollica</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 09:03:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Milano 25 luglio 2010 Il cammino iniziato con la nostra petizione prosegue. Lo scorso 8 luglio Carla Forcolin ed io abbiamo incontrato a Roma l’onorevole Salvatore Vassallo e l’onorevole Caterina Pes, PD, che sono i promotori di una proposta di legge che si basa proprio sui temi a noi cari. Il 22 luglio scorso ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Milano 25 luglio 2010</p>
<p>Il cammino iniziato con la nostra petizione prosegue.</p>
<p>Lo scorso 8 luglio Carla Forcolin ed io abbiamo incontrato a Roma l’onorevole Salvatore Vassallo e l’onorevole Caterina Pes, PD, che sono i promotori di una proposta di legge che si basa proprio sui temi a noi cari.</p>
<p>Il 22 luglio scorso ho incontrato sempre a Montecitorio l’on Elvira Savino, del PDL, che a sua volta ha preparato una proposta di legge che sembra aver colto il cuore del problema: la tutela della continuità degli affetti.</p>
<p>Tutti costoro hanno voluto incontrarci per avere dei chiarimenti e dei suggerimenti; ogni volta leggo lo stupore della “gente” di fronte alle storie incredibili che raccontiamo. Storie purtroppo numerose e accomunate da un grande sofferenza.<span id="more-3751"></span></p>
<p>Ho regalato all’on Savino due  copie dell’ultimo libro di Carla, Io non posso proteggerti; una copia per lei ed una che verrà donata al ministro della Giustizia Alfano.</p>
<p>Ci è stato spiegato che in questo momento è  fondamentale che queste proposte vengano, come si dice in gergo, calendarizzate; vale a dire messe all’ordine del giorno.</p>
<p>Se e dopo che questo primo passo sarà fatto, si aprirà la vera e propria discussione in commissione giustizia, con le audizioni, le discussioni  ecc. e quindi di seguito il passaggio in aula…</p>
<p>Ma non sogniamo troppo: <strong>la strada è ancora lunga e richiederà lo sforzo e l’attenzione di tutti noi. Occorrerà risollecitare i media, contattare le associazioni che potrebbero porci qualche ostacolo per discuterne apertamente. Non caliamo la guardia, c’è ancora tanto lavoro per tutti.</strong></p>
<p>Sappiamo già che un risultato finale non potrà che essere, come per l’approvazione di qualunque legge, il frutto di un compromesso tra le varie posizioni. Sappiamo già che non tutti approvano in toto la nostra posizione e dobbiamo essere pronti a qualche modifica. L’importante però è che, nella cultura non tanto delle persone comuni (che già ne sono convinte), ma degli addetti ai lavori (giudici, psicologi, servizi) cominci a passare il principio che i bambini non possono essere, dopo anni, allontanati da chi, oserei dire a qualunque titolo, li ha amati per anni…</p>
<p>Buona estate e a presto</p>
<p>Lucrezia Mollica</p>
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		<title>Riunione dell’Osservatorio Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza del 14 luglio, avvio dell&#8217;iter per l&#8217;adozione del Piano Nazionale</title>
		<link>http://www.lagabbianella.org/2010/07/17/riunione-dell%e2%80%99osservatorio-nazionale-per-l%e2%80%99infanzia-e-l%e2%80%99adolescenza-del-14-luglio-avvio-delliter-per-ladozione-del-piano-piano-nazionale-per-linfanzia-e-ladolescenza/</link>
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		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 10:05:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riportiamo il resoconto dell&#8217;incontro &#8211; valutato in maniera discorde da diverse associazioni (vedi sotto) &#8211; pubblicato dall&#8217;Agenzia Dire, su www.dire.it: &#8220;ROMA &#8211; Dopo oltre tre ore di riunione, un accordo che le organizzazioni della Rete &#8220;Batti il cinque!&#8221; reputano il &#8220;migliore possibile&#8221;, considerando le aspre contrapposizioni degli scorsi mesi tra l&#8217;Osservatorio nazionale su infanzia e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riportiamo il resoconto dell&#8217;incontro &#8211; valutato in maniera discorde da diverse associazioni (vedi sotto) &#8211; pubblicato dall&#8217;Agenzia Dire, su <a href="http://www.dire.it/HOME/minori_piano.php?c=32707&amp;m=3&amp;l=it">www.dire.it</a>:<span id="more-3626"></span></p>
<p>&#8220;ROMA &#8211; Dopo oltre tre ore di riunione, un accordo che le organizzazioni della Rete &#8220;Batti il cinque!&#8221; reputano il &#8220;migliore possibile&#8221;, considerando le aspre contrapposizioni degli scorsi mesi tra l&#8217;Osservatorio nazionale su infanzia e adolescenza e il governo. Oggetto della contesa, il Piano nazionale su infanzia e adolescenza, ovvero il principale strumento di programmazione delle politiche relative ai minori. Lo scorso mese di ottobre il governo aveva respinto la bozza realizzata dall&#8217;Osservatorio, che si è costituito durante la scorsa legislatura ed è composto da rappresentanti delle istituzioni e di alcune delle principali organizzazioni del privato sociale impegnate nella difesa dei diritti dei minori. La controproposta del governo, che è arrivata solo una decina di giorni prima della riunione di ieri, mancava però di alcuni punti considerati &#8220;fondamentali&#8221; dalle associazioni. Tali punti si riferivano soprattutto alla questione delle risorse, ai livelli essenziali delle prestazioni, all&#8217;intercultura e alla partecipazione di bambini e ragazzi alle politiche che li riguardano. La bozza del governo, inoltre, prevedeva un &#8220;impianto culturale&#8221; diverso rispetto a quello della proposta originaria messa a punto dall&#8217;Osservatorio: centralità della famiglia anziché centralità del minore come soggetto di diritto.</p>
<p>La riunione di ieri ha però rappresentato un punto di mediazione tra governo e associazioni e l&#8217;esecutivo, rappresentato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla famiglia, Carlo Giovanardi, si è detto disponibile ad accogliere alcuni dei punti estromessi. Ricompaiono i livelli essenziali delle prestazioni relative ai diritti civili e sociali dei minori, che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, come anche i livelli essenziali dei servizi educativi, del tempo libero e semiresidenziali. Vengono reintrodotti i &#8220;soggetti attuatori&#8221;, cioè i responsabili delle diverse azioni previste nel Piano e viene definito il ruolo dell&#8217;Osservatorio in riferimento alla funzione di monitoraggio a cadenza semestrale e valutazione dell&#8217;applicazione del Piano.</p>
<p>Torna poi il principio della &#8220;non discriminazione&#8221; e &#8220;protezione&#8221;, la cui scomparsa dalla bozza del governo è stata definita dal sottosegretario Giovanardi un &#8220;refuso&#8221;. E, infine, viene nuovamente introdotta la figura del giudice onorario nel tribunale per le famiglie e delle relazioni familiari, quando questo verrà istituito. Il governo si è detto inoltre disponibile a reintrodurre il principio dell&#8217;ascolto del minore e ad accogliere le proposte sul ricongiungimento degli stranieri e l&#8217;intercultura, soprattutto rispetto alla parte relativa alle seconde generazioni e ai minori rom, sinti e camminanti. Resta in sospeso, però, la questione delle risorse che non vengono definite e rimangono legate a quanto stabilito di anno in anno dalla Finanziaria.</p>
<p>La volontà delle associazioni ora è quella di passare dalla teoria alla pratica, cercando di introdurre alcune ulteriori modifiche in itinere. D&#8217;altra parte il tempo è poco: l&#8217;Osservatorio termina il suo mandato il prossimo 6 agosto, e oggi c&#8217;è tutta l&#8217;intenzione di arrivare a un accordo e alla più rapida approvazione del Piano. Il prossimo passaggio previsto ora è quello di una nuova elaborazione del documento da parte del governo, che dovrebbe contenere le modifiche concordate nella riunione di ieri. Dopo di che il governo lo invierà all&#8217;Osservatorio e poi al Consiglio dei ministri e alla commissione bicamerale infanzia e adolescenza. (Dires &#8211; Redattore Sociale)</p>
<p><span style="color: #000000;"> Valuta positivamente la riunione </span>www.vita.it, con l&#8217;articolo<a href="http://www.vita.it/news/view/105641"> </a><span style="color: #000000;"><a href="http://www.vita.it/news/view/105641">&#8220;Al via il piano nazionale. Plauso di Batti il Cinque!&#8221;</a></span><a href="http://www.dire.it/HOME/minori_piano.php?c=32707&amp;m=3&amp;l=it"></a></p>
<p>Secondo l&#8217;Ai.Bi., il Piano Nazionale proposto dal governo rappresenta invece un passo indietro, per l&#8217;eliminazione &#8220;della parte relativa alla riforma dell’adozione  internazionale, dell’affido familiare e quella relativa all’attuazione  della legge 149 per l’istituzione della Banca dati dei minori  adottabili e per la regolamentazione dell’Avvocato del minore di  attuazione della 149&#8243; (vedi l&#8217;<a href="http://www.aibi.it/ita/piano-infanzia-e-adolescenza-eliminati-i-punti-su-adozione-e-affido/">articolo sul sit</a><a href="http://www.aibi.it/ita/piano-infanzia-e-adolescenza-eliminati-i-punti-su-adozione-e-affido/">o w</a><a href="http://www.aibi.it/ita/piano-infanzia-e-adolescenza-eliminati-i-punti-su-adozione-e-affido/">ww.aibi.it</a>).</p>
<p>Il Piano proposto è anche &#8220;del tutto inadeguato&#8221; per il CNCA (<a href="http://www.cnca.it/comunicati-stampa/1080-qpiano-infanzia-del-tutto-inadeguato">leggi il comunicato stampa su www.cnca.it</a>).</p>
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		<title>I diritti dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza in Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 13:19:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alleghiamo il 2° Rapporto Supplementare alle Nazioni Unite sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza in Italia (novembre 2009) realizzato dal Gruppo CRC, di cui fa parte anche la Gabbianella. I problemi evidenziati nel rapporto includono l&#8217;assenza in Italia di alcune fondamentali misure di attuazione della Convenzione Onu sui Diritti dell&#8217;Infanzia e dell&#8217;Adolescenza, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;">Alleghiamo il <strong><a href="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2010/01/2_Rapporto_supplementare-2.pdf"><span style="text-decoration: underline;">2° Rapporto Supplementare alle Nazioni Unite sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza in Itali</span>a</a></strong> (novembre 2009) realizzato dal Gruppo CRC, di cui fa parte anche la Gabbianella.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">I problemi evidenziati nel rapporto includono l&#8217;assenza in Italia di alcune fondamentali misure di attuazione della Convenzione Onu sui Diritti dell&#8217;Infanzia e dell&#8217;Adolescenza, tra cui il Piano Nazionale Infanzia. Si rileva il rischio di discriminiazione di gruppi di minori, come i minori provenienti da altri paesi o quelli che vivono in regioni meno ricche. Non è inoltre adeguatamene tutelato il diritto alla partecipazione dei bambini e in particolare il loro ascolto nell&#8217;ambito di procedimenti giudiziari che li riguardano come parte offesa o vittime di abusi sessuali.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Tutte le pubblicazioni realizzate in questi anni dal Gruppo CRC sono consultabili nel <a href="http://www.gruppocrc.net/-documenti"><strong>sito</strong></a> del Gruppo.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Save the Children e i minori stranieri in Italia, conferenza stampa e allestimento a Roma, 16 dicembre 2009</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 09:07:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti dell'infanzia e dell'adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[protezione e tutela dei minori]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sui bambini]]></category>

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		<description><![CDATA[Save the Children Italia terrà la conferenza stampa a Roma, presso il Centro Diurno per Minori CivicoZero (Via dei Bruzi 10), alle 11:00, per presentare i risultati del progetto di Save the Children CivicoZero, volto a fornire supporto, orientamento e protezione ai minori stranieri in situazioni di marginalità sociale, entrati nel circuito della Giustizia Minorile e/o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.adozioneadistanza.savethechildren.it/storia.php">Save the Children Italia </a>terrà la conferenza stampa a Roma, presso il Centro Diurno per Minori CivicoZero (Via dei Bruzi 10), alle 11:00, per presentare i risultati del progetto di Save the Children CivicoZero, volto a fornire supporto, orientamento e protezione ai minori stranieri in situazioni di marginalità sociale, entrati nel circuito della Giustizia Minorile e/o a rischio di sfruttamento e abuso, al fine di migliorare le loro condizioni di vita e garantire il rispetto dei loro diritti.</p>
<p>Sarà anche presentato il primo Rapporto di Save the Children Italia sui “Minori Stranieri – Identificazione e Accoglienza”.</p>
<p>Inoltre dalle 13:00 alle 20:30 sarà possibile visitare <a href="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2009/12/Ricominciare-da-Zero_scheda_finale_11-12-0911.pdf">&#8220;Ricominciare da &#8230; Zero&#8221;</a>, l’allestimento dei ragazzi di Civico Zero creato con la collaborazione della Galleria di Architettura &#8220;come se&#8221;.</p>
<p>Per partecipare <strong>è necessario segnalare il proprio nominativo</strong> scrivendo a segreteria@savethechildren.it oppure telefonando allo 06-4807001.</p>
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