5 x 1000: approvata la Finanziaria con il tetto di 100 milioni di euro alle associazioni non profit
venerdì 10 dicembre 2010Martedì 7 dicembre il Senato ha approvato la Finanziaria per il 2011 senza modificare il testo approvato alla Camera. Per quanto riguarda il 5 x 1000, resta dunque il tetto di 100 milioni di euro, rispetto ai 400 milioni del 2010, da destinare alle organizzazioni del non profit impegnate nell’assistenza, nella ricerca scientifica e nella promozione culturale.
E’ stato tuttavia accolto l’ordine del giorno n. G145 al DDL2464, proposto da numerosi senatori del PD, che impegna il Governo a destinare per il 2011 una ulteriore quota di 300 milioni per il 5 per mille, utilizzando il primo decreto-legge.
Per giovedì 16 dicembre 2010, dalle 11.00 alle 13.30, è stato organizzato un presidio di protesta davanti al Ministero delle Finanze contro i tagli al 5 x 1000, al servizio civile e alle politiche sociali, e per sostenere la richiesta del volontariato di avere un dialogo migliore con le Istituzioni. Parteciperanno il Forum Terzo Settore, presidenti ed esponenti delle associazioni, rappresentanti dei Forum regionali e territoriali, responsabili delle organizzazioni che hanno aderito alle campagne per ripristinare il 5 x 1000.
Questi i drastici tagli già operati dal Governo ai fondi delle politiche sociali: dai 1.472 milioni di euro del 2010 ai 349,4 del 2011, pari a – 76%. Sono i fondi per i servizi sociali dei Comuni, spesso realizzati con il volontariato e il non profit, i fondi per la famiglia, per la non-autosufficienza, per l’infanzia, i giovani, per il servizio civile, per calmierare gli affitti.
Per informazioni e aggiornamenti, visita la sezione Notizie 5 per mille sul sito CSVnet.

Diritto alla famiglia e agli affetti. Tutti capiscono che i bambini hanno diritto a vivere in famiglia anziché in struttura, ma i minorenni (bimbi e ragazzi) che popolano le nostre strutture socio-residenziali sono più di 15.600. Una buona parte di essi potrebbe essere sistemata in affidamento (non tutti: questo si sa). Non li si pone in affidamento per tanti motivi, due in modo particolare: è difficile reperire famiglie affidatarie per ragazzi tra i 15 e i 17 anni, soprattutto di origine straniera, e si teme che i bambini piccoli (0-2 anni) posti in famiglia vi si attaccherebbero troppo e poi sarebbe difficile restituirli alla famiglia d’origine o ad una famiglia adottiva, laddove divenissero adottabili. Bambini piccoli e ragazzi vicini alla maggior età costituiscono la maggior parte dei minori presenti nelle strutture socio assistenziali.
Il seminario è parte del progetto nazionale di promozione dell’affidamento familiare Un percorso nell’affido, concepito dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali con il 



