<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>www.lagabbianella.org &#187; servizi sociali</title>
	<atom:link href="http://www.lagabbianella.org/tag/servizi-sociali/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.lagabbianella.org</link>
	<description>sito dell&#039;associazione &#34;La gabbianella e altri animali&#34; - onlus</description>
	<lastBuildDate>Mon, 16 Jan 2012 23:22:10 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.1.2</generator>
		<item>
		<title>5 x 1000: approvata la Finanziaria con il tetto di 100 milioni di euro alle associazioni non profit</title>
		<link>http://www.lagabbianella.org/2010/12/10/5-x-1000-approvata-la-finanziaria-con-il-tetto-di-100-milioni-di-euro-alle-associazioni-non-profit/</link>
		<comments>http://www.lagabbianella.org/2010/12/10/5-x-1000-approvata-la-finanziaria-con-il-tetto-di-100-milioni-di-euro-alle-associazioni-non-profit/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 Dec 2010 17:48:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[servizi sociali]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lagabbianella.org/?p=4521</guid>
		<description><![CDATA[Martedì 7 dicembre il Senato ha approvato la Finanziaria per il 2011 senza modificare il testo approvato alla Camera. Per quanto riguarda il 5 x 1000, resta dunque il tetto di 100 milioni di euro, rispetto ai 400 milioni del 2010, da destinare alle organizzazioni del non profit impegnate nell’assistenza, nella ricerca scientifica e nella promozione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: normal;">M</span><span style="font-weight: normal; font-size: 13px;">artedì 7 dicembre il Senato ha approvato la Finanziaria per il 2011 senza modificare il testo approvato alla Camera. </span><span style="font-weight: normal; font-size: 13px;">Per quanto riguarda il 5 x 1000,</span><span style="font-weight: normal; font-size: 13px;"> </span><span style="font-weight: normal; font-size: 13px;">resta <span style="font-weight: normal;">dunque</span> il tetto di 100 milioni di euro, rispetto ai 400 milioni del 2010, da destinare alle organizzazioni del non profit impegnate nell’assistenza</span><span style="font-weight: normal; font-size: 13px;">, </span>nella ricerca scientifica e nella promozione culturale.</p>
<p>E&#8217; stato tuttavia<strong> accolto l&#8217;ordine del giorno n. G145 al DDL2464, proposto da numerosi senatori del PD,  che impegna il Governo a destinare per il 2011 una ulteriore quota di 300 milioni per il 5 per mille, utilizzando il primo decreto-legge.</strong></p>
<p>Per <strong>giovedì 16 dicembre 2010, dalle 11.00 alle 13.30</strong>, è stato organizzato un <strong>presidio di protesta davanti al Ministero delle Finanze</strong> <strong>contro i tagli al 5 x 1000, al servizio civile e alle politiche sociali,</strong> <strong>e per sostenere la richiesta del volontariato di avere un dialogo migliore con le Istituzioni.</strong> Parteciperanno il <a href="http://www.forumterzosettore.it/">Forum Terzo Settore</a>, presidenti ed esponenti delle associazioni, rappresentanti dei Forum regionali e territoriali, responsabili delle organizzazioni che hanno aderito alle campagne per ripristinare il 5 x 1000.</p>
<p>Questi i drastici tagli già operati dal Governo ai fondi delle politiche sociali: dai 1.472 milioni di euro del 2010 ai 349,4 del 2011, pari a – 76%. Sono i fondi per i servizi sociali dei Comuni, spesso realizzati con il volontariato e il non profit, i fondi per la famiglia, per la non-autosufficienza, per l&#8217;infanzia, i giovani, per il servizio civile, per calmierare gli affitti.</p>
<p>Per informazioni e aggiornamenti, visita la sezione <a title="Notizie 5 pe rmille" href="http://www.csvnet.it/usr_view.php/ID=2534">Notizie 5 per mille</a> sul sito CSVnet.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lagabbianella.org/2010/12/10/5-x-1000-approvata-la-finanziaria-con-il-tetto-di-100-milioni-di-euro-alle-associazioni-non-profit/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Affido familiare: solidarietà, diritto e sentimenti, convegno a Lucca il 26 novembre</title>
		<link>http://www.lagabbianella.org/2010/11/09/%e2%80%9caffido-familiare-solidarieta-diritto-e-sentimenti%e2%80%9d-convegno-a-lucca-il-26-novembre/</link>
		<comments>http://www.lagabbianella.org/2010/11/09/%e2%80%9caffido-familiare-solidarieta-diritto-e-sentimenti%e2%80%9d-convegno-a-lucca-il-26-novembre/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 18:40:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Convegni]]></category>
		<category><![CDATA[affido]]></category>
		<category><![CDATA[diritti dell'infanzia e dell'adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[genitore affidatario]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Petizione al Parlamento Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[servizi sociali]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lagabbianella.org/?p=4308</guid>
		<description><![CDATA[Il convegno Affido familiare: solidarietà, diritto e sentimenti, organizzato dall’Associazione cristiana per la famiglia il prossimo 26 novembre, a partire dalle 14.30, a Lucca, nel complesso di San Micheletto, “si propone di sensibilizzare la cittadinanza e i politici sul diritto dei bambini a crescere in un ambiente sereno in un clima di comprensione e circondati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2010/11/Conv-Lucca.pdf"><img class="alignleft size-full wp-image-4313" style="margin-right: 5px;" src="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2010/11/Affido1.jpg" alt="" width="135" height="142" /></a>Il convegno Affido familiare: solidarietà, diritto e sentimenti</strong>, organizzato dall’Associazione cristiana per la famiglia il prossimo 26 novembre, a partire dalle 14.30, a Lucca, nel complesso di San Micheletto, <strong>“si propone di sensibilizzare la cittadinanza e i politici sul diritto dei bambini a crescere in un ambiente sereno in un clima di comprensione e circondati dall’amore” </strong>(clicca sull’immagine per la locandina in PDF).</p>
<p><strong>Francesco Canevelli</strong>, Psichiatra, mediatore familiare, Direttore del Centro dell’età evolutiva di Roma, Membro del comitato direttico e socio fondatore della Società Italiana di Mediazione Familiare (SIMeF) parlerà di <strong>Traumi e risorse: il ruolo della relazione genitoriale sostitutiva.</strong></p>
<p><strong>Patrizia Scarsini e Maria Grazia Corsetti</strong>, del Centro Affidi di Lucca, racconteranno <strong>13 anni di affido: solidarietà ed emozioni.</strong></p>
<p><strong>Silvana Ostini</strong>, Assistente sociale del Centro per le Famiglie del comune di Parma, affronterà <strong>Le criticità dell’affido familiare: analisi dell’esperienza del servizio affidi del comune di Parma.</strong></p>
<p><strong>Carla Forcolin</strong>, Presidente della nostra associazione, tratterà di <strong>Diritto ai sentimenti per i bambini in affidamento: la petizione al Parlamento Italiano.</strong></p>
<p><strong>Valentina Zerini</strong>, dell’UNICEF Italia, concluderà con <strong>Alcune riflessioni in merito alla Convenzione dei Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.</strong></p>
<p>Seguiranno dibattito e conclusioni.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lagabbianella.org/2010/11/09/%e2%80%9caffido-familiare-solidarieta-diritto-e-sentimenti%e2%80%9d-convegno-a-lucca-il-26-novembre/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Perché sostenere la petizione. La petizione “diritto ai sentimenti per i bambini in affidamento” e le tematiche che sottende</title>
		<link>http://www.lagabbianella.org/2010/11/04/perche-sostenere-la-petizione-la-petizione-%e2%80%9cdiritto-ai-sentimenti-per-i-bambini-in-affidamento%e2%80%9d-e-le-tematiche-che-sottende/</link>
		<comments>http://www.lagabbianella.org/2010/11/04/perche-sostenere-la-petizione-la-petizione-%e2%80%9cdiritto-ai-sentimenti-per-i-bambini-in-affidamento%e2%80%9d-e-le-tematiche-che-sottende/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Nov 2010 09:53:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti e testimonianze]]></category>
		<category><![CDATA[Petizione]]></category>
		<category><![CDATA[adozione]]></category>
		<category><![CDATA[affido]]></category>
		<category><![CDATA[diritti dell'infanzia e dell'adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[legami affettivi]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Petizione al Parlamento Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[servizi sociali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lagabbianella.org/?p=4249</guid>
		<description><![CDATA[Diritto alla famiglia e agli affetti. Tutti capiscono che i bambini hanno diritto a vivere in famiglia anziché in struttura, ma i minorenni (bimbi e ragazzi) che popolano le nostre strutture socio-residenziali sono più di 15.600. Una buona parte di essi potrebbe essere sistemata in affidamento (non tutti: questo si sa). Non li si pone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="size-full wp-image-2913 alignleft" src="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2010/05/Io-non-posso-proteggerti.jpg" alt="" width="150" height="108" />Diritto alla famiglia e agli affetti.</strong> Tutti capiscono che i bambini hanno diritto a vivere in famiglia anziché in struttura, ma i minorenni (bimbi e ragazzi) che popolano le nostre strutture socio-residenziali sono più di 15.600. Una buona parte di essi potrebbe essere sistemata in affidamento (non tutti: questo si sa). Non li si pone in affidamento per tanti motivi, due in modo particolare: è difficile reperire famiglie affidatarie per ragazzi tra i 15 e i 17 anni, soprattutto di origine straniera, e si teme che i bambini piccoli (0-2 anni) posti in famiglia vi si attaccherebbero troppo e poi sarebbe difficile restituirli alla famiglia d’origine o ad una famiglia adottiva, laddove divenissero adottabili. Bambini piccoli e ragazzi vicini alla maggior età costituiscono la maggior parte dei minori presenti nelle strutture socio assistenziali.</p>
<p>La prima obiezione che le persone non esperte fanno all’affidamento è sempre la stessa: “Non voglio affezionarmi ad un bambino e dopo due anni o più  non avere alcun diritto a poterlo frequentare, sentire al telefono, mantenere con lui una qualsiasi relazione”. La gente è anche disponibile ad aprire la propria famiglia, ma con una qualche garanzia  di continuità dei legami affettivi in cambio. Da anni vado in giro a dire a queste persone che l’affido va bene anche così (e lo penso) ma è innegabile il fatto che i legami costituitisi nell’intimità quotidiana vadano protetti e siano preziosi, tanto più quanto più quei legami avvengano con bambini feriti dall’abbandono/incapacità genitoriale dei genitori biologici. La tutela di questi legami affettivi è oggetto della petizione che “La gabbianella e altri animali” ha lanciato in primavera ed è in attesa di essere discussa nella Commissione Giustizia, di cui è presidente l’on. Giulia Buongiorno.</p>
<p>L’associazione chiede, in piena consapevolezza di ciò che la sua proposta reca con sé, che la famiglia affidataria che abbia instaurato un buon legame affettivo e relazionale con un bambino, qualora lo stesso diventi adottabile, lo possa adottare e sia valutata dal proprio tribunale di competenza, secondo un canale preferenziale rispetto alle altre coppie, che fanno domanda d’adozione, ma non hanno con quel bambino relazione alcuna.  Una sorta di “prelazione” pienamente giustificata dal rapporto costituitosi.<span id="more-4249"></span></p>
<p><strong>Il problema dei requisiti</strong>. Il mantenimento dei legami affettivi è buona cosa, lo capiscono tutti, ma la generale perplessità riguarda il fatto che i requisiti per adottare o prendere un minore in affidamento sono diversi. Si teme sostanzialmente che possano finire per adottare persone senza i requisiti previsti dall’art. 6 della nostra legge. Che le stesse possano “aggirare la legge”.</p>
<p>Intanto precisiamo che ci sono moltissime coppie affidatarie che hanno i requisiti di matrimonio ed età  previsti per gli aspiranti genitori adottivi e per esse non ci sarebbe alcun problema.</p>
<p>Laddove il problema fosse per i singles (di fatto donne sole: gli uomini che si offrono per divenire affidatari sono pochissimi), la nostra legge prevede già che si possa ricorrere all’art. 44 della legge 184/83 – come riformato dalla legge 149/01 – nei casi in cui il distacco da una persona di riferimento molto amata sia pregiudizievole alla salute mentale del minore. Oggi pochi Tribunali dei Minorenni lo applicano, ma va ribadito che solo in pochi casi questa applicazione sarebbe necessaria. Eppure, se una donna sola ha preso in affidamento un bambino/a e ha saputo crescerlo bene per molto tempo, perché mai non dovrebbe continuare? Perché la figura del padre è fondamentale, si risponde. Si deve decidere caso per caso se è meglio dare stabilità affettiva ad una persona o dargli un padre subito. Infatti nessuno può prevedere se col tempo un padre arriverà presso la casa con una donna sola e un bambino, come nessuno può prevedere se il padre adottivo resterà con la madre adottiva nel tempo.</p>
<p>L’associazione non intende privilegiare i singles facendo un danno ai bambini, intende chiedere che si valuti cosa è meglio per loro e che comunque si permetta alla donna che ha  fatto da madre al bambino e al piccolo stesso di frequentarsi anche dopo l’adozione presso altra famiglia. L’associazione chiede che il minore sia ascoltato e se troppo piccolo sia osservato da personale specializzato per capire che cosa è meglio fare in questi casi.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Adozione legittimante e nei casi particolari. </strong>Ma poniamo che un minore sia adottato da una famiglia senza requisiti previsti dall’art. 6 per qualche motivo, ad esempio un problema di età sforata di poco. Si attuerebbe di nuovo l’art. 44 e allora non ci sarebbe quel taglio dei legami affettivi con la famiglia d’origine previsti dall’adozione legittimante. Però tanti articoli 44 potrebbero produrre tante adozioni con il mantenimento dei legami con la famiglia d’origine, forme di adozione aperta, che molti tra i genitori adottivi e le associazioni che li rappresentano non vogliono.</p>
<p>Eppure, anche la situazione dei genitori affidatari che diventano adottivi con adozione legittimante prevede comunque delle difficoltà con la famiglia d’origine, se la stessa è stata conosciuta dagli affidatari. La famiglia d’origine può essere persecutoria nei confronti di quella adottiva: questo può essere un problema innegabile e la famiglia adottiva, se ex affidataria, deve fare i conti con questa situazione. E’ per questo che alcuni tribunali preferiscono tenere separati in modo rigido i due istituti.</p>
<p>Precisiamo che spesso la famiglia d’origine non presenta pericoli per nessuno, anzi alcune madri sole tendono a farsi “adottare un po’” assieme ai loro figli e rispettano la famiglia adottiva. Se la famiglia d’origine invece è persecutoria, ci si può difendere dalla stessa in vari modi: il problema è reale ma non insolubile.</p>
<p>Si dice che l’adozione con la presenza di qualche membro della famiglia d’origine del bambino intorno renderebbe l’adozione più conflittuale per il piccolo, ma se gli adulti hanno le idee chiare sul loro ruolo anche i bambini finiscono per averle e gli affetti si diversificano. Si cresce forse con un maggior senso di apertura mentale se si capiscono fin da piccoli situazioni complesse, risolte nell’affetto. Se affetto non c’è da parte della famiglia d’origine, ci si  può allontanare da chi disturba il bambino e i suoi genitori adottivi, con l’aiuto dei Servizi Sociali.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Aggiramento della legge.</strong> L’affidamento che può divenire adozione appare a molti un possibile aggiramento della legge, che prevede maglie più strette per adottare. Ma chi vuole aggirare la legge con sicurezza per avere un bambino se lo procura in altri modi, meno incerti e complicati, inoltre se lo procura neonato, come nei sogni di tutti. Un servizio TV della giornalista televisiva Milena Gabanelli, trasmesso qualche mese fa nella trasmissione “Professione reporter” era illuminante a tale scopo.</p>
<p>Chi si offre per l’affidamento non è un santo/a,  ma generalmente ha ideali diversi da quelli egoistici di avere un figlio da cui essere accudito in vecchiaia o a cui lasciare l’eredità.</p>
<p>Ma a scanso di dubbi – tutto è possibile – coloro che si offrono per l’affidamento vanno seriamente conosciuti e valutati. Sarebbe un’ottima idea creare a priori elenchi di famiglie disponibili sia all’affidamento sia all’adozione e che abbiano ottenuto separatamente la doppia idoneità. Ora non si vuole che ci siano coppie con doppia idoneità, perché potrebbero offrirsi per un affidamento con la speranza che esso si trasformi in un’adozione e quindi potrebbero non favorire il contatto tra il bambino e la sua famiglia d’origine. Di nuovo anche questo è possibile, ma non ci sono scelte: o si percorre la strada della  fiducia nelle persone, o si lasciano le cose come stanno e si continuano a vedere le famiglie e persone affidatarie come mancati genitori adottivi di cui diffidare.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il ruolo della famiglia d’origine.</strong> La petizione chiede che agli affidatari sia data maggior fiducia, che si riconosca il loro importante ruolo, che si privilegi l’affido rispetto alle strutture residenziali dove possibile, che si permetta il mantenimento dei legami affettivi. E se questo rendesse le famiglie d’origine più sospettose che mai? Se le stesse rifiutassero l’affido per paura di perdere il proprio figlio/a trascurato ma comunque “loro”? Bisogna lavorare nel senso dell’affidamento consensuale perché  questo non possa succedere. I diritti dei bambini non possono esser subordinati a quelli degli adulti. La proposta che qui si fa è comunque di affidamento e di eventuale passaggio dall’affidamento all’adozione solo se il bambino in affidamento è del tutto ignorato dalla famiglia d’origine da anni. Invece di affidamenti infiniti si chiede di “trasformare gli zii in genitori”, perché ogni bambino ha diritto a pronunciare le parole “mamma” e “papà” a pieno titolo.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il ruolo delle associazioni</strong>.  La nostra proposta potrebbe portare con sé molti cambiamenti, ma tutti rivolti ad adeguare la legge alla realtà delle cose.</p>
<p>Si dice che i Servizi Sociali, troppo ridotti e oberati di lavoro, non possano seguire da vicino le famiglie affidatarie, sapere se le stesse lavorano bene (cioè per il riavvicinamento dei bambini ai loro genitori se ne è il caso), trovare le famiglie disponibili all’affidamento. Di certo le nostre proposte prevedono un lavoro molto importante da parte dei Servizi Sociali, che spesso soffrono per carenza di organici, ma ci sono anche le associazioni del privato sociale a poter dare un aiuto spesso gratuito. Sui bambini fuori famiglia d’origine dovrebbero vigilare anche le associazioni, riconosciute dagli enti locali: questa è una buona proposta se non si pretende che il privato sociale si sostituisca in pieno ai Servizi Sociali, ma si limiti a coadiuvarli.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>I veri obiettivi della petizione.</strong> La tutela degli affetti dei bambini apre quindi a mille discorsi diversi. Ne ho soltanto tratteggiato qualcuno, ma spero si voglia capire che la petizione e la proposte che la sottende vanno solo nell’esclusivo interesse dei bambini. Non c’è niente “sotto”, tranne la voglia di far andare più bambini in affidamento anziché in comunità e case-famiglia, più bambini in adozione presso la famiglia affidataria invece di costringere gli stessi a cambiare famiglia per legge con enorme e inutile dolore di piccoli e grandi. C’è la voglia di aiutare l’affidamento a svilupparsi dando un ruolo riconosciuto alle famiglie affidatarie, che tuteli i sentimenti di grandi e piccoli.   “Sotto” alla petizione c’è solo la voglia di proteggere tutti i legami sani dei bambini, perché divengano adulti sereni.  Senza continuità di affetti e stabilità di vita è molto difficile crescere bene.</p>
<p>Carla Forcolin</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lagabbianella.org/2010/11/04/perche-sostenere-la-petizione-la-petizione-%e2%80%9cdiritto-ai-sentimenti-per-i-bambini-in-affidamento%e2%80%9d-e-le-tematiche-che-sottende/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La conclusione dell&#8217;affido familiare su TV2000, 18 maggio 2010 dalle 11,45</title>
		<link>http://www.lagabbianella.org/2010/05/17/la-conclusione-dellaffido-familiare-su-tv2000-18-maggio-2010/</link>
		<comments>http://www.lagabbianella.org/2010/05/17/la-conclusione-dellaffido-familiare-su-tv2000-18-maggio-2010/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 May 2010 22:10:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Petizione]]></category>
		<category><![CDATA[adozione]]></category>
		<category><![CDATA[affido]]></category>
		<category><![CDATA[autorità giudiziaria]]></category>
		<category><![CDATA[diritti dell'infanzia e dell'adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[genitore affidatario]]></category>
		<category><![CDATA[legami affettivi]]></category>
		<category><![CDATA[Petizione al Parlamento Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[servizi sociali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lagabbianella.org/?p=3112</guid>
		<description><![CDATA[La trasmissione Formato Famiglia, di TV2000 (Canale 801 sky) tratta, il 18 maggio 2001, di Affetto in affido. Intervengono Carla Forcolin, presidente associazione La gabbianella e altri animali, Salvatore Intelisano psicologo e giudice onorario tribunale dei minori di Roma, l&#8217;avvocato Lucrezia Mollica, l&#8217;ex presidente del Tribunale dei minori di Roma e membro dell’associazione italiana magistrati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La trasmissione <a href="http://www.formatofamiglia.tv2000.it//puntata.php?id=293">Formato Famiglia</a>, di TV2000 (Canale 801 sky) tratta, il 18 maggio 2001, di Affetto in affido.</p>
<p>Intervengono Carla Forcolin, presidente associazione La gabbianella e altri animali, Salvatore Intelisano psicologo e giudice onorario tribunale dei minori di Roma, l&#8217;avvocato Lucrezia Mollica, l&#8217;ex presidente del Tribunale dei minori di Roma e membro dell’associazione italiana magistrati minore e famiglia Luigi Fadiga , l’associazione AIBI e alcune famiglie affidatarie.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lagabbianella.org/2010/05/17/la-conclusione-dellaffido-familiare-su-tv2000-18-maggio-2010/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>PETIZIONE: il senso del convegno del 13 maggio</title>
		<link>http://www.lagabbianella.org/2010/05/05/petizione-il-senso-del-convegno-del-13-maggio/</link>
		<comments>http://www.lagabbianella.org/2010/05/05/petizione-il-senso-del-convegno-del-13-maggio/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 May 2010 09:52:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Convegni]]></category>
		<category><![CDATA[Petizione]]></category>
		<category><![CDATA[adozione]]></category>
		<category><![CDATA[affido]]></category>
		<category><![CDATA[autorità giudiziaria]]></category>
		<category><![CDATA[diritti dell'infanzia e dell'adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[genitore affidatario]]></category>
		<category><![CDATA[legami affettivi]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Petizione al Parlamento Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[servizi sociali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lagabbianella.org/?p=2873</guid>
		<description><![CDATA[Ogni convegno è un momento di studio e approfondimento su di un tema. Questo convegno è un momento di approfondimento sul tema della petizione a cui si accompagna. I problemi sul tappeto sono in parte evidenti, in parte “nascosti”. Quelli evidenti sono i problemi legati al fatto che ci sono bambini che vengono posti in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2010/05/convegno-la-gabbianella-DEF.pdf"><img class="size-full wp-image-2892 alignleft" style="border: 1px solid black; margin-right: 5px; margin-top: 5px;" src="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2010/05/Locandina-convegno1.jpg" alt="Locandina-convegno" width="155" height="110" /></a>Ogni convegno è un momento di studio e approfondimento su di un tema.</p>
<p><a href="http://www.lagabbianella.org/diritto-ai-sentimenti-per-i-bambini-in-affidamento-il-convegno-a-roma-13-maggio-2010">Questo convegno</a> è un momento di approfondimento sul tema della petizione a cui si accompagna.</p>
<p><strong>I problemi sul tappeto</strong> sono in parte evidenti, in parte “nascosti”. Quelli evidenti sono i problemi legati al fatto che ci sono bambini che vengono posti in famiglie affidatarie e crescono lì per tempi lunghi,  nei quali si affezionano ai membri della famiglia stessa e all’ambiente che li circonda (scuola, amici, vicini). Venire staccati dal mondo in cui vivono, e spesso molto bene, per essere spostati di famiglia è molto doloroso, per alcuni bimbi piccoli è il crollo del mondo nel quale avevano faticosamente riposto la loro fiducia, dopo essere stati tolti dai genitori che li maltrattavano o non li curavano. Dal punto di vista dei bambini simile cambiamento di famiglia, e spesso di città, è incomprensibile e tragico.<span id="more-2873"></span></p>
<p>La contraddizione e i problemi “nascosti” sono però quelli degli adulti: l’affidamento è istituto a tempo, l’adozione è per sempre. I requisiti per adottare e prendere in affido sono diversi, la formazione per diventare affidatari e/o adottivi è pure diversa. L’adozione prevede l’allontanamento dalla famiglia d’origine, l’affidamento il mantenimento dei rapporti con la stessa. Se precisiamo per legge che tra i due istituti è possibile il passaggio dall’uno all’altro, rischiamo di creare aspettative “sbagliate” negli affidatari.</p>
<p>Il nodo si scioglie se si prende il punto di vista dei bambini, se davvero si cerca di fare una <strong>giustizia minorile meno adultocentrica</strong>. I bambini guardano alla realtà come è,  non come la si vorrebbe ideologicamente. La realtà è che il 57% degli affidamenti (secondo dati dell’Istituto degli Innocenti) dura più di due anni e in molti casi molto di più. Si deve partire da qui e dal fatto che i bambini hanno diritto a una famiglia. Non possiamo ignorare che si verificano in continuazione casi assurdi, crudeli, come quelli che ho raccontato nel libro “Io non posso proteggerti”. Se il sistema funzionasse bene non succederebbero, si dice. Ma il sistema servizi-tribunali funziona come può e funziona con proroghe che spesso sono necessarie per capire se la famiglia d’origine potrà riprendersi il figlio/a oppure no. Non sempre è solo bieca burocrazia il problema, spesso il problema è il prodotto delle circostanze incerte in cui l’affido interviene per permettere solo “il male minore”. Se non si sa a lungo se i genitori o la famiglia d’origine del bambino potranno riprenderselo c’è poco da fare, bisogna rimanere nell’incertezza. Portare un bambino in comunità allo scadere del tempo dell’affido “perché non si affezioni troppo agli affidatari” è la cosa peggiore che si possa fare.</p>
<p><strong>Impedire i legami affettivi alle persone è il danno più grosso</strong>. I bambini devono poter rimanere nella famiglia affidataria per il tempo che serve, ma se dopo un tempo congruo risulta evidente che la famiglia d’origine non sarà più in grado di riprendersi il figlio/a, si deve decidere che l’affidamento deve diventare adozione. Se possibile, per non far cambiare al bambino ogni aspetto della sua vita, là dove già si trova. Oggi in questi casi ci sono gli affidamenti che arrivano ai 18 anni.  Perché così la famiglia affidataria non rinuncia a ricevere il mantenimento del ragazzino/a, perché lo stesso/a non rinuncia al cognome d’origine e alla sua identità , ecc. Ma non è così che si deve procedere. Gli affidamenti spesso vanno male talora proprio perché  manca nei grandi e nei piccoli il senso di una decisione forte che riguarda la loro relazione. Sapersi voluti aiuta a crescere, sapere che la relazione non si può spezzare aiuta a mantenerla. E’ più difficile (avviene lo stesso!) per un genitore adottivo lasciare il figlio adolescente in una struttura che per un genitore affidatario, ma nessuno dei due lo dovrebbe fare, almeno in linea generale. Se questo succede, in entrambi i casi, è un fallimento per grandi e piccoli, famiglie e servizi.</p>
<p><strong>La realtà del nostro paese è complessa</strong>: non ci sono genitori che muoiono spesso lasciando figli orfani, ci sono invece spesso genitori che non sanno prendersi cura dei loro bambini. Dobbiamo pensare all’adozione in questi termini e pensare al male minore a partire da questa realtà. Ciò può comportare che ci siano adozioni in cui la famiglia adottiva finisce per far crescere un bambino, il quale vede ogni tanto la madre biologica o un altro parente. Questo fa paura ai genitori adottivi. Ma nessuno chiede loro di impegnarsi in situazioni simili all’affidamento se non lo desiderano e nessuno pretende che tutti gli affidamenti si trasformino in adozione. Si tratta solo di rispondere alla realtà attuale con strumenti idonei, rispettando i diritti fondamentali della persona.  Se un bambino che è in affidamento viene dichiarato adottabile e la famiglia che lo ha già cresciuto per un certo tempo se la sente di prenderlo, perché impedirglielo?</p>
<p>Ci sono i problemi legati al fatto che la famiglia d’origine potrebbe essere persecutoria rispetto a quella adottiva, ci sono problemi legati al fatto che la coppia affidataria potrebbe essere non in grado di difendere il figlio/a dai genitori biologici.</p>
<p>Questi problemi sono spesso superabili con un semplice cambiamento di residenza e comunque vanno affrontati caso per caso. Come vanno affrontati caso per caso gli altri problemi legati ai requisiti diversi. La nostra legge attuale ci permette risposte a tutto, basta che sia chiaro che nel conflitto di diritti (diritto alla famiglia  o alla “propria” famiglia?/ diritto all’educazione o diritto a stare con genitori che diseducano?, ecc) deve vincere ciò che permette al bambino di crescere serenamente, di diventare un adulto capace di autonomia e di autostima, un adulto che sa da dove viene e che accetta la sua situazione, cogliendone gli aspetti positivi. Questo non si ottiene impedendo i legami sani e terapeutici, non si ottiene togliendo ai minori la stabilità di vita.</p>
<p>La crescita armoniosa del bambino si potrebbe ottenere più facilmente se tra gli operatori e le famiglie affidatarie ci fosse un rapporto iniziale di fiducia, poi mantenuto nel tempo. Il pre-concetto per cui gli affidatari sono persone che si offrono per l’affido solo perché non possono aspirare all’adozione è molto diffuso. In parte questo è vero, ma non è sempre così e anche quando è vero, ciò non significa che l’affidatario parta dall’idea di appropriarsi di un bambino che non è suo. C’è troppo sacrificio e troppa incertezza nell’affidamento perché questo avvenga. Eppure, i genitori affidatari non sono spesso ascoltati da nessuno, non sono avvertiti di ciò che sta per succedere loro, non possono mantenere rapporti con i bambini che hanno cresciuto, non hanno voce in capitolo, mentre sono loro che raccolgono le angosce dei bambini e i loro incubi notturni. Sono loro che li curano quando sono ammalati e vivono l’incertezza del futuro con i bimbi.</p>
<p>Non si può pretendere che ci siano tanti genitori affidatari quando gli stessi sono trattati con tanta mancanza di rispetto. Come si fa a dire che l’affido è l’istituto della generosità e poi lasciare che le famiglie affidatarie  vivano senza sapere che fine ha fatto la bambina o il bambino che non hanno potuto nemmeno salutare prima di vederlo partire, dopo avergli dedicato cure genitoriali per anni?</p>
<p><strong>Il rapporto tribunali-servizi e famiglie affidatarie deve cambiare</strong>. Deve essere improntato ad un maggior rispetto, ci vuole un dialogo che ora non c’è. Se il problema è il tempo, il dialogo potrebbe anche avvenire talvolta attraverso mail, oltre che di persona: con i mezzi che normalmente si usano per dialogare a distanza, il rapporto potrebbe essere più continuativo.</p>
<p>E’ ora di finirla con i genitori “usa e getta”, come li ha definiti Gian Antonio Stella. Chi tratta così le famiglie più generose del paese tratta male anche i bambini che “appoggia” lì per anni. I rapporti tra le famiglie affidatarie e i bambini che sono stati in affidamento devono concludersi in maniera fisiologica, non perché tagliati d’autorità.</p>
<p>Le famiglie affidatarie (e con famiglie intendo anche i singles, che pure hanno parenti e amici) danno ai bambini che ne sono privi dei genitori e dei fratelli, permettono si attui la nostra legge.</p>
<p>Quali sono le <strong>differenze tra crescere in una casa-famiglia e crescere in una vera famiglia</strong>? Dovrebbero rispondere gli specialisti, perché le case famiglia sono di tanti diversissimi tipi, tra esse ci sono famiglie vere e proprie o comunque adulti che vivono con i bambini e case-famiglie che non sono altro che vecchi istituti rimpiccioliti e smembrati, dove il personale si turna e non c’è qualcuno che stia sempre con i bambini e i ragazzi. Non ci sono persone che ricoprano i ruoli materno e paterno, non ci sono affetti personalizzati.</p>
<p>Le comunità di questo tipo come possono ad esempio aiutare la crescita emotiva dei bambini tra gli 0 e i due anni? Eppure proprio in quella fascia d’età sono molti i tribunali che non vogliono dare i bambini in affidamento. Quali danni ciò comporta? Talora si tratta di danni irreversibili, perché la mente umana si sviluppa come i rami di un albero… tanti più sono i rami in cui si divide il tronco, tanti più saranno i rami piccoli, le foglie, i fiori e i frutti. E se non ci sono le prime biforcazioni nella prima infanzia, poi è tanto difficile crearle e le biforcazioni si creano in base alla vita affettiva, che a sua volta è connessa a quella conoscitiva.</p>
<p>Ma <strong>cosa sappiamo noi dell’affidamento in Italia?</strong> Sappiamo davvero quanti bambini lo stanno vivendo e perché? Sappiamo come finiscono gli affidamenti? Quanti T.M. preferiscono collocare i bambini piccoli in struttura invece che in famiglia per non trovarsi nella spiacevole situazione di togliere da lì bambini che vi sono cresciuti? Quanti T.M. decidono di rimetterli in struttura se allo  scadere del tempo dell’affido la situazione dei piccoli non è chiarita? Quanti danni ciò comporta? E si può misurare il valore aggiunto del crescere in famiglia invece che in casa famiglia o comunità alloggio?  Che fine fanno i ragazzi dopo i 18 anni, quando escono dalle strutture e che fine fanno quando finisce l’affidamento? Quanti affidamenti finiscono con il ritorno nella famiglia d’origine? Come sono questi ragazzi? Quanti aff. finiscono con l’inserimento in struttura? Quanti con l’adozione? Quanti con il semplice raggiungimento della maggior età?</p>
<p>Uno dei motivi per cui l’affidamento deve divenire adozione in tempo è che non si possono mandare a vivere da soli da un giorno all’altro dei ragazzi di 18 anni nell’attuale società.</p>
<p>La <strong>giustizia minorile </strong>cosiddetta<strong> “mite”</strong> ha previsto tutte queste circostanze, ma si attira la preoccupazione di chi ha paura di scorciatoie nel dichiarare adottabili bambini che magari potrebbero recuperare la famiglia d’origine; si attira la malevolenza di chi le attribuisce il desiderio di aggirare la legge per quanto riguarda i requisiti per adottare (facendo fare troppe adozioni nei “casi particolari”); si attira ancora l’irritazione di chi, anche giustamente, ritiene che la giustizia non abbia bisogno di aggettivi. Gli aggettivi infatti servono a poco, serve però che sia chiaro ciò a cui tendiamo.</p>
<p>Vogliamo che i bambini fuori della loro famiglia siano aiutati a crescere mitigando il danno della perdita dei genitori naturali o vogliamo essere ciechi applicatori di una legge che teme solo il suo possibile aggiramento? Se il problema è quello dei requisiti diversi tra affidamento e adozione, lo si può superare togliendo ai pochi affidatari singles la possibilità di accogliere nella loro case dei minori. E’ sciocco, ma questo potrebbe facilitare la vita a tanti bambini: ne varrebbe la pena. Oppure si potrebbe decidere che chi è solo può prendere in affidamento solo ragazzi grandicelli. Sarebbe un’altra sciocchezza, ma mai tanto grande quanto quella di far passare la prima infanzia ad un bambino in una famiglia e poi fargliela cambiare oppure, peggio, quella di fargli passare la vita o gran parte della stessa senza potere mai sentirsi figlio/a.</p>
<p>La petizione della “Gabbianella e altri animali” è stata firmata da altre associazioni che si occupano di affidamento e sono nate prima di lei, come da associazioni più grandi di lei, come la Comunità Papa Giovanni XXIII, l’Anfaa, Famiglie per l’accoglienza, ecc. La stampa e i mass-media si sono accorti del problema che la petizione solleva e giungono a noi in questo periodo giornalisti della stampa e della radio-televisione. Così ci giungono anche molte proposte di far modificare la legge attuale. Noi siamo convinti che nell’ambito della cura dei minori, nel nostro paese,  purtroppo, conti più la prassi della legge. La nostra legge non è esigibile, di fatto. Siamo convinti che se passasse il principio del diritto alla famiglia davvero e con esso il diritto alla continuità degli affetti, intesa come necessaria alla tutela del superiore interesse del minore, saremmo già a buon punto. Nella frase che abbiamo chiesto di inserire in calce all’articolo 4 comma 5 della legge è contenuto questo concetto.</p>
<p><strong>“</strong><strong>Qualora l&#8217;affidamento di un minore si risolva in un’adozione, a causa del mancato recupero della famiglia d&#8217;origine, vanno protetti i rapporti instauratisi nel frattempo tra affidati e membri della famiglia affidataria. Va quindi favorita la permanenza del bambino nella famiglia in cui egli già si trova; ove ciò non sia possibile, va comunque tutelato il mantenimento di un rapporto affettivo con la famiglia affidataria, nelle forme e nei modi  ritenuti più opportuni dagli operatori, dopo aver ascoltato la famiglia affidataria stessa e la futura famiglia adottiva.”. </strong></p>
<p>Abbiamo sbagliato a dire “qualora un affidamento si trasformi in un’adozione”, avremmo dovuto dire in una “dichiarazione di adottabilità”, e avremmo dovuto fare un richiamo al diritto del ragazzino ad essere ascoltato, alla fine. Ciò nonostante siamo convinti che questo sia il concetto cardine che va espresso, rifiutiamo l’accusa di voler trasformare tutti gli affidamenti in adozione, di voler aggirare la legge attuale, di volere dare l’adozione legittimante (quella nei casi particolari c’è già) ai singles. Vogliamo solo evitare un mare di dolore inutile ai bambini e anche ai grandi, vogliamo rilanciare l’istituto dell’affidamento che la gente teme solo perché teme di non poter vedere e sentire mai più chi ha cresciuto. Vogliamo che il diritto dei grandi di coltivare le proprie relazioni significative sia esteso anche ai bambini, che sono persone come noi adulti.</p>
<p>Carla Forcolin</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lagabbianella.org/2010/05/05/petizione-il-senso-del-convegno-del-13-maggio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>GIORNALISTI, GIUDICI E LA NOSTRA PETIZIONE: ansie preventive</title>
		<link>http://www.lagabbianella.org/2010/02/21/giornalisti-giudici-e-la-nostra-petizione-note-e-proposte-di-carla-forcolin/</link>
		<comments>http://www.lagabbianella.org/2010/02/21/giornalisti-giudici-e-la-nostra-petizione-note-e-proposte-di-carla-forcolin/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 15:04:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti e testimonianze]]></category>
		<category><![CDATA[Petizione]]></category>
		<category><![CDATA[adozione]]></category>
		<category><![CDATA[affido]]></category>
		<category><![CDATA[autorità giudiziaria]]></category>
		<category><![CDATA[genitore adottivo]]></category>
		<category><![CDATA[genitore affidatario]]></category>
		<category><![CDATA[legami affettivi]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[servizi sociali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lagabbianella.org/?p=2003</guid>
		<description><![CDATA[Il cocktail composto da giornalisti, giudici e la nostra petizione è una miscela esplosiva: i giornalisti, per necessità di mestiere, devono raccontare alla gente cose che fanno notizia o particolari di notizie che ancora non sono noti. I giudici sono tenuti, per deontologia professionale, a rispettare il segreto istruttorio dei casi di cui si devono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il cocktail composto da giornalisti, giudici e la nostra petizione è una miscela esplosiva: i giornalisti, per necessità di mestiere, devono raccontare alla gente cose che fanno notizia o particolari di notizie che ancora non sono noti. I giudici sono tenuti, per deontologia professionale, a rispettare il segreto istruttorio dei casi di cui si devono occupare e comunque la privacy della gente, e per fortuna, checché se ne dica, nella stragrande maggioranza dei casi, lo fanno. Noi, piccola associazione di volontariato, denunciamo un’interpretazione della legge sull’affido/adozione che danneggia in profondità i bambini. Lo facciamo perché sappiamo di molte vicende che hanno lacerato piccoli e grandi senza reale necessità; sappiamo di grandi dolori evitabili con l’accoglienza della nostra petizione e l’aggiunta di un paio di frasi ad un articolo della  legge attuale. Ma vogliamo denunciare il problema, non parlare dei casi particolari, magari già conclusisi, che ci hanno spinto a scendere in campo.<span id="more-2003"></span></p>
<p>Proponiamo di inserire nella legge, subito, due frasi su cui sono d’accordo in tantissimi, se non proprio tutti, mentre su di una grande riforma si scatenerebbero due visioni della famiglia, nascerebbero polemiche a non finire, integralismi, ideologie…  La legge che abbiamo è vecchiotta ma buona, se solo venisse applicata bene. La si può riformare, ma ci vuole tempo, non lo si può fare in fretta o sotto elezioni. Sulle modalità della sua attuazione si sta lavorando, ci sono dibattiti in merito che attraversano l’intero paese, forse le cose miglioreranno. </p>
<p>Ma torniamo al cocktail: se noi denunciamo il problema della gestione della fine dell’affidamento è perché veniamo sempre pungolati dalla realtà a seguire vicende in cui dei bambini sono costretti a cambiare famiglia, mentre stavano bene dov’erano. Non la cambiano per tornare nella loro, ma per andare in una terza famiglia, quella adottiva. La causa di questa incongruenza non è la cattiveria dei giudici, ma l’ambiguità della legge stessa che vorremmo fosse precisata. Senza far torto a nessuno, nello stato attuale delle cose, facendo magari prendere a molte coppie sia l’idoneità all’affidamento che all’adozione, o in altri modi “onesti” quando questa via non è praticabile, sarebbe possibile evitare ai bambini dolorosi passaggi di famiglia. Con poco si potrebbe stabilire che i loro affetti vanno rispettati.</p>
<p>I giornalisti, sempre pressati dal poco tempo a loro disposizione (più sono  bravi e famosi più sono di fretta) vogliono subito occuparsi dei “casi” al posto del problema. Da essi, infatti, il problema si capisce più facilmente. Ma anche i casi non sono una realtà lineare. Si legga il mio libro “Io non posso proteggerti”, dove mi sono sforzata di raccontare sotto assoluto anonimato delle storie complicatissime, per capirlo… ogni singola vicenda  riflette, più o meno, la complessità generale.</p>
<p>Al giornalista che ha poco tempo non si può spiegare molto, ma lui chiede informazioni su qualcosa che ha letto, che magari è già stato denunciato con qualche reticenza. Qualcosa di ciò che non si dovrebbe dire, nell’enfasi del discorso, sfugge, lui/lei scrive, qualche giudice che ha seguito in coscienza (anche con crisi di coscienza) riconosce le cose su cui ha lavorato e si offende. Tutti i giudici, che già vengono attaccati sempre e comunque sui giornali e in TV quotidianamente, si ritirano dal dialogo che l’associazione e le associazioni cercano di tenere aperto, feriti. La loro chiusura ci priva di un contributo essenziale. Ma la paura di offenderli ci impedisce di presentare al pubblico certe realtà, e i politici, non più stimolati dai mass-media,  ripongono il problema nel dimenticatoio.</p>
<p>Se non cambia qualcosa in merito torneranno a questa associazione casi disperati tra pochissimo.</p>
<p>Propongo che chi scrive di questi argomenti si documenti prima seriamente sulla complessità del problema (c’è chi lo fa), propongo che non si parli di casi ma delle circostanze che li determinano. Le storie, pur narrate, devono restare sotto anonimato assoluto. Di queste cose si deve discutere, ma lo si deve fare con grande umiltà.</p>
<p>Mi è capitato di criticare assistenti sociali che non avevano dato l’idoneità a delle coppie, ho visto le stesse ricorrere in appello, ottenerla e poi fare danni: avevano ragione le assistenti sociali che non potevano dire come mai avevano agito in un modo apparentemente sbagliato, avevo torto io. Sono diventata cauta, non amo i discorsi di chi sa tutto, non amo chi sbandiera la critica verso intere categorie, cerco di capire perché le cose non funzionano. Per capire ci vuole tempo e un briciolo di umiltà . Concediamocelo: i temi della nostra petizione sono delicatissimi.</p>
<p>Grazie a chi mi vorrà ascoltare.</p>
<p>Carla Forcolin</p>
<p>Venezia, 21 febbraio 2009</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lagabbianella.org/2010/02/21/giornalisti-giudici-e-la-nostra-petizione-note-e-proposte-di-carla-forcolin/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Servizi, Affido ed Autorità Giudiziaria&#8221;: seminario a Genova, 29 e 30 ottobre 2009</title>
		<link>http://www.lagabbianella.org/2009/10/10/servizi-affido-ed-autorita-giudiziaria-seminario-a-genova-29-e-30-ottobre-2009/</link>
		<comments>http://www.lagabbianella.org/2009/10/10/servizi-affido-ed-autorita-giudiziaria-seminario-a-genova-29-e-30-ottobre-2009/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 10:28:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[affido]]></category>
		<category><![CDATA[autorità giudiziaria]]></category>
		<category><![CDATA[genitore affidatario]]></category>
		<category><![CDATA[servizi sociali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lagabbianella.org/?p=931</guid>
		<description><![CDATA[Il seminario è parte del progetto nazionale di promozione dell’affidamento familiare Un percorso nell’affido, concepito  dal  Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali con il Coordinamento Nazionale dei Servizi Affido (CNSA), con il coinvolgimento di tutti i livelli di governo e in collaborazione con un’ampia rete di organismi istituzionali. Il progetto prevede l’organizzazione di quattro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-935" style="margin-right: 5px;" src="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2009/10/un-percorso-nellaffido.jpg" alt="" width="150" height="316" />Il seminario è parte del progetto nazionale di promozione dell’affidamento familiare <em>Un percorso nell’affido</em>, concepito  dal  Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali con il <a href="http://www.comune.genova.it/portal/template/viewTemplate?templateId=3hfl1h1i32_layout_7sbjhd1i36.psml">Coordinamento Nazionale dei Servizi Affido (CNSA)</a>, con il coinvolgimento di tutti i livelli di governo e in collaborazione con un’ampia rete di organismi istituzionali.</p>
<p>Il progetto prevede l’organizzazione di quattro seminari tematici, articolati in: approfondimenti teorici, presentazione d’esperienze significative esistenti in ambito nazionale, confronto e rielaborazione tra gli operatori.</p>
<p><strong>Destinatari dei seminari, cui è chiesto di dare un contributo attivo di idee ed esperienze, sono gli operatori dei servizi dedicati all’affidamento familiare o comunque impegnati nel settore, i referenti di reti o le associazioni di famiglie affidatarie.</strong></p>
<p>Per partecipare è necessario inviare una richiesta di iscrizione, compilando questa  <a href="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2009/10/scheda_di_iscrizione_GENOVA.doc">scheda di iscrizione</a> e inviandola via e-mail a <a href="mailto:progaffido@minori.it">progaffido@minori.it</a> entro il 14 ottobre.</p>
<p>Scarica l’<a href="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2009/10/genova_29e30_ott_2009.pdf">invito</a> con il programma.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lagabbianella.org/2009/10/10/servizi-affido-ed-autorita-giudiziaria-seminario-a-genova-29-e-30-ottobre-2009/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>COMUNICATO STAMPA DEL CISMAI SUI TRAGICI OMICIDI DI BAMBINI</title>
		<link>http://www.lagabbianella.org/2009/09/28/comunicato-stampa-del-cismai-sui-tragici-omicidi-di-bambini/</link>
		<comments>http://www.lagabbianella.org/2009/09/28/comunicato-stampa-del-cismai-sui-tragici-omicidi-di-bambini/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 13:40:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[genitorialità vulnerabile]]></category>
		<category><![CDATA[servizi sociali]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sui bambini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lagabbianella.org/?p=617</guid>
		<description><![CDATA[Firenze, 24 settembre 2009 I tragici omicidi dei tanti bambini caduti vittima dei genitori, che segnano in questi ultimi mesi una recrudescenza anche in Italia, devono interrogare la coscienza civile del nostro Paese e le istituzioni preposte alla tutela e alla salvaguardia dei bambini. Infatti, l’omicidio dei bambini rappresenta la forma più grave, ed irreversibile, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Firenze, 24 settembre 2009</p>
<p>I tragici omicidi dei tanti bambini caduti vittima dei genitori, che segnano in questi ultimi mesi una recrudescenza anche in Italia, devono interrogare la coscienza civile del nostro Paese e le istituzioni preposte alla tutela e alla salvaguardia dei bambini.</p>
<p>Infatti, l’omicidio dei bambini rappresenta la forma più grave, ed irreversibile, di violenza, secondo l’OMS e la Convenzione dell’ONU. Essendo una forma di violenza, l’omicidio dei bambini non possiamo considerarlo fatalmente come un evento inevitabile, perché esso può essere prevenuto con sistemi di sorveglianza, di allerta e di previsione del rischio cui sono esposti i bambini che vivono in famiglie fragili o con genitori vulnerabili, già sperimentati in tanti Paesi e raccomandati dall’OMS.<span id="more-617"></span></p>
<p>Il CISMAI, il Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso all’Infanzia, il principale coordinamento nazionale dei centri e dei professionisti per la prevenzione dell’abuso all’infanzia, che si batte da anni per chiedere alle istituzioni del nostro Paese un sistema di prevenzione adeguato ed efficace con risorse certe, di fronte alle morti di tanti bambini innocenti, intende ribadire con forza che la tutela preventiva di questi bambini è responsabilità dello Stato e delle Regioni.</p>
<p>La morte dei bambini, vittime dei problemi mentali dei propri genitori, può essere evitata se vengono sviluppati e finanziati quei servizi di prevenzione e di allerta in grado di supportare la genitorialità vulnerabile e di porre in sicurezza la salute psicofisica e la stessa vita dei bambini. Il Cismai, con i suoi Stati generali sul Maltrattamento all’Infanzia in Italia, ha rinnovato con forza la necessità di dare al nostro Paese una nuova politica di prevenzione della violenza sui bambini, indicando strumenti e servizi.</p>
<p>Purtroppo, in questi ultimi mesi, stiamo assistendo a tagli indiscriminati da parte dello Stato su servizi fondamentali per la rete di protezione dei bambini, che non solo impediscono l’attivazione di sistemi, servizi ed azioni di prevenzione sui casi a rischio, come nella depressione post-partum, ma che riducono anche gli interventi di cura ed indeboliscono la tenuta del sistema dei servizi sociali.</p>
<p>Ci auguriamo che lo Stato e le Regioni possano finalmente investire risorse sui sistemi di prevenzione della violenza all’infanzia, assicurando la protezione e la messa in sicurezza di tutti i bambini.</p>
<p>Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l&#8217;Abuso all&#8217;Infanzia</p>
<p>(CISMAI)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lagabbianella.org/2009/09/28/comunicato-stampa-del-cismai-sui-tragici-omicidi-di-bambini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

