Post con parola chiave ‘solidarietà’

Formazione Accompagnatori dei Bambini

lunedì 18 febbraio 2013

Il 15 febbraio è partito il nuovo corso di formazione per gli accompagnatori dei bambini del carcere e dei bimbi di cui comunque ci prendiamo cura. Il corso di formazione sarà attuato, dalle ore 18.15 alle ore 20.00, nelle seguenti date:

15/02

15/03

19/04

17/05

14/06

Il corso sarà guidato dalla psicologa Eleonora Ruggenini (già nostra collaboratrice nel nido del carcere) e dalla pedagogista clinica Paola Sartori (già nostra collaboratrice nella formazione dei gruppi delle famiglie affidatarie).

Gli incontri avranno luogo presso la nostra sede in Sacca Fisola e si svolgeranno con la seguente modalità: una o due persone ad incontro porteranno una descrizione scritta (una paginetta) di un momento significativo di un incontro con un bimbo. La descrizione sarà fotocopiata e distribuita agli altri partecipanti che racconteranno al gruppo le riflessioni che quella lettura avrà messo in moto in loro stessi, sempre relativamente ad esperienze di cura di bambini.

A coloro che frequenteranno il corso per intero o almeno che saranno presenti a 4 incontri su 5, sarà rilasciato un attestato, utile al nostro interno. Infatti quando dovremo scegliere degli accompagnatori privilegeremo le persone munite di attestato rispetto a chi ne è privo.

Il corso si prospetta interessante, ma deve essere seguito con regolarità: chiedo a chi intende parteciparvi di inserirlo in agenda ed impegnarsi ad esserci.

Se volete invitare altre persone interessate a questa formazione, fatecelo sapere: le stesse saranno naturalmente bene accolte.

 

In attesa di un vostro riscontro, vi saluto cordialmente.

Carla Forcolin

LEZIONE CONCERTO per bambini con meno di 3 anni

mercoledì 6 febbraio 2013


Sabato 26 gennaio 2013 l’associazione “La gabbianella” è stata invitata con i bambini del nido del carcere dai nostri amici del Centro Culturale XXV Aprile, Kairos – Danza e Teatro, a una lezione concerto basata sul metodo M.L.T. di Edwin E. Gordon.

Il metodo favorisce l’apprendimento della musica fin dalla più tenera età, mediante l’utilizzo di procedimenti analoghi a quelli che si usano per lo sviluppo del linguaggio.

Partiamo quindi dal carcere con la nostra piccola band e siamo contenti perché tutti i bambini del nido sono usciti, anche quelli che non vanno di solito all’asilo. Nell’androne del Centro Culturale, dove tra l’altro è attualmente esposta la mostra “Condividere la gioia”, troviamo ad aspettarci una ventina di bambini che ridono e giocano. I “nostri” piccoli si uniscono subito a loro e noi li guardiamo fare amicizia con gli altri, mentre aspettiamo che la lezione abbia inizio.

Appena entriamo nella palestra, siamo accolti dalle voci dolcemente ritmate delle ragazze che animeranno il nostro pomeriggio. Sembra impossibile, ma improvvisamente non si sente più volare una mosca: i bambini rumorosi e scalpitanti, che qualche minuto prima correvano nell’androne, si sono accucciati vicino ai loro genitori/accompagnatori e se ne stanno fermi immobili con gli occhi attenti e le bocche spalancate. Pacifici, si fanno coccolare dai suoni melodiosi dapprima prodotti solo con la voce, poi con qualche accompagnamento strumentale.

Anche gli adulti dondolano il busto a tempo. Tutti sono affascinati dagli strumenti a percussione e a scuotimento che attirano immediatamente l’ attenzione dei bimbi. Tra di essi  qualche audace si avvicina curioso in esplorazione del basso e della fisarmonica momentaneamente abbandonati accanto ai musicisti.  Nessuno impedisce ai bambini i comportamenti spontanei.

La lezione è un crescendo di musiche e ritmi che incantano anche i grandi.

La musica tocca tutti nel profondo.

I “nostri” bambini sembrano sereni: qualcuno curiosa in giro, qualcuno balla contento e l’ultimo arrivato recentemente al nido, che non aveva riposato bene di notte, si rilassa talmente tanto che si addormenta pacifico tra le braccia di una volontaria.

La lezione continua e i bambini sono così naturalmente partecipi e a loro agio che sembra quasi che per loro la musica sia una parte essenziale del loro essere, e forse è proprio così.

La nostra esperienza si conclude con un gioioso applauso: i bambini hanno vissuto una nuova esperienza, i grandi sono felici per avere scoperto una dimensione musicale di cui molti non conoscevano nemmeno l’esistenza.  Il concerto ha lasciato a tutti un senso di armonia e dolcezza.

Se ce ne sarà modo, ripeteremo l’esperienza. Sarebbe bello che i bambini potessero vivere momenti simili con le loro mamme.

Clara Zennaro

Concerto jazz e mostra fotografica per i progetti della Gabbianella, Foresteria Valdese 6 gennaio, ore 17

giovedì 3 gennaio 2013

Il 6 gennaio, presso il Centro Culturale Protestante di Palazzo Cavagnis, nella Foresteria Valdese, si terranno un incontro e un concerto jazz a favore dei progetti della Gabbianella con i bambini nel nido del carcere femminile della Giudecca. Saranno anche esposte le fotografie della mostra”Condividere la gioia” e del calendario dell’associazione.

Si inizierà con un thè di benvenuto alle 17. Il concerto, con il Duo Nagual, costituito dal chitarrista Stefano Scutari e dal sassofonista Gianni Ancorato, inizierà alle 17.30.

Clicca sull’immagine per la locandina con tutti i dettagli dell’evento. Vi aspettiamo in tanti!

 

Mostra fotografica “Condividere la gioia”, Ca’ Foscari Zattere, dal 5 al 12 dicembre

lunedì 3 dicembre 2012

Mercoledì 5 dicembre alle ore 17.00, nella sede di Ca’ Foscari Zattere, Zattere al Pontelungo, Dorsoduro 1392, si inaugurerà la mostra fotografica “Condividere la gioia”, con immagini dei bambini in spiaggia accompagnati dai volontari de “La Gabbianella e altri animali” durante il progetto “Capanna solidale”.

La mostra starà aperta fino al 10 dicembre dalle 10.00 alle 18.00.

Sarà possibile acquistare calendari e poster, partecipando così alla raccolta di fondi per pagare chi accompagna quotidianamente i bambini dal carcere femminile della Giudecca al nido comunale.

Il nostro progetto “Rete solidale”

mercoledì 28 novembre 2012

Il  progetto “Rete solidale”, che la nostra associazione ha proposto alla Regione Veneto con 11 altri partners ( il Comune di Venezia, la Direzione dell’Istituto di pena femminile della Giudecca, l’Ufficio Esecuzione Penale Esterna –UEPE-, l’ Azienda ULSS 12, la Caritas diocesana, le Parrocchie di Zitelle, Redentore, Sacca Fisola, l’Associazione Soroptimist, l’Associazione Arco-acuto, il Centro di Consultazione per genitori, bambini, adolescenti) non ha avuto un punteggio tale da ottenere il finanziamento regionale,  anche se la nostra proposta ha ottenuto il massimo punteggio alle voci “innovatività” e “coerenza”.

Il progetto si era dato l’obiettivo di avvicinare alcune Istituzioni che lavorano nel Carcere femminile e il Volontariato, che spesso nell’Istituto di pena è attratto, attorno all’idea di garantire i finanziamenti per le uscite dei bambini del nido e del futuro ICAM (Istituto a Custodia Attenuata Maternità) per poterli accompagnare quotidianamente all’asilo comunale e alla scuola materna d’inverno, in spiaggia d’estate. Così i bambini non sarebbero stati reclusi di fatto, come rischia di succedere, pur negli ambienti freschi e belli  che per loro sono stati allestiti.

La ricerca dei volontari  (effettuata con l’aiuto delle Parrocchie) e la formazione dei volontari, che si offrono per questi bimbi (attuata con la collaborazione gratuita di una pedagogista clinica del Centro di Consultazione e del Centro Affidi del Comune di Venezia), si sarebbero allargate all’intero territorio, laddove si fosse presentata la necessità di trovare persone/famiglie solidali anche per altri bambini del territorio di Venezia–Mestre, andando a rimpinguare la banca dati del Comune con nuove disponibilità alla solidarietà familiare. Inoltre, prevedendo il progetto anche di accompagnare i bambini, che risiedono in altre città, dalle madri detenute (con il supporto logistico della Caritas), la sua estensione territoriale avrebbe finito per riguardare l’intera regione e il territorio nazionale, ma con modalità e territorialità non prevedibili in anticipo.

Il progetto non è passato perché, mi è stato spiegato in Regione, non abbiamo avuto abbastanza cofinanziamenti – verissimo ! – e non abbiamo avuto altri comuni della Regione, oltre a quello di Venezia,  nella “territorialità”. Insomma, essendo stati presentati in Regione 320 progetti, di cui se ne potevano finanziare 30, se ne dovevano escludere molti e noi siamo stati tra questi, perché eravamo carenti sotto questi aspetti. Già prima di presentare il progetto, l’Associazione aveva fatto presente più volte questo rischio, ma non è riuscita ad ottenere forme importanti di co-finanziamento.

Rimane il problema di riuscire a fare le cose necessarie per i bambini del carcere e della città pur non avendo i finanziamenti pubblici. I bambini, che non sappiamo quanti saranno in futuro, visto che sta per aprire il nuovo  ICAM, devono uscire, e la solidarietà familiare, che talora porta all’affidamento, va estesa. Leggi tutto…

1caffé per la Gabbianella, il 25 novembre

sabato 24 novembre 2012

Cari amici,

la nostra associazione è stata scelta come destinataria di un caffé nel sito di Luca Argentero.  Andando sul sito il  25 novembre sarà possibile donare “caffé” e “colazioni” che saranno interamente devolute alla Gabbianella.

Grazie all’iniziativa di Luca Argentero e a tutti coloro che vorranno partecipare e aiutarci!  Abbiamo un gran bisogno di essere sostenuti economicamente, perché non riceviamo contributi per pagare chi accompagni quotidianamente i bambini del carcere all’asilo nido comunale ormai da anni.

 

Giovanna Miggiani e la sua lotta

martedì 20 novembre 2012

Dopo lunga sofferenza è “andata avanti”, ieri 19 novembre 2012, Giovanna Miggiani, per lunghi anni membro attivo e vivace della nostra associazione. Giovanna probabilmente era più nota al mondo per il suo impegno professionale (musicologa, insegnante) e politico (PD) che per la sua dedizione al volontariato e per la sua lotta solitaria, volta ad adottare un bambino. In questa lotta Giovanna ha dato prova non solo di tenacia e determinazione, ma anche – e soprattutto – di grandissima generosità.

Voglio ricordare un episodio per tutti: la sua offerta di disponibilità all’adozione nei casi particolari giaceva da tempo in Tribunale, quando giunse alla nostra associazione, da una casa famiglia della Campania, la richiesta di indicare qualcuno, anche una donna sola, disposto ad adottare un bambino con la spina dorsale bifida. Giovanna volò a Napoli, conobbe Titino e se ne innamorò, nonostante il suo handicap. Forse avrebbe coronato il suo sogno se non si fosse offerta per quel bimbo anche una coppia che aveva ben poche probabilità di adottare con adozione legittimante, in quanto il marito era affetto da una malattia cronica. Era una coppia giovane ed innamorata, piena di entusiasmo e di positività. Quando Giovanna la conobbe, pensò che sarebbe stata più valida di lei per Titino. Diede ai giovani tutte le informazioni che aveva sul bambino e perfino il tenerissimo peluche che aveva già acquistato per il prossimo incontro con lui. Alla fine, per una serie di motivi, il sacrificio di Giovanna si rivelò vano ma il suo gesto fu, ed è, esempio di rara nobiltà d’animo.

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Carcere: bambini rinchiusi ma non reclusi

martedì 25 settembre 2012

Approfitto della Tavola Rotonda organizzata dalla cooperativa sociale “Il Cerchio” a Venezia, in data 22 settembre, per toccare un problema su cui cerco di attirare l’attenzione delle Istituzioni  e dell’opinione pubblica da tanto tempo: quello della qualità della vita e dell’educazione dei bambini che vivono nel nido della Casa di Reclusione femminile con le madri.

Questi bambini, fino ad oggi al di sotto dei tre anni, hanno bisogno di uscire dall’Istituto di Pena e hanno bisogno di frequentare l’asilo infantile, per un mucchio di ragioni così ovvie che non mi dilungo nemmeno a spiegarle. L’asilo permette loro una sorta di normalità di vita e di crescita che altrimenti non avrebbero. Senza asilo essi accumulerebbero gravi ritardi nel loro sviluppo culturale (si pensi solo all’apprendimento corretto della lingua italiana, che spesso le loro madri parlano male) venendo quindi penalizzati rispetto agli altri bimbi già dai primi giorni di scuola.

All’asilo però i bambini devono essere accompagnati e non c’è una figura regolarmente retribuita dal Ministero di Giustizia o da altre Istituzioni (Regione, Comune, Municipalità, Ussl)  che abbia questo compito.

Pensare che il problema sia risolvibile con il puro volontariato è piuttosto ingenuo: il volontario non può o vuole avere un impegno costante e tassativo, quotidiano, per anni, ad orari precisi (8,30- 15,30). Se è giovane si deve trovare un lavoro, se è anziano non è in grado di sollevare carrozzine per i ponti e inseguire bimbetti che corrono là dove la curiosità li attira. Accompagnare i bambini all’asilo significa poi rapportarsi prima e dopo la strada con le madri e con le maestre, fare da tramite tra le stesse, divenire importante riferimento per il bambino (non si possono dare allo stesso bimbo troppi accompagnatori) ecc. È quindi un compito importante, a cui si deve anche essere preparati. È  un compito che andrebbe
riconosciuto. Leggi tutto…