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	<title>www.lagabbianella.org &#187; solidarietà</title>
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	<description>sito dell&#039;associazione &#34;La gabbianella e altri animali&#34; - onlus</description>
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		<title>INVITO A PARTECIPARE ALLA LOTTERIA VENEZIANA E ALL&#8217;ASSEMBLEA ANNUALE DELLA GABBIANELLA</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 22:53:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari soci e amici della Gabbianella, torno a voi dopo gli auguri di Natale. Questa volta è per una proposta divertente: una lotteria, i cui premi in palio possono essere molto ambiti, soprattutto dai non veneziani. A chi non piacerebbe essere ospitato gratis per due notti all’Hilton di Venezia presso l’ex Molino Stucky? Oppure ricevere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari soci e amici della Gabbianella, torno a voi dopo gli auguri di Natale.</p>
<p>Questa volta è per una proposta divertente: una <a href="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2012/01/LocandinaLotteria_fac-simile_definitivo3-NERO.pdf">lotteria</a>, i cui premi in palio possono essere molto ambiti, soprattutto dai non veneziani.</p>
<p>A chi non piacerebbe essere ospitato gratis per due notti all’Hilton di Venezia presso l’ex Molino Stucky? Oppure ricevere dei biglietti gratis per andare al Teatro “La Fenice”? O ancora ricevere un bellissimo quadro di Geoffrey Leckie (Tramonto sul canale della Giudecca) da appendere in salotto? Ma anche i nostri vasi in autentico vetro di Murano e gli altri premi sono belli!<br />
Noi li mettiamo in palio a solo 1 euro per biglietto.<br />
Vi invitiamo quindi ad acquistare dei biglietti, sia perché potreste essere baciati dalla fortuna, sia perché così facendo sosterrete l’associazione e le sue iniziative, dalla lotta per la tutela dei legami affettivi dei bambini in affidamento, alla cura regolare dei bimbi del carcere femminile della Giudecca. Chi volesse richiederci un blocchetto di biglietti (25 biglietti/25 euro), da distribuire ad amici e parenti, non esiti a rispondere a questo invito. L’estrazione avverrà lunedì 20 febbraio alle ore 18.00 a Palazzo Cavagnis, Castello 5170.  Gli assenti potranno controllare i biglietti vincenti su questo sito.</p>
<p>Con l’occasione, nello stesso giorno, ma in diverso orario, si terrà l’assemblea annuale, per discutere sull’andamento delle leggi proposte dopo la nostra petizione, sui progetti futuri, sul rinnovo delle cariche del direttivo, sul bilancio consuntivo e preventivo.</p>
<p>Invito i soci e coloro che intendono diventarlo, a segnare questa data nella loro agenda. L’appuntamento è sempre a Palazzo Cavagnis lunedì 20 febbraio alle ore 15.30,  l’estrazione della lotteria avverrà alle ore 18.00.</p>
<p>Cari saluti a tutti.</p>
<p>Carla Forcolin</p>
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		<title>Una lotteria per sostenere la Gabbianella</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 17:33:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell’ambito della campagna di autofinanziamento per permettere alla nostra associazione di sostenersi con le proprie forze, abbiamo organizzato una lotteria di Carnevale a premi, tutti offerti da soci e simpatizzanti della “Gabbianella”. I premi (l&#8217;elenco completo sarà pubblicato in seguito) spaziano dagli oggetti d’arte &#8211; il primo premio è un paesaggio del pittore Geoffrey Leckie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ambito della campagna di autofinanziamento per permettere alla nostra associazione di sostenersi con le proprie forze, abbiamo organizzato una lotteria di Carnevale a premi, tutti offerti da soci e simpatizzanti della “Gabbianella”.  </p>
<p>I premi (l&#8217;elenco completo sarà pubblicato in seguito) spaziano dagli oggetti d’arte &#8211; il primo premio è un paesaggio del pittore Geoffrey Leckie che ritrae il canale della Giudecca &#8211; ai prodotti alimentari tipici, come l’olio extra-vergine d’oliva abruzzese, alle offerte culturali (biglietti per spettacoli al teatro La Fenice, visite guidate a luoghi d’interesse artistico, corsi), a un soggiorno gratuito per due notti per due persone a Venezia presso l’hotel Molino Stucky Hilton Venice. L’estrazione avverrà il 20 febbraio 2012 presso Palazzo Cavagnis, Castello 5170, alle ore 18. </p>
<p>Chi volesse acquistare uno o più biglietti, che costano un euro ciascuno, può rivolgersi a Nara Ronchetti (3387236383) o ad Annarosa Bianco (3339593487), oppure può andare direttamente ad acquistarli al negozio di abbigliamento di Eliana Penzo, di fronte all’imbarcadero ACTV, fermata Redentore.</p>
<p>Grazie e Buona Fortuna!</p>
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		<title>I giorni del volontariato a Milano, sabato 5 e domenica 6 novembre</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 14:58:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato 5 e domenica 6 novembre, dalle 10.00 alle 18.30, nei chiostri del Palazzo delle Stelline a Milano si terrà la Seconda mostra-presentazione delle associazioni di volontariato, promossa da Aim, Ciessevi e La città del bene-Corriere della Sera. Gli stand delle associazioni partecipanti, dove sarà possibile  incontrare e parlare con i loro rappresentanti, sono ben [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lagabbianella.org/?p=5494"><img class="alignleft size-full wp-image-5498" style="margin-right: 5px;" src="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/10/Outlook-1.jpg" alt="" width="224" height="99" /></a>Sabato 5 e domenica 6 novembre, dalle 10.00 alle 18.30, nei chiostri del Palazzo delle Stelline a Milano si terrà la Seconda mostra-presentazione delle associazioni di volontariato, promossa da <a href="http://www.aim.milano.it">Aim</a>,<a title="Ciessevi" href="http://www.ciessevi.org"> Ciessevi</a> e La città del bene-Corriere della Sera. Gli stand delle associazioni partecipanti, dove sarà possibile  incontrare e parlare con i loro rappresentanti, sono ben 220. E&#8217; stata inoltre organizzata una serie di 30 eventi, comprendenti seminari, testimonianze, filmati, giochi per bambini, musica ed altro ancora.</p>
<p>Per i dettagli dell&#8217;iniziativa, clicca sull&#8217;immagine.</p>
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		<title>Convegno “Genitorialità in carcere e diritti dei figli delle detenute”</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 08:35:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal nostro osservatorio Da 7 anni l’associazione “La gabbianella e altri animali” si occupa dei bambini del nido del carcere femminile della Giudecca (Ve) e delle loro mamme. Sulla base di un calcolo, fatto proprio in funzione di questo convegno, dove forse ci sono errori per difetto e non per eccesso, i bambini accompagnati da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal nostro osservatorio</strong></p>
<p>Da 7 anni l’associazione “La gabbianella e altri animali” si occupa dei bambini del nido del carcere femminile della Giudecca (Ve) e delle loro mamme.</p>
<p>Sulla base di un calcolo, fatto proprio in funzione di questo convegno, dove forse ci sono errori per difetto e non per eccesso, i bambini accompagnati da noi all’esterno per un periodo di tempo di mesi o di anni sono stati 29, 17 maschi e 12 femmine. I bambini passati per il nido del carcere sono molti di più, ma la maggior parte ci è stata per pochissimo tempo e quindi non ha potuto avvalersi dell’aiuto che l’associazione offre. Quasi tutti i 29 bimbi, che noi ricordiamo dal 2004 ad oggi, hanno frequentato regolarmente l’asilo nido comunale. Alcuni di essi non sono stati all’asilo nido perché le loro mamme non volevano che lo frequentassero, per paura di staccarsene o per timore che i figli si integrassero troppo nella nostra cultura. Alcune di esse temevano anche che qualcuno si impadronisse dei loro figli e glieli rubasse. In qualche caso, dei bimbetti sono stati nel nido solo  d’estate o per periodo troppo brevi per fare un inserimento ad anno scolastico inoltrato. <span id="more-5477"></span></p>
<p>Il gruppo etnico più rappresentato è quello dei Rom -13-, seguito da nigeriani di etnia Edo &#8211; 7- ,  sudamericani &#8211; 4 -, italiani -3- (due fratelli erano figli di giostrai), marocchini -1 -, un bambino la cui origine ci sfugge.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Rom e Nigeriani</strong></p>
<p>I Rom sono la minoranza etnica più numerosa d’Europa. Tra di essi genitorialità e famiglia affondano le loro radici nel clan familiare; sono anche il gruppo più numeroso in carcere. Furti piccoli ma reiterati, compiuti fin da giovanissime, per strada e nelle case, portano ragazze anche giovani a scontare pene molto lunghe con i loro bambini: è difficile trovare per le mamme una casa in cui mandarle agli arresti domiciliari. Esse erano nomadi, oggi vivono sempre più spesso in campi di roulottes o casette prefabbricate ma raramente in una vera casa.</p>
<p>Anche i bambini nigeriani provengono da una cultura in cui è molto forte il senso del clan familiare e in cui i bambini “appartengono” al padre  e alla sua famiglia. Ma le mamme nigeriane in Italia, quasi tutte di etnia Edo, sono spesso senza famiglia e, se arrestate, non sono in grado di pagare un affitto, quindi non possono andare agli arresti domiciliari in nessun luogo. Questa realtà è comunque diffusissima tra le donne che entrano in carcere con i loro bimbi, a qualsiasi gruppo appartengano. Sono donne sole che non possono appoggiarsi ad una famiglia per essere protette. La famiglia da qualche parte esiste e magari comanda da lontano su donne e bambini, ma non li protegge e non è in grado di dare loro un alloggio funzionale agli arresti domiciliari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Genitorialità in carcere (mamme e bambini rinchiusi insieme)</strong></p>
<p>E’ evidente che parlando d bambini del nido del carcere si parla di piccini che vivono in un istituto che è stato creato per infliggere una pena alle loro madri, oltre che per rieducarle, quindi vivono in un luogo dove si soffre. Le loro madri sono private di un bene prezioso come la libertà e delle loro relazioni umane. Sono sottoposte a una serie infinita di “superiori”, non possono possedere oggetti di uso corrente (forbici, coltelli, cordini), devono sempre ubbidire. Sono giudicate da agenti, assistenti sociali, educatrici, ecc. Perfino dalle loro compagne di pena, se sono più fragili delle altre.</p>
<p>I bambini hanno a che fare con mamme tristi, sole, avvilite se non addirittura depresse. Con mamme che non giocano e non hanno voglia di giocare, che talora stanno talmente male da non prendersi nemmeno cura di loro nelle funzioni primarie come il nutrirli, lavarli, cambiarli. A volte sono proprio i bimbi a dare alle mamme gli unici elementi di conforto e motivazione a vivere. Ma i bambini per non essere travolti essi pure nella depressione devono trovare qualche stimolo, uscire e vedere il mondo, relazionarsi a qualcuno che sia sereno e allegro.</p>
<p>Una cosa è vivere in un carcere dormendoci e passando con la mamma le giornate di malattia o maltempo, un’altra è starci chiusi ininterrottamente per settimane, mesi, anni. La prima eventualità (quella che è sotto ai miei occhi a Venezia) permette ai bambini di crescere normalmente, la seconda crea dei pesanti handicap al loro sviluppo intellettivo e al loro inserimento sociale.  Spesso ci è capitato di segnalare al pediatra alcuni bambini arrivati da poco da altre realtà, i cui problemi si sono volatilizzati da soli uscendo dal carcere e andando in spiaggia o all’asilo. Le condizioni di vita dei bambini al di sotto dei tre anni sono fondamentali per il loro sviluppo e il legame con  la mamma, che le nostre leggi tutelano, non basta da solo a rendere questo stesso sviluppo armonioso .</p>
<p>Di qui la necessità di frequentare altri ambienti, altri bambini e altri adulti e anche di uscire liberamente senza avere contatti con nessuna istituzione, per divertirsi in un parco giochi o sul bagnasciuga di una spiaggia, con qualche “zia”, possibilmente sempre la stessa.</p>
<p>Il bambino che rientra nel nido del carcere dopo essersi divertito e avere imparato cose nuove, porta alla mamma una ventata di freschezza, che fa bene anche a lei. Se poi i bambini sono un gruppetto e continuano a giocare tra loro come facevano fuori, questo cambia l’atmosfera del nido anche per le mamme.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Diritti del bambino in carcere</strong></p>
<p>Tra i primi diritti del bambino c’è quello di frequentare l’asilo nido e di uscire dal carcere per entrare in contatto con il mondo esterno. Una figura amichevole, che si faccia carico degli accompagnamenti con regolarità, si rivelerà preziosa per il bambino e ancor più per la mamma, che  da essa potrà avere delle informazioni sulla vita del suo bambino all’esterno e soprattutto sostegno psicologico. Non è pensabile che si accompagni un bimbo all’asilo nido senza prima scambiare una breve conversazione con sua madre o che si ritorni dal nido stesso senza raccontare alla mamma che cosa il bambino ha mangiato, se ha fatto la nanna, ecc. Così la mamma vive almeno un rapporto con qualcuno che non la giudica e che non le è superiore, che anzi le può far notare i progressi del bambino o della bambina come qualcosa di cui andare fiera, di cui rallegrarsi. Generalmente chi aiuta a seguire i bambini, spesso procurando loro anche vestiti e giocattoli, viene considerato come persona di fiducia e la fiducia è un sentimento spesso nuovo e importante che dev’essere coltivato.</p>
<p>L’asilo nido permette ai bambini svantaggiati come quelli di cui stiamo parlando di ricevere stimoli, di apprendere la lingua italiana correttamente, di socializzare con altri bambini, di entrare in contatto con odori, suoni, sapori, esperienze piacevoli. I “nostri “ bambini si inseriscono nel nido fin dai primi giorni e se noi entriamo in conflitto con le brave maestre che lo gestiscono è perché esse prolungano l’inserimento per settimane, “mandano a casa” i piccoli al primo starnuto o alla prima scarica di diarrea. Rimandare un bambino in carcere non è come mandarlo a casa… c’è chi piange al momento di lasciare l’asilo.</p>
<p>Asilo, uscite, spiaggia (cioè  incontro con gli ampi spazi, il mare e la natura), nonché rapporti di sostegno alle mamme sembrano curare i bambini dalle loro sofferenze per un po’ e alleviano il senso di colpa delle mamme che li hanno portati con sé. La libertà personale e rapporti umani positivi sono diritti per i bambini e corrispondono ad un semplice alleviamento delle sofferenze che la loro situazione già porta con sé. Ricordiamoci che il pur encomiabilissimo sforzo di  rendere confortevoli gli ambienti in cui vivono i bambini serve a poco, se in essi non regna un po’ di serenità e se da essi non si esce.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Bambini stranieri</strong></p>
<p>La stragrande maggioranza dei bambini del carcere unisce in sé tutti i problemi legati sia alla condizione delle madri, sia alla condizione di minori stranieri in Italia e il loro futuro fuori del carcere spesso è peggiore del loro presente tra le mura delle case circondariali.</p>
<p>Figli di madri a cui è scaduto il permesso di soggiorno o che non lo hanno mai avuto, sono essi pure clandestini, sono privi di diritti, sono soggetti ad estrema povertà ed emarginazione. I padri spesso sono lontani o assenti o in pessimi rapporti con le madri o “padroni” e persecutori, senza essersi quasi mai presi cura dei figli. Talora sono in carcere essi stessi.</p>
<p>Al compimento dei tre anni, oggi e fino al 1/1/2014, i bambini devono uscire dal nido. Con la nuova legge, vi usciranno a sei anni. Molti bambini alla cui sorte ho assistito, sono andati in una casa-famiglia con la mamma, da cui non sono stati costretti a separarsi; alcuni hanno raggiunto il padre o i nonni, con  la mamma, agli arresti domiciliari;  alcuni sono andati nella  famiglia d’origine mentre la mamma rimaneva in carcere; due sono stati adottati; sei sono stati accolti in affidamento. Di questi, cinque sono arrivati in affidamento presso nostre famiglie, che le madri e i bambini conoscevano, per gli accompagnamenti all’asilo o per altri contatti precedenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Arresti domiciliari</strong></p>
<p>Se le mamme sono agli arresti domiciliari, in casa di parenti o in qualche struttura, i bambini fanno fatica ad uscire dalle mura domestiche. O c’è chi li accompagna all’esterno o di fatto ritornano in condizioni di deprivazione, forse ancor peggiori che in carcere, perché di maggior isolamento. A volte non vengono mandati alla scuola materna, pur essendosi la madre convinta della sua importanza, perché è difficile iscriverli e portarceli. Ci vuole qualcuno che li continui a proteggere con forza perché possano accedervi. Inoltre la precarietà stessa della condizione abitativa del nucleo familiare rende più difficile l’iscrizione del bambino a scuola.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L’affidamento dei bambini del carcere</strong></p>
<p>Anche i bambini accolti in affidamento non sono protetti a sufficienza e per certi aspetti rischiano perfino di soffrire di più. Mentre aspettano che la mamma esca dall’istituto di pena, vengono accompagnati dagli affidatari stessi a regolari incontri con la stessa (visite talora poco piacevoli per i bambini, da cui cercano di sottrarsi). Poi le madri escono, ma prima di riprendere i figli con sé devono avere documenti in regola, un alloggio e un lavoro. Il lavoro e l’alloggio non si danno a chi non ha documenti in regola, quindi in teoria madri e figli stranieri dovrebbero essere espulsi subito  alla fine della pena della madre. Ma le madri non solo si sottraggono all’espulsione, non avendo più nessuno nel paese d’origine (o quasi), ma anche non hanno i soldi per procurarsi il biglietto aereo e non possono partire. Di fatto vengono tollerate in Italia il più a lungo possibile, ma poi viene rinnovato per loro il decreto di espulsione. I bambini nel frattempo sono vissuti in famiglie italiane e si trovano o a divenire clandestini, con le mamme disoccupate e quasi costrette ad attività disoneste di nuovo o a divenire di fatto cittadini di paesi a cui sono estranei come qualsiasi bambino italiano.</p>
<p>Evito di narrare le tragedie vissute da tre bambini nati in Italia, dati in affidamento a famiglie italiane, cresciuti come bimbi “nostri” e poi costretti a rientrare nella lontana famiglia nigeriana o rumena. Due di essi sono stati consegnati a sei anni al padre-padrone mai visto prima e poi abbandonati dalla madre, che non voleva riunirsi al marito, in Nigeria. In un colpo hanno perso tutti gli affetti e cambiato mondo: sono  passati da un’Italia agiata e attenta ai diritti dei minori ad un paese equatoriale povero, dove prevale anche in famiglia la legge del più forte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Difendere i diritti dei bambini</strong></p>
<p>Come impedire che questi bimbi siano trattati cosi?</p>
<p>C’è un solo modo: facendo prevalere i loro diritti a crescere nel paese a cui culturalmente appartengono sulla cieca applicazione della legge n. 94 del 2009 recante “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica”, cioè la legge sull’immigrazione. Basterebbe che l’autorità procedente l’espulsione chiedesse il nulla osta al tribunale dei Minorenni, quando destinatario del provvedimento espulsivo fosse il genitore di un minore. L’art. 31 del decreto legislativo n. 286/98 può essere applicato a questi bambini e può dare un permesso di soggiorno provvisorio ai loro genitori perché trovino legalmente un lavoro. Non sarebbe la certezza del permesso di soggiorno e nemmeno lontanamente la cittadinanza italiana per dei bambini spesso nati in Italia, ma almeno sarebbe una possibilità per le loro mamme. Che senso ha dare in affidamento per periodi  lunghi  dei bimbi in Italia, fino all’uscita dal carcere delle madri, per poi spedirli in Nicaragua o in Nigeria e abbandonarli ad un destino difficilissimo?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche senza arrivare al passaggio in altri continenti, lede il diritto alla continuità degli affetti dei bambini il loro distacco brusco e definitivo dalla famiglia affidataria in cui hanno vissuto liberi per la prima volta, per essere mandati da una città all’altra senza poter comunicare con gli affidatari, che di loro si sono presi cura per anni. Si ritrova qui, rafforzato, il tema della petizione lanciata ormai due anni fa al Parlamento Italiano dall’Associazione “La gabbianella e altri animali”.</p>
<p>Finché non si preciserà nella legge attuale sull’affidamento che i bambini hanno diritto ai sentimenti, questo prezioso istituto si rivelerà un’arma a doppio taglio per i bambini e sarà ben poco considerato dalle famiglie italiane. La petizione da noi lanciata in merito ha prodotto leggi che giacciono in Commissione Giustizia da troppo tempo, è ora che se ne discuta.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Conclusioni</strong></p>
<p>1- I bambini che finiscono in carcere hanno bisogno di essere accompagnati all’asilo nido e all’esterno da persone di fiducia; hanno bisogno che si sostenga la loro stessa mamma per non dover essere loro ad asciugarle gli occhi, in una pericolosa inversione di ruoli.</p>
<p>2- Hanno bisogno di avere qualcuno che li segua e garantisca l’attuazione dei loro diritti anche dopo la scarcerazione, soprattutto se la mamma viene mandata agli arresti domiciliari.</p>
<p>3- Se vengono posti in affidamento, dev’essere garantita loro, come a tutti gli altri bambini in tale situazione, la continuità degli affetti.</p>
<p>4- Devono poter rimanere legalmente in Italia se nel paese d’origine della madre non hanno nessuna possibilità di inserirsi in un tessuto sociale che ne garantisca la crescita onesta ed armoniosa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In dicembre per uno dei “nostri” bambini in affidamento, scade il rinnovo del decreto di affidamento. A sua madre, che è uscita dal carcere da quasi un anno e lavora presso l’Hilton, non viene concesso il permesso di soggiorno. Dove passerà il primo giorno dell’anno 2012?</p>
<p>Se i bambini cresciuti in carcere sono culturalmente italiani,  nati e vissuti qui; se hanno frequentato asilo infantile e scuola materna o addirittura anche la scuola elementare in Italia, devono essere considerati un patrimonio italiano. Su di essi si sono investite grandi forze sia dei nostri Servizi Sociali che del mondo del volontariato, potrebbero divenire splendidi mediatori culturali e uomini e donne riscattati ad un’infanzia difficile. Non devono essere considerati solo figli indesiderati di madri clandestine. Non sono dei delinquenti, ma soltanto dei bambini, come i nostri figli.</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Il laboratorio &#8220;Ricuciamo&#8221; nella casa di reclusione femminile della Giudecca</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 16:46:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel mese di maggio la Gabbianella ha avviato il laboratorio di taglio e cucito “Ricuciamo” con le mamme e le donne ristrette nella casa di reclusione femminile veneziana della Giudecca. Il laboratorio “Ricuciamo” fa seguito a un ampio progetto educativo riservato alle mamme recluse nel nido del carcere, attuato dal 2007 al 2010 con finanziamenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-5386" style="margin-right: 5px;" src="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/09/IMG_3347-300x225.jpg" alt="" width="201" height="150" />Nel mese di maggio la  Gabbianella ha avviato il laboratorio di taglio e cucito “Ricuciamo” con le mamme e le donne ristrette nella casa di reclusione femminile veneziana della Giudecca.</p>
<p>Il laboratorio “Ricuciamo” fa seguito a un ampio progetto educativo riservato alle mamme recluse nel nido del carcere, attuato dal 2007 al 2010 con finanziamenti della Regione Veneto. La  Gabbianella si è orientata sul taglio e cucito valutando da un lato i risvolti non soltanto educativi ma anche eventualmente professionalizzanti delle attività manuali proponibili all’interno dell’istituto di pena, dall’altro le purtroppo ridotte disponibilità finanziarie.</p>
<p>Le risorse dell’arte del taglio e cucito sono note. E’ un’arte che richiede applicazione ma è gratificante. Se praticata con concentrazione libera la mente e consente di realizzare qualche cosa di concreto, utile e piacevole per sé e per gli altri. Tuttavia non è molto praticata, e sappiamo quanto sia difficile trovare chi la padroneggi e sappia adattare capi di vestiario e svolgere piccole riparazioni. Inoltre nella casa di reclusione opera da anni un attivo e apprezzato laboratorio di sartoria gestito dalla Cooperativa “Il Cerchio”. La Cooperativa organizza periodicamente corsi di avviamento alla sartoria, cui però può necessariamente accedere un numero limitato di aspiranti.</p>
<p>Alla guida del laboratorio “Ricuciamo” è stata chiamata Nerina Bado, una professionista esperta nell’insegnamento della sartoria, della tessitura e del cucito creativo per tutte le fasce d’età, che aveva già lavorato con le donne ristrette in un precedente laboratorio di costumistica organizzato dalla sartoria.</p>
<p>Nei mesi di maggio e giugno si sono svolti 10 incontri di 3 ore ciascuno, a cui hanno preso parte 10 donne. <span id="more-5379"></span>Le abilità e le disposizioni molto diverse delle partecipanti non hanno consentito lo svolgimento di un regolare “corso” di taglio-cucito-piccole riparazioni come la nostra associazione si era inizialmente proposta, ma hanno reso necessario differenziare e calibrare di volta in volta le attività.</p>
<p>Gli esiti sono stati comunque molto positivi: la maggior parte delle iscritte ha seguito l’intero laboratorio. Due di loro, W. e A., hanno dimostrato di possedere già buona e ottima esperienza di taglio e cucito e sono state inserite nella sartoria. C., che invece non aveva mai impiegato una macchina da cucire, ha rivelato spiccate attitudini e un naturale interesse che si spera vorrà assecondare. Tutte le partecipanti hanno confezionato, lavorando a macchina e a mano secondo le loro capacità e attitudini, oggetti e capi di vestiario per sé, per i propri bambini e per le amiche. Ma al di là dei risultati materiali è stata profonda la soddisfazione provata nel confezionare oggetti graziosi e ben fatti e nell’applicarsi in questa attività insieme ad altre persone: le intense ore del laboratorio sono state efficaci sul piano psicologico e delle relazioni interpersonali.</p>
<p>Per il laboratorio “Ricuciamo” sono state acquistate 4 buone macchine da cucire che resteranno nella casa di reclusione a disposizione della sartoria e potranno essere impiegate in successivi corsi/laboratori organizzati anche dalle altre associazioni, o magari – ci piacerebbe molto – in un futuro laboratorio permanente di taglio e cucito e di piccole riparazioni che assolva le richieste della popolazione dell’istituto impegnando le donne ristrette.</p>
<p>L’organizzazione e l’attuazione di “Ricuciamo” sono state rese possibili grazie alla collaborazione e al contributo del Centro Servizi di Volontariato della provincia di Venezia, al contributo di Soroptimist di Venezia-Mestre, a una importante ditta che ha donato bellissimi scampoli, alla consulenza e ai consigli della responsabile della sartoria Annalisa Chiaranda, e alla collaborazione delle educatrici del carcere, dottoresse Carlotta Craveri e Marta Colle. Vorremmo anche ringraziare tutto il personale dell’istituto che ha seguito e vigilato con cortesia sulle attività, e le stesse partecipanti per l’entusiasmo dimostrato e l’aiuto nel riordinare i materiali e ripulire l’aula dopo gli incontri spesso prolungatisi oltre il previsto.</p>
<p>Il laboratorio continuerà nei mesi di ottobre e novembre, con vecchie e nuove partecipanti. Nel frattempo metà delle donne che hanno seguito i primi dieci incontri ha infatti lasciato la casa di reclusione e alcune di loro sono in procinto di farlo: il continuo alternarsi delle donne condiziona inevitabilmente ogni progetto educativo e scolastico nell’istituto. Oltre ad approfondire, o eventualmente ad apprendere ex novo i rudimenti del taglio e cucito, le partecipanti avranno questa volta occasione di lavorare in equipe per confezionare oggetti e regali natalizi in stoffa.</p>
<p><span style="color: #000080;"><strong>In vista della ripresa autunnale saremo molto grati a chi vorrà ancora regalarci tessuti, scampoli e filati &#8230; e siamo in cerca anche di un ferro da stiro! </strong></span>Chi fosse intenzionato ad aiutarci può rivolgersi a Paola, scrivendo a <strong><a href="mailto:redazione@lagabbianella.org">redazione@lagabbianella.org</a></strong></p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-5382" style="margin-right: 5px; margin-top: 5px;" title="Incontro con la macchina da cucira" src="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/09/IMG_3301-300x225.jpg" alt="" width="201" height="150" /><img class="alignnone size-medium wp-image-5383" style="margin-right: 5px; margin-top: 5px;" title="una prima prova" src="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/09/IMG_3307-225x300.jpg" alt="" width="112" height="150" /><img class="alignnone size-medium wp-image-5460" style="margin-right: 5px; margin-top: 5px;" title="seconda e terza prova" src="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/09/IMG_3308-225x300.jpg" alt="" width="112" height="150" /><img class="alignnone size-medium wp-image-5455" style="margin-right: 5px; margin-top: 5px;" title="semplice e preziosa" src="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/09/IMG_3352-225x300.jpg" alt="" width="112" height="150" /><img class="alignnone size-medium wp-image-5461" style="margin-right: 5px; margin-top: 5px;" title="versione con giallo" src="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/09/IMG_3329-225x300.jpg" alt="" width="112" height="150" /><img class="alignnone size-medium wp-image-5384" style="margin-right: 5px; margin-top: 5px;" title="cucire diritto e con precisione per la fodera di un cuscino" src="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/09/IMG_3309-300x225.jpg" alt="" width="201" height="150" /><img class="alignnone size-medium wp-image-5391" style="margin-right: 5px; margin-top: 5px;" title="inserire una cerniera" src="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/09/IMG_3310-300x225.jpg" alt="" width="201" height="150" /><img class="alignnone size-medium wp-image-5399" style="margin-right: 5px; margin-top: 5px;" title="con le borse ci siamo sbizzarrite" src="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/09/IMG_3343-225x300.jpg" alt="" width="112" height="150" /><img class="alignnone size-medium wp-image-5454" style="margin-right: 5px; margin-top: 5px;" title="borsina-secchiello" src="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/09/IMG_3351-300x225.jpg" alt="" width="201" height="150" /><img class="alignnone size-medium wp-image-5394" style="margin-right: 5px; margin-top: 5px;" title="difficoltà crescente" src="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/09/IMG_3334-300x225.jpg" alt="" width="201" height="150" /><img class="alignnone size-medium wp-image-5392" style="margin-top: 5px; margin-right: 5px;" title="precisione in un pannello avvolgibile con bustine" src="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/09/IMG_3326-300x225.jpg" alt="" width="201" height="150" /><img class="alignnone size-medium wp-image-5393" style="margin-right: 5px; margin-top: 5px;" title="interno del pannello con bustine" src="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/09/IMG_3327-300x225.jpg" alt="" width="201" height="150" /><img class="alignnone size-medium wp-image-5395" style="margin-right: 5px; margin-top: 5px;" title="facili da cucire e da indossare" src="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/09/IMG_3335-225x300.jpg" alt="" width="112" height="150" /><img class="alignnone size-medium wp-image-5396" style="margin-top: 5px; margin-right: 5px;" title="versione in rosa" src="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/09/IMG_3336-225x300.jpg" alt="" width="112" height="150" /><img class="alignnone size-medium wp-image-5398" style="margin-right: 5px; margin-top: 5px;" title="più taglio che cucito" src="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/09/IMG_3338-225x300.jpg" alt="" width="112" height="150" /><img class="alignnone size-medium wp-image-5462" style="margin-right: 5px; margin-top: 5px;" title="pannello da appendere in fondo al letto" src="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/09/IMG_3339-300x225.jpg" alt="" width="201" height="150" /><img class="alignnone size-medium wp-image-5403" style="margin-right: 5px; margin-top: 5px;" title="regalo di una partecipante esperta per la figlia" src="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/09/IMG_3341-225x300.jpg" alt="" width="112" height="150" /><img class="alignnone size-medium wp-image-5456" style="margin-right: 5px; margin-top: 5px;" title="piccoli doni" src="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/09/IMG_3355-300x225.jpg" alt="" width="201" height="150" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La gabbianella e il gatto al Festival delle arti 2011, sabato 17 settembre</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 08:29:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazioni ai soci]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
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		<description><![CDATA[Giovedì, venerdì e sabato 15-17 settembre si svolgerà l&#8217;atteso Festival delle Arti della Giudecca e Sacca Fisola. Vi parteciperà anche la Gabbianella sabato 17 alle ore 16 nel palco della cooperativa il Cerchio a Sacca Fisola con la rappresentazione mimata del racconto La Gabbianella e il gatto di Sepulveda, recitata da Ilaria Pasqualetto e Giacomo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-5355 alignleft" style="margin-right: 5px;" src="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/09/Senza-titolo-1-300x71.jpg" alt="" width="300" height="71" /> Giovedì, venerdì e sabato 15-17 settembre si svolgerà l&#8217;atteso <a href="http://festivaldelleartigiudecca.blogspot.com/">Festival delle Arti della Giudecca e Sacca Fisola</a>.</p>
<p>Vi parteciperà anche la Gabbianella sabato 17 alle ore 16 nel palco della cooperativa il Cerchio a Sacca Fisola con la <a href="http://festivaldelleartigiudecca.blogspot.com/2011/08/la-gabbianella-e-altri-animali.html">rappresentazione mimata del racconto La Gabbianella e il gatto di Sepulveda</a>, recitata da Ilaria Pasqualetto e Giacomo Trevisan.</p>
<p>Lo spettacolo, rivolto a bambini e adulti, sarà accompagnato dalla discussione di aspetti della solidarietà familiare e dall&#8217;illustrazione delle attività dell&#8217;associazione.</p>
<p><strong>Vi aspettiamo al Festival e alla rappresentazione della Gabbianella e il gatto!</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Proposte per l’accompagnamento all’asilo nido e all’esterno del carcere per i bimbi del nido del carcere femminile della Giudecca</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Sep 2011 08:40:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni ai soci]]></category>
		<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[protezione e tutela dei minori]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
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		<category><![CDATA[Venezia]]></category>

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		<description><![CDATA[Premessa Chi sono i bambini che vivono in carcere Nell’istituto penitenziario femminile della Giudecca entrano mamme con bambini sotto i tre anni, i quali, al compimento del terzo anno (e in futuro, in attuazione della nuova legge, al compimento del sesto anno) devono in ogni caso uscire dal carcere. I bambini che entrano nell’istituto penitenziario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Premessa</strong></p>
<p><strong>Chi sono i bambini che vivono in carcere</strong><br />
Nell’istituto penitenziario femminile della Giudecca entrano mamme con bambini sotto i tre anni, i quali, al compimento del terzo anno (e in futuro, in attuazione della nuova legge, al compimento del sesto anno) devono in ogni caso uscire dal carcere. I bambini che entrano nell’istituto penitenziario si trovano in questa situazione perché le mamme preferiscono tenerli con sé anziché lasciarli ai parenti, oppure perché le mamme non hanno parenti capaci di curare i bimbi o anche perché esse non hanno un appartamento dove rimanere agli “arresti domiciliari”. Le mamme sono quasi sempre straniere.</p>
<p><strong>Perché l’accompagnamento</strong><br />
Ai bambini che sono costretti a trascorrere la prima preziosa parte della vita in carcere, la Gabbianella da molti anni garantisce la frequenza regolare all’asilo-nido.</p>
<p>Andare all’asilo permette ai bambini di vivere fuori dal carcere, cioè di vedere ambienti e persone diversi da quelli dell’istituto di pena, di imparare l’italiano, che spesso le mamme non parlano bene, di acquisire elementi della cultura del nostro paese: comportamenti, alimenti, modalità di gioco. Frequentare l’asilo nido significa ricevere degli stimoli che la madre e il carcere non possono dare e sviluppare potenzialità della mente, che potrebbero non essere nemmeno toccate da una vita deprivata di esperienze. Significa mettere delle buone basi per la scuola materna e la scuola in genere. Significa soprattutto integrazione sociale.</p>
<p>Significa anche in molti casi creare “una rete di salvataggio” per i bambini in caso la mamma non stia bene o il bambino debba uscire dal carcere senza di lei. Infatti chi conosce il bambino e ha con lui/lei un rapporto d’affetto lo può ospitare per brevi periodi, come è successo molte volte, nel caso il bambino abbia bisogno di cure e attenzioni specifiche per motivi di salute suoi o della mamma.</p>
<p>Il tutto evitando logiche appropriative, lavorando sempre sulla coppia madre-figlio nel senso in cui si lavorò in passato con il progetto educativo della Regione: ciò che di meglio possiamo regalare ai bambini è un buon rapporto con le loro madri, a cui tendiamo sempre ad unirli. Se finiamo per accoglierli in affidamento è solo perché i bambini compiono i fatidici 3 anni o per casi davvero eccezionali.</p>
<p><strong>Le maggiori difficoltà incontrate e i risultati raggiunti<span id="more-5346"></span></strong><br />
Benché la cifra assegnata nel passato fosse adeguata, non è mai stato facile trovare accompagnatori disponibili a questo compito: infatti, i giovani cercano un lavoro vero e l’impegno di accompagnare i bambini toglie loro la libertà di movimento necessaria per “sistemarsi”, i pensionati si vogliono godere la libertà conquistata e si stancano a portare i passeggini su e giù per i ponti, chi lavora non può svolgere altre attività… La ricerca di accompagnatori, che devono essere persone di fiducia,  è stata perciò un impegno faticoso e una preoccupazione permanente per la Gabbianella. Ora, dopo molti anni, possiamo contare su un certo numero di persone, che già dispongono del permesso ad entrare in carcere e che sanno come comportarsi con gli agenti, le mamme, le maestre, e naturalmente i bambini.</p>
<p>Per dare la misura del nostro impegno, si ricorda qui che dal 2004 circa ventisette  bambini hanno potuto frequentare regolarmente l’asilo nido e nel corso degli ultimi tre anni, quattordici bambini hanno potuto godere dell’accompagnamento estivo in spiaggia nell’ambito dei progetti “Gioire nelle feste” e “Giocare liberamente” realizzati rispettivamente nel 2009 e 2010 e finanziati dal CSV, dal Comune di Venezia, dalla Municipalità di Venezia e dalla Foresteria Valdese. Nel 2011 nessuno ha finanziato il progetto, ma l’associazione è riuscita ad avere la capanna ugualmente, grazie all’offerta di 4 soci e ha potuto ancora portare al mare due bambini, i soli presenti al nido nell’estate. Una capanna “solidale” che è stata più in generale messa a disposizione di tutti quei bambini che non hanno, per diverse ragioni, la possibilità di trascorrere in compagnia piacevoli giornate al mare.</p>
<p>Dalla fine del 2007, cioè da quando abbiamo dovuto pensare noi a retribuire gli accompagnatori, con “prestazioni di lavoro occasionali”, passando loro per intero la cifra che il Comune dava all’associazione, sono stati una trentina gli amici o meglio le amiche (due soli uomini) che hanno garantito la continuità di questo prezioso servizio.</p>
<p>Forse 12 euro netti sono troppi per un’ora di lavoro come baby-sitter, ma non lo sono di certo per l’impegno e la responsabilità umana e sociale del compito ricoperto. E nemmeno troppi per avere le giornate feriali sempre “bloccate” dall’impegno di andare ad accompagnare alle 8,00 e recuperare alle 15,30 un bimbo al nido. Inoltre, i nostri amici, oltre alle ore di accompagnamento al nido, facevano molte altre ore di “passeggio libero” con i bimbi, portandoli al parco-giochi, a casa propria, a vedere cose interessanti e stimolanti per i bambini (le giostre, le festine di Carnevale, i colombi di piazza S. Marco, ecc.).</p>
<p>Non solo nei giorni feriali i bambini sono usciti, ma anche nei festivi, ovviamente gratis e con turni studiati appositamente. Gli accompagnatori sono sempre divenuti amici di mamme e bimbi, procurando loro ciò che serviva, portando i bambini in ospedale se questo era necessario, accompagnandoli nel difficile momento dell’uscita quando possibile, talora fino alla nuova casa, in città diverse dalla nostra, con mezzi propri, vegliando sul loro successivo inserimento all’asilo e sulla loro serenità.  Molti di questi rapporti continuano ancora. Si è trattato nei fatti di forme di affidamento, più che di semplici accompagnamenti.</p>
<p><strong>La sinergia con il carcere e l’asilo nido</strong><br />
La Direzione del carcere femminile anche prima dell’appoggio della Gabbianella aveva provveduto ad accompagnare alcuni bambini all’asilo nido, consapevole dell’importanza di questo servizio. Quando l’associazione di volontariato cominciò ad accompagnare i primi bambini ed era disposta a farlo gratuitamente non rendendosi ancora conto dell’impegno che questo presupponeva, la Direzione chiese esplicitamente al Comune che gli accompagnatori fossero pagati e garantì così la continuità delle attività fino al dicembre 2010.</p>
<p>Poiché non tutte le mamme ristrette, soprattutto nel passato, volevano mandare i bambini all’asilo, la Direzione dell’istituto di pena ha cercato di sensibilizzare le detenute madri in vari modi. Tra questi ha favorito gli incontri con le maestre e la proiezioni di video sulle attività che i bambini svolgono all’asilo.</p>
<p>Anche la Direzione dell’asilo si è resa conto dell’importanza di accogliere questi bimbi e ha riservato loro dei posti e un’attenzione particolare.</p>
<p>I comportamenti dei bambini sono sempre stati sinteticamente descritti alle mamme dalle maestre attraverso comunicazioni scritte di cui le accompagnatrici si facevano tramite.</p>
<p><strong>La situazione attuale</strong><br />
Da gennaio a giugno dell’anno 2011 abbiamo accompagnato i bambini senza ricevere nessun compenso. Per fortuna i piccoli rimasti nel nido in quest’ultimo anno sono stati pochi. Se fossero stati 5-6, come succedeva in passato, senza compensi economici, sarebbe stato difficile. Grazie soprattutto alle socie Martina Sambo e Nara Ronchetti, anche gli ultimi bambini passati al nido, sono usciti con la consueta regolarità e anzi, su richiesta delle mamme, più degli altri. Queste mamme, a differenza di quante le hanno precedute nello scorso triennio, non hanno potuto usufruire del progetto educativo, finanziato dalla Regione Veneto e implementato dall’associazione, per venire loro in aiuto attraverso diverse forme di sostegno ad hoc, dalla pediatra alle psicologhe della relazione. Nel 2011 giovani mamme che presentavano problematiche personali piuttosto pesanti, senza compagne con cui condividere il nido e prive di un sostegno adeguato si sono sentite più sole e hanno vissuto con maggiore difficoltà il loro ruolo. Venendo incontro alle richieste e alle specifiche necessità di queste mamme e nonostante la totale assenza di fondi, la Gabbianella si è comunque impegnata per garantire a questi bambini la possibilità di trascorrere la maggior parte del tempo all’esterno riuscendo a trovare delle socie–accompagnatrici stabili che hanno potuto trascorrere con loro quasi tutta la giornata e che gli hanno permesso di vivere delle esperienze ricche e stimolanti adatte a favorirne la normale crescita psico-fisica.</p>
<p><strong>Proposte dell’associazione “La gabbianella e altri animali” per l’anno scolastico 2011/2012</strong><br />
Dopo queste necessarie premesse, l’associazione formula delle proposte con la precisa intenzione di facilitare il lavoro delle Istituzioni. Naturalmente rimane aperta a riceverne di diverse da parte delle Istituzioni stesse.</p>
<p>1. L’associazione si impegna, nei limiti delle proprie forze, ad accompagnare all’esterno del carcere, durante i giorni festivi d’inverno e al mare d’estate, i bambini che ne avranno bisogno, anche nell’attuale situazione.</p>
<p>La stessa non garantisce invece di riuscire ad assumersi un impegno regolare per quanto riguarda gli accompagnamenti dei bambini all’asilo nido comunale senza l&#8217;aiuto fondamentale delle istituzioni, con finanziamenti e accordi anche diversi dal passato, ma tali da riconoscere il ruolo di supporto e   sostegno che la Gabbianella sta svolgendo per mamme e bambini.</p>
<p>Di fatto, come si riconosce l’affidamento diurno a singole famiglie, allo stesso modo si potrebbe riconoscere l’affidamento diurno all’associazione. In passato questo tipo di accordo  era stato già adottato in qualche situazione esterna al carcere tra il Centro Affidi e l’Associazione come tra la Municipalità del Lido e l’Associazione; oggi ci auguriamo possa venire istituito un protocollo simile ma non ci irrigidiamo nella proposta, che è una delle tante possibili.</p>
<p>2. Qualora si giunga alla decisione di riprendere accordi per metterci nelle condizioni di accompagnare i bambini all’asilo nido, l’associazione si impegna, in collaborazione con le istituzioni, se vorranno, ad organizzare un corso di formazione per gli accompagnatori.</p>
<p>Lo stesso potrebbe essere composto da 4 incontri: uno con una pedagogista         sulle principali tappe dello sviluppo dei bambini da zero a tre anni; uno con      un’ educatrice del carcere; uno con un’ operatrice del Centro di consultazione  per bambini, genitori, adolescenti; uno con il pediatra.  Il corso, oltre a      diffondere una conoscenza adeguata del Centro per l&#8217;Affido, aspirerebbe a garantire una preparazione specifica, condivisa e omogenea, degli accompagnatori in grado di ottimizzare il coordinamento tra tutti gli attori coinvolti ed evitare l&#8217;insorgere di possibili difficoltà nella relazione con l’istituto di pena.</p>
<p>3. Chi accetterà di fare l’accompagnatrice, sarà tenuta inoltre a partecipare ad incontri periodici interni all’associazione, per confrontarsi e condividere con esperti del settore e      con altri accompagnatori le problematiche che eventualmente emergeranno durante lo svolgimento del proprio servizio.</p>
<p>4. Inoltre l&#8217;associazione, in collaborazione con le istituzioni, si impegnerà a svolgere un&#8217;azione specifica di informazione e sensibilizzazione a beneficio delle nuove mamme che arrivano in carcere. Infatti sostenere questi bambini significa anche sostenere le loro mamme: una corretta e sistematica attività di informazione a loro favore eviterebbe di creare inutili angosce e inquietudini alle madri e, di riflesso, ai loro figli. Due colloqui individuali con la ristretta appena arrivata da sola e/o in presenza delle altre mamme già esperte e fruitrici dei nostri servizi saranno organizzati da socie esperte dell&#8217;associazione per diffondere delle informazioni di base riguardo l&#8217;associazione e il suo ruolo e <em>mission</em> all&#8217;interno del carcere: il nostro progetto educativo è volto a permettere ai bambini un adeguato sviluppo psicofisico e a coinvolgere le mamme in      tutte le attività (scuola, uscita, forme di divertimento) proposte ai bambini perché queste ne capiscano il valore e crescano con i piccoli.</p>
<p>Pensando ai due bambini ora rinchiusi nel nido, vorremmo risolvere subito ogni problema, ma da soli non possiamo e non è giusto farsi carico di compiti che non si è sicuri di poter rispettare. Confidiamo nel personale che lavora a pieno titolo nel nido del carcere e nella sensibilità della Direzione per quanto riguarda l’accompagnamento dei bambini nel prossimo periodo, anche perché è necessario fare l’inserimento presso l&#8217;asilo nido comunale dell’ultimo arrivato, il piccolo Vito.</p>
<p>Come abbiamo già ricordato, nel passato il nostro lavoro è stato possibile grazie anche al finanziamento avuto dalla Municipalità di Venezia. E’ quasi inevitabile che senza finanziamenti i volontari si sottraggano agli impegni precisi e puntuali che sono necessari per dare continuità di frequenza all’asilo nido e abitudini regolari ai bambini. Noi invitiamo  le istituzioni a sostenerci.</p>
<p>Carla Forcolin</p>
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		<title>La capanna solidale</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Aug 2011 20:10:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da metà giugno è in funzione presso lo stabilimento balneare Pachuka del Lido di Venezia la  “capanna solidale”, un servizio promosso dalla nostra associazione, in collaborazione con l&#8217;I.R.E. di Venezia (Istituzioni di Ricovero e di Educazione) &#8211; Comunità Alloggio Pompeati, per permettere a bambini, che per diverse ragioni non ne avrebbero la possibilità, di trascorrere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da metà giugno è in funzione presso lo stabilimento balneare Pachuka del Lido di Venezia la  “capanna solidale”, un servizio promosso dalla nostra associazione, in collaborazione con l&#8217;I.R.E. di Venezia (Istituzioni di Ricovero e di Educazione) &#8211; Comunità Alloggio Pompeati, per permettere a bambini, che per diverse ragioni non ne avrebbero la possibilità, di trascorrere in compagnia delle piacevoli giornate al mare.</p>
<p>Questo servizio, offerto in maniera continuativa durante l&#8217;intera stagione estiva, da una parte mira a garantire anche d&#8217;estate delle uscite dal carcere quotidiane ai bambini che si trovano nella casa circondariale della Giudecca con le mamme detenute, dall&#8217;altro si inserisce nell&#8217;ambito delle consuete azioni di solidarietà familiare promosse dalla nostra associazione.</p>
<p>Fino ad oggi sono circa 25 i bambini e i ragazzi, compresi tra i 6 mesi e i 18 anni, che frequentano regolarmente la capanna accompagnati, a seconda dei casi e delle particolari esigenze, da familiari, operatori sociali o volontari dell&#8217;associazione. La capanna solidale non è concepita solo come uno spazio utile dove cambiarsi e lasciare le proprie cose finché si va a fare il bagno, ma rappresenta un vero e proprio spazio aggregativo dove grandi e piccini hanno la possibilità di socializzare e stringere nuove e belle amicizie e affetti che speriamo li potranno accompagnare anche in seguito.</p>
<p>L&#8217;iniziativa rimane aperta a beneficio di tutti gli interessati fino alla chiusura degli stabilimenti balneari a metà del mese di settembre. Per informazioni più dettagliate vi preghiamo di scriverci al nostro indirizzo mail: <a href="mailto:info@lagabbianella.org">info@lagabbianella.org</a></p>
<p><img class="size-medium wp-image-5311 alignleft" src="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/08/DSCN4425-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-5328" style="margin-left: 5px;" src="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/08/DSCN5048-225x300.jpg" alt="" width="144" height="225" /></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-5333" style="margin-left: 5px;" src="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/08/DSCN5075-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
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		<title>Famiglie solidali a Venezia, 31 maggio e 1 giugno</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 15:26:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Martedì 31 maggio,  dalle 16.30 al parco di Villa Groggia (S. Alvise, Cannaregio 3161), si terranno dei laboratori creativi all’aperto per  i piccoli e per i più grandi uno spettacolo con i burattini. Mercoledì 1 giugno, dalle 10.00 presso il centro Sportivo di Sant’Alvise, avverrà la premiazione del IV  concorso di disegno “FAMIGLIE INSIEME È [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/05/locandina-famiglie-solidali.pdf"><span style="color: #f400f4;"><img class="alignleft size-full wp-image-5246" style="margin-right: 5px;" title="Clicca sull'immagine per aprire il PDF della locandina!" src="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/05/villa-groggia.jpg" alt="" width="105" height="72" /></span></a><span style="color: #000000;">Martedì 31 maggio,  dalle 16.30 al parco di Villa Groggia</span></strong> (S. Alvise, Cannaregio 3161), si terranno dei <strong>laboratori creativi all’aperto </strong>per  i piccoli e per i più grandi uno <strong>spettacolo con i burattini.</strong></p>
<p><strong>Mercoledì 1 giugno, dalle 10.00 presso il centro Sportivo di Sant’Alvise</strong>, avverrà la <strong>premiazione del IV  concorso di disegno “FAMIGLIE INSIEME È BELLO”, con animazione a cura di Francesco Pinzoni.</strong></p>
<p><span style="color: #cd31bb;"><strong>Vi aspettiamo!</strong></span></p>
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		<title>XVIII fiera dell&#8217;associazionismo e del volontariato a Venezia, 14-15 maggio</title>
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		<pubDate>Fri, 06 May 2011 15:13:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<description><![CDATA[Sabato 14 (dalle ore 12) e domenica 15 maggio 2011 si terrà a Venezia, in Campo S. Margherita, la XVIII fiera dell&#8217;associazionismo e del volontariato, con: - mercatino delle Associazioni - attività, giochi e spettacolo di burattini Le associazioni devolveranno parte dei fondi raccolti durante la Fiera ad un progetto di solidarietà. Per saperne di più, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/05/locandina_fiera__2011_ultima_1_.pdf"><img class="alignleft size-full wp-image-5088" style="margin-right: 5px;" title="Leggi la locandina" src="http://www.lagabbianella.org/wp09/wp-content/uploads/2011/05/Fiera.jpg" alt="" width="107" height="155" /></a></p>
<p><strong>Sabato 14 (dalle ore 12) e domenica 15 maggio 2011 si terrà a Venezia, in Campo S. Margherita, la XVIII fiera dell&#8217;associazionismo e del volontariato, con:</strong></p>
<p><strong>- mercatino delle Associazioni<br />
- attività, giochi e spettacolo di burattini</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong>Le associazioni devolveranno parte dei fondi raccolti durante la Fiera ad un progetto di solidarietà.</p>
<p>Per saperne di più, clicca sull&#8217;immagine e leggi la locandina (PDF)!</p>
<div><span style="color: #000080;"><strong>Noi ci saremo: ti aspettiamo!</strong> </span></div>
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