Commento alle critiche di Andrea Bollini sull’inchiesta Sequestri di stato
pubblicata su “Panorama”.
Il n° 47 di “Panorama” del
novembre 2009 dedica la copertina agli allontanamenti dei bambini dalle
famiglie, chiamandoli “Sequestri di Stato”.
Andrea Bollini (Cismai) replica all’inchiesta in
un’intervista pubblicata il 13 novembre sul sito del settimanale “Vita no profit”:
AFFIDI. Non esiste il “sequestro
di stato”
«Ma quale sequestro di Stato, il problema semmai è
che il legame di sangue in Italia è ancora un mito, difficile da recidere»:
sbotta così Andrea Bollini, presidente del CISMAI-Coordinamento
Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso all’Infanzia.
Panorama questa settimana dedica la sua copertina ai 32mila
minori che la giustizia ha allontanato dai loro genitori, raccontando quattro
storie di errori clamorosi, a partire dai due
fratellini sottratti ai genitori a Basiglio, alle
porte di Milano, la scorsa primavera. “Sequestri di stato”, è il titolo.
All’interno del servizio si parla dei bambini dati in affido (16mila) e messi in comunità (15mila)
come di «rapiti». Questi bambini sono stati «tolti con forza alle famiglie, non
sempre per buone ragioni. Come dimostrano i tanti
errori dovuti a fretta e superficialità, Ma anche a un business che vale più di
un miliardo di euro l’anno». Insomma, «è tutto il sistema a
essere messo sistematicamente in discussione».
È su questo che Bollini non ci sta. «Casi di errori giudiziari ci sono stati e ci sono, come pure
allontanamenti che non dovevano essere fatti. Ma guai a
delegittimare e screditare un sistema facendo credere che l’errore sia
sistematico. Questa non è solo disinformazione, è un colpevole rigurgito
di adultocentrismo che
dimentica i diritti dei bambini», dice. «Storture nel sistema di protezione dei
bambini maltrattati ci sono, ma sono di tutt’altro
genere, come il fatto che un bambino abusato debba ripetere in ogni grado di
giudizio la sua testimonianza: questa sì è violenza istituzionale».
Dal suo osservatorio Bollini non crede al dato citato su Panorama da GianLuca Vignale, consigliere
regionale Pdl del Piemonte: 77% dei
minori allontanato per metodi educativi non idonei e per impossibilità
di seguire i figli, ovvero per «motivi soggettivi». Al contrario vede negli
anni un aumento degli allontanamenti fatti per motivi estremamente
gravi, come l’abuso o il fortissimo disfunzionamento
della capacità genitoriale dovuto a tossicodipendenze
o malattie mentali. «Oggi i casi di maltrattamento lieve vengono
trattati grazie ai servizi domiciliari e si tengono in famiglia,
l’allontanamento si fa per i casi limite o per quelli dove non esistono più le
condizioni per restare in famiglia». E comunque ai
dati Bollini in questa materia non crede per principio, poiché non esiste in
Italia un sistema di monitoraggio sull’abuso e il maltrattamento dei minori. «È
una vergogna, questo monitoraggio era previsto dal Piano
infanzia, c’è stata una piccolissima sperimentazione con il Centro di
documentazione per l’infanzia e l’adolescenza, ma poi tutto è svanito. Non si
possono fare politiche serie di contrasto, prevenzione e presa in carico dei
bambini maltrattati senza un quadro serio di conoscenza del fenomeno».
Giudici troppo interventisti, per Panorama. Troppo prudenti, dice invece
nello stesso servizio Melita Cavallo, riferendosi al fatto che «diamo in
adozione i bambini solo quando sono distrutti
psicologicamente». Per Bollini i giudici negli ultimi anni hanno deciso meno
allontanamenti, e «i provvedimenti urgenti dei giudici monocratici
sono praticamente scomparsi: decide la Camera di
Consiglio, con due giudici togati e due giudici onorari, anche questa
collegialità è una garanzia». Soprattutto Bollini contesta
quel 50% di minori che rientrano in famiglia letto come prova schiacciante
della fallibilità del sistema: «è al contrario un dato positivo, vuol dire che
anche il sistema di accompagnamento delle famiglie funziona. L’allontanamento
non è una punizione per i genitori ma un’occasione che
gli si dà per recuperare le loro competenze genitoriali.
Se la metà ce la fa è un bene per tutti».
Sara De Carli
Mi pare che il punto di vista di Bollini sia interessante. Ma... il sistema
di protezione e tutela dei minori è buono sulla carta
e risente in pratica dei tempi lunghissimi della giustizia (particolarmente
gravi quando si parla di soggetti che stanno crescendo). Risente anche del
fatto che i giudici minorili non sono sempre disponibili (perché sovraccarichi
di lavoro) ad un vero ascolto delle parti in causa, soprattutto dei minori se
molto piccoli e quindi più da osservare e da interpretare che da ascoltare.
La legge 149/01 inoltre non è esigibile e leggi non esigibili
sono leggi applicate parzialmente. La legge 149/01 è ambigua in molte sue
parti: da anni si permette che venga interpretata in
modi diametralmente opposti ad esempio sulla possibilità di trasformare
l’affidamento in adozione secondo l’articolo 44 della legge 184/83 .
Non sono carenze da poco. È purtroppo vero che gli
errori nel sistema ci sono, come ammette Bollini, è anche vero che non ho mai
visto nessuno chiedere scusa per gli errori commessi.
Di certo le cose scritte da Panorama sono a tratti frutto di interpretazione un po’ incompetente delle cose: i bambini
che rientrano a casa in Piemonte, dopo un allontanamento, possono dimostrare
che l’allontanamento è servito, che la famiglia è stata recuperata, non che
sono stati allontanati per nulla. Ma ogni caso è a sé
e tutto è possibile. Di certo sono poco usati gli affidamenti diurni che
permetterebbero di aiutare le famiglie in crisi senza separarle in modo
definitivo e di certo ha ragione la giudice Cavallo quando
dice che di solito si arriva a decretare l’adozione mediamente in modo troppo
prudente anziché in modo troppo
sbrigativo.
I casi denunciati però sono solo una parte dei casi in cui le persone si
sentono vittime di ingiustizia, e anche a noi arrivano
dei racconti davvero gravi su mancanze di questo sistema di protezione dei
minori. Il racconto non è sempre oro colato, i processi servono appunto a
capire ciò che è vero, ma il problema di una cultura ancora incapace di
proteggere i minori esiste.
Carla Forcolin