A Natale vi sareste aspettati due righe su babbo Natale, sulle renne o sull'asinello. E invece no. Permettetemi di dire la mia su una storia che tutti conoscono e che è quella della mia sorellina B.

 

Nessuno ha mai chiesto la mia opinione. Nessuno mi ha chiesto cosa provavo. Non è mai bello vedere un bambino sradicato da quella che considera la propria famiglia. Se poi è tua sorella figuriamoci... Be’ sì, è mia sorella, non sarà sangue del mio sangue, ma cosa importa; sono io che non dormivo la notte perché piangeva, sono io che non potevo mai guardare la tele per non suscitare le sue ire, sono io che dovevo tenerla d'occhio, sono io che venivo ricompensato con un bacio dopo averla aiutata, sono io suo fratello.

 

Tra T, l'altro mio fratello, e B c'era più rivalità tant'è che lui”puzzava”, “era ciccione”, faceva “schifo”. Ed è per questo che se dovessi descrivere quello che negli ultimi tempi provava B, riporterei quello che mia sorella mi ha detto qualche giorno prima che venisse portata via;” Se mi fanno stare qui, prometto che non dirò più che T mi fa schifo”.

 

Otto anni di pensieri, di  genitori preoccupati, di rabbia tenuta nascosta. Ma anche di allegria, di sorella “smorfiosa”, di feste per “femmine” che mi costringevano chiuso in camera, di capricci e di litigate.

 

Io non so se mia sorellina sia felice, mi pare impossibile che sia contenta senza di noi. A me manca e io mancherò a lei.

 

Fratello di B.