Avv. Francesco Pisano, AIAF (Associazione Italiana Avvocati per la Famiglia e i Minori), email, 17 febbraio 2010

 

Per quanto mi riguarda firmo senz’altro la petizione, ma credo sia giunto il tempo di rilanciare con una proposta più ampia: quella di abolire o prevedere solo in rarissimi casi, per esempio relativi a bambini molto piccoli, l’adozione legittimante.

 

La realtà sociale è cambiata, non è più quella degli esposti, dei neonati abbandonati nella ruota dei conventi; oggi i bambini accedono all’affidamento preadottivo e poi all’adozione portandosi dietro un bagaglio di affetti, appartenenze, che costituiscono parte integrante della loro identità; dalla famiglia d’origine a famiglie d’appoggio ed affidatarie.

 

Tutelare questa identità, che si esprime in una molteplicità di appartenenze e di legami deve essere una caratteristica dell’adozione, che invece prevede oggi il venir meno dei legami con la famiglia d’origine e di fatto con tutta la precedente vita dell’adottato. Una pesante mutilazione identitaria in nome dell’imitatio naturae.

 

Occorre prevedere forme di accoglienza più aperte e flessibili pur nella stabilità, qualcuno le chiama miti, ma la questione non è nominalistica, ma sostanziale: occorre pensare ad un’adozione che tuteli il minore e non ad un istituto rigido a cui il minore si deve adeguare; occorre che non esista più, o sia riservata solo a casi particolari, l’adozione legittimante e che il modello di adozione oggi prevista dall’art. 44 della legge 184/1983 diventi quello ordinario, con un capovolgimento del sistema disegnato dalla legge 183/84.

 

Questa mi sembra una proposta da elaborare, la rilancio alla Gabbianella e mi rendo disponibile a lavorarci con chiunque sia interessato.

 

 

Carla Forcolin, risposta, email, 18 febbraio

 

Gentile avv. Pisano, grazie per la sua lettera.

 

Io penso che alla legge sull’adozione sia giunto il momento di fare delle modifiche, tali da far davvero svuotare la maggior parte delle strutture di accoglienza per collocare, se e quando ciò sia possibile, i bambini in famiglia.

 

Ma io non ho poteri in merito. Lei chiede di far fare l’adozione mite come prassi, l’ANFAA precisa che non vuole che adozioni legittimanti. Io non mi pongo al centro (non lo sono).

 

Come Lei e come tutti, vorrei che i bambini potessero passare da una situazione all’altra con dolcezza e nel rispetto dei loro affetti, ma non spetta a me decidere nulla. Ci sono casi in cui si può fare ciò che a lei e anche a me sembra un passaggio dolce e casi in cui non si può. Ad esempio, una delle nostre ragazzine, adottate con l’art. 44, ha il padre che perseguita lei - che un tempo era usata dallo stesso per rubare negli appartamenti, in una banda che la voleva perché minorenne - e la sua famiglia adottiva ed ex-affidataria.

 

Talora purtroppo  i legami con la famiglia originaria sono dannosi per i bambini (pensi ad esempio ai casi di violenza sessuale fatta in famiglia dai parenti!), talora sono invece preziosi.  Legiferare in merito non è semplice e non spetta a noi.

 

Se la petizione passerà, intanto metteremo una “pezza importante” ad una grave mancanza della legge e faremo passare il concetto del rispetto per i sentimenti dei bambini. Quindi sarà alla decisione della Commissione Infanzia rivedere la legge con l’aiuto di esperti, tra cui magari persone delegate da voi e rappresentanti del mondo dell’associazionismo.

 

Ci stia accanto!