La storia di Marco in breve
Andrea
Cambiaghi
Marco
è arrivato da noi direttamente dall’ospedale, aveva 5 giorni e doveva stare con
noi al massimo per 3 mesi in attesa di un decreto di adottabilità. Sono sorte delle complicazioni e per
fare tutti gli accertamenti e le relazioni che permettevano di renderlo
adottabile con un basso rischio giuridico ci sono voluti 10 mesi.
Nel frattempo
Marco era cresciuto con noi, bello, sano e felice. Ci considerava i suoi
genitori e quando la sera arrivavamo a casa tutti e due rideva come un matto
fino a farsi venire il singhiozzo.
Dopo il decreto
di adottabilità, l’assistente sociale ha spiegato la situazione al tribunale
dicendo che per lei il percorso più naturale per Marco era di restare nella
famiglia che lui stesso considerava propria.
Purtroppo il
tribunale ha risposto che la legge non permette agli affidatari di diventare
adottivi e quindi andava spostato.
Noi
abbiamo sofferto molto, ma la nostra sofferenza era in conto fin dall’inizio ed
era il prezzo da pagare perché Marco non crescesse in una comunità.
Quello che la
legge non ha messo al centro è Marco, che è stato costretto per legge a
cambiare famiglia quando non c'era nessun motivo che lo facesse. Lui era la
parte più debole da tutelare ed invece addirittura è stato detto "tanto è
cresciuto talmente bene che avrà tutte le capacità di superare questo
trauma".
Nel
nostro caso l’applicazione della legge ha generato un’ingiustizia.