IL SENSO DEL CONVEGNO
DEL 13 MAGGIO: IL GIORNO DOPO!!!
di Claudio e Cinzia
Carboni
E ADESSO che si fa?
Carla Forcolin, l'avv.
Lucrezia Mollica, sono state molto brave a pensare e portare a termine questa
impresa.
E' andato tutto bene, benissimo. Meglio del previsto, basta leggere certi
commenti nelle firme on line.
Da nodo in gola e tanta rabbia dentro!!! Ma tanta voglia di muoversi, di
cambiare le cose.
Se n'è parlato è vero, i mass media hanno recepito il problema e le motivazioni
della petizione, qualche uomo di legge ha cominciato a metterci la faccia, le
assistenti sociali sono uscite dalla tana.
Ma poi?
E' precisa e
inoppugnabile l'affermazione che Carla ha fatto:
Vogliamo che sia attuato il diritto dei bambini e degli adulti che li hanno
tenuti in affido per un certo periodo di tempo a continuare le relazioni
affettive maturate.
Se ci pensiamo bene non
era in questione il fatto che la legge, e chi di fatto la interpreta e la
applica, i giudici dei tribunali dei minorenni con la complicità dei servizi
sociali, possano e debbano preoccuparsi, nell'interesse unico ed esclusivo del
minore, di dove collocare i bambini che, a torto o a ragione, non possono più
continuare la loro esperienza di vita con i genitori naturali.
Perché abbiamo appreso che la legge esiste già, ma viene resa vana e non
attuata dal fatto che ''i professionisti del settore'' non fanno bene il loro
mestiere per ignoranza o sciatteria.
La stessa dottoressa Cavallo, presidente del Tribunale di Roma, che ''brillantemente''
in televisione, prima del 13 maggio, aveva più di una volta difeso se stessa e
la categoria da certi attacchi, ha riconosciuto quanto contenuto nella
petizione... o perlomeno ha iniziato un periodo di ... conversione.
Crediamo fermamente in quel ''buon senso'' che aveva richiamato il giornalista
Stella nel suo articolo sul Corriere della Sera del giorno 19 aprile,
ma forse non basta, varrà anche la pena che qualcosa succeda quando vengono
poste in atto queste ''infrazioni di legge'', queste ''inumane prassi di ordine
sociale per cui i bambini sono pacchi che si spostano impunemente da un adulto
all'altro esclusivamente nell'interesse di questi ultimi''.
Una giustizia minorile
meno adultocentrica, scrive Carla Forcolin nel suo commento al Convegno!!!
Ecco dove sta il
problema di partenza, da cui deriva tutto il resto e i pasticci che vengono
combinati.
Ma cosa fare allora per
rendere la gestione di tutte le problematiche relative al mondo minorile, nel
contesto specifico di quando ci sono di mezzo i cosiddetti '' figli degli
altri''???
Nel pomeriggio del convegno del 13 maggio a Roma c'è stato un incontro al quale
abbiamo partecipato e in cui è emerso, a nostro parere, l'intervento di un
avvocato, che si è definito tale e al tempo stesso, non-genitore affidatario,
non-genitore adottivo, non-genitore. La sua tesi era che bisogna osare di più
cioè la petizione non basta, è un intervento troppo blando, bisogna FARE DELLE
DENUNCE perché, in sostanza, della circolare che si è impegnata ad emettere la
senatrice Serafini, i giudici e i tribunali dei minorenni, ci fanno gli
''aeroplanini di carta''.
Che dire?
Cominciamo prendendo esempio da Brunella Benedetti e Luigi Moretti che hanno
fatto ricorso alla corte europea sostenuti dall' avv. Mollica? Ebbene, la nostra
risposta propende per il si!
Perché se ci si ferma ora, adesso, nulla o poco di quanto fatto sarà servito!!
Noi abbiamo anche apprezzato quella grande cosa che ha fatto il piccolo comune
di Lugo di Romagna.
Per noi è importante, visto che viviamo in un ''grande'' comune di Provincia,
Parma, conosciuta per tante cose belle, ed è facile fare il confronto con
l'immobilità, l'assenteismo, i muri e gli imbarazzi che abbiamo trovato nelle
istituzioni della nostra città e non uno straccio di assistente sociale che
abbia firmato la petizione.
Ordine di scuderia o insensibilità culturale??
Dobbiamo anche dire purtroppo che al pomeriggio del convegno abbiamo
partecipato con molta delusione per la troppo marcata presenza di
rappresentanze di tutto quel settore di ASSOCIAZIONISMO che opera nell'affido
sotto il nome di casa-famiglia e per come qualche rappresentante (citiamo per
es. ANFAA) ha gestito il tempo da spendere in una specie di sterile
comizio in cui si è parlato solo della realtà e della veduta adulta e mai si è
parlato realmente della situazione dei minori.
Questa osservazione non vuole essere assolutamente polemica ma introdurre
un'altro problema collegato alla petizione che è quello che i bambini che vanno
in affido non hanno bisogno, nella quasi totalità dei casi, di una
casa-famiglia, ma di una famiglia che abbia una casa.
Se non è così viene da chiedersi quanto valore possa avere avuto nel nostro
paese la chiusura degli ''orfanatrofi'', se molti bambini hanno solo cambiato
la portata e la dimensione dell'istituto dove vivere. Un conto è una
casa-famiglia con degli operatori e un certo numero di bambini, un conto sono
due adulti che formano di fatto una famiglia, magari con cinque figli loro
naturali e hanno altri bambini, in affido.
E' un altro aspetto, ma non irrilevante, considerare che si chiama, non a caso
''affido famigliare'' e che l'affido famigliare non è solo la gestione per
un certo periodo di tempo di un minore ma un sostegno ad un'altra famiglia in
difficoltà. Questo i servizi sociali, abbiamo appurato, molto spesso se lo
dimenticano, per interesse o noncuranza. L'obbiettivo primo dell'affido
famigliare resta quello di fare di tutto per riportare i bambini nella famiglia
d'origine. Questo lo diciamo per tutti quelli che hanno spudoratamente e senza
nessun presupposto accusato chi ha promosso questa petizione di fare gli
interessi o la volontà degli affidatari che si vogliono tenere i minori a cui
si sono affezionati.
(La solita visione adultocentrica, da cui certa gente non scappa!!!)
Parlando ad esempio della stampa, anche l'articolo di Repubblica non è che
abbia fatto un gran bel servizio alla causa.
Il titolo spiazza e porta su un'altra strada. Ricordo che così titolava il
servizio di Maria Novella De Luca: ''L' ultima sfida dei genitori a tempo:
fateci adottare i nostri bambini''.
I bambini, prima di tutto, non sono di nessuno, non siamo noi genitori
affidatari, che dopo un po' di tempo vogliamo adottare questi minori, ma sono i
bimbi stessi che adottano gli adulti con cui si trovano bene, che danno loro
amore, in particolare quando si tratta di bimbi con delle ferite, che hanno già
vissuto degli abbandoni.
La nostra storia di affido ci ha insegnato che una bimba piccola che cresce con
te per molto tempo, ti adotta ancor prima che la legge si muova.
In quanto all'ultima sfida, crediamo che non sia una sfida ma una battaglia
civica, almeno è per questo che siamo venuti a Roma, ma se proprio deve essere
una sfida, sicuramente CHE NON SIA L'ULTIMA MA LA PRIMA DI TANTE!! In quanto ai
genitori a tempo, anche in questo non esageriamo enfaticamente.
Perché non parliamo e scriviamo di BAMBINI A TEMPO!!
Queste prime riflessioni
rendono sicuramente giustizia a quanto la petizione abbia fatto saltare il
coperchio di una pentola dove bollono dentro un sacco di problemi irrisolti o
risolti male.
Riteniamo pertanto che la petizione sia stata, oltre che - come l'ha definita
benissimo il professor Cancrini - SACROSANTA, un'occasione per CAPIRE che
sarebbe bene elaborare insieme (scriviamo ''insieme'' pensando a quante persone
hanno firmato on line con commenti da ricordare) un progetto sui minori, perché
c'è qualcosa di molto più grande che non va, che non funziona in modo giusto,
nell'intero mondo dell'affido, dell'adozione, dei bambini portati via dalle
famiglie naturali, di tutto un mondo nel quale ''occorre dirlo'' qualcuno su
questo problema pure ci campa.
La gente che ha
partecipato alla petizione on line scrivendo quello che pensava, ha dato un
segno che in questo paese c'è ancora voglia di cambiare in meglio le molte cose
che non vanno.
Per ultimo, per tutti
quelli che ci credono e in particolare per chi è uscito malamente da una brutta
storia di affido, restano solo due possibilità:
- la prima è quella di
leccarsi le ferite, sbattere la porta e passare il resto dei propri giorni
arrabbiati col resto del mondo perché si maltrattano i bambini
- la seconda è invece pensare a quel bambino o a quella bambina che per molto
tempo ha accarezzato il pensiero di avere trovato due adulti su cui contare
come genitori e invece la prepotenza della legge li ha rapiti da quella che
avevano battezzato come loro casa, come loro famiglia.
Rapiti per legge. Pensiamo a quanta prepotenza possa esserci in un
giudice che pensa e dice: Ce l'ho io una famiglia che va bene per te!!!
Ma poi torniamo a dire: che un bimbo passi da una famiglia all'altra
assurdamente passi pure, quello che non passa è che questo bimbo deve
dimenticare tutto di quella prima famiglia. Continuazione delle relazioni
affettive. Ripristiniamo le relazioni perdute!!!
Qualche ''esperto'' di legge ci spieghi perché NO!!
Con molta fiducia per
quanto si potrà fare insieme,
Claudio e Cinzia Carboni
PS - E per quanto è
successo in passato , la retroattività di ogni atto commesso a danno dei
minori, cosa facciamo???
Un bel condono, che è di moda?
Lo scudiamo? come dice la Gabanelli? Ovviamente in modo anonimo......
all'italiana!
O vogliamo scavare nelle carte e recuperare umanamente quanto ancora
possibile??
Cosa diranno questi bambini ''in mobilità'' quando diventeranno adulti, del
comportamento degli adulti di oggi, quelli che hanno deciso del loro futuro??
I BAMBINI CHE
DISGRAZIATAMENTE NON HANNO UNA FAMIGLIA O LA PERDONO, NON SONO UN PREMIO PER
GLI ADULTI CHE NON POSSONO AVERE FIGLI NATURALI.
SONO GLI ADULTI, CHE SI RENDONO DISPONIBILI A FARE LORO DA GENITORI, AD ESSERE
UN PREMIO PER QUEI BAMBINI!!!
Abbiamo sentito due
genitori adottivi di recente fare questa affermazione: Finalmente il giudice ci
ha dato un bambino!!
No, cari signori, è tutto sbagliato.
Il giudice del Tribunale dei Minorenni deve preoccuparsi di dare a quel bambino
dei genitori.
Lo pagano per questo!