logo-la-repubblicaPubblichiamo qui di seguito una lettera inviata dalla presidente dell’associazione “La gabbianella e altri animali”, Carla Forcolin, al quotidiano “La Repubblica”, a proposito del disegno di legge 1209 sull’adozione.

“Nessuno più di me vorrebbe gioire leggendo in un disegno di legge (attenzione: non in una legge!) che i bambini prima posti in affidamento, se diventano adottabili, possono essere adottati presso coloro che li hanno cresciuti. Per raggiungere questo scopo ho lottato per quindici anni!

Ho sempre pensato che nessuna persona di buoni sentimenti potesse volere che un bimbo, tolto alla famiglia d’origine perché la stessa non era in grado di crescerlo, se abbandonato definitivamente dalla stessa e dichiarato adottabile dal Tribunale dei Minorenni, dovesse cambiare ancora casa. Infatti nella famiglia affidataria, nella maggior parte dei casi, con l’attuale legge, un bambino/a , se dichiarato adottabile, non viene lasciato crescere, ma viene costretto a cambiare genitori e fratelli per andare in un’altra famiglia, questa volta “adottiva”.

Ora, nel disegno di legge 1209, si dice che la famiglia affidataria può richiedere di adottare il bambino, già dichiarato adottabile dal Tribunale dei Minorenni, che sta crescendo da anni. Ma il DDL fa riferimento all’art. 6 della legge 184/83, che permette l’adozione solo a coppie sposate e quindi esclude i singles dall’adozione, anche in questi casi.

In realtà, l’art. 44 lettera A della legge che oggi regolamenta l’adozione nel nostro paese, afferma che si possono adottare dei bambini anche senza i requisiti di matrimonio ed età previsti dalla legge, se chi adotta il bambino è legato al minore da un rapporto profondo. Ma, vi si aggiunge che possono essere adottati in queste condizioni solo i minori “orfani di padre e di madre”. E gli orfani posti in affidamento sono rarissimi.

In conclusione, stando alla lettera del DDL, i bambini presi in affidamento da singles finiscono per non poter essere adottati, qualora ce ne sia bisogno. La continuità degli affetti è garantita agli affidati a coppie e non è permessa agli altri!

Vorrei ricordare che i Servizi Sociali cercano giustamente di porre i bambini in affidamento presso famiglie loro adatte e che generalmente quelle famiglie sono di stampo tradizionale, con due genitori e dei figli. Se alcuni minori arrivano in affidamento a singles, il motivo c’è: o non ci sono famiglie disponibili o le stesse non sono adatte a quei ragazzini. Ad esempio delle ragazzine che hanno subito violenza possono sentirsi più tranquille presso una donna sola che presso una coppia… che senso abbia spostare questi bambini così fragili di famiglia, non mi è chiaro.

Apprezzo molto tutti gli aspetti positivi del disegno di legge 1209, tra cui l’obbligo di ascoltare l’affidatario nei processi che riguardano l’affidato, a pena di nullità del procedimento. Apprezzo moltissimo che si assuma finalmente il punto di vista del bambino, che si lega a chi lo cresce con affetto e nulla sa di differenze tra affido temporaneo e adozione per la vita. Vorrei solo che si fosse coerenti e il punto di vista dei bambini valesse per ogni bambino sfortunato e non solo per quelli posti in affidamento presso coppie sposate.”

Carla Forcolin

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