La storia de La Gabbianella e altri animali vista da me.

Lina Sini

Non sono mai stata una persona capace di organizzare gli altri intorno a una causa comune. Sono invece quel tipo di persona che se sente di essere vittima di ciò che posso percepire come un’ingiustizia, da parte di una legge o regolamento che sia, ha bisogno di esprimerlo in qualche modo.

Così – era il 1999 – scrissi una mail alla rubrica di Barbara Palombelli su La Repubblica.

Il problema che mi si era messo di traverso era una norma contenuta nella legge italiana sulle adozioni, che prescriveva una differenza d’età di massimo 40 anni dal genitore più anziano. Io avevo 34 anni e mio marito 44. Quindi nonostante avessimo in media meno di 40 anni avremmo potuto adottare un bambino di minimo 4 anni, 4 anni al momento della domanda, che sarebbero stati di più alla fine di tutto il percorso burocratico, che sapevo essere lungo, e che non avevamo ancora iniziato.

E Palombelli pubblicò la lettera!

Lettera che finiva con un appello alle persone che potevano avere un problema simile, a contattarmi e tra chi mi contattò c’era Carla Forcolin, donna single affidataria che aveva vissuto un doloroso distacco dal bambino che aveva preso in affido quando lui era stato dato in adozione.

Ci siamo conosciute e Carla mi ha proposto di fondare con lei un’associazione che si occupasse di portare le istanze delle persone, delle vite vere delle persone, che una volta a contatto con la Legge avessero riscontrato problemi, che magari il legislatore non aveva preso in considerazione, o non aveva previsto, o che erano il frutto dell’evoluzione della società.

Per esempio, un anacronistico limite di differenza di età in un Paese nel quale l’età media delle primipare era sempre più alta. Oppure, le sofferenze dei bambini e delle bambine che vengono distaccate forzatamente dai genitori affidatari una volta messi in adozione, distacchi terribili e fonte di traumi probabilmente in grado di segnare per sempre la vita di bambini già in condizioni di estrema fragilità. Oppure, il divieto di adottare per persone non sposate, in una società nella quale le famiglie monogenitoriali sono assai diffuse.

Per questo è nata La Gabbianella, il cui motore principale era ed è sempre stata Carla. E grazie a lei La Gabbianella è riuscita a ottenere risultati incredibili. La Gabbianella ha certamente avuto un ruolo in alcune modifiche apportate alla legge sull’adozione in quegli anni, tra cui il limite massimo di età di cui sopra, che venne portato a 45 anni dal genitore più giovane, ed è sempre stata attiva nel dialogo con le forze politiche sui temi dell’adozione e dell’affido, fino all’approvazione della legge 173/2015, per la continuità degli affetti, che apre alla possibilità di trasformare l’affido in adozione quando i bambini diventano adottabili, in modo da non doverli strappare da famiglie (o persone singole) che li hanno cresciuti per mesi o anni e che sono disponibili a continuare a crescerli.

Nel frattempo, io ho adottato mio figlio dal Brasile, che aveva 6 anni e mezzo al momento dell’adozione, quindi 42 anni di differenza da mio marito, 32 da me. E mentre ero alle prese con la nuova vita della mia famiglia, la Gabbianella si è evoluta allargando gli ambiti di azione, sempre con al centro i problemi dell’infanzia, per esempio occupandosi dei piccoli che vivono in carcere con le madri detenute alla Giudecca.

Sempre più attiva nel territorio veneziano in cui, attorno alla presidente Carla Forcolin, si era creato un gruppo di volontarie e volontari che hanno permesso negli anni la realizzazione concreta di tantissimi progetti sul territorio in grado di dare sollievo e creare un terreno fertile per un maggiore benessere dei bambini in sofferenza, per le famiglie affidatarie, per le famiglie adottive, per tutto quel mondo di persone desiderose di creare famiglie attraverso l’accoglienza di bambini abbandonati o orfani, e di bambini che vivono in famiglie problematiche o assenti, o con forti problemi comportamentali o affettivi, tali da essere fonte di sofferenza o povertà educativa.

Oggi la Gabbianella chiude, dopo oltre 25 anni di attività. Siamo tutti più anziani, mio figlio ha 28 anni ed è un giovane adulto, uno di quei giovani ai quali speriamo di aver lasciato un testimone, con una storia importante di attività sociali create dal basso, da quella forza incredibile che è l’associazionismo, la forza delle persone che si mettono insieme intorno a una causa comune, per creare, a piccoli passi, un mondo migliore.

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