Ho 19 anni, quasi 20 e, dall’ultima volta in cui scrissi un testo, sono passati molti anni. Sicuramente non avrei pensato di farlo ancora, non so nemmeno se riuscirò a terminare questo scritto, perché uno dei miei difetti è quello di non riuscire a portare a termine tutto ciò che mi porta felicità. Non ho ancora bene capito perché faccio così, forse insicurezze? Forse traumi passati? Boh! Però so che questa volta mi impegnerò, perché ci tengo molto.

Ricordo la prima volta che sentii parlare di “messa alla prova”. Sicuramente non ne ho sentito parlare a una bella cena di famiglia o da un professore delle scuole medie, ed è anche sicuro che il reato già lo avevo commesso, e la persona che me ne stava parlando era l’assistente sociale al tribunale dei minori. Ricordo che al tempo avevo 15/16 anni e, nonostante fossi ancora un ragazzino, i miei pensieri non erano per niente quelli di un ragazzino spensierato nel pieno della sua giovinezza.

Però, per descrivere i motivi per cui ero lì, mi ci vorrebbe un capitolo intero, e non sono qui per parlare delle mie brutte esperienze di vita. Nel corso della mia vita non sono sempre stato la persona che mi sarebbe piaciuto essere, e moltissime volte sono stato tutto ciò che non avrei mai voluto essere. Questo sia prima che durante la mia esperienza al “Progetto Arrampicare”, perché ho commesso delle vigliaccherie che mi hanno segnato e che mi hanno sporcato la coscienza.

Forse è vero che sono cresciuto per la strada, che credo di conoscere bene, e la mia voglia di esprimermi attraverso questo testo deriva dal mio rapporto con essa. Detto ciò, un altro motivo che mi ha ispirato a scrivere è una domanda semplice a cui mi ha chiesto di rispondere Carla: “Chi hai conosciuto durante questo progetto?”.

Questa domanda è stata fondamentale per la determinazione che ci sto mettendo a scrivere quello che sto scrivendo ora, perché proprio ieri ho rivisto le persone che hanno partecipato assieme a me al progetto, e che come me non hanno avuto storie di vita facili. Questo ha riportato molti ricordi in me di quel periodo, che avevo accantonato, e dunque forse inconsciamente la mia decisione di tornare in montagna e rivedere tutti è stata motivata proprio da questo: far riaffiorare i ricordi da dover affrontare, anche ripulendo un po’ la mia coscienza e soprattutto essere fiero della bella persona che sto diventando.

Belli sono diventati anche i miei compagni, anche se lo sono stati sempre, ma oggi lo sono un pochino di più, ahahah! Loro, oltre ad essere dei compagni di avventure, sono stati dei veri amici, perché nel brutto periodo che stavo passando sono riusciti a dimostrarmi delle attenzioni che per me non sono state per niente scontate, e questo forse un po’ riassume ciò che mi è rimasto di quella preziosa esperienza: il bene che ci si può far volere pur essendo un po’ svitati, ma sinceramente emotivi.

In fondo siamo tutti dei bambini un po’ sperduti che devono trovare la propria strada, e i miei compagni e la nostra mentore Carla me ne hanno fatto rendere conto.

Che dire? La montagna è bellissima, le passeggiate e le scalate in mezzo alla natura e alla roccia sono una terapia per alcune persone, e io rientro in quella categoria di persone. Detto ciò, posso dare pienamente la mia testimonianza di come un progetto del genere possa aiutare davvero molte persone a riscoprire se stesse.

Posso anche dire che da una parte sono stato molto superficiale in questo testo, perché non sono entrato nei dettagli delle brutte situazioni per le strade e delle brutte azioni che ho compiuto in passato.

Però di una cosa sono certo. La cosa bella che mi sta succedendo ora è forse la cosa più bella che io abbia mai vissuto: sto per dare alla luce un bambino che potrebbe essere una bambina, lo scoprirò a breve. Ma, a parte ciò, so che questo figlio o figlia mi riappagherà moltissimo e sono sicuro che le lezioni di vita che ho imparato insieme al mio gruppo potrò trasmetterle al mio bambino/a, e che, quando sarà un po’ più grande, verrà a conoscenza di questo progetto passato nel 2023, e perciò la Gabbianella vivrà sempre, anche se andrà allo scioglimento.

Auguro a chiunque una vita degna di essere vissuta.

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