Questo caso accende la fantasia e stimola la riflessione di molti. Già le parole “bimbi” e “bosco” messe vicine evocano le fiabe. Ma questi bambini non erano nel bosco da soli, vivevano con madre e padre in una casa riscaldata e illuminata, con uso di acqua pulita.
La casa viene descritta come priva delle normali comodità delle abitazioni di città, ma nessuna sofferenza per i bambini, nessuna matrigna o patrigno. Due genitori convinti, invece, di alcuni principi (pare ad esempio il rifiuto delle vaccinazioni e di qualsiasi oggetto in plastica) che vogliono tutelare i figli a modo loro. Questo modo implica anche un’istruzione data in casa. Come stiano esattamente le cose circa le condizioni dell’abitazione, dell’istruzione dei bambini e della loro salute, non lo sa esattamente
nessuno di coloro che ne parlano.
I fascicoli legati alle ispezioni fatte in merito sono secretati dal giudice dei minori, come dev’essere di norma.
Intanto si scatenano le reazioni scomposte di chi accusa i giudici di essere intervenuti senza rispetto per la vita della famiglia, anomala, ma non maltrattante.
Le reazioni di chi afferma che le famiglie hanno il diritto di trattare i figli come vogliono.
A me torna alla memoria la terribile vicenda di Bibbiano, dove tutti gli imputati sono stati assolti nel tempo dalle accuse infamanti di avere tolto i bambini ai genitori per ottenere vantaggi personali.
In questa vicenda (che viene raccontata alla opinione pubblica alla vigilia di un referendum sulla divisione delle carriere dei giudici, quando lo sconto governo- magistratura si fa sempre più aspro) si fronteggiano di fatto due visioni del mondo: quella di chi concepisce lo stato di diritto per tutti i suoi cittadini, piccoli compresi, e quella che vorrebbe ridurre sempre più il ruolo dello stato nelle vite delle persone.
Ma c’è un principio su cui tutti si dichiarano d’accordo: la legge è uguale per tutti.
Tutti i bambini hanno diritto a vivere in case sane, ma sappiamo benissimo che così non è; alla protezione della salute, ma anche qui sappiamo che esistono tantissimi bambini la cui salute è trascurata, perché non è più facile curarli; all’educazione e istruzione e il governo ha innalzato le pene per le famiglie che non ottemperano all’obbligo scolastico.
Esistono leggi che vanno applicate per tutti e sempre con equilibrio.
L’Italia è il paese europeo che meno sottrae bambini alla famiglia, perché si pensa che è meglio una famiglia imperfetta di una comunità. Però per questo molti bambini sono stati uccisi, l’ultimo proprio dalla madre pochi giorni fa. E sulla base dell’idea per cui stare con la madre è per un bambino il primo diritto, alcune decine di bimbi vivono nel nostro paese l’indiretta carcerazione della mamma fino a sei anni.
Come i bambini del bosco hanno diritto alla socialità, così i bambini del carcere hanno diritto ad essere accompagnati alla scuola materna e all’esterno del carcere da personale pagato dal Ministero di Giustizia.
Se questa vicenda potesse indurre ogni istituzione a fare ciò che le è materialmente possibile per i bambini in difficoltà, potrebbe forse migliorare il sistema di tutela dei minori invece che creare altre tensioni dannose.


